Patrimonio Antico & Vandali Moderni

In Yemen, per diversi decenni, nell’area della città storica di Dhamar sono state condotte campagne di esplorazione e scavo archeologici. Queste campagne hanno portato alla luce enormi monumenti megalitici e città fortificate costruite da una civiltà che sviluppò campi coltivati a terrazze già nel terzo millennio avanti Cristo. Una antica tradizione, quella dei campi a terrazze, che ha modificato le montagne ripide della zona in una sorta di carta geografica con le sue curve di livello. Nel corso del tempo sono stati avviati oltre 400 siti di scavo dai quali sono stati riportati alla luce, in diversi decenni, reperti come utensili, vasellame, gioielli, statue e iscrizioni in Arabo Antico.

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Terrore e terrore psicologico: la stampa italiana e un anno di Daish

In genere sono solito prendermela con le testate cattoliche perché in media, a quel che leggo, sono quelle che contengono una maggior dose di contenuti reazionari. Stavolta mi sento in dovere di bacchettare tutta la stampa italiana per questo pessimo scivolone, per quanto la cosa coinvolgerà in maggior parte quelle più esplicite sulla questione. Se non altro per porle come metro di paragone estremo in negativo. Di cosa si stra trattando (a quattro righe di testo è anche lecito domandarselo)? Degli articoli sul tema del primo anno di vita dello Stato Islamico.

Premetto ovviamente che non sono un esperto militare, né un esperto di cultura araba e/o religione islamica, né uno storico, né tanto meno un esperto di comunicazione. Ciò non di meno sono una persona con una discreta memoria e una certa curiosità, e non mi ci vuole molto per ricordare (per quanto non perfettamente) gli stessi articoli di cronaca che queste stesse testate scrissero allora. Continua a leggere

La Chiesa è finita, andate in pace

Il PR Bergoglio, butta dentro della Chiesa Cattolica, messo alla porta della canonica per cercare di fare entrare tutti quelli che passavano di lì con aria mista tra l’incerto, il disperato, lo scettico ma possibilista e il nonsopiùachesantovotarmi,  ha esaurito gli argomenti. Forse è stanco di tutte le banalità che ha dovuto infilare una dopo l’altra per riportare in auge un locale sempre meno alla moda, affossato dall’integralismo reazionario del precedente direttore,  incapace di rinnovarsi e di incontrare i gusti delle folle.

Comunque sia il papa “de noantri” ha perso smalto e sembra quasi non crederci più tanto nemmeno lui. Quell’ultima cosa sulla Chiesa che è femmina come dimostrato dall’articolo che la precede, davvero le batte tutte.  Mi chiedo a che conclusioni arriverebbe davanti alla parola utero.  E poi l’invito ai preti a non rifiutarsi di battezzare i figli delle ragazze madri perché “chi siamo noi per giudicare le ragazze madri”. Gli stessi che eravamo per giudicare i gay, suppongo.

Allora ditelo che aveva ragione Antonio  Socci sostenendo che questo papa è solo una spia sudamericana inviata dai servizi segreti siriani per far fuori la Chiesa cattolica.

Ammettiamo che io sia una persona alla ricerca di senso, non rassegnata al fatto che il significato dell’esistenza stia semplicemente nell’esistere, e pure temporaneamente, e che sia disponibile ad accogliere ed accettare teorie alternative sulla vita e sulla morte. Ma cosa mi direbbe questa Chiesa? Che la vita è un insieme di precetti non negoziabili, prendere o lasciare, che beati coloro che crederanno senza aver visto, ma un bel miracolo ogni tanto fa bene alla fede, che Medjugorje ha potuto esistere per oltre trent’anni con l’avvallo implicito della Chiesa e che solo ora di fronte all’evidenza dei vari scandali sta passando ufficialmente  nella categoria ‘bufale colossali’, che l’apertura ad una nuova morale sessuale, ad una nuova idea di famiglia, la condanna alla pedofilia tra i preti e lo smantellamento dello IOR sono solo gigantesche operazioni di marketing alle quali non ha fatto seguito assolutamente niente di concreto.

