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"Dire la verità è rivoluzionario" (Ferdinand Lasalle 1825-1864)

OPPT: Scisma (Update 30/09/2017)

Buongiorno a tutti.

Da tantissimo tempo desideravo fare un aggiornamento sulla situazione dei vari gruppi sovranisti, ma una serie di fattori (lavoro, vita privata, cazzi e mazzi vari ed eventuali) mi hanno sempre costretto a procrastinare questa mia intenzione. Giunge fortunatamente (si fa per dire) in mio aiuto la canicola estiva che, costringendomi a starmene all’ombra nel (poco) tempo libero per non spargere in giro ettolitri di sudore, mi consente di rimettermi davanti ad una tastiera.

Prima di passare alla disamina dei vari singoli gruppi, una veloce considerazione preliminare. Com’è la situazione generale nel variegato mondo del disagio sovranista? A dar retta a chi ne regge le fila, tutto andrebbe a gonfie vele: successi straordinari, vittorie su vittorie, le magnifiche sorti progressive dell’umanità assicurate per le ere a venire. Ovviamente non è affatto così, come avremo modo di vedere più in dettaglio in seguito, ma c’è un’ulteriore tendenza molto curiosa, esprimibile con la seguente funzione matematica: “il numero totale dei gruppi sovranisti presenti in Italia è inversamente proporzionale al loro tasso di successo in questioni giuridiche”. Detto in parole più semplici, tanto più i gruppi sovranisti nelle loro “nobili imprese” vengono presi a cinquine metaforiche da uffici pubblici & pubblici ufficiali, Tribunali, procure, forze dell’ordine e qualsivoglia altro apparato statale, tanto più sembra aumentare il loro numero, a dispetto di ogni logica. Ma la logica non è ovviamente di casa in questo fatato mondo dell’idiozia, qui valgono solo il pensiero magico e le favolette che si cantano e si suonano tutti da soli. E se qualcosa va storto è ovviamente un Big Gombloddo della solita lobby pippoplutogiudaicomassonica.

In questo nuovo viaggio negli abissi del Regno della Sovranità Individuale (come lo ha chiamato Diego Cajelli nel suo libro “Manuale Illustrato dell’Idiota Digitale” di cui abbiamo parlato l’ultima volta) vedrete gente vecchia, gente nuova, fuffa nuova, gente vecchia che si ricicla in gruppi nuovi, gruppi nuovi che riciclano fuffa vecchia (la gente vecchia che ricicla fuffa vecchia, per motivi di brevità ed evitare ripetizioni di cose già dette, ho preferito lasciarla da parte). Praticamente, la linea editoriale delle testate degli X-Men degli ultimi 30 anni, ma col difetto grave del 3000% di pheega in meno. Richiudete i tavolini ed allacciate le cinture di sicurezza quindi, ché siamo pronti al decollo. I sacchetti per il mal d’aria e l’allergia alla stronzate li trovate sotto i vostri seggiolini. Continua a leggere

Piccolo Spazio Pubblicità N.6

Buongiorno a tutti.

Una delle prime rubriche che inventai quando mi unii alla simpatica combriccola di Pontilex, ormai cinque anni or sono, era appunto il “Piccolo Spazio Pubblicità”: nata nell’agosto del 2012 per ovviare al deficit di produzione di articoli di “apologetica” degli autori di Pontifex.Roma (all’epoca protagonisti pressocché unici e preponderanti dei post del nostro blog) nonchè per satireggiare i chiodi fissi dei PontifeSSi ed alcune delle più grandi figure di palta commesse dal Dinamico Duo non secolarizzato, la rubrica giaceva abbandonata dall’ottobre del 2013, a seguito implosione del sitarello non secolarizzato (allora) più famoso d’Italia, e purtroppo pure “mutilata” a causa della scomparsa di alcune delle sagaci immagini che adornavano quegli articoli.

Ma ora, come la fenice dalle ceneri, la rubrica rinasce a nuovo vita, questa volta per reclamizzare sul serio qualcosa (*), nella fattispecie un libro di prossima distribuizione: IL MANUALE ILLUSTRATO DELL’IDIOTA DIGITALE di Diego Cajelli.

(*) Visto che prima d’ora la cosa più vicina ad una recensione che abbia mai scritto in vita mia sono state una manciata di righe sul mio profilo personale di FB per dire che mi erano piaciuti Ep. VII e Rogue One, per mia comodità e per renderla di più agile lettura ai lettori, la presente recensione assumerà la forma di un botta e risposta fra un anonimo lettore del nostro blog ed il sottoscritto.

