Gli psicologi e gli psichiatri cattolici.

Riteniamo che la migliore risposta possibile al profluvio di parole sprecate dai nostri amici Pontifessi sul solito argomento, siano le affermazioni che provengono dalla AIPPC. L’associazione degli psicologi e psichiatri cattolici.

Tanto per chiarire chi sono questi psicologi e psichiatri: i loro comunicati stampa ed i loro articoli vengono pubblicati su Avvenire. Ribadisco: non su Repubblica o su L’Unità.

Su Avvenire.

Leggiamo dunque cosa scrive l’AIPPC (per tramite del suo presidente Tonino Cantelmi)

Primo: nessuna terapia ‘riparativa’. Da tempo sostengo che il termine ‘riparativa’ sia ideologico, come quello ‘af­fermativa’. Esiste la terapia, secondo modelli convalidati scientificamente, ed esiste la domanda di psicoterapia. E siste il lavoro di decodifica del terapeuta ed esiste il consenso del paziente.

Dunque questa associazione, che conta circa 2000 tra associati e simpatizzanti, sostiene che la terapia deve seguire modelli convalidati scientificamente. Quali sono i modelli seguiti da Meluzzi e Bruno, tanto per parlare di un paio di “espertoni” citati un giorno si e l’altro pure dai nostri amici Pontifessi?

Secondo: nessuna diagnosi di omosessualità. Questo non vuol dire non prendere in esame quella che l’ICD-X (cioè il sistema di classificazione ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) chiama ‘sessualità egodistonica’ e la comprende nella categoria ‘Psychological and behavioural disorders associated with sexual development and orientation’. Attenzione! L’ICD-X (il più ufficiale e recente sistema di classificazione) chiarisce che ciò vale per tutti: e­terosessuali ed omosessuali e specifica che «l’orientamento sessuale da solo non riguarda questo disturbo». Sottoscrivo e credo che questo possa mettere a tacere ogni speculazione. Nessuna omofobia. Vogliamo mettere in discussione l’ICD-X? Si può fare, attiene alla ricerca scientifica, ma al momento questa è la posizione ufficiale dell’OMS.

Riassumiamo un poco. L’omosessualità non è una malattia. Non esiste una diagnosi di “omosessualità”. Esiste una diagnosi di “sessualità egodistonica” che può colpire chiunque, non solo una persona omosessuale. Definire l’egodistonia sessuale risulta impervio pure per chi lavora in questo settore. Ma la lettura dell’ultima versione di ICD recita in maniera chiara:

F66.1: Egodystonic sexual orientation: The gender identity or sexual preference (heterosexual, homosexual, bisexual, or prepubertal) is not in doubt, but the individual wishes it were different because of associated psychological and behavioural disorders, and may seek treatment in order to change it.

Quindi il disordine egodistonico si presenta quando una persona dalla preferenza sessuale non dubbia (un modo per indicare che è ben definta) desidera un diverso orientamento. In questi casi cosa si fa? Secondo alcuni geniali pensatori bisogna adeguare la sessualità ai desideri della persona, modificandone l’orientamento. Infatti Joseph Nicolosi vende a caro prezzo la sua “terapia riparativa” (citata anche più sopra) che tanto piace a molte alte sfere del Vaticano. Secondo l’OMS e secondo gli psichiatri seri invece bisogna aiutare il soggetto ad accettare il suo orientamento sessuale. L’esatto opposto di quanto sostiene Nicolosi quindi.

Ma continuiamo a leggere le parole di Cantelmi:

Terzo: rispetto dei codici valoriali del paziente. Ottimo, ma anche questo vale per tutti.

Qui occorre una spiegazione: citiamo le parole di Cantelmi tratte da un discorso più ampio, legato ad accuse che gli sono state rivolte e relative alla applicazione troppo “diffusa” delle terapie riparative. Pertanto in questo terzo punto Cantelmi approva il rispetto dei codici valoriali del paziente (tra i quali figura anche l’orientamento sessuale). Poi passa all’attacco e solleva il problema dei cattolici “costretti” a separarsi dai loro psicoterapeuti. Problematica sicuramente interessante ma non pertinente in questo contesto.

