OPPT: La fine (?)

Buongiorno a tutti.

Da molto tempo volevo tornare ad occuparmi del fantasioso mondo dei “Sovranisti Individuali”, ma una combinazione di impegni tanto di lavoro quanto personali mi hanno tenuto lontano da questi lidi internautici.

Li avevamo lasciati alle prese con la tragicomica vicenda di “Mario”, il sovranista che, credendosi molto furbo, aveva provato ad esibire alle forze dell’ordine i fogliacci consigliatigli dai suoi amichetti ed aveva ricevuto in cambio un soggiorno-premio in TSO in quel di Firenze.

Cosa è cambiata la situazione da allora? Poco e molto allo stesso tempo. Poco nel senso che la produzione di idiozie pseudolegali prive di senso non si è mai fermata, ma anche molto perché, dietro le quinte dei vari gruppi sovranisti, i nodi hanno cominciato a venire al pettine e pure gli stracci hanno cominciato a volare (dove “stracci” = tovaglie per servizi da dodici). Ci sarebbe da scrivere per pagine e pagine, quella che vi offro è una breve selezione che copre gli ultimi 4/5 mesi.

Partiamo dalle “Eterne Essenze Incarnate”, quelli che inviano le letterine (o, come dicono loro, “le notifiche di cortesia”) ai loro creditori: in fondo è da loro che ha preso piede tutto questo caravanserraglio di ignoranza funzionale, quindi mi pare un giusto contrappasso cominciare proprio da questo gruppo.

Come ha reagito chi si è visto recapitare una delle loro simpatiche missive? Hanno riconosciuto di essere “in disonore” e sono andati a scusarsi dai nostri intrepidi eroi per aver osato chiedere il pagamento del dovuto?

SEEEE, COME NO!!

Volete un piccolo esempio? Ecco a voi “Shanti”…

… che ha ricevuto una risposta nientemeno che da Equitalia ove, parafrasando il gergo formale di circostanza, la si invita a raccontare meno fregnacce e pagare quanto dovuto. Fra i commenti, “Laura” ci regala la prima stronzata di economia politica della giornata: la “Principal-agent Theory” (o “P/A problem“, Doctrine lo sa Crom da dove è andata a tirarla fuori) è un modello che si usa negli studi di economia per descrivere le problematiche riguardanti i costi d’esercizio e la massimizzazione del profitto in negozi giuridici come il contratto d’agenzia, nulla c’entra con la contestazione di un debito.

Proponiamo poi una menzione d’onore ai Darwin Awards di quest’anno per l’altro commentatore, “Karlock”, che:

a) Ha scoperto il concetto di “contumacia” all’alba di Dicembre del 2016 (leggersi le norme in proposito sui codici di procedura era evidentemente troppo difficile);

b) piuttosto che “rischiare di riconoscere il tribunale” preferisce subire un pignoramento. Furbissimo, eh. Le volpi, al confronto, gli spicciano casa.

So già cosa vi starete chiedendo: “ma dopo aver ricevuto queste metaforiche cinquine in faccia del genere, si saranno svegliati almeno un po’?”

La risposta è “CREDICI”.

Qui ad esempio possiamo vedere “Claudio” che, senza mandarle a dire, cerca di far ragionare “Shanti…

…vincendo con un punteggio di 40-0 il set nella gara di STACCE, peraltro…

… ma è tutto inutile. Oh, Shanti è una Eterna Essenza! A lei non la si fa! (Ari-CREDICI)

Alla prima risposta negativa però ne seguono, come c’era da aspettarsi, delle altre e la discussione si riapre qualche giorno dopo. Questa volta partecipano “Melé”, che si dice “stanca e sfiduciata” per la pila di risposte negative ricevute (ma dai, chi l’avrebbe mai detto!), e “Francesco” che invece ha pronta la soluzione del problema…

… un po’ di utilissimo TRAINING AUTOGENO!!