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“Dov’è Mario?” – OPPT EDITION –

UNA CO-PRODUZIONE SKAIACCENDICHEPRINCIPIAILTRONODISPADE/PURPLE BAT

UNA CO-PRODUZIONE SKAIACCENDICHEPRINCIPIAILTRONODISPADE/PURPLE BAT

Buongiorno a tutti,

Nell’ultima puntata dedicata alla saga dei sovranisti individuali, in calce all’articolo, avevo detto che in questo nuovo capitolo avrei trattato di due scartafacci della “Corte di Vienna”, la “Costituzione dell’Uomo” ed il fantomatico Statuto della Corte stessa la cui pubblicazione viene, come abbiamo visto l’altra volta, continuamente rimandata.

Per una volta, devo venire meno al mio proposito, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per mancanza di materiale un po’ perché, fra la fine di luglio e l’inizio di agosto, nelle fila OPPTare ha tenuto banco una vicenda che, vista dal di fuori, ha del grottesco e del tragicomico ma che ben illustra ciò che da quasi un anno a questa parte si sta cercando di dimostrare presso questi lidi internautici ovvero la totale inutilità di queste sedicenti teorie, la loro pericolosità per chi le segue nonché l’arroganza, la smania di protagonismo e la sete di soldi per chi le propugna, nascondendosi dietro l’apparenza di “difensori del popolo”.

Sperando che la cronaca, fra il serio ed il faceto come nel mio consueto stile, di questo surreale “pasticciaccio brutto” dei nostri giorni mi assolva dalla promessa infranta, procediamo senza ulteriori indugi.

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OPPT: CIVIL WAR – ATTO lll.1 – (Edited 20/9/2016)

Come Marvel's Agents of S.H.I.E.LD. .... Ma con più scappellamento a destra...

Come Marvel’s Agents of S.H.I.E.LD. …. Ma con più scappellamento a destra…

Buongiorno a tutti.

Eccoci dunque alla terza puntata del ciclo dedicato alle panzane varie ed eventuali dei “sovranisti individuali”! Come promesso nelle anticipizioni in calce allo scorso articolo, questa volta ci occuperemo della FantaCorte di Vienna e dei suoi FantaSceriffi.

Prima di cominciare una doverosa precisazione: Quel “III.1” nel titolo non è lì a caso.  Ciò che differenzia il gruppo di cui tratteremo in questa puntata dalle altre emanazioni nostrane dei “sovereign citizens” è il fatto che resta più defilato rispetto a Popolo Unico od Aduorg (che invece le loro stronzate le sparano orgogliosamente ai quattro venti) e la disamina odierna non è quindi esaustiva dell’intero “pensiero” (oddio… pensiero…) dei seguaci di questo fantomatico organo giudiziario internazionale e verrà integrata da un successivo edit oppure (più probabilmente) da una parte “III.2”.

Fatta questa doverosa premessa, resta il fatto che, alla luce di quanto fin qui raccolto e che sarà esposto qui di seguito, la “Corte di Vienna” è una minchiata fotonica, pari pari a Popolo Unico e Aduorg.

Anzi, sapete che dico? Visto che li abbiamo nominati, la prima parte di questo articolo la dedichiamo ad un rapido aggiornamento su questi due gruppi, come antipasto, per poi passare alla portata principale sui “viennisti”.

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OPPT: CIVIL WAR – ATTO II –

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Buongiorno a tutti.

Circa un mese è passato dalla prima puntata dedicata al variegato mondo dei sovranisti pubblicata qui su Pontilex. Spero che abbiate smaltito la sbornia della volta scorsa causata da quell’accozzaglia di scemenze pseudogiuriche comunemente nota come “sovranismo individuale” perché in questa nuova puntata, come vi avevo promesso in calce allo scorso articolo, ne vedremo delle belle.

Questa volta concentreremo l’attenzione sulla branca più consistente di “sovranisti” che si è diffuso a macchia d’olio sul territorio della Penisola e che collettivamente si riconosce sotto il nome di Popolo Unico. Per comodità espositiva, ho diviso il pezzo in 3 sezioni ma, prima di cominciare, ritengo sia necessario fare una breve premessa esplicativa su alcuni concetti basilari di diritto. Perché? Perché buona parte delle fantasiose teorie sostenute da questi gruppi si basano proprio su interpretazioni completamente campate per aria di concetti giuridici e di norme di legge e, se non si è ferrati in materia, si richia di finire travolti da una marea di informazioni sbagliate e non capirci nulla.

