Les questions de Nacciano

L'Arcangelo Peppiniello approva questo articolo

Il titolo si riferisce ovviamente alle ben più note “Les questions de Zapata”, un piccolo scritto di Voltaire in cui un immaginario e ingenuo prete spagnolo poneva delle domande, tramite lettera, ai suoi superiori per chiedere alcuni chiarimenti su alcune strane assurde contraddizioni della Bibbia… l’ingenuo prete ovviamente non farà una bella fine.

Leggendo oggi una nuova “perla” di Carlo Di Pietro, mi sono imbattuto nel simpatico commento di un utente di nome Nacciano che non sfigurerebbe, per arguzia e simpatia, tra le domande dell’immaginario prete spagnolo, o nel ben più noto Dizionario Filosofico. Sono spinto anche dal desiderio di “immortalare” queste simpatiche righe, che sono una esplicita critica al fariseismo pontifesso, prima che le possibili “cesoie” della censura pontifessa possa cancellarle. Se tali righe “blasfeme” non dovessero meritare posto nel sito di pontifex.roma.it, meritano invece senz’altro un simpatico posto in pontilex.org Continua a leggere

Veniero Scarselli

La legge 633 e Pontifex. Un ossimoro. (UPDATED 16-10-2010)

Veniero Sabelli

Il volto di Veniero Scarselli

Dedico con piacere questo spazio ad un interessante scambio di email intercorso tra Veniero Scarselli (il cui volto potete vedere qui a lato ed il cui sito è http://www.venieroscarselli.it/) ed il sottoscritto. L’argomento dello scambio di mail è ovviamente legato all’utilizzo da parte degli amici Pontifessi di un brano scritto da Veniero ed utilizzato da Carletto il geniale webmaster in maniera molto “disinvolta”. In questa sede io mi occuperò delle affermazioni di Scarselli (non ne ho la competenza). Mi limiterò ad alcune divertenti osservazioni relative ai diritti di un autore che scrive e produce i propri testi e sceglie di pubblicarli su Internet.

L’articolo originale compare sul sito Literary (http://www.literary.it, la URL diretta all’articolo la trovate nelle mail seguenti). Non ci sforziamo neppure di individuare la datazione corretta dell’articolo originale. Sappiamo per certo, dopo aver dialogato con l’autore, che lui ha pubblicato l’articolo su Literary. Sappiamo quindi che su Pontifex.Roma ne è stata pubblicata una fotocopia, un cut&paste banale. Mi ha molto colpito che l’articolo porti la firma di Carlo Di Pietro. Preoccupato per la stranezza ho subito contattato l’autore originale (Veniero) per chiedergli se era a conoscenza dell’accaduto. Continua a leggere

Non indurite oggi il vostro cuore (salmo 95)

Mio primo articolo… 🙂

Mi è capitato di leggere l’articolo del buon CdP rigurardo l’omosessualità.
Noto con vivo interesse che è sempre ricco di nuove apostrofazioni con cui definirla anche se nessuna riportara dal Magistero (evviva l’aderenza al Magistero).
Noto con viva gioia l’umiltà di attribuire al proprio testo la qualifica di sintassi dottrinale e noto con ancor più viva gioia che sacerdoti licenziati in teologia si rivolgano ad uno studente universitario in informatica perchè lo illumino proprio su argomenti di teologia… Che forse abbiamo tra noi una nuova Teresa di Lisieux: dottore della Chiesa seppure per nulla erudita in teologia? Il titolo di Teresa però è tutto meritato.

Divenendo seri mi voglio soffermare sulle citazione di Cdp dell’Antico Testamento.

Intanto se si chiama Antico vuol dire che è vecchio e pertanto le cose vecchie difficilmente possono essere trasposte pari pari ai giorni nostri (non fosse altro per la difficoltà di interpretazione legata alle singole parole): non per nulla esistono cose strane come l’esegesi e l’ermeneutica che servono proprio a questo: cercare di portare ai giorni nostri ciò che la Scrittura di millenni fa voleva dire (attenzione non sto dicendo che la Scrittura evolte e muta con i tempi e le mode, ma solo che non si può interpretare alla lettera testi di secoli fa).

