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Urge nuova collaborazione.

Dobbiamo dotarci di collaboratori validi che possano rispondere ad articoli come l’ultimo prodigioso prodotto della penna di Foxy. Direi una gustosa novità nel panorama di Pontifex.Roma 🙂

http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/5713-il-pane-di-altamura-una-cosa-splendida-e-conferma-ancora-una-volta-limportanza-di-questo-alimento-e-il-caso-di-dire-si-vive-di–solo-pane

Quick post: ma non era Carfagna?

Leggiamo con stupore che tra i poteri taumaturgici di don Stanzione ora rientra anche la capacità di mutare i cognomi dei ministri. Leggiamo infatti all’interno del suo ultimo capolavoro (che come sempre torna sulla genesi del termine “omofobia”: si vede che per Marcellino la semantica è un passatempo a cui si dedica per rilassarsi) un deciso affondo verso la “ministra” per le pari opportunità, colpevole di aver finanziato una campagna contro l’omofobia. Questa è probabilmente la dimostrazione che ella è parte della lobby comunista massonica omosessualista.
Secondo alcune teorie, cambiare il nome agli oggetti è sintomo di voler cambiare gli oggetti. Marcellino prosegue su questa linea ed afferma solenne che la “ministra” si chiama Mara Garfagna. Ora chi avvisa tutto il mondo che bisogna mutare il cognome della “ministra”?

http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/consacrati/3449-la-lobby-omosessualista-e-la-qbufalaq-dellomofobia

Ora che si possono inserire i video desidero allegarvi alcuni miei servizi, cominciamo con il NO VAT che c’e stato il febbraio scorso…. una manifestazione che si tiene da 5 anni a Roma per richiedere la laicità dello stato

NO VAT 2010 – Roma 13 febbraio 2010

Il NO VAT è una manifestazione che da 5 anni ormai porta in piazza associazioni e cittadini sempre di indignati da un’ingerenza troppo forte del Vaticano nella vita pubblica del nostro paese. Nato per rispondere alle azioni della Chiesa di Benedetto XVI trova ogni anno conferme della sua necessità.

Dalla guerra istituzionale fatta l’anno scorso sul caso di Eluana Englaro a forte freno politico sulle tematiche dei diritti civili soprattutti per i cittadini LGBT, le forti pressioni che gli esponenti clericali hanno sui nostri politici influenzano non poco la vita di tutti noi, e chi non ci sta lotta per esigere che l’articolo 60 della costituzione, venga rispettato, l’Italia è un paese laico e lo stato Italiano deve tutelare i proprio cittadini da tutte le ingerenze in primis anche quella cattolica.

La laicità garantisce ad ogni cittadino che lo stato considerà uguali ogni credo o forma religiosa e che non legifererà a favore di uno in particolare.

Ritengo che personalmente soprattutto negli ultimi anni la politica italiana abbia mostrato una forte carenza in tutto ciò, e che i nostri politici non riescono a dare un messaggio chiaro, ma preferiscano mantenersi in un dubbio status quo senza prendere serie posizioni.

siti internet:

www.facciamobreccia.org

VISITA IL MIO CANALE

www.youtube.com/eustachio79

VISITA IL MIO FORUM

http://gayfriendlyroma.forumcommunity.net/

Preservativex

Il Papa è contro l’utilizzo dei condoms in Africa.

La Spagna, nel 2009, ne ha inviati ben 1 milione nel Continente Nero.

Assurdo, concordo col Papa: i preservativi non risolvono il problema, sono inefficaci. Il governo spagnolo è così tonto da non capire l’inutilità del suo gesto? Inviare 1 milione di preservativi, quando è risaputo che gli Africani ce l’hanno più lungo? E chi se li mette là i loro condoms “taglia europea”? I bambini di 2 anni? 😀

Vi posto un articolo interessante: per leggerlo dovete cliccare sul profilattico.

Foxy ci scrive ancora. Leggiamo con piacere.

Come accade sempre più di frequente Brunello si rivolge direttamente a noi. E noi con piacere raccogliamo il suo messaggio.

