Il Vaticano all’Expo2015, dubbi e perplessità

L'Esposizione Universale 2015. E c'è anche la Santa Sede... ma non temete: c'è una discreta possibilità che non finiscano mai il suo padiglione (figurarsi gli altri)!

L’Esposizione Universale 2015. E c’è anche la Santa Sede… ma non temete: c’è una discreta possibilità che non finiscano mai il suo padiglione! (figurarsi gli altri)

 

Il Vaticano all’Expo2015. Che dire? In effetti, si potrebbero dire molte cose. ma di primo acchito la mia prima reazione è stata una semplice confusione. Il motivo è presto detto: Esposizione… cibo… ok… ma il Vaticano cosa potrà mai c’entrare?

Vediamo che ci suggerisce il quotidiano della Cei:

«Non di solo pane… Dacci oggi il nostro pane». Si presenta con questo forte richiamo evangelico il padiglione della Santa Sede all’Expo di Milano. Il tema del cibo, del nutrimento, per il corpo e per l’anima, nell’esposizione universale («Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita», dal 1° maggio al 31 ottobre) a cui partecipano ben 145 Paesi. Quattro gli ambiti tematici proposti: «Un giardino da custodire» (la tutela del creato, con tutte le sue risorse); «Un cibo da condividere» (il valore universale della condivisione e della solidarietà); «Un pasto che educa» (per formare le giovani generazioni a una cultura della relazione umana centrata sull’essenziale e non sullo spreco consumista); «Un pane che rende Dio presente nel mondo» (la dimensione tipicamente religiosa e cristiana dell’eucaristia, della mensa della parola e del pane di vita, “fonte e culmine” di tutta l’esistenza cristiana). Continua a leggere

Un po’ di ricerca storica (a beneficio di negazionisti, revisionisti e gombloddisti supponenti)

  “Da quando l’ignoranza è diventata un punto di vista?”

Scott Adams

Buongiorno a tutti.

Ogni anno, con l’approssimarsi della data del 27 gennaio (Giornata della Memoria), ci tocca assistere ad uno spettacolo pietoso: l’arrampicamento sugli specchi da parte di tutta una schiera di soggetti che, a vario titolo, cercano di ridimensionare l’evento storico della Shoah.

Cosa spinge questa gente ad esibirsi in questa triste pantomima? Dipende. L’anno scorso Cidippino & Co. ce ne hanno fornito un brillante esempio:  contiguità intellettuale con l’estrema destra e personalissimi interessi.

Altri invece lo fanno per appartenenza a quella strana specie di ominidi che, da qualche anno a questa parte, infestano il web in generale ed i social networks in particolare: i Complottisti.

Questi tristi individui, chiusi al buio nelle loro camerette, trascorrono la loro vita attaccati al Pc scrivendo post e linkando filmati di Youtube, convinti di smascherare chissà quali Oscure Trame ordite a danno dell’umanità intera dai membri dell’onnipresente Big Gombloddo. Si sono infatti auto-persuasi (per ignoranza nel migliore dei casi, per supponenza atavica nel peggiore) di essere gli unici detentori dell’Autentica Verità (pari pari a PontifeSSi e Radiospiedini, sarà un caso?) e di non aver bisogno di studiare o fare ricerche approfondite per dimostrare quanto affermano perché, sempre a detta loro, per trovare conferma delle loro strampalate tesi “basta cercare in internet!!“.

Insomma il genere di individui a cui una persona sana di mente e di media cultura non presterebbe il minimo credito né particolare attenzione. Tuttavia le menzogne hanno un brutto vizio: a forza di ripeterle rischiano di diventare verità, specialmente se chi le ascolta e le rivende per buone nulla sa dell’argomento di cui si sta parlando.

In più considerato che spesso, purtroppo, gli stessi social networks su cui compaiono si rifiutano di rimuoverle (nonostante le ripetute segnalazioni), mi pare tempo ben speso quello impiegato a dimostrare la falsità di queste cazzabubbole ed a tentare di ficcare un po’ di sale in zucca a gente che si considera più furba degli altri ma andrebbe rispedita di corsa in prima elementare.