E si fa ancor più danno se si estrapolano singoli versetti da un testo senza ulteriori chiarimenti e specifiche.
Prendiamo un esempio qualsiasi: il IV canto del servo di Jhwh (famoso per il fatto di essere proclamato come lettura il venerdì santo: forse qualcuno ne ricorda un pezzettino: …Ecco il mio servo avrà successo, sarà esaltato innalzato, onorato grandemente…). I canti del servo di Jhwh sono 4 opere (cfr. Is 42,1-9; 49,1-7; 50,4-11; 52,13-53,12) che descrivono la sofferenza di questo servo che muore per salvare le moltitudini. Ecco che in questo IV canto, bellissimo e interessantissimo, ad un certo punto leggiamo: …Perciò a Dio è piaciuto prostrarlo con dolori… (riferendosi al servo che in lettura cristologica è il Figlio, il Signore Gesù).
Ora presa da sola questa frase è tanto terribile (Dio gode della sofferenza di un servo perdipiù innocente) quanto falsa.
Eppure… il versetto sembra chiaro: …al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori…, non ci si scappa da lì.
La questione è che il versetto non è solo, ma inserito in un testo che a sua volta è inserito in un contesto storico-culturale-politico-sociale nel quale è stato scritto.
Ora in questo caso la risoluzione dell’equivoco è presto risolta: più avanti si leggerà: …perciò io gli darò in premio la moltitudine, dei potenti egli farà bottino perchè si è consegnato volontariamente alla morte ed è stato annoverato tra gli empi mentre egli portava il peccato di molti ed intercedeva per i peccatori… Ossia questo Dio si compiace non per vedere il servo/Figlio soffrire, ma per vedere l’amore profondo che il servo/Figlio ha per la moltitudine/umanità: un amore che è capace di abbracciare con gioia la sofferenza se questa è utile per la salvezza del mondo.
Ed ecco quindi che l’apparente Dio malvagio e sadico (che si desume dal versetto preso da solo) si scopre per quello che realmente è: un Dio di amore infinito.

Questo esempio per indicare il problema che si corre nell’estrapolare versetti a destra e a manca al fine di supportare le proprie tesi basandosi per di più su una mera interpretazione letterale del testo sacro.

Però se CdP ci tiene a lottare versetto su versetto… cerchiamo di accontentarlo.

Scrive l’amico CdP: nell’Antico Testamento Dio prescrive:
“Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro” (Lv 20,13).

In Levitico 11:10 si afferma (tra le altre cose) che mangiare crostacei è pure un abominio. Quale dei due abomini è più abominevole, e perchè? bha…

Scrive ancora CdP: E la vicenda di Sodoma e Gomorra (Gen. 18,16 seg.) è conosciuta da tutto il mondo:
“…Condannò alla distruzione le città di Sodomia e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente. Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati. Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie…” (2 Pt. 2,6 seg.);
“…Così Sodomia e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all’impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno…” (Gd. 7).

Queste citazioni condannano un comportamento senza specificare quale esso sia avendo gli autori già conoscenza delle colpe di Sodoma e Gomorra; esse possono al limite supportare una condanna di certo non definirla.