Infine i cloni: continuano ad attaccare Di Pietro con una assurda e antipatica campagna diffamatoria. Di Pietro prenderà le decisioni giudiziarie che meglio crede ed ha tutto il nostro appoggio e stima.

Foxy come puoi continuare a rivolgerti a noi come “i cloni” ?? Noi non siamo per nulla simili a Pontifex.Roma. Noi non censuriamo a priori nulla. Noi non abbiamo un Fides et Strazio che insulta tutti senza freni e limiti. Noi non insultiamo nessuno, ci limitiamo a riportare i fatti, ad evidenziare gli errori in cui tu e Carletto incappate.

Brunello dovresti esserci grato visto che ti aiutiamo ad individuare i contributi realmente interessanti. Detto per inciso: mi ha stupito la tua esternazione su Santoro. Nuovamente una delle poche occasioni in cui possiamo essere in sintonia con te.

Parli di campagna diffamatoria. Bah a dire il vero chi diffama è Carletto, geniale webmaster. E’ lui che fingendo di non conoscere la legge ci dice che ha risolto tutto con il sito Literary e dimentica che la legge sul diritto d’autore dichiara espressamente che il proprietario dell’opera è l’autore, non l’editore o chi la pubblica. Pertanto il fatto che CdP abbia ingrandito il nome del sito dove ha copiato l’articolo non sposta il problema: l’autore si è espresso nel modo che puoi leggere all’interno dell’articolo di Stefano. Che altro aggiungere? Carletto ha modo di smentire quanto riportato nell’articolo? Come già detto, siamo sempre disponibili a correggere affermazioni errate. Ma in mancanza di documenti che contraddicono le nostre affermazioni, l’articolo che abbiamo pubblicato è chiaro ed inequivocabile. E non diffamatorio. Bruno, detto fraternamente: fai attenzione alle persone con cui lavori. Ti prometto di pubblicare anche i tuoi articoli qui dentro. Perchè in certi casi troviamo condivisibili le cose che dici. Perchè anche se non ci piace leggere le parole degli emeriti, potresti anche trovare un poco di spazio qui sulle nostre pagine. Attento alle persone di cui ti fidi.

Piuttosto i simpatici amici hanno dedicato a questo sito l’espressione letame della quale dovranno dare contezza.

Detta in questo modo non è chiara. Qui ho affermato che siamo stufi del letame che spargete su Internet. Non ho detto che tu o CdP o i vostri articoli sono letame. Ho detto che siamo stufi degli insulti, del letame che spargete. Se spargere letame è un insulto allora dovrebbero risentirsi tutti i miei amici contadini. Prova a formulare meglio il tuo pensiero perchè in questo modo è veramente ineffabile.

Qualche altro dovrebbe concimare la sua zucca vuota ed anche in fretta. Piuttosto Feltri, maestro di giornalismo sulla De Gregorio, ha usato più o meno le nostre espressioni su Vendola, ma nessuno si ribella.

La zucca di chi? La mia? Uh … tu sapessi quanto concime contiene! Ecco poi dici una cosa che mi trova in disaccordo. Feltri maestro di giornalismo? Ah ecco ora capisco perchè ti irrita la parola letame. Preferisci l’espressione “fabbrica di fango” solo perchè l’ha usata lui, eh! Bricconcello d’un bricconcello d’un Foxy! 🙂

Potete leggere le parole di Brunello qui:

http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/5698-la-nuova-evangelizzazione-annozero-e-i-cloni

PS Bruno: ma chi sceglie le immagini che accompagnano i tuoi articoli? Questa è inguardabile!

Les questions de Nacciano

L'Arcangelo Peppiniello approva questo articolo

Il titolo si riferisce ovviamente alle ben più note “Les questions de Zapata”, un piccolo scritto di Voltaire in cui un immaginario e ingenuo prete spagnolo poneva delle domande, tramite lettera, ai suoi superiori per chiedere alcuni chiarimenti su alcune strane assurde contraddizioni della Bibbia… l’ingenuo prete ovviamente non farà una bella fine.