In particolare, ai fini di questo articolo, prenderò come paradigma il post comparso sulla pagina FB “Killuminati Soldiers” (già il nome è tutto un programma). Anticipo già che, contrariamente a quanto faccio di solito, non analizzerò tutto il post parola per parola, essenzialmente per il seguente motivo: buona parte del post in questione o sono stronzate autoevidenti o sono citazioni di altri gombloddisti (uno su tutti, Paolo Barnard) oppure de-contestualizzate; dovessi fare una disanima completa delle idiozie scritte in quel post, salterebbe fuori non un articolo ma un mezzo libro di Storia del’900. Chi, per gusto dell’orrido, volesse andare a leggersi il post originario completo è libero di farlo. Continua a leggere

I nipotini di Padre Bresciani e il cattolicesimo eterno

Per la seconda volta mi capita di commentare Avvenire. Non so se perché sono io troppo puntiglioso o pure perché l’apologetica malamente travestita da trattazione storico-scientifica mi fa davvero uscire dai gangli.

Non che magari nell’articolo ci sia qualcosa di corretto, anzi: c’è una buona probabilità che ci possa essere, solo che dato che non essendo io onnisciente non posso sapere fino a che punto!

Perciò, in questo scritto mi limiterò a sottolineare ciò che alla luce dei miei studi (amatoriali ma pur sempre studi) è manifestamente falso. O se non altro dubbio.

Di seguito l’articolo, il mio commento in blu.

Nella storia dell’umanità l’homo religiosus assume una modalità specifica di esistenza, che si esprime in diverse forme religiose e culturali. Lo si riconosce dal suo stile di vita: crede all’esistenza di una realtà assoluta che trascende questo mondo e vive delle esperienze che, attraverso il sacro, lo mettono in relazione con questa Trascendenza. Rileviamo che egli crede all’origine sacra della vita e al senso dell’esistenza umana come partecipazione a un’Alterità. È anche un homo symbolicus, che coglie il linguaggio delle ierofanie, attraverso le quali il mondo gli rivela delle modalità che non sono evidenti di per se stesse. Continua a leggere

un dialogo difficile

 

Copio/incollo un post sul blog di Vincenzo Nigro su “La Repubblica” e pubblicato oggi. Il post riporta una lettera aperta dell’ Ayatollah Khamenei a tutti i giovani di Europa ed America. Ho aggiunto dei miei commenti ai paragrafi della lettera. Per distinguere il contenuto dell’articolo/lettera dai miei commenti da questo punto in poi il testo originale sara’ in nero ed i miei commenti in rosso.

L’ambasciata iraniana a Roma ha diffuso la traduzione in italiano della lettera che l’ayatollah Alì Khamenei ha rivolto ai giovani d’America e dell’Occidente. La guida suprema iraniana ha fatto questa mossa per parlare di Islam dopo gli attentati di Parigi: sostanzialmente è una mossa di propaganda, ma rivela l’interesse che il leader iraniano ha per le opinioni pubbliche occidentali. Fra l’altro Khamenei, considerando le classe dirigenti dei nostri paesi particolarmente ostili, sceglie si rivolgersi alle nuove generazioni sperando che possano informarsi direttamente sull’Islam studiandolo e seguendolo con apertura mentale.

Per chi sia interessato, il testo è qui in basso 

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Perché il papa consiglia il libro delle Sentinelle in Piedi?

Gesuitismo portami via...

Gesuitismo portami via…

Detesto essere disfattista, ma questa notizia mi da davvero da pensare.

