Come avevamo ipotizzato, la politica di gestione dei commenti degli amici Pontifessi era lievemente cambiata. Nascosti tra i commenti di un anonimo thread, troviamo uno scambio di messaggi invero interessante. Continua a leggere
Come avevamo ipotizzato, la politica di gestione dei commenti degli amici Pontifessi era lievemente cambiata. Nascosti tra i commenti di un anonimo thread, troviamo uno scambio di messaggi invero interessante. Continua a leggere
Riteniamo che la migliore risposta possibile al profluvio di parole sprecate dai nostri amici Pontifessi sul solito argomento, siano le affermazioni che provengono dalla AIPPC. L’associazione degli psicologi e psichiatri cattolici.
Tanto per chiarire chi sono questi psicologi e psichiatri: i loro comunicati stampa ed i loro articoli vengono pubblicati su Avvenire. Ribadisco: non su Repubblica o su L’Unità.
Su Avvenire.
Leggiamo dunque cosa scrive l’AIPPC (per tramite del suo presidente Tonino Cantelmi)
Primo: nessuna terapia ‘riparativa’. Da tempo sostengo che il termine ‘riparativa’ sia ideologico, come quello ‘affermativa’. Esiste la terapia, secondo modelli convalidati scientificamente, ed esiste la domanda di psicoterapia. E siste il lavoro di decodifica del terapeuta ed esiste il consenso del paziente. Continua a leggere
Quando una persona muore, ovviamente il primo pensiero non corre alla crudeltà di una giovane vita stroncata, o al dolore di parenti o amici. No, per Pontifex il primo pensiero che deve venire in mente è… la liturgia è corretta? Si può celebrare un funerale per qualcuno che non sia cattolico? I colori sono quelli giusti? Le apparenze sono quelle corrette? In fondo quando muore qualcuno… sono queste le cose più importanti su cui riflettere, non vi pare?
E’ quanto apprendo oggi dopo aver letto questo articolo di Bruno Volpe, intitolato “Povera Sarah, uccisa due volte” (cliccando sul titolo sarete indirizzati all’articolo originale)… Continua a leggere
… ecco a voi i forum!
Nella barra del menu in alto a destra è comparsa una nuova voce (dal nome intuitivo) attraverso cui potete raggiungere la nuova area dei forum. Abbiamo suddiviso le discussioni in due grandi categorie, ognuna delle quali offre due aree.
Speriamo che l’iniziativa sia di vostro gradimento. Attendiamo feedback e contributi da tutti gli utenti registrati 😀
Questa sera il prete di Campagna ci delizia con un coacervo di balle. L’argomento? Ovviamente il solito. Si parla, tanto per cambiare, di omosessualità. Si raccontano notizie spacciandole per vere, mentre sono tutte da documentare.
Leggiamo questa parte del pensiero di Campagna:
E’ interessante che in tempi di psicologismo imperante, la lobby omosessualista fa tutto il possibile affinché non si sappia in giro che i tre grandi pionieri della psicanalisi e della psichiatria- Freud, Jung e Adler- erano concordi nel considerare l’omosessualità come una grave patologia comportamentale.
Si afferma dunque che il pensiero di Freud definisce “grave patologia comportamentale” l’omosessualità. Ammettiamo per un attimo che sia vero. Questo rende automaticamente vero che l’omosessualità sia una grave patologia comportamentale? Il pensiero di Freud è monoliticamente vero? Non esiste la possibilità che alcune cose dette da Freud siano “vere” ed altre invece si siano rivelate infondate? Continua a leggere
Questo trucco serve per inserire un link di rimando a un altro sito, facendo in modo che, una volta cliccato, tale link si apra in una nuova pagina e non in quella del nostro articolo. I vantaggi, in ordine di importanza sono:
“ma almeno sarà lecito il diritto di critica o dissenso.”
Scusate… non riesco a dire altro… Sono commosso!
P.S. La foto non c’entra niente eh… L’ho messa solo per attirare l’attenzione.
Mi piaceva questa volpe con quello sguardo lievemente “lesbicheggiante”
in risposta all’asino che suppongo essere gay. 🙂
Fonte: http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/5647-la-nuova-inquisizione

E Gesù, rivolto al buon ladrone, disse: “In verità ti dico: oggi sarai con me nel Paradiso”.
Il buon ladrone è rimasto ladro fino alla fine: perché, con un sincero pentimento, ha rubato un posto in Paradiso.
Ho letto l’avviso di un amico: è uscita l’edizione serale del gazzettino Pontifesso. Mi sono avventato immediatamente sul nostro sito preferito per poter carpire le più recenti perle di saggezza. Ho letto diverse news e sono subito stato rapito da un articolo che tratta di argomenti spinosi e delicati: pedofilia e clero.
Il titolo colpisce per il piglio deciso: “Differenza tra pedofilia ed efebofilia. Il 60% dei presunti casi è di carattere efebofilo ad origine omosessuale”. Colpisce perchè sembra far riferimento al fenomeno nel suo complesso. Sembra che si parli della pedofilia a livello mondiale. Sembra che il 60% dei casi di pedofilia sia in realtà efebofilia con l’omosessualità ad “aggravare” la situazione già drammatica. Leggendo l’articolo i dubbi si diradano e si comprende meglio la portata delle affermazioni.
Cercando brevemente con Google si scopre che l’articolo è solo la riproposizione di un precedente “capolavoro” di Carletto il geniale webmaster datato 14 aprile 2010. Ma sempre sfruttando la Google-Power si scopre che la notizia originale (le dichiarazioni di Silvano Tommasi) risalgono al 30 di settembre 2009. Utilizzando altre chiavi di ricerca si scopre che tutto deriva dalle parole di un altro reverendo: mons Charles Scicluna. Chi è Scicluna e cosa dice Scicluna? Vi lascio leggere i dati citati da CdP direttamente dalla sorgente: il Vaticano! Continua a leggere
Anche oggi pubblicamente confesso che la mia vena masochista ha prevalso sulla ragione e mi sono ritrovato a leggere le pagine di Pontifex per l’edizione serale.
All’inizio il mio masochismo è restato deluso, lo ammetto: solo i soliti ’emeriti’ sproloqui alternati ai polpettoni apologetici. Poi ecco che la mia sodomitica ‘perversione’ si accende: una foto mette in bella mostra un’immagine di un gay pride con tanto di bandiera rainbow!
Mi stavo già pregustando il Babini Bruno Di Pietro Meluzzi Volpe show, quando qualcosa nel contesto sembra stonare. L’articolo è dedicato alla giornata mondiale in difesa del malato di mente. Leggo l’articolo a firma di tale Previte, ammetto di non sapere chi sia, ed a parte una statistica dell’osservatorio pontificio non trovo nulla da eccepire.
Nulla eccetto quella foto. Non so chi tra i due ‘giornalisti’ oppure il prete di campagna sia responsabile per quella foto, ma ho sentito di non poter tacere.