Testa e pancia… risposta a Carlo Di Pietro

– Prima parte –

Non ho mai avuto molta fantasia nel dare titoli sensati ai miei post, quindi faccio una breve premessa sul significato di “testa e pancia” nel titolo di questo post.

Per “testa”, come è facile intuire, mi riferisco all’uso razionale del discorso e di ragionamenti e deduzioni di senso compiuto. Insomma un normale ragionamento con la testa, come dovrebbe essere.

Per “pancia” invece mi riferisco a ciò che viene detto esclusivamente in forma emotiva, sia nella accezione positiva di sentimenti, sia nella accezione negativa di risentimenti e rancori personali. Mi riferisco nello specifico a quando si tende a parlare solo sull’onda dell’impeto emotivo (positivo o negativo che sia) senza il supporto del pensiero e del ragionamento.

Quando una persona parla solo sulla base della spinta emotiva, ne scaturiscono quei tipici discorsi che magari sono così pieni di parole, ma effettivamente vuoti di qualsiasi contenuto concreto e reale.

Io ho l’abitudine di chiamare questo genere di comunicazione fatto di discorsi pieni di parole, ma vuoti di contenuto, “scatole cinesi vuote”… nel senso che spesso si presentano come scatole dall’aspetto apparentemente “importante” e altisonante, che lasciano immaginare un prezioso contenuto, e che invece si rivelano essere vuote.

Il motivo di questo titolo viene dall’esperienza che purtroppo mi ritrovo spesso a rivolgere inutilmente alle persone obiezioni e ragionamenti ben precisi, alla quale spesso mi viene risposto solo con vaghe parole prive di contenuto concreto e tangibile. O a volte con un pò più sbrigativo e ovino “è così perchè è così”.

Il fatto è che forse sono davvero cieco, ma… non sono fatto per i sermoni sentimentali che pronunciano vaghe banalità generiche senza succo. Io ho l’abitudine di fare ragionamenti e domande ben precise, quindi mi piacerebbe ricevere risposte precise e soprattutto argomenti razionali, cioè che vengono dalla testa e non dal ventre.

Immaginate di essere ad un interrogatorio… se vi chiedo dove eravate la notte del 5 ottobre 1988, non mi fate un sermone sul senso della vita, o su come sono belli i ciliegi in fiore… a domanda precisa si dà risposta precisa. I giri di parole che non offrono risposte serie sono solo la dimostrazione di non avere argomenti.

E’ il caso del post che mi dedica Carlo Di Pietro, intitolato “ Un tale, forse Gianfranco Giampietro, cercava risposte! Quando la cecità abbonda, non si è in grado di vedere “. Un post che dovrebbe forse fornirmi qualche valida, e soprattutto RAZIONALE, risposta ? A dire il vero io lo vedo solo come un giro di parole che non risponde a niente.

Prima di tutto, come aveva già detto Sara Boero a Marcello Stanzione, anche in questo caso si citano a sproposito nomi di persone senza offrire nessun contesto e nessuna fonte.

L’articolo di Carlo Di Pietro è ancora peggio, perchè è COMPLETAMENTE PRIVO DI CONTESTO, e persino di SOGGETTO. Qual’è l’argomento? Quali sarebbero le presunte questioni che Gianfranco Giampietro avrebbe posto? Quale sarebbe la presunta “risposta” di Carlo Di Pietro?

Se un lettore ignaro si ritrova a leggere il post di CdP, è impossibile che possa capirci qualcosa. Io non ho mai preteso di essere “giornalista” o “scrittore” (al contrario di Pontilex, dove molti vantano presunte competenze in “giornalismo”, “sociologia”, “demonologia” e pokemonologia), ma penso che persino un ragazzo delle medie sappia che se scrivi su un forum, sito o blog pubblico (perdippiù con pretese “giornalistiche” e di contatto con il pubblico), allora ciò che scrivi deve avere un contesto che permetta sempre a tutti di comprendere l’oggetto della discussione e a cosa si riallaccia.

Quindi, Carlo Di Pietro, tocca a me rivelare l’oggetto del tuo verseggiare incomprensibile.

Mi è capitato più volte di far notare la totale incoerenza di Pontifex tra il suo sostenere di essere fedele alla Chiesa (con condanna alle fiamme infernali e spergiuro contro chiunque non faccia altrettanto, secondo l’infallibile parere di quelli di Pontifex), e il suo sostegno ai membri e al pensiero lefebvriano (rappresentato dai personaggi della discussa Fraternità Pio X, da Agerecontra e da Tradizione.biz), che in realtà sostengono di poter disubbidire alla Chiesa ogni volta che lo ritengono giusto, al punto di “scomunicare” persino il Papa Benedetto XVI. Specifico, a chi non conoscendomi ne abbia impressione, che non sono cristiano e che non me ne frega niente del rispetto dell’autorità della Chiesa.

Il punto è che è terribilmente contraddittorio che siano proprio i peggiori inquisitori come quelli di Pontifex (che ogni giorno scrivono maledizioni all’indirizzo di tanti vescovi e frati scrivendo sul loro conto di quanto siano apostati, disubbidienti e a volte persino “vessati dal demonio”) ad essere poi quelli che si vantano di avere licenza di disubbidire quando vogliono, come persino di “scomunicare” pontefici, cardinali e vescovi a loro piacere, definendo “massone” o “sedotto Satana” qualsiasi personaggio del Vaticano che non la pensa come loro.