Sono cosciente del fatto che un’osservazione del genere potrebbe apparire sgradita, ciò nonostante non penso di dovermi scusare: non ho nulla di cui essere colpevole. E se la curiosità è una colpa mi dichiaro reo confesso. Premetto ciò perché non sono rare le volte in cui ho letto una qualsiasi critica da sinistra dell’odierno pontefice venire tacciata di disfattismo, al contrario di quelle di destra, derubricate (giustamente) nel ridicolo o nell’indifferenza. In fondo per fortuna le frange stile Pontifex e Radio Spada sono minoritarie.

Ma andiamo al succo della questione: coglievo da Avvenire un consiglio degli acquisti – non so come altro chiamarlo – sponsorizzato nientemeno che da Bergoglio. Eppure il nome della merce mi suonava familiare, ma leggiamo direttamente le pontificie parole:

Rispondendo alle domande dei giornalisti che gli chiedevano di spiegare meglio il concetto di “colonizzazione ideologica” evocato nel corso dell’incontro con le famiglie a Manila, Francesco si è così espresso: «C’è un libro – scusatemi, faccio pubblicità – c’è un libro, forse lo stile è un po’ pesante all’inizio, perché è scritto nel 1907 a Londra… A quel tempo lo scrittore ha visto questo dramma della colonizzazione ideologica e lo descrive in quel libro. Si chiama Lord of the World. L’autore è Benson, scritto nel 1907, vi consiglio di leggerlo».

Non è la prima volta, dicevamo, che papa Bergoglio si richiama a questo libro Continua a leggere

Adinolfi, Amicone, Maroni & C. grazie per il miglior spot al mondo sull’omofobia.

Cari cattolici fondamentalisti, vi devo dire grazie, grazie, grazie!

Davvero, ve lo dico col cuore.
Per l’incontro che avete fatto alla Regione Lombardia sulla famiglia, a Milano, il 17 gennaio 2015. È stata l’apoteosi di tutto quello che cerchiamo di spiegare da decenni sull’omofobiamiriano 3. Non sapete che regalo ci avete fatto. Volevate riunirvi per un convegno sulla famiglia. E invece ci avete regalato il più bel documentario al mondo su cosa significhi “omofobia istituzionale”, che neanche se l’avessimo ideato noi a tavolino sarebbe venuto così bene. E ci avete fatto risparmiare pure i soldi della produzione. Siete dei tesori.

Tutto quello che gira ora in rete su questo evento è stupendo. Non vi ringrazieremo mai abbastanza perchè quando qualcosa entra nella rete, non esce più, ragazzi. Mai più. Pensavate di fare un convegno, invece avete fatto un macello lungo un mese. Se lo racconto ai miei amici, non smettono dal ridere. Provo a riassumere la barzelletta. Continua a leggere

La fiera dei santi

Non offendere l’altrui sensibilità religiosa. Dio come sta diventando difficile! Una volta almeno ce n’era una sola di religione. Ed era già abbastanza complicata: un padre, un figlio e lo spirito santo, tre ma uno (da perderci la testa). Non solo: la madonna, santi guerrieri, santi pacifici, martiri vari. Poi sono arrivati i testimoni di Geova. Persino a Forlì. Geova. E la povera Piolanti che doveva uscire e stare in corridoio con i bidelli durante l’ora di religione perché la nostra religione offendeva la sua sensibilità religiosa… Gli ebrei, ma di quelli qua se ne vedono pochi oppure preferiscono il profilo basso. I musulmani invece a go-go. I mulsulmani: il profeta, il dio che non si può nominare invano, il libro sacro. La cosa mi ricorda qualcosa di noto. Musulmani cattivi che dicono che il corano invita alla guerra santa, musulmani buoni che sostengono che il corano porta un messaggio di pace. E versetti alla mano, tutti hanno ragione. Proprio come nella bibbia: tra vecchio e nuovo testamento e interpretazioni e traduzioni varie c’è da perderci il cervello. Praticamente un credente convinto può uscire la mattina fare una cosa qualsiasi, come farsi saltare in aria in un mercato o manifestare contro i diritti civili degli omosessuali in piazza, e trovarne nelle sue sacre scritture una sacrosanta giustificazione. Perché si sa, le sacre scritture sono fatte così. Continua a leggere

Scuola e omosessualità: piccole bugie omofobe sull’educazione (seconda parte).

