OPPT: Scisma

Buongiorno a tutti.

Da tantissimo tempo desideravo fare un aggiornamento sulla situazione dei vari gruppi sovranisti, ma una serie di fattori (lavoro, vita privata, cazzi e mazzi vari ed eventuali) mi hanno sempre costretto a procrastinare questa mia intenzione. Giunge fortunatamente (si fa per dire) in mio aiuto la canicola estiva che, costringendomi a starmene all’ombra nel (poco) tempo libero per non spargere in giro ettolitri di sudore, mi consente di rimettermi davanti ad una tastiera.

Prima di passare alla disamina dei vari singoli gruppi, una veloce considerazione preliminare. Com’è la situazione generale nel variegato mondo del disagio sovranista? A dar retta a chi ne regge le fila, tutto andrebbe a gonfie vele: successi straordinari, vittorie su vittorie, le magnifiche sorti progressive dell’umanità assicurate per le ere a venire. Ovviamente non è affatto così, come avremo modo di vedere più in dettaglio in seguito, ma c’è un’ulteriore tendenza molto curiosa, esprimibile con la seguente funzione matematica: “il numero totale dei gruppi sovranisti presenti in Italia è inversamente proporzionale al loro tasso di successo in questioni giuridiche”. Detto in parole più semplici, tanto più i gruppi sovranisti nelle loro “nobili imprese” vengono presi a cinquine metaforiche da uffici pubblici & pubblici ufficiali, Tribunali, procure, forze dell’ordine e qualsivoglia altro apparato statale, tanto più sembra aumentare il loro numero, a dispetto di ogni logica. Ma la logica non è ovviamente di casa in questo fatato mondo dell’idiozia, qui valgono solo il pensiero magico e le favolette che si cantano e si suonano tutti da soli. E se qualcosa va storto è ovviamente un Big Gombloddo della solita lobby pippoplutogiudaicomassonica.

In questo nuovo viaggio negli abissi del Regno della Sovranità Individuale (come lo ha chiamato Diego Cajelli nel suo libro “Manuale Illustrato dell’Idiota Digitale” di cui abbiamo parlato l’ultima volta) vedrete gente vecchia, gente nuova, fuffa nuova, gente vecchia che si ricicla in gruppi nuovi, gruppi nuovi che riciclano fuffa vecchia (la gente vecchia che ricicla fuffa vecchia, per motivi di brevità ed evitare ripetizioni di cose già dette, ho preferito lasciarla da parte). Praticamente, la linea editoriale delle testate degli X-Men degli ultimi 30 anni, ma col difetto grave del 3000% di pheega in meno. Richiudete i tavolini ed allacciate le cinture di sicurezza quindi, ché siamo pronti al decollo. I sacchetti per il mal d’aria e l’allergia alla stronzate li trovate sotto i vostri seggiolini.

PRIMA TAPPA: NOTTE BUIA ALLA CORTE DI FRANCIA DI VIENNA…

La prima fermata del nostro viaggio ci porta in un luogo che ben conosciamo, avendone diffusamente parlato in passato: la Corte di Vienna! Dei vari gruppi di mentecatti col pallino di essere sovrani di sè stessi che prenderemo in considerazione nel presente articolo, questo sembra essere al momento l’unico andato materialmente a gambe all’aria, ma si è trattato di un tonfo col botto.

Nell’aprile scorso infatti otto sui membri, tra cui Marcus Steiner (uno dei fondatori della ICCJV), sono stati condannati da un tribunale penale austriaco a pene detentive fino a 20 mesi (il solo Steiner se ne è beccati 18, sebbene 14 con la condizionale) per i reati di “coercizione aggravata, persecuzione persistente ed usurpazione di funzioni pubbliche”(*) in relazione ai fatti verificatisi nell’estate del 2014 presso una fattoria nei dintorni della città di Waidhofen-Hollenbach.

(*) Piccola nota, a beneficio soprattutto dei fans della “Corte di Vienna” che, in tempi non recenti, vennero su questi lidi internautici, per dire che loro “non facevano nulla di male” e che io “scrivevo falsità”: per gli stessi reati, in Italia, anche se rubricati in modo diverso nel Codice Penale, le pene inflitte sarebbero state commisurate nell’ordine degli anni + eventuali misure di sicurezza, altro che una manciata di mesi con la condizionale.