Insomma che deve fare di più la Chiesa per farci capire che non ha più niente da dire? Deve mettere il cartello “non chiedetelo a me, mi sono persa anch’io”?

Le testate cattoliche e il TTIP: la grande giravolta

"If there's one thing I've learned, bitch, this game is about MOTHER FUCKING MONEY!" - Michael Bay, ERB

“If there’s one thing I’ve learned, bitch, this game is about MOTHER FUCKING MONEY!” – Michael Bay, ERB

TTIP, chi lo conosce? Chi sa a che serve? Ammettiamolo: il Transatlantic Trade and Investment Partnership non è per niente conosciuto. Se non altro perché una buona sezione di esso non è pubblico, come invece ci si aspetterebbe da un qualsiasi trattato internazionale.

E se già questo desta sospetti, quelle poche cose che si sanno (in pratica una continuazione non violenta del neoliberismo-deregulation in salsa Bush) è bastato ad incontrato lo sfavore di entrambe le fazioni dell’Europarlamento, laddove la sua versione del Pacifico è stata oggetto di attacchi da parte di Wikileaks tanto da porci sopra una taglia. Ma perché tanta contrarietà? Forse perché ad eccezione degli ultimi eventi, nessuno di questi trattati è stato oggetto di un iter democratico – ovviamente, non essendo di fatto pubblici.

Sarà anche per questo perché a pochi giorni dall’affossamento del partenariato Avvenire ha tirato fuori un presunto allievo di Don Milano (strano: il filo-ciellino Renzi, vicino alle alte cariche, non aveva detto di accantonarlo?). Eppure fino a poco fa non erano di questo avviso. Continua a leggere

E ora pure il frocio-soccorso? Nervosismo a OmofobiaLand

Gli omofobi l’han presa bene, tutto sommato, no? Dopo esser finiti sui mass media la settimana scorsa, possiamo 1ditolve33dire che hanno reagito con eleganza, compostezza e molta disponibilità. Colpisce, dai titoli qui a destra il loro profondo rispetto per le critiche. O no? Ma non dobbiamo prenderli in giro. È che è precipitato tutto così in fretta… a maggio hanno perso un intero paese cattolico come l’Irlanda, poi hanno dovuto annullare di corsa la manifestazione per la famiglianaturale a Roma da fare contro il Gay Pride, poi ancora il quotidiano talebano laCroce sta quasi per chiudere. Giugno è appena iniziato e sono già lacrime: tutti i contro-pride di ste settimane in giro per l’Italia sono stati un fallimento. E ora, a inizio mese son stati beccati a farsi pagare per esporre le loro “idee”. In italiano si chiamano pregiudizi antigay ma non sottilizziamo: basta dire che è la religione e magicamente non si può più chiamarlo schifoso pregiudizio. Ha iniziato La Repubblica con un servizio sul Gruppo Lot che prega e rieduca i “maleducati” omosessuali. Poi Announo su La7 a mostrarli al pubblico nel loro habitat naturale: gruppi blindati di persone che si ritrovano in ambienti fuori da ogni controllo mentre usano termini psichiatrici senza alcuna competenza. Un’azione che non turberebbe Screen Shot 2015-06-09 at 08.15.38nessuno che avesse la coscienza pulita, no? E infatti l’hanno presa benissimo e ora che sappiamo cosa fanno, stanno gridando nervosamente alla morte di: a) democrazia, b) onestà, c) etica, d) libertà, e) Pippo Pluto e Paperino. Ma non avendo funzionato, hanno tirato fuori il frocio-soccorso.
C’è un problema frequente per la “strategia delle urla straziate” che provengono dallo zoo degli omofobi etero, ultimamente: non funziona più. Ne hanno fatte così tante contro i gay che nessuno ormai gli crede. Allora per spostare l’attenzione da pratiche disoneste fatte con l’aiuto del clero cattolico, hanno inventato una nuova figura professionale che campa sul disagio delle persone omosesusali: il frocio-soccorso. Che cos’è?