Pertanto chi di voi lettori fosse già dotato di Laurea in Giurisprudenza può saltare la premessa a piè pari, a tutti gli altri (compresi i seguaci di OPPT/Popolo Unico, vedi mai che imparino qualcosa una buona volta) ne è invece caldamente consigliata la lettura.

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Se ogni spagnolo esprimesse giudizi soltanto in base a ciò che effettivamente sa, in Spagna regnerebbe un gran silenzio che si potrebbe sfruttare per imparare”

Manuel Azana Diaz, Presidente della Repubblica di Spagna 1936-1939

Buongiorno a tutti.

Come certamente saprete fra pochi giorni verrà discusso in Parlamento il DDL Cirinnà, un disegno di legge che mira ad introdurre nel nostro paese forme legali di convivenza che comportano per i contraenti diritti ed obblighi simili a quelli nascenti dal matrimonio, le cosiddetti “unioni civili”, che potranno essere applicate anche a coppie dello stesso sesso.

Altrettanto bene saprete quanto tutto ciò abbia scatenato, per l’ennesima volta, il furore dei cattotaliban de noaltri, saliti nuovamente sulle barricate per ostacolare anche questa nuova proposta di legge, dopo aver contribuito ad affondare i PACS ed i DICO. A questo giro sembra però che il sabotaggio sarà più difficile, non solo perché sembra che i tempi siano finalmente maturi (anche se le testate cattoliche negli ultimi tempi si sono affrettate a pubblicare, con frequenza quasi quotidiana, decine e decine di sondaggi, fatti da non-si-sa-bene-chi, da cui risulterebbe il 1500% degli italiani sono contrari alla legalizzazione delle unioni omosessuali), ma anche perché sul nostro Paese pesa la sentenza del 21 luglio 2015 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che invita il Parlamento italiano a legiferare in materia, facendo così uscire dal limbo giuridico in cui sono confinate le coppie che hanno scelto di avvalersi di legislazioni estere per regolarizzare la propria unione.

Ecco allora la geniale (credici) trovata dei prodi Difensori della famiglia tradizionale: un Family Day (il secondo in meno di un anno) per il 30 di gennaio che, più che “tutelare la famiglia”, è un esercizio di celhodurismo in salsa cattolica, una pacchiana esibizione muscolare in mancanza di argomenti più efficaci. Un bell’esempio di quella stessa pezzenteria argomentativa che vedremo alla manifestazione al Circo Massimo, ce l’ha data ieri (NDR: Mercoledì 20 gennaio 2016 per chi legge) il direttore di Tempi. Luigi Amicone, in uno stralcio di un suo editoriale (l’articolo completo è disponibile nella versione cartacea della rivista ciellina ma, ai fini di questo articolo, basta la versione ridotta on line), dal titolo “BASTA CON LA LAGNA DEI PAESI “PROGREDITI. SIAMO ITALIANI NON SCEMI”. Continua a leggere

Le beghe cilene di Bergoglio (che i media italiani ignorano)

Chiamare porco chi si comporta come tale non è volgarità, è proprietà di linguaggio.

Antonio Gramsci

Buongiorno a tutti.

Nonostante si sia concluso da diversi giorni il viaggio del Papa a Cuba e negli Stati Uniti, non accennano a placarsi le sperticate papolatriche lodi che lo hanno accompagnato, specialmente per quanto riguarda la questione della fine dell’embargo statunitense contro l’isola caraibica: a sentire i giornalisti italiani sembra che oltre 50 anni di tensioni politiche e contrasti ideologici siano finite a tarallucci e vino tutto per merito di un paio di telefonate del Pontefice argentino. Continua a leggere

La Conferenza Episcopale del Kenya in balia dei gombloddisti

Buongiorno a tutti.altan-religione0-550x368

Qualche mese fa, per la precisione intorno alla metà di maggio, in un articolo dedicato all’annuale marcetta dei No-Choice per le vie della capitale del nostro Paese, denunciai l’ipocrisia di quelle associazioni contrarie alla Legge 194 impegnate a battersi il petto “in difesa della vita” ma che non pronunciavano nemmeno una sillaba sulla scandalosa vicenda della sospensione della campagna di vaccinazione antitetanica dell’OMS in Kenya, dietro pressione della locale Conferenza Episcopale che denunciava una presunta “campagna di sterilizzazione occulta”.