Eh, Come dite? Vi aspettavate una risposta seria da parte di Francesco? NO, MA CHE DAVERO?

Anche Shanti però qualche dubbio comincia ad averlo: cosa è andato storto? Dove sono finite le loro vittorie (oddio… vittorie…)? Possibile che avessero preso tutti un abbaglio?

Naaaaaah, è stata ovviamente tutta una congiura di chi “ha distrutto i gruppi OPPT” e di chi ha “fermato ad arte” la loro opera di divulgazione “prima che diventasse irreversibile”! Ma non tutto è perduto perché “centinaia di migliaia” di persone sono all’opera per “scoperchiare il pentolone a livello planetario”! Garantisce la premiata coppia Eugenio & Ernesto!! (Ari-ri-CREDICI e siamo già a 3).

Parte II: Paura e delirio a(lla Corte di) Vienna:

Non molto meglio va agli adepti della (fantomatica) Corte di Vienna ove, nel periodo fra novembre e gennaio, tanto era il malcontento che s’è sfiorata la rivolta interna.

Tutto è partito da una serie di lamentele di alcuni loro seguaci che hanno toccato con mano quanto siano le teorie dei “sovranisti” quando le stesse vanno a cozzare contro il Codice di Procedura Civile italiano.

A Miriam, una di quelli che seguono gli ambienti dei “viennisti”, capita una disavventura particolarmente grave: la casa le è stata pignorata e messa all’asta. Non sapendo cosa fare, si rivolge (evidentemente in buona fede) alla Corte finto-austriaca.

(Piccola parentesi: sì, il Karlock che si vede fra i commenti è proprio il volpone di prima. Nel fantastico mondo dei sovranisti, certi personaggi sono come l’Uomo Ragno o Wolverine nel Marvel Universe, c’hanno nel portafoglio la tessera di iscrizione, con sconto su sali&tabacchi, di 20-30 Super-gruppi.)

Amin, probabilmente uno del gruppo “direttivo” della Corte (visto che sa per certo che Miriam non è registrata), le risponde che al momento la Corte non può fare niente per lei, anzi poco ci manca che le dica che la colpa di quello che è successo è sua, perchè è ancora legata “al sistema convenzionale degli inganni e delle ingiustizie”.

La risposta di Amin non accontenta però la base che rumoreggia e comincia a dividersi.

Come potete vedere da una parte si schiera chi come Armando e Simone manifesta dubbi e chiede che la Corte agisca una buona volta, dall’altra ci sono i pasdaran come Silli, Raffaele e Giovanna che cercano di zittirli, ripetendo i mantra della setta a pappagallo.

La discussione, se così si può chiamare, continua con Raffaele che occupa quasi militarmente lo spazio dei commenti. In particolare vi consiglio di segnarvi quello nel riquadro rosso sugli “Euro scritturali”. “Tenetelo lì, ne riparleremo più avanti”, come diceva Carlo Lucarelli.

Compare poi sulla scena un nuovo personaggio, Otavio…

… che dopo aver chiesto qualche delucidazione a Miriam…

… la stordisce con una raffica di ciance in pseudo-legalese per troncare la questione.

Questo non è però un episodio isolato, i primi mugugni risalgono però a diversi giorni prima della richiesta di aiuto di Miriam…

… quando venne proposto di organizzare per il mese di novembre un “corso particolarmente speciale” per capire “nel dettaglio la funzionalità e la metodologia” della Corte. Ah, ovviamente il corso è A PAGAMENTO.

Perchè si renderebbe necessario questo corso? Ma ovviamente perchè voi, poveri peones che avete aderito alla Corte ed ora vi lamentate che non funziona (incredibile, chi l’avrebbe mai detto!), la “funzionalità e metodologia” della stessa non la sapete usare. Mica basta il pezzo di carta della ICCJV (anche se vi hanno fatto abboccare all’amo dicendovi esattamente il contrario)…

… dovete farvi insegnare come si usa “la vera libertà”, garantisce (con degli slogan che non sfigurerebbero su un volantino di Scientology) Nelu… dai che vi danno pure il tesserino, crepi l’avarizia, c***o volete di più?