Leggendo oggi una nuova “perla” di Carlo Di Pietro, mi sono imbattuto nel simpatico commento di un utente di nome Nacciano che non sfigurerebbe, per arguzia e simpatia, tra le domande dell’immaginario prete spagnolo, o nel ben più noto Dizionario Filosofico. Sono spinto anche dal desiderio di “immortalare” queste simpatiche righe, che sono una esplicita critica al fariseismo pontifesso, prima che le possibili “cesoie” della censura pontifessa possa cancellarle. Se tali righe “blasfeme” non dovessero meritare posto nel sito di pontifex.roma.it, meritano invece senz’altro un simpatico posto in pontilex.org Continua a leggere

Non indurite oggi il vostro cuore (salmo 95)

Mio primo articolo… 🙂

Mi è capitato di leggere l’articolo del buon CdP rigurardo l’omosessualità.
Noto con vivo interesse che è sempre ricco di nuove apostrofazioni con cui definirla anche se nessuna riportara dal Magistero (evviva l’aderenza al Magistero).
Noto con viva gioia l’umiltà di attribuire al proprio testo la qualifica di sintassi dottrinale e noto con ancor più viva gioia che sacerdoti licenziati in teologia si rivolgano ad uno studente universitario in informatica perchè lo illumino proprio su argomenti di teologia… Che forse abbiamo tra noi una nuova Teresa di Lisieux: dottore della Chiesa seppure per nulla erudita in teologia? Il titolo di Teresa però è tutto meritato.

Divenendo seri mi voglio soffermare sulle citazione di Cdp dell’Antico Testamento.

Intanto se si chiama Antico vuol dire che è vecchio e pertanto le cose vecchie difficilmente possono essere trasposte pari pari ai giorni nostri (non fosse altro per la difficoltà di interpretazione legata alle singole parole): non per nulla esistono cose strane come l’esegesi e l’ermeneutica che servono proprio a questo: cercare di portare ai giorni nostri ciò che la Scrittura di millenni fa voleva dire (attenzione non sto dicendo che la Scrittura evolte e muta con i tempi e le mode, ma solo che non si può interpretare alla lettera testi di secoli fa).

E si fa ancor più danno se si estrapolano singoli versetti da un testo senza ulteriori chiarimenti e specifiche.
Prendiamo un esempio qualsiasi: il IV canto del servo di Jhwh (famoso per il fatto di essere proclamato come lettura il venerdì santo: forse qualcuno ne ricorda un pezzettino: …Ecco il mio servo avrà successo, sarà esaltato innalzato, onorato grandemente…). I canti del servo di Jhwh sono 4 opere (cfr. Is 42,1-9; 49,1-7; 50,4-11; 52,13-53,12) che descrivono la sofferenza di questo servo che muore per salvare le moltitudini. Ecco che in questo IV canto, bellissimo e interessantissimo, ad un certo punto leggiamo: …Perciò a Dio è piaciuto prostrarlo con dolori… (riferendosi al servo che in lettura cristologica è il Figlio, il Signore Gesù).
Ora presa da sola questa frase è tanto terribile (Dio gode della sofferenza di un servo perdipiù innocente) quanto falsa.
Eppure… il versetto sembra chiaro: …al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori…, non ci si scappa da lì.
La questione è che il versetto non è solo, ma inserito in un testo che a sua volta è inserito in un contesto storico-culturale-politico-sociale nel quale è stato scritto.
Ora in questo caso la risoluzione dell’equivoco è presto risolta: più avanti si leggerà: …perciò io gli darò in premio la moltitudine, dei potenti egli farà bottino perchè si è consegnato volontariamente alla morte ed è stato annoverato tra gli empi mentre egli portava il peccato di molti ed intercedeva per i peccatori… Ossia questo Dio si compiace non per vedere il servo/Figlio soffrire, ma per vedere l’amore profondo che il servo/Figlio ha per la moltitudine/umanità: un amore che è capace di abbracciare con gioia la sofferenza se questa è utile per la salvezza del mondo.
Ed ecco quindi che l’apparente Dio malvagio e sadico (che si desume dal versetto preso da solo) si scopre per quello che realmente è: un Dio di amore infinito.

Questo esempio per indicare il problema che si corre nell’estrapolare versetti a destra e a manca al fine di supportare le proprie tesi basandosi per di più su una mera interpretazione letterale del testo sacro.