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Sodoma & Guernica spiegate a Luca Di Tolve (e ai cattolici)

Caro Luca Di Tolve,

ti scrivo da amico. Ho letto molto su di te in questo periodo, sei sotto il fuoco incrociato di molti. E mi è nato il desiderio sincero di aiutarti, perché hai bisogno di difenderti da questi nemici ma soprattutto da te stesso perché ne stai combinando così tante che mi fai quasi tenerezza. Ho scritto “quasi”. Ultimamente tutti parlano di te: la tv fa servizi dove sembri un talebano, Repubblica fa un reportage dove risulti un fuori di testa, Le Iene fanno un video dove ne esci come un pagliaccio, ci sono post in facebook che ti prendono in giro su qualsiasi cosa e persino Povia, si proprio quel Povia, t’ha sbugiardato pubblicamente. Non so se mi spiego: ti sei fatto scaricare come un bugiardo da Povia, quello dei nostri piedini che causano i terremoti sulla terra… Ce ne vuole, eh? Ora ti spiego due o tre cosette perché sei circondato da fuori di melone e se vai avanti così finisce che neanche padrePio con l’aiuto di Mazinga ti salvano.  Continua a leggere

… Ed il revisionar m’è dolce… (*)

(*) Con mille scuse a Giacomo Leopardi

“Tutto quello che fate lo fate perché lo volete, ogni giorno. Perché scegliete i vostri amici con cura. Perché dimenticate gli oppressi e ignorate gli oppressori.  Ma un giorno qualcosa tornerà, sangue e rabbia e steppa, e vi azzannerà alla gola.”

Da “Spiriti”, di Stefano Benni

Buongiorno a tutti.

Pochi giorni fa il nostro FSMosconi mi ha segnalato questo articolo di Avvenire che, sinceramente, è difficile definire non definire “revisionista”.

L’argomento oggetto dell’articolo è il supporto fornito nell’immediato dopoguerra da parte di alcune autorità della Città di Vaticano e della Chiesa Cattolica alla fuga di alcuni gerarchi e criminali di guerra nazisti dall’Europa verso destinazione estere (in particolare paesi del Sud America).

Un argomento tradizionalmente scottante per la Chiesa Cattolica, cosi come quello fra i rapporti fra Santa Sede e Terzo Reich in generale, visto l’atteggiamento ambiguo da sempre tenuto dal Vaticano nei confronti delle dittature di estrema destra (o comunque reazionarie) nel secolo scorso: basti pensare all’agitazione che pervase la Sala Stampa Vaticana qualche anno fa, quando cominciarono a circolare le prime indiscrezioni sulla passata iscrizione del neo-eletto al soglio pontificio Joseph Ratzinger alla Hitlerjugend e la solerzia con cui padre Lombardi si affannò a dichiarare davanti ai giornalisti che no, il Papa non aveva mai fatto nulla di sconveniente quando vestiva la camicia bruna, al  massimo aveva fatto qualche marcetta e cantato qualche canzone patriottica per le strade (seee, come se nel ’45 la Wehrmacht avesse avuto uomini da sprecare in pagliacciate!).

La questione delle c.d. “Ratlines” è tornato in auge da qualche anno, a seguito della de-secretazione di documenti dei servizi di intelligence di alcune delle potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale (in massima parte statunitensi) che ha stimolato nuove ricerche da parte degli storici negli ultimi due decenni. A seguito di queste ultime l’esistenza storica delle “Ratlines” è ormai certa, così come il coinvolgimento a vario titolo di esponenti del clero cattolico nella vicenda.

Ciò su cui dibattono gli storici è l’esatta portata del fenomeno, in particolare se si trattò di singole iniziative non coordinate tra di loro oppure di una vera e propria rete di canali diplomatici creata allo scopo di favorire la fuga dei criminali nazisti.

Dibattito non condiviso evidentemente dalla redazione di Avvenire che invece sceglie di negare tutto, pure l’evidenza. Continua a leggere

Avvenire e le città – round 2

To', una Citykirche... oppure è una chiesa sconsacrata? Vallo a capire...