Ma anche così le acque non si calmano…

Anna Maria la tocca pianissimo…

… tant’è che Giuseppe, uno dei capibastone della sezione italiana, è costretto a richiamare tutti quanti all’ordine con ein solennen cazziatonen in puro stile “Sergente delle Sturmtruppen“.

Poere stelle, hanno “impegni internazionali inderogabili”, loro! E poi sono “in gravi difficoltà finanziarie”, in fondo sono solo pochi mesi che vi stanno chiedendo la questua per qualsiasi cosa, ecchecacchio!! Come osate pretendere risultati dopo che vi hanno promesso la Luna, un po’ di rispetto per chi cerca di menare il can per l’aia, eghe!

Alla fine della fiera, stì benedetti corsi li hanno organizzati per davvero.

A questo punto la domanda è: quanto tempo resterà in piedi la Corte di Vienna, dopo che i suoi seguaci si saranno accorti che i predetti corsi non sono serviti ad una beata fava?

Parte III: Das KapitROTFL

Passiamo ora ad occuparci del Trio Drombo che regge le sorti di Popolo Unico, gruppo che, pur essendosi messo di buzzo buono per fare ampiamente peggio rispetto a tutti gli altri, non è riuscito a comquistare il titolo di miglior perla di questa selezione (quella la prenderemo in considerazione nella Parte IV).

Partiamo subito dal fondo del barile, leviamoci questo dente: avete presente il periodo fra fine 2016/inizio 2017 durante il quale nelle zone terremotate del Centro Italia si è abbattuta una serie di forti nevicate? Ecco, mentre tutti noi, chi più chi meno, si era in apprensione per i nostri compatrioti di quelle regioni, quale iniziativa pensate si siano inventati i fresconi di Popolo Unico? Una raccolta fondi od un qualche tipo di iniziativa solidale?

Ovviamente no. Loro si sono piazzati davanti al computer ed hanno confezionato stà bella strunzata qua…

Cliccare per ingrandire

Sì, avete letto benissimo, hanno organizzato una mail bombing delle loro STUPIDISSIME (per usare un aggettivo ancora gentile) notifiche di fantadiritto, in cui minacciano di fare causa ai prefetti se non avessero soccorso i terremotati (ma senza evacuarli forzatamente,eh!), liberato le strade dalla neve e creato ex nihilo delle nuove cittadine dotate di tutti i servizi nel giro di 48 ore!

Ah, ovviamente tutte queste belle robette le hanno pretese standosene col culetto al calduccio nelle loro casucce, senza avere una minima idea della situazione sul territorio, delle risorse a disposizione o di come fare per metterle in pratica.

E questo è solo il post con l’invito a partecipare all’iniziativa, vi risparmio i commenti ed i post successivi in cui, una volta arrivati sul serio i soccorsi, si sono fatti i complimenti a vicenda e si sono scambiati virtuali pacche sulle spalle, pensando che fosse DAVVERO tutto merito loro. Cose che chiamarli sciacalli vorrebbe dire insultare ingiustamente quei nobili canidi che, nel bene e nel male, un loro ruolo nel grande ordine della Natura ce l’hanno.

Se davanti a tanta idiozia (per tacere della pochezza di umanità) qualcuno di voi si sentisse in bisogno di correre a vomitare in bagno, prego fate pure, noi vi si aspetta qui.

Fatto? Bene, proseguiamo con qualcosa di più divertente, giusto per risollevarvi il morale.

Avete presente gli “Euro scritturali” di cui parlava prima Francesco? Ora grazie a Wolf, uno dei capetti del Popolino Unico, capiremo meglio di cosa si tratta.