Cosa è successo a Sodoma e Gomorra?
Intanto sarebbe opporutno leggere il testo (Genesi 18-19)
Dio manda due angeli a Sodoma, dove Lot, nipote di Abramo, li convince a fermarsi da lui. Ora i vicini di Lot gli chiedono di far uscire i due ospiti perchè li possano conoscere. Il temine ebraico usato, yadha, in genere significa «avere una conoscenza completa» che in molti casi indica la conoscenza carnale. Se così fosse – ed è l’interpretazione più attestata – il racconto si riferirebbe a un tentativo di stupro di gruppo.
Nell’antichità, si sottoponevano gli stranieri o le popolazioni vinte alla penetrazione fallica, usata come segno di sottomissione.
Ma Lot sa che già Abramo, intrattenendo due stranieri, aveva in realtà ospitato due messaggeri di Dio (Genesi 18,1-15). Per non permettere dunque questa abietta violazione dei codici d’ospitalità, Lot cerca di proteggere i suoi ospiti offrendo alla folla impazzita le proprie due figlie. Certo un’azione ingiustificabile e deplorevole secondo la nostra sensibilità, ma che non viene commentata nel testo. Comunque, la gente di Sodoma rifiuta l’offerta, e gli angeli li rendono ciechi. Lot e la sua famiglia vengono messi in salvo dagli angeli, e Sodoma e Gomorra vengono distrutte.
Innumerevoli commenti sono stati fatti a proposito di questo racconto. Perché Dio condanna queste due città ancor prima di questo terribile incidente? Se il problema era di natura prettamente sessuale, sorge una serie di domande.
Nei capitoli successivi, Lot commette incesto con le fìglie (Genesi 19,30-38). Il tabù nei confronti dell’incesto è uno dei più forti in moltissime culture, dall’antichità a oggi. Se Dio distrugge Sodoma e Gomorra perché condanna l’omosessualità, e protegge Lot che prima offre le fìglie vergini per essere violentate dalla folla e poi ha rapporti sessuali con loro, vuol dire che la violenza sulle donne e l’incesto sono comportamenti sessuali accettabili?
Inoltre, quando in altri passi biblici si fa riferimento a questo testo, non si parla mai semplicemente di omosessualità. Se anche i Sodomiti volessero proprio violentare i due stranieri, questo atto di violenza di per sé non avrebbe nulla a che vedere con l’omosessualità in generale.
Il libro del profeta Ezechiele fa riferimento al racconto della distruzione di Sodoma: al capitolo 16 Dio si rivolge così alla città di Gerusalemme: …Questa è stata la colpa Sodoma: era orgogliosa di vivere nell’abbondanza e nella sicurezza. Non aveva preoccupazioni, tuttavia non ha aiutato i poveri e gli oppressi. È diventata arrogante e ha commesso azioni che io detesto. Allora io l’ho fatta scomparire dalla faccia della terra… (Ezechiele 16, 49-50).
È chiaro che il peccato di cui si parla in questi versetti si riferisce all’ingiustizia e all’idolatria (cfr. Omosessualità, Claudiana editrice).
Dirò un’altra cosa: la tradizione ebraica successiva alla distruzione del Tempio di Gerusalemme associa Sodoma non tanto al peccato di sodomia, quanto ai peccati di mancanza di ospitalità, egoismo, avidità, e di un atteggiamento molto particolare: l’osservanza meticolosa della Torah, la Legge divina, allo scopo di nuocere agli altri esseri umani. In altre parole, il “peccato di Sodoma” consiste nell’interpretare alla lettera la Torah (che è una parte dell’Antico Testamento) allo scopo di tradirne lo spirito.
Cito la tradizione ebraica non per chissà quale motivo ma perchè essendo l’AT “roba loro” nel senso che ne sono stati i primi custodi e conservatori… credo possano darci una buona mano per interpretare in modo corretto questi testi.

Scrive ancora CdP: In alcuni testi della Bibbia per omosessualità si intende la prostituzione sacra, esercitata nei luoghi sacri, durante culti orgiastici:
“Non vi sarà alcuna donna dedita alla prostituzione sacra tra le figlie di Israele, né vi sarà alcun uomo dedito alla prostituzione sacra tra i figli di Israele. Non porterai nella casa del Signore tuo Dio il dono di una prostituta né il salario di un cane, qualunque voto tu abbia fatto, poiché tutti e due sono abominio per il Signore tuo Dio”(Dt. 23, 18-19);
“Inoltre nel paese c’erano prostituti sacri, i quali rinnovarono tutti gli abomini dei popoli che il Signore aveva scacciati davanti agli Israeliti” (1Re 14, 24);
“Demolì le case dei prostituti sacri, che erano nel tempio, e nelle quali le donne tessevano tende per Asera” (2Re 23, 7);

Non ho capito che attinenza abbiano questi versetti con l’omosessualità… bha…

Scrive ancora: ed in maniera molto più esplicita il Signore specifica:
“Se avrai con maschio relazioni come si hanno con donna è abominio” (Lv 18, 22).