Riportiamo per dovere di cronaca anche altre affermazioni attribuite allo stesso Cantelmi e non smentite.

Da parte degli psicologi e degli psichiatri cattolici non c’è nessuna difficoltà oggi a riconoscere il contributo della comunità scientifica dove ormai c’è un consenso unanime nel dire che l’omosessualità non è una patologia.

Per questi approcci è suonato ormai un vero e proprio requiem.

Si tende ad accomunare le terapie riparative ad un approccio cattolico ma questo è sbagliato perchè tali terapie partono da un presupposto non scientifico e cioè che l’omosessualità sia una malattia.

I cosidetti riparatori non sono certo gli psichiatri e gli psicologi cattolici

oggi sentiamo di dire una parola definitiva sul fatto che le teorie riparative non sono praticabili e sono riprovevoli

La Chiesa però da’ su questo orientamento un giudizio morale, condivisibile o meno, ma non parla mai di patologia.

Oggi noi diciamo che l’omosessualità è una variante del comportamento sessuale.

Potremmo continuare ancora, preferiamo fermarci qui, ci pare di aver risposto in maniera adeguata agli psichiatri da baraccone che frequentemente vediamo citare dagli amici Pontifessi. Rispondiamo in questo modo, con le affermazioni di seri professionisti cattolici, alle tristi, antiquate e francamente fastidiose affermazioni che leggiamo nelle parole che Foxy attribuisce a Francesco Bruno, ad Alessandro Meluzzi ed all’articolo del caro Ernesto Maria Caro. Indirettamente con queste parole mettiamo una pesante pietra tombale su tutte le affermazioni omofobe pronunciate dagli amici Pontifessi in genere, compresa quindi l’opera letteraria di Catone Di Pietro, che rivendica la paternità di 10 dicansi 10 articoli protesi a comprovare una teoria sbagliata in partenza, cioè la solita identità tra malattia ed omosessualità.

Per conoscere meglio l’AIPPC, seguite questo link.
Per leggere direttamente la fonte principale di questo articolo, cliccate qui.
Per altre dichiarazioni di Cantelmi potete cliccare qui.

Di seguito gli ultimi rigurgiti omofobi pontifessi.

http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/varie/5665-lomosessualita-e-una-patologia-difesa-da-lobbies-potenti-

http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/esteri/5666-omosessualita-malattia-e-disordine-mentale

14 pensieri su “Gli psicologi e gli psichiatri cattolici.

  1. DiegoPig

    Ma lo sanno tutti che l’AIPPC fa parte di quella parte del mondo cattolico che non è veramente cattolico perchè contrario al magistero della chiesa.

    Suvvia, nessun vero cattolico ™ potrebbe mai pensare che l’omosessualità non sia una malattia.
    Perchè il vero cattolico(tm) non pensa: segue il magistero.

    PS:
    Vorrei proporre un logo. Qualcosa del tipo “fumo, no grazie”.
    Qualcosa del tipo “Noi non pensiamo” e sotto, in piccolo “powered by Carlo di Pietro.”

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    1. simonesimone

      La cosa più interessante è che in nessun punto del Magistero recente si denota l’omosessualità come malattia. Ed è ancora più interessante che i così fedeli propugnatori della vera Dottrina le siano talmente fedele da… inventarsi i termini (non oso pensare cosa avrebbero detto se non fosseso stati fedeli al Magistero).

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      1. adminadmin

        Devi capirli, poverini. Loro sono fedeli ad un solo magistero. Lo scrivo in minuscolo perchè è loro privato, non è quello della Chiesa Cattolica. Quello vero, quello maiuscolo a cui tu stesso fai riferimento, è modernista (termine abusato dai Pontifessi, tanto che ci abbiamo pure dedicato un approfondimento qui su Pontilex).