Nei mesi passati da quando ci siamo occupati di lui e dei suoi amichetti, a Wolf sono successe due cose:

A) ha contratto la Sindrome di Caps Lock. Ogni volta che scrive un post lo fa con le lettere maiuscole;

B) ha scoperto, oltre al modo di essere “Legale Rappresentante” di sè stesso, di poter “vivere senza pagare”…

… però non si tratta di ciò che intende Adelina e cioè vivere alle spalle di altri. Si tratta anzi di una teoria serissima! (Ari-ri-CREDICI ed a quanto stiamo? Boh, ho perso il conto…)

Nell’immagine qui sopra potete vedere come Wolf riassume i punti salienti del suo “modello economico”. Partendo ovviamente da una premessa sbagliatissima: Chi ha seguito le puntate precedenti, commenti compresi, ricorderà che fra i sovranisti, nonchè fra i bufalari in genere, è particolarmente radicata la convinzione che, quando una banca presta a mutuo del denaro, lo “crei dal nulla”. In realtà, come ho già spiegato in un commento in un pezzo precedente, per legge la traditio (la consegna) della somma mutuata (costituita da parte del denaro che la banca ha ricevuto in deposito dai correntisti) può anche essere simbolica, non c’è bisogno che vi consegni il sacchetto con sopra il simbolo del dollaro con dentro i soldi come quello di Zio Paperone, è più rapido, sicuro ed economico che la banca vi consegni un assegno od, al limite, un documento contabile che attesti l’accreditamento di quella cifra sul vostro conto.

Credere poi che sia la banca a “creare dal nulla” il denaro tradisce poi una concezione dell’economia pari a quella dei bambini dell’asilo: non è infatti la stampa delle banconote od il conio delle monete a creare ricchezza ma, come ci insegna il Buon Vecchio Zio Marx (nonchè un fottio di altri economisti prima e dopo di lui) è l’attività produttiva di merci sotto forma di beni reali e/o servizi. Il denaro altro non è che quel bene n scambiabile con tutte le altre merci non-n (forza-lavoro compresa) che viene stampato (in base a valutazioni macroeconomiche, fra cui la legge della domanda e dell’offerta), da un apposito istituto, operante in regime di monopolio sotto la supervisione dell’autorità statale, al fine di evitare lo scompenso nello scambio che altrimenti si avrebbe se si utilizzasse ancora il baratto.

Inoltre cambia poco che la Banca incaricata di stampare la moneta sia un ente pubblico, denominato solitamente Banca Centrale, od un istituto privato: semplificando all’estremo cioè che la Banca che emette moneta “guadagna” rientra comunque nella casse statali o per il fatto che la Banca è un ente pubblico (e quindi alla fine dell’anno fiscale versa il surplus generato al netto delle spese sostenute) oppure attraverso la tassazione, se è un istituto privato.

Questo vale per la parte “monetaria” del discorso. Ci sono, nell’immagine di cui sopra, passaggi in cui si dice che “il lavoro messo a disposizione è già pagato”. Immagino che leggendo quelle frasi siate saltati un po’ tutti sulla sedia, chiedendovi come un’idea del genere possa avere senso. Beh, un sistema in cui una frase del genere aveva senso in c’è stato: quello dei MEFO-Bond della Germania nazista!

I “MEFO”, ideati nel 1934, erano dei titoli di credito emessi (senza alcuna garanzia) sotto forma di cambiali, da una compagnia siderurgica fantasma, la Metallurgische Forschungsgeselleschaft, con cui venivano pagate le commesse del Governo tedesco alle altre imprese del Paese. I MEFO-Bond, che potevano essere girati come qualsiasi altra cambiale e potevano essere conventiti in Reichsmark solo alla scadenza (dopo 5 anni dall’emissione), cominciarono a circolare di fatto come una moneta “parallela”. Non si trattava di un’idea nuova: già l’Amministrazione Lincoln durante la Guerra di Seccesssione aveva stampato dollari che non erano convertibili in oro od argento (i cosiddetti “Greenback“) ma, in un certo senso, garantiti solo dalla fiducia nel Governo Federale di chi li accettava in pagamento. Esistevano però alcune differenze notevoli fra i Greenback ed i MEFO-Bond:

– i Greenback al termine della guerra vennero rimpiazziati da dollari “normali” nel giro di pochi anni, il pagamento dei MEFO venne invece continuamente rimandato;

– l’emissione dei Greenback fu autorizzata con un voto del Congresso USA che ne approvò la stampa in quantità fissa e conosciuta a tutti i cittadini. Al contrario i MEFO, originariamenti pensati dal Ministro del Tesoro Hjalmar Schacht come “misura di emergenza” per far ripartire la produzione industriale ed eliminare l’iper-svalutazione del Marco, vennero stampati in numero sempre maggiore fino al 1945, tenendo nascosto alla popolazione quanti ne circolassero in totale. Passarono quindi dall’essere una medicina necessaria ad una e vera propria droga per l’economia tedesca: più il Terzo Reich si riarmarva, più doveva stampare MEFO-Bond, più doveva depredare popoli e paesi confinanti per poter sperare di ripagare, almeno in parte, ciò che comprava a credito dalle proprie imprese. Altro che Hitler paladino della lotta contro il Big Gombloddo pippo-pluto-giudaico-massonico (altra scemenza molto cara ai complottardi), la Germania nazista era de facto un banchiere impazzito col mitra in mano.

Chiusa la parentesi tecnica, torniamo al nostro Lupacchiotto. “Chiara”, pur frequentando quelli del Popolino Unico, non pare particolarmente convinta delle tesi di Wolf. Decide così di fargli una domanda indiscreta.

Si, avete letto proprio bene. Nel caso ancora non ci crediate, vi trascrivo la risposta qui di seguito:

“NESSUNO. Io occupo il mio tempo per gli altri.”

Cosa c’entrano con tutto quanto abbiamo detto finora gli “euro scritturali” di Francesco di cui parlavamo più sopra? Tranquilli, ora ci si arriva.

Nell’immagine qui sotto potete ammirare Wolf che spiega ai suoi seguaci come si ottengono questi famosi “crediti” che dici di possedere.

Semplice la risposta è “fai”.

Nel senso di “te li fai”.

O meglio: esattamente come la Germania nazista emetteva MEFO-Bond ad minchiam, te fai la stessa cosa con gli Euro, usando carta e penna.

Chiamarli “Euro scritturali” come fa Francesco o “crediti” come fa Wolf, poco cambia. Sempre una cazzata fatta e finita resta.

Se vi state chiedendo da dove hanno tirato fuori questa nuova strunzata, è presto detto: si tratta dell’ennesimo travisamento di concetti economico-giuridici, mischiati ad una bufala diffusasi fra settembre ed ottobre del 2016.

I complottardi sovranisti hanno infatti preso i concetti di:

“moneta scritturale”: ovvero una tipologia di moneta non-materiale, utilizzata unicamente come unità di conto in contabilità (l’ECU e l’Euro, nel periodo prima dell’entrata in circolazione di quest’ultimo, sono due pratici esempi di moneta scritturale),

“moneta bancaria”: ovvero il complesso dei mezzi di pagamento che il sistema bancario accetta e mette a disposizione del pubblico come, ad esempio, gli assegni bancari e circolari, i bonifici, i libretti di risparmio ed al portatore, le carte di credito ed i bancomat, i certificati di deposito e le lettere di credito (un tempo molto usati nel commercio),

ed hanno semplicemente ignorato le differenze fra questi ed il concetto di moneta-valore. Hanno poi messo il tutto in un frullatore ed hanno fatto un minestrone con la bufala di cui dicevo poco fa: secondo una fantasiosa (leggi: assurda) interpretazione, un giudice di Bolzano avrebbe “ammesso” in una sentenza, emessa in un procedimento di esecuzione immobiliare, che le banche “creano moneta” e non glielo si può vietare. Quindi (sempre secondo questo ragionamento del menga), se lo può fare la banca privata, allora lo può fare chiunque, in virtù del principio di uguaglianza stabilito dall’art. 3 della Costituzione! (Ari-ri-CREDICI coi controfiocchi)