Sempre il Levitico recita: …se uno commette adulterio con la moglie d’un altro, se commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno esser messi a morte. (Levitico 20:10)
O ancora …Chi bestemmia il nome del Signore deve essere messo a morte…(Levitico 24:16)
Se badassimo al Levitico… da mò che l’umanità sarebbe estinta (alla faccia del siate feceondi e moltiplicatevi).

Quindi l’interpretazione letterale della Scrittura, per di più per pezzetti presi di qua e di là, penso sia chiaro che non porta da nessuna parte, indurisce il nostro cuore all’ascolto della Parola, impedisce allo Spirito di soffiare…
Non facciamo come i farisei che si credevano tanto bravi perchè applicavano alla lettera la legge (quell’elenco di 613 precetti) quasi la fede fosse solo un “ce l’ho” e un “mi manca”… per non dover scoprire poi che, in realtà, i farisei faranno una brutta fine!

Concludo con una citazione della Dei Verbum:
…Poiché Dio nella sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana, l’interprete della sacra Scrittura, per capir bene ciò che egli ha voluto comunicarci, deve ricercare con attenzione che cosa gli agiografi abbiano veramente voluto dire e a Dio è piaciuto manifestare con le loro parole… (DV, 12).

Lucchetto aperto

Chiedi al fotografo di crearti il blog.

Lucchetto apertoAbbiamo letto (grazie alla segnalazione di Ale Cr) sulle pagine di Pontifex le parole di un avvocato, tale Gianfranco Amato. Abbiamo letto con interesse le sue parole perchè ci aspettavamo trattasse di argomenti come il diritto d’autore oppure di esposti e querele. Invece no. Perchè l’avvocato in questione è anche il presidente dell’Associazione Scienza e Vita di Grosseto (fonte: http://www.ilsussidiario.net/Autori-Per-Iniziale/A/A/). Si fregia di numerosi titoli legati alla bioetica e questo sicuramente dovrebbe renderlo autorevole quando parla di Eluana Englaro. Purtroppo ci dispiace dover osservare che la sua preparazione (che copre probabilmente in maniera adeguata gli aspetti legali e della bioetica) purtroppo pare un poco carente in ambiti forse più attinenti l’argomento dell’articolo che ci propone.

Leggiamo dunque l’assunto iniziale su cui si basa l’intera lunga ed interessante dissertazione di Amato: Continua a leggere

L’unica cosa che possiamo commentare…

Carletto il prodigioso giornalista e geniale webmaster si esprime in un nuovo salto mortale carpiato senza rete ed offre al nostro sguardo un nuovo scempio. Il titolo già racconta molto del contenuto:

Falsi profeti diffondono insegnamenti sbagliati. Genitori attenti, controllate e fate curare i vostri figli. Omosessualità: abominio. Difendiamo la Sacralità della Famiglia

Abbiamo dunque la chiave di lettura dell’ultimo prodigio. Tanto per cambiare, CdP sostiene (neppure tanto velatamente) che l’omosessualità è una malattia. Sono estasiato per l’originalità del tema. E sceglie di percorrere queste strade inesplorate del sapere umano utilizzando un artifizio innovativo: l’autocitazione.