To’, una Citykirche… oppure è una chiesa sconsacrata? Vallo a capire…

Lo scorso articolo su questo tema iniziava con questa domanda:

Come reagisce la Chiesa Cattolica allo svuotarsi dei propri luoghi di culto a cui destina (meglio: destiniamo, data la ripartizione delle scelte col’8×1000) così tanti soldi ed energie?

Ebbene, oggi Avvenire ci fornisce una risposta pratica. Non molto edificante per chi l’ha data invero. Se la risposta di Ignazio Sanna è una razionalizzazione bella e buona, o la classica civetta di Minerva che dir si voglia, i nostri articolisti del quotidiano vescovile si sono trovati solo ora un’idea pratica proveniente dal Nord Europa. Ma nemmeno questa pare molto vincente, e vedremo perché.

In Germania la parrocchia ha già cambiato volto. Conserva, sì, il nome del santo o del beato che da sempre la identifica. Ma non è più «per tutti» indistintamente.

Per dire che già partiamo col piede sbagliato. Secondo quale premessa un edificio adibito esclusivamente al culto cristiano cattolico romano dovrebbe avere la pretesa di monopolizzare lo spazio pubblico? Di reclamare un ruolo che non ha mai avuto? Continua a leggere

Difendere gli embrioni si, i bambini malati di tetano no

Buongiorno a tutti.

Questo articolo avrei voluto pubblicarlo domenica ma, complici un po’ l’inettitudine del principale gestore di telefonia mobile in Italia e un po’ il GP di Spagna, ho dovuto rimandarlo ad oggi.

Come certamente saprete domenica si è svolta nella capitale la quinta edizione della “Marcia (su Roma, NdA) per la Vita” ovvero il tradizionale Raduno di Norimberga capitolino dei no-choice. Continua a leggere

Perché l’omosessualità non è una malattia. Con buona pace degli omofobi.

Nessuno ha mai dimostrato che l’omosessualità sia una malattia. Cominciamo con questa semplice costatazione storica. La conseguenza è che nessuno può curare quello che non conosce. Ecco perché il 99,96% delle organizzazioni scientifiche professionali nel settore medico, psicologico ed educativo del mondo occidentale concorda nel rifiutare la cura contro le persone gay e lesbiche, considerando quella cura come ciarpame di attivisti antigay senza dignità scientifica. Gli omofobi sono ossessionati dal voler curare gay e lesbiche dichiarando che non ci siano prove per considerare l’omosessualità come sana. Essendo disonesti, fingono che nella scienza moderna non vale la regola opposta, cioè che siano loro a dover dimostrare che sia una malattia. L’omosessualità fu inserita tra i disturbi mentali solo nel 1952 quando venne pubblicato per la prima volta il DSM da parte della più importante organizzazione medico-scientifica al mondo (American Psychiatric Association). Non avevano alcuna prova scientifica seria per inserirla, come vedremo tra poco. Fu considerata malattia per ventun anni appena, perché nel frattempo alcuni scienziati controllavano la validità di quella decisione e, appena finito questo controllo, la dovettero togliere riconoscendo che non c’era alcuna evidenza scientifica per curare gay e lesbiche. Nel 1973 venne quindi derubricata dalla lista dei cosiddetti disturbi in seguito alla demolizione completa degli strumenti di ricerca che erano stati usati in psicologia e psichiatria sino a quel momento per provare che gli omosessuali fossero malati per il solo fatto di essere omosessuali. Due decenni di studi avevano demolito uno dopo l’altro i metodi di ricerca usati sino ad allora. Una donna eterosessuale nata più di un secoloEvelyn Hooker picture fa è chi incominciò prima di tutti a controllare quella che si considerava una certezza scientifica, i gay sono malati come la Terra gira intorno al Sole. Questa scienziata ha cambiato i destini delle persone omosessuali. La ricercatrice universalmente riconosciuta per aver mostrato sin dagli anni ’50 che i gay non sono intrinsecamente malati di mente. Una psicologa che ha modificato la storia, con la scienza.

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