Però se CdP ci tiene a lottare versetto su versetto… cerchiamo di accontentarlo.

Scrive l’amico CdP: nell’Antico Testamento Dio prescrive:
“Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro” (Lv 20,13).

In Levitico 11:10 si afferma (tra le altre cose) che mangiare crostacei è pure un abominio. Quale dei due abomini è più abominevole, e perchè? bha…

Scrive ancora CdP: E la vicenda di Sodoma e Gomorra (Gen. 18,16 seg.) è conosciuta da tutto il mondo:
“…Condannò alla distruzione le città di Sodomia e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente. Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati. Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie…” (2 Pt. 2,6 seg.);
“…Così Sodomia e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all’impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno…” (Gd. 7).

Queste citazioni condannano un comportamento senza specificare quale esso sia avendo gli autori già conoscenza delle colpe di Sodoma e Gomorra; esse possono al limite supportare una condanna di certo non definirla.

Cosa è successo a Sodoma e Gomorra?
Intanto sarebbe opporutno leggere il testo (Genesi 18-19)
Dio manda due angeli a Sodoma, dove Lot, nipote di Abramo, li convince a fermarsi da lui. Ora i vicini di Lot gli chiedono di far uscire i due ospiti perchè li possano conoscere. Il temine ebraico usato, yadha, in genere significa «avere una conoscenza completa» che in molti casi indica la conoscenza carnale. Se così fosse – ed è l’interpretazione più attestata – il racconto si riferirebbe a un tentativo di stupro di gruppo.
Nell’antichità, si sottoponevano gli stranieri o le popolazioni vinte alla penetrazione fallica, usata come segno di sottomissione.
Ma Lot sa che già Abramo, intrattenendo due stranieri, aveva in realtà ospitato due messaggeri di Dio (Genesi 18,1-15). Per non permettere dunque questa abietta violazione dei codici d’ospitalità, Lot cerca di proteggere i suoi ospiti offrendo alla folla impazzita le proprie due figlie. Certo un’azione ingiustificabile e deplorevole secondo la nostra sensibilità, ma che non viene commentata nel testo. Comunque, la gente di Sodoma rifiuta l’offerta, e gli angeli li rendono ciechi. Lot e la sua famiglia vengono messi in salvo dagli angeli, e Sodoma e Gomorra vengono distrutte.
Innumerevoli commenti sono stati fatti a proposito di questo racconto. Perché Dio condanna queste due città ancor prima di questo terribile incidente? Se il problema era di natura prettamente sessuale, sorge una serie di domande.
Nei capitoli successivi, Lot commette incesto con le fìglie (Genesi 19,30-38). Il tabù nei confronti dell’incesto è uno dei più forti in moltissime culture, dall’antichità a oggi. Se Dio distrugge Sodoma e Gomorra perché condanna l’omosessualità, e protegge Lot che prima offre le fìglie vergini per essere violentate dalla folla e poi ha rapporti sessuali con loro, vuol dire che la violenza sulle donne e l’incesto sono comportamenti sessuali accettabili?
Inoltre, quando in altri passi biblici si fa riferimento a questo testo, non si parla mai semplicemente di omosessualità. Se anche i Sodomiti volessero proprio violentare i due stranieri, questo atto di violenza di per sé non avrebbe nulla a che vedere con l’omosessualità in generale.
Il libro del profeta Ezechiele fa riferimento al racconto della distruzione di Sodoma: al capitolo 16 Dio si rivolge così alla città di Gerusalemme: …Questa è stata la colpa Sodoma: era orgogliosa di vivere nell’abbondanza e nella sicurezza. Non aveva preoccupazioni, tuttavia non ha aiutato i poveri e gli oppressi. È diventata arrogante e ha commesso azioni che io detesto. Allora io l’ho fatta scomparire dalla faccia della terra… (Ezechiele 16, 49-50).
È chiaro che il peccato di cui si parla in questi versetti si riferisce all’ingiustizia e all’idolatria (cfr. Omosessualità, Claudiana editrice).
Dirò un’altra cosa: la tradizione ebraica successiva alla distruzione del Tempio di Gerusalemme associa Sodoma non tanto al peccato di sodomia, quanto ai peccati di mancanza di ospitalità, egoismo, avidità, e di un atteggiamento molto particolare: l’osservanza meticolosa della Torah, la Legge divina, allo scopo di nuocere agli altri esseri umani. In altre parole, il “peccato di Sodoma” consiste nell’interpretare alla lettera la Torah (che è una parte dell’Antico Testamento) allo scopo di tradirne lo spirito.
Cito la tradizione ebraica non per chissà quale motivo ma perchè essendo l’AT “roba loro” nel senso che ne sono stati i primi custodi e conservatori… credo possano darci una buona mano per interpretare in modo corretto questi testi.