Infatti Charles ci delizia con un brano tratto (cut&paste, che delizia) da un suo precedente capolavoro letterario. Sembra quasi una risposta alle affermazioni di Simone, che ci ha raccontato cosa dice il Magistero dell’omosessualità. Faremo finta di non considerare neppure questa ipotesi dato che CdP non ci legge! Continua a leggere

Ci vuole un pò di culo anche nella sfortuna…

Volevo commenatare l’articolo dove don Davide Pagliarani fa le sue eclucubrazioni vaneggianti, riguardo il funerale di Sarah. Poi ho preso paura guardando la sua foto… con quel piglio così deciso, quel fisico imponente, quelle mani che con un gesto sembrano dire “se mi contraddici ti faccio un mazzo così!”. Ne parlerò indirettamente, quindi.

Incredibile la capacità di macinare sotto le ruote del Magistero qualsiasi cosa, compresa una ragazza 15enne uccisa nel modo in cui sappiamo. La totale mancanza di empatia di queste persone è qualcosa che lascia allibiti. Proprio questa riflessione mi ha fatto leggere questo raccontino (arrivatomi via e-mail come anello di una catena di Sant’Antonio) con occhi diversi. Lo condivido con voi. Continua a leggere

Simbolo della Repubblica Italiana

Ci hanno battuto sul tempo! :-)

Simbolo della Repubblica Italiana

Il simbolo della nostra Italia

Che cosa è successo? E’ successo che Carletto si è accorto degli esposti inviati a diverse procure. Wow che tempismo. Eppure è da un paio di settimane che se ne parla qui su Pontilex. Ma evidentemente Carletto era distratto quando sbirciava i nostri articoli.

Veniamo dunque alla “notizia”: gli amici che hanno preparato la documentazione necessaria a presentare gli esposti hanno anche predisposto un comunicato per la stampa. Abbiamo ricevuto copia del comunicato e ci ripromettevamo di parlarne domani, con calma. Non sappiamo quale sia la reale diffusione di questo comunicato ma sappiamo che è stato pubblicato su un sito (giornalettismo.com) ed immediatamente Carletto ha ricevuto la notizia. Ed è andato su tutte le furie, infatti già alle 22 circa tuonava dalla pagina di Pontifex.

I Movimenti Gay annunciano di aver presentato esposti contro Pontifex per promozione di tesi intolleranti, razziste, sessiste e xenofobe. La Voce della Chiesa non smetterà mai di proclamare la VERITA’. Sarete querelati Continua a leggere

Pontifex e la TV del dolore

Scrivo qualche riga in merito all’articolo “Tv e delitti, il caso Sarah” ( http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/5672-tv-e-delitti-il-caso-sarah ) e con un percorso un po’ tortuoso arrivo all’utente “tipo” di Pontifex.

Premetto che non seguendo più la televisione generalista da ormai 5 o 6 anni non ho esperienza diretta del caso in questione , ma un’idea me la sono fatta leggendo i giornali e i soliti siti d’informazione che frequento : nel caso specifico ritengo che sia stata una cosa abominevole mostrare il dolore di una madre in diretta tv , ma a quanto pare ormai la mercificazione dei sentimenti tramite etere è la prassi , non più scoop giornalistico ma vera e propria prostituzione da parte di chi la televisione la conduce e vero e proprio voyeurismo da parte di chi la televisione la guarda.  Continua a leggere

Qualche statistica, dopo un mese.

E’ passato circa un mese dal “lancio” di Pontilex. Ricordate perchè siamo nati? Eravamo uniti da un gruppo su Facebook, ci divertivamo a criticare e sfottere gli amici Pontifessi, rispondendo ai loro articoli e commentando le loro affermazioni, visto che il sito “ufficiale” non consente di commentare liberamente. E’ passato circa un mese e siamo ancora qui a sorridere, ad arrabbiarci, a criticare. Abbiamo ricevuto minacce da parte di Charles il geniale webmaster, abbiamo risposto a queste minacce con dati oggettivi. CdP ora è un utente regolarmente registrato di questo sito (una piccola conquista). Diversi utenti di Pontifex, per varie ragioni, hanno deciso di sbirciare anche le nostre pagine. Alcuni hanno anche scelto di lasciare i loro commenti su queste pagine. Siamo grati anche a loro perchè contribuiscono alla crescita del nostro piccolo ponte. Continua a leggere