        Pervicacemente applicano alla psicologia come alla Dottrina la stessa perversa logica. Tutto quello che non è in sintonia con il pensiero Pontifesso è macchiato dall’intervento di lobbies potentissime. Le lobbies omosessualiste, le lobbies moderniste etc etc. Insomma: soffrono di profonde turbe psichiche. Hai presente Calimero? Ecco, li rappresenta MOLTO bene.

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    2. Chiara

      Salve ma se fino a poco tempo fa era un disordine sessuale nei libri di psichiatria! Sono le lobby gay che hanno poi fatto le loro battaglie! E comunque malattia o non malattia di fatto Nicolisi ha aiutato molte persone gay a tornare etero!

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  2. Biotech

    Rigurgito omofobico mi piace!! XD
    In ogni caso, OVVIAMENTE l’AIPPC è governata da potenti lobbie omosessualistiche (ma che significa, poi, omosessualistico???) e coadiuvata dagli ebrei massoni, che in combutta con i comunisti razionalisti tentano in tutti i modi di insinuarsi all’interno della Scienza Cattolica, scienza che conferma che l’evoluzione non esiste, che l’omosessualità è una malattia e che i preti pedofili sono delle pecorelle smarrite!
    Meno male che esistono ancora persone rette come Charlie Mac Stone e Foxy Brown!!!

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  3. S_Raffaele

    Io sono sempre più curioso di sottoporre gli scritti dei nostri simpatici amici ad uno psichiatra oppure ad uno psicologo seri, e con seri intendo non religiosamente schierati affinchè ne diano una valutazione del profilo psicologico. In altre parole mettere in luce le “manie” oppure i problemi di questi signori… Tipo il caro don Caro, ma un briciolo, giusto una puntina di mania di protagonismo, no? Poche righe per ribadire col copia incolla la sua esistenza. Speriamo che raccatti in fretta i 15 minuti di Andy Warhol…

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    1. stefano Autore articolo

      Secondo me se “uno bravo” dovesse addentrarsi seriamente nel pontifex-pensiero, nei complessi sensi di colpa che pervadono le menti ottenebrate di Cdp e Foxy, nei complotti contro Pontifex che si materializzano tramite le linee ADSL interrotte, le macchine rigate, i cani ammazzati, le lettere minatorie, le telefonate, oppure nella personalità multipla di CdP con le sue improbabili impersonificazioni che cercano soltanto di movimentare un poco il loro sito, beh penso che uno potrebbe anche uscirne matto 😉

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  4. Diego

    avevo già postato sul nostro carissimo sito dei commenti con questi temi. Risultato: “questo dimostra che la lobby omosessuale interagisce ad alti livelli”.

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    1. stefano Autore articolo

      Della serie, non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare….

      La CEI è in mano ai modernisti. Quindi Avvenire non è un giornale affidabile. Di conseguenza il fatto che pubblichino articoli della AIPPC è soltanto una prova del complotto mondiale contro Pontifex ed i tradizionalisti… 🙂

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  5. uiallalla

    la cosa che mi lascia basito è che a fronte di una durezza “senza se e senza ma” nei confronti degli “omosessualisti”, troviamo una totale morbidezza verso l’assassino di sarah scazzi che non merita minacce di morte ma la tanto cara pietà cristiana… bah!

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    1. Leo

      E infatti abbiamo visto nel mondo come le minaccie di morte hanno risolto i problemi, eh? Con tensioni, terrori e guerre! Lascia perdere le minaccie di morte: qui c’è bisogno di vera giustizia dove lo scontare la pena che ci si merita per quello che si è fatto non preclude il perdono! E perdonare mica significa dimenticarsi delle azioni passate! Il perdono è intelligente e non stupido. Se la società andasse avanti a rabbia alla lunga diventerebbe davvero invivibile prova ad immaginare…altro che inquinamento atmosferico!..sarebbe molto peggio!

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