Si è rotto Pontilex. :-)

Siamo stati costretti a trasferire il nostro sito sui sistemi di un fornitore diverso.

La migrazione è completa ma permane un problema che rende inaccessibile il contenuto degli articoli. Stiamo lavorando per ripristinare il funzionamento abituale. Abbiate pazienza :-)

 

UPDATE: La situazione migliora, rispetto a ieri sera quasi tutte le funzionalità principali sono ripristinate. Potrebbero esserci altri brevi malfunzionamenti, ma il “cuore” del sito ora funziona. :-)

OPPT: CIVIL WAR – ATTO lll.1 –

Come Marvel's Agents of S.H.I.E.LD. .... Ma con più scappellamento a destra...

Come Marvel’s Agents of S.H.I.E.LD. …. Ma con più scappellamento a destra…

Buongiorno a tutti.

Eccoci dunque alla terza puntata del ciclo dedicato alle panzane varie ed eventuali dei “sovranisti individuali”! Come promesso nelle anticipizioni in calce allo scorso articolo, questa volta ci occuperemo della FantaCorte di Vienna e dei suoi FantaSceriffi.

Prima di cominciare una doverosa precisazione: Quel “III.1” nel titolo non è lì a caso.  Ciò che differenzia il gruppo di cui tratteremo in questa puntata dalle altre emanazioni nostrane dei “sovereign citizens” è il fatto che resta più defilato rispetto a Popolo Unico od Aduorg (che invece le loro stronzate le sparano orgogliosamente ai quattro venti) e la disamina odierna non è quindi esaustiva dell’intero “pensiero” (oddio… pensiero…) dei seguaci di questo fantomatico organo giudiziario internazionale e verrà integrata da un successivo edit oppure (più probabilmente) da una parte “III.2”.

Fatta questa doverosa premessa, resta il fatto che, alla luce di quanto fin qui raccolto e che sarà esposto qui di seguito, la “Corte di Vienna” è una minchiata fotonica, pari pari a Popolo Unico e Aduorg.

Anzi, sapete che dico? Visto che li abbiamo nominati, la prima parte di questo articolo la dedichiamo ad un rapido aggiornamento su questi due gruppi, come antipasto, per poi passare alla portata principale sui “viennisti”.

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OPPT: CIVIL WAR – ATTO II –

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Buongiorno a tutti.

Circa un mese è passato dalla prima puntata dedicata al variegato mondo dei sovranisti pubblicata qui su Pontilex. Spero che abbiate smaltito la sbornia della volta scorsa causata da quell’accozzaglia di scemenze pseudogiuriche comunemente nota come “sovranismo individuale” perché in questa nuova puntata, come vi avevo promesso in calce allo scorso articolo, ne vedremo delle belle.

Questa volta concentreremo l’attenzione sulla branca più consistente di “sovranisti” che si è diffuso a macchia d’olio sul territorio della Penisola e che collettivamente si riconosce sotto il nome di Popolo Unico. Per comodità espositiva, ho diviso il pezzo in 3 sezioni ma, prima di cominciare, ritengo sia necessario fare una breve premessa esplicativa su alcuni concetti basilari di diritto. Perché? Perché buona parte delle fantasiose teorie sostenute da questi gruppi si basano proprio su interpretazioni completamente campate per aria di concetti giuridici e di norme di legge e, se non si è ferrati in materia, si richia di finire travolti da una marea di informazioni sbagliate e non capirci nulla.

Pertanto chi di voi lettori fosse già dotato di Laurea in Giurisprudenza può saltare la premessa a piè pari, a tutti gli altri (compresi i seguaci di OPPT/Popolo Unico, vedi mai che imparino qualcosa una buona volta) ne è invece caldamente consigliata la lettura.

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OPPT: CIVIL WAR -ATTO I-

Marvel-Civil-War-3

Buongiorno a tutti.

State tranquilli, non siete finiti per sbaglio sul sito della Panini Comics o su quella della Marvel, né state per leggere una recensione del prossimo film del Cinematic Universe sui personaggi della Casa delle Idee. Vi trovate sempre sul caro vecchio Pontilex.

I nostri lettori piú appassionati ricorderanno l’articolo che scrissi un anno fa su quella caterva di idiozie che risponde al nome di OPPT (per chi se lo fosse perso o non si ricordasse di cosa sto parlando, potete trovare quel pezzo qui), poi editato nei primissimi giorni di quest’anno.

Proprio in occasione di quell’aggiornamento, promisi che avrei continuato a tenere d’occhio i vari gruppi bufalari che gravitano intorno ad OPPT ed, a tempo debito, avrei pubblicato un nuovo aggiornamento.

Peró, pescando in quel mare magnum di ignoranza funzionale, mi sono accorto di non essere l’unico ad essermi imbarcato in quest’impresa: il mondo dei “sovranisti” ha attirato anche l’attenzione dei ragazzi del sito di satira/debunking “Idioti Senza Frontiere” che ho contattato nei giorni scorsi. Essendo entrambi intenzionati a sbufalare le stesse panzane, abbiamo deciso di tirar su le reti e confrontare ció che abbiamo pescato.

Dal mio punto di vista, il fatto piú interessante che ho potuto riscontrare in questi 12 mesi è la rivalitá, anche feroce, sorta fra i vari gruppi che si rifanno a questa bufala importata dal mondo anglosassone che sta assumendo i tratti di una vera e propria “guerra civile” (ecco spiegato il titolo del pezzo) dell’ignoranza. Uno spettacolo che, nonostante i notevoli problemi che porta a chi decide di intrupparsi con tali gruppi, è a suo modo spassosissimo e che vi racconteró a puntate (sul mio profilo FB, vi segnaleró anche gli articoli di ISF dedicati allo stesso argomento).