In realtà ciò che il testo di quella sentenza recita è lo stesso concetto che ho illustato più sopra: quando un istituto creditizio presta una somma di denaro, non esiste alcun obbligo di legge secondo cui quella somma deve essere consegnata in contanti, ma può tranquillamente ricorrere alla crezione di “moneta bancaria” (cioè produrre un titolo che sposta moneta già esistente da un conto ad un altro conto). Principi semplicissimi che chiunque può capire prestando un minimo di attenzione ma che, a quanto pare, risultano troppo complicati per certi soggetti che devono vederci a tutti i costi qualche oscura trama.

Parte IV: Sul bel Danubio blu…

E veniamo infine alla perla di questa puntata. Abbiamo visto cosa combinano le Eterne Essenze Incarnate, abbiamo assistito alle beghe interne della Corte di Vienna, ci siamo indignati ed abbiamo riso delle idiozie del Popolo Unico. All’appello mancano quindi solo loro: la combriccola di Aduorg.

Andiamo dunque a vedere se sul loro sito c’è qualche novit…

MA, MA, MA COME…? Le “affermazioni che nessuno può smentire”, la “nobile azione che non nessuno potrà fermare”… che fine ha fatto il sito di Aduorg?

Un semplice controllo con WHOIS taglia la testa al toro: Aduorg non è più tra noi, come potete vedere nell’immagine sotto, anzi il dominio è disponibile per chi lo volesse acquistare.

“Ed i famosi 700 € che venivano chiesti a chi voleva prendere parte alla class action sponsorizzata da Aduorg? Che fine hanno fatto?” vi starete chiedendo.

Eh, bella domanda, na non so che dirvi. Forse bisognerebbe andarlo a chiedere al promotore di questa iniziativa giudiziaria, l’Avvocato Morenghi…

Chissà come saranno contenti i discendenti del noto giornalista di origini magiare nel vedere il nome del loro illustre parente associato ad una patacca del genere

Anzi, pardon, il RETTORE Morenghi, che si è involato in quel di Budapest per dare vita ad una nuova impresa, la “Università Cattolica Joseph Pulitzer”…

in cui l’unico corso attivo (on line peraltro) è ovviamente il suo ed in cui altrettanto ovviamente si studia la “normativa UCC” (Ari-ri-CREDICI e questo è l’ultimo, giuro). Per tutti gli altri, “la brochure è in preparazione”. Da sei mesi a questa parte.

Non fate poi caso al fatto che l’indirizzo di questo ateneo italo-magiaro…

… corrisponda a quello dello studio di Morenghi. Si tratta di una mera coincidenza.

Così come è una coincidenza che le letterine delle Eterne Essenze Incarnate vegano sistematicamente ignorate da chi le riceve.

O che i vari proclami della Corte di Vienna non abbiano mai un seguito.

O che quelli del Popolo Unico abbocchino sistematicamente ad ogni sòla che gli viene data in pasta.

Tutte coincidenze, certo.

Credici.


Si ringrazia per l’aiuto nella raccolta delle immagini: Paola D. e tutta l’allegra combriccola del gruppo “Perle Complottare”

Articoli Precedenti:

https://pontilex.org/2015/04/i-manuali-di-pontilex-org-smontare-la-truffa-di-oppt/

https://pontilex.org/2016/04/oppt-civil-war-atto-i/

https://pontilex.org/2016/05/oppt-civil-war-atto-ii/

https://pontilex.org/2016/09/dove-mario-oppt-edition/

Per segnalazioni/richieste/insulti: Compagno Zed

 

2 pensieri su “OPPT: La fine (?)

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