Denuncia rivelatasi poi una bufalaccia ridicola e priva di fondamento, nonché potenzialmente assassina, perché in Kenya i neonati morti a causa del tetano si contano ancora nell’ordine delle centinaia all’anno ed un arresto nelle vaccinazioni, che pure erano riuscite a diminuire il numero delle infezioni, rischia di far schizzare nuovamente verso l’alto il tasso di mortalità. Particolare evidentemente di secondaria importanza per i ciellini di Tempi che, all’epoca, per bocca di Benedetta Frigerio continuarono a sostenere la versione dei vescovi kenyoti, facendo passare il blocco delle vaccinazioni addirittura come una “vittoria” del ramo africano della Chiesa Cattolica contro il Big Gombloddo pippo-pluto-abortista-mondialista delle Kattiffissime Nazioni Unite e dell’OMS.

Non avendo imparato nulla dalla precedente esperienza, il cardinale John Nuje ha deciso, un paio di settimane fa, di scagliarsi contro anche contro la campagna di immunizzazione anti-polio partita il 1° agosto, sempre promossa dall’OMS, con motivazioni quasi identiche. Continua a leggere

Notizie ProVita: “False, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico” (Art. 656 C.P.)

Buongiorno a tutti.

Come certamente saprete pochi giorni fa è stato approvato il DDL cosiddetto “Buona Scuola” di riforma del sistema scolastico italiano. Una riforma che ha incontrato la dura opposizione anche da parte degli ultracattolici.

Ma se vi state chiedendo “Ohibò si sono svegliati tutto d’un colpo? A che si oppongono? al nuovo, ennesimo, maxi-regalone alle scuole private, in barba all’articolo 33 della Costituzione? oppure le 400 ore lavorative gratis regalate a Confindustria?”, siete fuori strada. Continua a leggere

… Ed il revisionar m’è dolce… (*)

(*) Con mille scuse a Giacomo Leopardi

“Tutto quello che fate lo fate perché lo volete, ogni giorno. Perché scegliete i vostri amici con cura. Perché dimenticate gli oppressi e ignorate gli oppressori.  Ma un giorno qualcosa tornerà, sangue e rabbia e steppa, e vi azzannerà alla gola.”

Da “Spiriti”, di Stefano Benni

Buongiorno a tutti.

Pochi giorni fa il nostro FSMosconi mi ha segnalato questo articolo di Avvenire che, sinceramente, è difficile definire non definire “revisionista”.

L’argomento oggetto dell’articolo è il supporto fornito nell’immediato dopoguerra da parte di alcune autorità della Città di Vaticano e della Chiesa Cattolica alla fuga di alcuni gerarchi e criminali di guerra nazisti dall’Europa verso destinazione estere (in particolare paesi del Sud America).

Un argomento tradizionalmente scottante per la Chiesa Cattolica, cosi come quello fra i rapporti fra Santa Sede e Terzo Reich in generale, visto l’atteggiamento ambiguo da sempre tenuto dal Vaticano nei confronti delle dittature di estrema destra (o comunque reazionarie) nel secolo scorso: basti pensare all’agitazione che pervase la Sala Stampa Vaticana qualche anno fa, quando cominciarono a circolare le prime indiscrezioni sulla passata iscrizione del neo-eletto al soglio pontificio Joseph Ratzinger alla Hitlerjugend e la solerzia con cui padre Lombardi si affannò a dichiarare davanti ai giornalisti che no, il Papa non aveva mai fatto nulla di sconveniente quando vestiva la camicia bruna, al  massimo aveva fatto qualche marcetta e cantato qualche canzone patriottica per le strade (seee, come se nel ’45 la Wehrmacht avesse avuto uomini da sprecare in pagliacciate!).

La questione delle c.d. “Ratlines” è tornato in auge da qualche anno, a seguito della de-secretazione di documenti dei servizi di intelligence di alcune delle potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale (in massima parte statunitensi) che ha stimolato nuove ricerche da parte degli storici negli ultimi due decenni. A seguito di queste ultime l’esistenza storica delle “Ratlines” è ormai certa, così come il coinvolgimento a vario titolo di esponenti del clero cattolico nella vicenda.

Ciò su cui dibattono gli storici è l’esatta portata del fenomeno, in particolare se si trattò di singole iniziative non coordinate tra di loro oppure di una vera e propria rete di canali diplomatici creata allo scopo di favorire la fuga dei criminali nazisti.

Dibattito non condiviso evidentemente dalla redazione di Avvenire che invece sceglie di negare tutto, pure l’evidenza. Continua a leggere