Scrive ancora CdP: In alcuni testi della Bibbia per omosessualità si intende la prostituzione sacra, esercitata nei luoghi sacri, durante culti orgiastici:
“Non vi sarà alcuna donna dedita alla prostituzione sacra tra le figlie di Israele, né vi sarà alcun uomo dedito alla prostituzione sacra tra i figli di Israele. Non porterai nella casa del Signore tuo Dio il dono di una prostituta né il salario di un cane, qualunque voto tu abbia fatto, poiché tutti e due sono abominio per il Signore tuo Dio”(Dt. 23, 18-19);
“Inoltre nel paese c’erano prostituti sacri, i quali rinnovarono tutti gli abomini dei popoli che il Signore aveva scacciati davanti agli Israeliti” (1Re 14, 24);
“Demolì le case dei prostituti sacri, che erano nel tempio, e nelle quali le donne tessevano tende per Asera” (2Re 23, 7);

Non ho capito che attinenza abbiano questi versetti con l’omosessualità… bha…

Scrive ancora: ed in maniera molto più esplicita il Signore specifica:
“Se avrai con maschio relazioni come si hanno con donna è abominio” (Lv 18, 22).

Sempre il Levitico recita: …se uno commette adulterio con la moglie d’un altro, se commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno esser messi a morte. (Levitico 20:10)
O ancora …Chi bestemmia il nome del Signore deve essere messo a morte…(Levitico 24:16)
Se badassimo al Levitico… da mò che l’umanità sarebbe estinta (alla faccia del siate feceondi e moltiplicatevi).

Quindi l’interpretazione letterale della Scrittura, per di più per pezzetti presi di qua e di là, penso sia chiaro che non porta da nessuna parte, indurisce il nostro cuore all’ascolto della Parola, impedisce allo Spirito di soffiare…
Non facciamo come i farisei che si credevano tanto bravi perchè applicavano alla lettera la legge (quell’elenco di 613 precetti) quasi la fede fosse solo un “ce l’ho” e un “mi manca”… per non dover scoprire poi che, in realtà, i farisei faranno una brutta fine!

Concludo con una citazione della Dei Verbum:
…Poiché Dio nella sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana, l’interprete della sacra Scrittura, per capir bene ciò che egli ha voluto comunicarci, deve ricercare con attenzione che cosa gli agiografi abbiano veramente voluto dire e a Dio è piaciuto manifestare con le loro parole… (DV, 12).

Lucchetto aperto

Chiedi al fotografo di crearti il blog.

Lucchetto apertoAbbiamo letto (grazie alla segnalazione di Ale Cr) sulle pagine di Pontifex le parole di un avvocato, tale Gianfranco Amato. Abbiamo letto con interesse le sue parole perchè ci aspettavamo trattasse di argomenti come il diritto d’autore oppure di esposti e querele. Invece no. Perchè l’avvocato in questione è anche il presidente dell’Associazione Scienza e Vita di Grosseto (fonte: http://www.ilsussidiario.net/Autori-Per-Iniziale/A/A/). Si fregia di numerosi titoli legati alla bioetica e questo sicuramente dovrebbe renderlo autorevole quando parla di Eluana Englaro. Purtroppo ci dispiace dover osservare che la sua preparazione (che copre probabilmente in maniera adeguata gli aspetti legali e della bioetica) purtroppo pare un poco carente in ambiti forse più attinenti l’argomento dell’articolo che ci propone.

Leggiamo dunque l’assunto iniziale su cui si basa l’intera lunga ed interessante dissertazione di Amato: Continua a leggere