Secondo i fondamentalisti cattolici, la comunità scientifica sarebbe divisa su domande fondamentali come: gli omosessuali sono malati o no? Sono pericolosi come genitori? Secondo questi integralisti, non secondo la stessa comunita’ scientifica, visto che questa divisione al suo interno semplicemente non esiste, come mostrano i due articoli precedenti sulla ricerca medica e quella psicologica e la prima parte a questo stesso articolo sul settore educativo. Non solo non c’è alcun dibattito. Le organizzazioni professionali, occupandosi di tematiche scientifiche e sociali, hanno risolto la questione da così tanto tempo che ora si affidano direttamente ai codici deontologici per proteggere i pazienti (cioè noi) dall’abuso dei loro colleghi riconoscendo che i loro membri, soggetti a pregiudizi come tutti, possano basare su ciò le terapie anziché sulla ricerca. Questo lgbt scuola tempiarticolo e il precedente analizzano come il settore educativo risponda alle istanze della comunità Lgbt, come le organizzazioni professionali abbiano non solo bandito l’omofobia dagli ambienti scolastici e familiari. Ma soprattutto come abbiano integrato in modo sistematico i due temi omosessualità e scuola. Nei curricula educativi, nella formazione professionale e in quella familiare. Qui di seguito lo stato dell’arte nel settore educativo a livello internazionale. Continua a leggere

La questione dei Re Magi: Avvenire fa lo gnorri…

Zoroastro. Che c'entra? Leggete e scoprite... ;)

Zoroastro. Chi era costui?

Premessa: Non mi è mai capitato di commentare-confutare Avvenire. Il quotidiano della Cei. Men che meno i suoi articoli apologetici. Quindi per me questa sarà una sorta di prova. Perché oggi? Non c’è un motivo, se non lo straparlare del pontefice (e baciapile) della figura dei Magi. Avverto: potrebbe esserci qualche imprecisione, di sicuro ce ne sarà almeno una, e di questo eventualmente me ne scuso subito. Della mia parzialità non ne parliamo nemmeno: non pretendo di essere oggettivo (perlomeno in assoluto) e quindi qualsiasi accusa di questo genere non scrivo che sarebbe o non sarebbe vera: banalmente sarebbe irrilevante. Le fonti sono già quelle che ho citato altrove: l’Avesta ecc. ecc.

Ma cominciamo subito senza perderci in altri preamboli.

Riporto stralci di questo articolo apologetico qui

​Solo un Vangelo ne parla, quello di Matteo: «Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”… Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra».

Già qui il nipotino di Padre Bresciani non riesce a nascondere il dettaglio imbarazzante:

Solo un Vangelo ne parla, quello di Matteo

Alla faccia delle concordanze!
Ma continuiamo: Continua a leggere

Matrimonio deriva da madre, quindi niente nozze gay. Eh?!?!

L’avete mai sentita quella che il matrimonio gay non si può fare perché l’etimologia latina deriva da mater? Si, eh? Ecco qua sotto una citazione da una giornalista omofoba che permiriano mater e minusgiustificare ai suoi poveri figli il suo disprezzo violento per le famiglie gay inventa un significato falso di matrimonio che negli antichi non trova riferimento in nessun testo di diritto romano. Il principio sarebbe: visto che la parola italiana arriva dal latino, allora due donne non sono mamme. Quando i difensori-della-famiglia (solo della loro, non la vostra) cercano un’autorità che provi che il matrimonio gay o lesbico sia irricevibile, tiran sempre fuori la storia dell’etimologia. È il parolone che gli piace di più, quello che secondo i filologi dell’esselunga dovrebbe chiudere con autorevolezza la questione e le nostre bocche per sempre.  matrimonio Continua a leggere