L’ultimo esempio è rappresentato dall’annuncio di imminente beatificazione di Giovanni Paolo II secondo approvazione di Benedetto XVI. Si sapeva già quanto lefebviani e loro amici odiassero tanto GPII e il Concilio Vaticano II (un fatto e un evento che hanno allontanato il sogno di medioevo tanto desiderato dai pontifeSSi). Quindi non si era sicuri in quale delle due scarpe Pontifex avrebbe messo il suo piede… nella scarpa dei lefebvriani o in quella della Chiesa ufficiale? Non essendo le due cose minimamente conciliabili tra loro, la scelta era inevitabile. E i pontifeSSi come si sono comportati?

Inizialmente con uno zig-zag di affermazioni e cambi di rotta della serie:

– “Secondo il quotidiano Repubblica, sarebbe imminente la firma del Papa per l’avvio del processo di beatificazione al Servo di Dio, Giovanni Paolo II. Se e quando il Papa lo valuterà, da cattolici, obbediremo al Suo alto Magistero” (saranno le ultime parole famose di Bruno Volpe, NdGG)

– “Salve,
ribadisco il concetto che assolutamente mi rimetto al volere di Santa Romana Chiesa.

Mi astengo, pertanto, dal dibattere circa la Beatificazione di Giovanni Paolo II.
Accetto in umiltà la decisione presa dalla Congregazione per le Cause dei Santi e da Benedetto Decimosesto in persona.

Questa mia posizione non rappresenta una frattura all’interno di Pontifex.Roma, bensì è la mia sola e personale linea di pensiero.

Cordiali saluti.
Carlo Di Pietro
” (le ultime parole famose di Carlo Di Pietro)

e infine con l’approdo finale a “Meditate gente, meditate … il primo Maggio avverrà la più grande truffa per la nostra FEDE, ovvero la beatificazione di un Papa apostata ed eretico“, ecc. ecc.

Insomma, una marea di contraddizioni, che ho fatto notare di nuovo anche qualche giorno fa (  ) e a cui tempo fa Carlo Di Pietro aveva promesso una chiara spiegazione (  )

Chiedevo anche che fine avessero fatto personaggi da loro in passato spesso intervistati come Padre Bonieky di Cracovia, Antonio Socci, Padre Amorth… io sarei stato curioso di leggere una loro intervista in cui viene chiesto a loro “qui tra noi c’è chi pensa che Giovanni Paolo II sia un eretico apostata che ora brucia tra le fiamme dell’inferno, cosa ne pensate?” … probabilmente non conviene più intervistare questi personaggi che, se sapessero, manderebbero anche loro un bel “ma vaffanculo” che ultimamente Pontifex sta collezionando da un sacco di persone.

E Carlo Di Pietro cosa si è disturbato a scrivermi? Che non mi risponde perchè sono troppo cieco per capire la risposta.

Insomma, è come trovare un bambino con le mani nella marmellata e, davanti alla richiesta di una giustificazione plausibile davanti all’evidenza, sentirsi rispondere “ah, ma tu non puoi capire, sei troppo cieco per capire come stanno veramente le cose ! Non meriti una risposta ! “

Al che io rispondo: “fai pure tutta la filosofia che vuoi, ma l’evidenza delle cose rimane la stessa”.

Insomma, Carlo Di Pietro, come si dice in certi ambienti… epic fail !

Gianfranco Giampietro

Rappresentazione grafica della coerenza dei ragionamenti e delle risposte di Carlo Di Pietro

6 pensieri su “Testa e pancia… risposta a Carlo Di Pietro

  1. FSMosconiFSMosconi

    Ho aggiunto anche quest’ultima segnalazione a Nonci sul link finale “PontiFex e PontiLex: la guerra continua. Notare le intelligenti argomentazioni nonché l’assoluta chiarezza di chi sia questo Giampiero…” ;)

    Giusto per ribadire quanto già detto qui, ma che per motivi di spazio e coerenza (il 99% dei link sono su PontifeSS), non ho linkato lì…

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  2. adminadmin

    GG ho letto e riletto il brillante e vibrante articolo del Maldestro… Davvero imbarazzante: il testo è totalmente generico ed utilizzabile in qualsiasi occasione. Anzi, quasi quasi lo riciclo nella prossima riunione di Stato Avanzamento Lavori qui in ufficio ;-)

    Presuppongo arriveranno altre parti … Attendiamo! :-)

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  3. diegopig

    Però bisogna dar credito a CDP che l’espressione “sei troppo cieco per capire” è molto più sintetica di “So che sembra che io abbia torto marcio ma ho un’ottima spiegazione che chiarirà tutto, solo che ora questa spiegazione mi sfugge quindi te la comunicherò appena possibile ma non disperare e ti assicuro che non ho torto”, nonostante veicolino la stessa identica informazione.

    :D

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  4. OscarWilde

    Sì concordo: l’articolo di Cidippino è fondamentalmente una gran supercazzola.
    Un effimero blabla che non risponde, nè contestualizza niente.

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