Procediamo dunque, senza ulteriori indugi, alla cronaca di quest’epico scontro, partendo da un piccolo riassunto degli schieramenti:

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il Baffo è vivo e si vede

Ricordate il piazzista urlatore Roberto da Crema? Quel televenditore che tra urli e respiro affannato tentava di venderci ogni genere di paccottiglia attraverso il tubo catodico? Pensavo di averlo rimosso dai miei ricordi di adolescente fruitore divertito di quelle televendite pomeridiane di tanti anni fa.

Oggi il baffuto Roberto mi è tornato in mente quando per l’ennesima volta ho letto i soliti articoli sui quotidiani a proposito del dibattito sulle unioni civili. I vari attori del dibattito, protagonisti e comparse, mi sono improvvisamente apparsi nella loro essenza : dei venditori di paccottiglia destinata ad una clientela senza troppe pretese.

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Se ogni spagnolo esprimesse giudizi soltanto in base a ciò che effettivamente sa, in Spagna regnerebbe un gran silenzio che si potrebbe sfruttare per imparare”

Manuel Azana Diaz, Presidente della Repubblica di Spagna 1936-1939

Buongiorno a tutti.

Come certamente saprete fra pochi giorni verrà discusso in Parlamento il DDL Cirinnà, un disegno di legge che mira ad introdurre nel nostro paese forme legali di convivenza che comportano per i contraenti diritti ed obblighi simili a quelli nascenti dal matrimonio, le cosiddetti “unioni civili”, che potranno essere applicate anche a coppie dello stesso sesso.

Altrettanto bene saprete quanto tutto ciò abbia scatenato, per l’ennesima volta, il furore dei cattotaliban de noaltri, saliti nuovamente sulle barricate per ostacolare anche questa nuova proposta di legge, dopo aver contribuito ad affondare i PACS ed i DICO. A questo giro sembra però che il sabotaggio sarà più difficile, non solo perché sembra che i tempi siano finalmente maturi (anche se le testate cattoliche negli ultimi tempi si sono affrettate a pubblicare, con frequenza quasi quotidiana, decine e decine di sondaggi, fatti da non-si-sa-bene-chi, da cui risulterebbe il 1500% degli italiani sono contrari alla legalizzazione delle unioni omosessuali), ma anche perché sul nostro Paese pesa la sentenza del 21 luglio 2015 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che invita il Parlamento italiano a legiferare in materia, facendo così uscire dal limbo giuridico in cui sono confinate le coppie che hanno scelto di avvalersi di legislazioni estere per regolarizzare la propria unione.

Ecco allora la geniale (credici) trovata dei prodi Difensori della famiglia tradizionale: un Family Day (il secondo in meno di un anno) per il 30 di gennaio che, più che “tutelare la famiglia”, è un esercizio di celhodurismo in salsa cattolica, una pacchiana esibizione muscolare in mancanza di argomenti più efficaci. Un bell’esempio di quella stessa pezzenteria argomentativa che vedremo alla manifestazione al Circo Massimo, ce l’ha data ieri (NDR: Mercoledì 20 gennaio 2016 per chi legge) il direttore di Tempi. Luigi Amicone, in uno stralcio di un suo editoriale (l’articolo completo è disponibile nella versione cartacea della rivista ciellina ma, ai fini di questo articolo, basta la versione ridotta on line), dal titolo “BASTA CON LA LAGNA DEI PAESI “PROGREDITI. SIAMO ITALIANI NON SCEMI”. Continua a leggere

Il senso soggettivo dell’essere per bene

“Amo mio padre, è una persona per bene. Sono fiera di lui.”  mancava solo  “sono orgogliosa di chiamarmi Riina” e poi il discorso della Boschi davanti a un parlamento di lacchè sarebbe stato un calco perfetto di quello di Salvatore Riina Junior all’uscita del carcere dove suo padre si trova al 41 bis. “Per me è un orgoglio chiamarmi Riina. E’ un cognome che mi è stato dato da due genitori capaci di insegnarmi tante cose: i valori, la morale“. Continua a leggere

Cambiare l’orientamento sessuale? La ricerca scientifica dice che è falso.

La Columbia University ha un CLS iniziale brutto vizio: controlla rigorosamente tutte le ricerche scientifiche, numeri alla mano, e finisce per smontare puntualmente le false pretese degli omofobi. È la quarta università più importante degli Stati Uniti, i suoi ricercatori han vinto più di 100 Premi Nobel, e amministra il Premio Pulitzer. Nel 2015 ha controllato uno per uno tutti gli studi che pretendono di dimostrare il cambio dell”orientamento sessuale. Scoprendo che ci sono solo 46 ricerche scientifiche in circolazione, di cui solamente 13 hanno fatto ricerca diretta. Su queste 13, ben 12 provano che non sia possibile cambiare l’orientamento. Ma c’è di più: quell’unica ricerca salvata non è affidabile perché non soddisfa alcun criterio scientifico. Che cosa dice dunque la ricerca empirica sulla cosiddetta terapia di conversione? Può modificare l’orientamento sessuale senza causare danni? Ecco l’analisi pubblicata dalla Columbia Law School. Continua a leggere

Perché non cambio idea sul presepio a scuola

Se una mattina vi svegliate e vi accorgete che pensate la stessa identica cosa che pensano Salvini e la Gelmini – qualunque cosa sia – fermatevi, respirate e cambiate opinione. Se poi quella cosa vi fa scendere in strada con le statuine del presepio in mano e cantare Adeste Fidelis davanti al cancello della scuola di vostro figlio (proprio voi che non entrate in chiesa dal 1980), allora fermatevi, cambiate opinione e andate dal medico. Continua a leggere