Chi conosce la lingua di Goethe può approfondire la questione grazie a questa voce di Wikipedia, sotto la sezione “Fantasie-Gericht ICCJV” ed alle note 30-31-32 (che rimandano a quanto scritto dalla stampa austriaca sulla vicenda), per tutti i non-germanofoni farò un breve riassunto qui di seguito.

Poco prima di essere buttato fuori dal BZO (Bundnis Zukunft Osterreich, un partito populista austriaco di estrema destra) Steiner fonda insieme ad un altro militante del suo partito la “Corte di Vienna”.

Espulso dal BZO proprio per questa bella pensata, Steiner comincia a divulgare le sue fantasiose tesi sulla “Corte” da lui creata e, raccolto il primo gruppetto di seguaci, ha subito modo di metterle in pratica: viene infatti contattato da una donna che, causa esposizione debitoria, rischia di vedersi pignorata la propria fattoria. I “viennisti” si insediano quindi nell’edificio e ne fanno, per qualche tempo, il loro centro operativo: da lì partono le “notifiche” all’avvocato della banca nonchè la spedizione punitiva/tentata aggressione ai danni dello stesso. Seguiranno, nei mesi successivi, altri “mandati d’arresto” nei confronti di politici e governatori regionali nonchè l’annuncio del tentativo (cui non fu mai dato seguito) di occupare alcuni spazi all’interno dei tribunali della regione per celebrarvi i processi della “Corte”.

A questo punto laRepubblica Austriaca decide di reagire e comincia ad “attenzionare” la ICCJV attraverso le proprie forze dell’ordine: Steiner e la magistratura hanno infatti un vocabolario diverso, quel che l’uno chiama “tutela dei diritti umani”, per l’altra si chiamano minacce. Solo nel maggio del 2016 comparirà la ICCJV come la conosciamo noi, cioè con sede in Svizzera presso il fintocastello di proprietà dell’altro picchiatello elvetico. Pochi mesi più tardi la polizia austriaca fa irruzione nella fattoria succitata, arrestando tutti i presenti poi portati davanti al giudice nel marzo di quest’anno. Non ci è dato sapere dove sia finito invece il “Cancelliere” della sedicente Corte finto-asburgica, Andreas Strobl, probabilmente starà giocando a “Baffetto nel bunker”, spostando immaginarie truppe sulla carta geografica assieme a quel che resta dei loro seguaci, in attesa che vengano assorbiti da qualche altro gruppo spara-panzane (chè anche in Austria e Germania quanto a diffusione di queste cazzabubbole non scherzano).

Non ci giungono nuove nemmeno da quel di Torrita di Siena, dove era localizzata la succursale italiana dei “viennisti”: chissà se gli “sceriffi” nostrani hanno spiegato ai loro seguaci come e perché il loro leader è finito sotto processo in patria e, soprattutto, dove siano finiti i soldini che erano soliti chiedere ad ogni piè sospinto per le trasferte e le traduzioni dal tedesco (anzi “dall’austriaco” e che non arrivavano mai) dei famosi “documenti indispensabili senza i quali non possiamo procedere”. I noti ed esperti bookmakers dell’Ippodromo di Ascot (UK) danno “Ciupare Gustolungo” accompagnato da gesto dell’ombrello 2 a 1 come spiegazione più accreditata.

La ICCJV non è stata l’unico gruppo di baldanzosi guappi andati in giro a fare i galli sulla munnezza: per parlare di questi altri soggettoni dobbiamo spostarci dalle alpi austriache al ridente entroterra sardo.

SECONDA TAPPA: SARDINIA CALLING

Nata in sordina già agli inizi del 2015, la versione nostrana della ICCJV, l’autoproclamato “Tribunale Popolare del Regno Sovrano di Gaia” e la sua “Guardia Popolare” (leggi “squadraccia fascistoide” però col 30% di pezzenteria in più) si inserisce subito nella migliore tradizione sovranista: leggi citate ad cazzum, auto-attribuzione di cariche, fantapignoramenti dello Stato e letterine da protocollare, il tutto unito ad un certo para-militarismo pecoreccio in puro stile vetero-leghista (con tanto di fascietta da portare al braccio oh, mica cotiche) e strizzate d’occhio all’indipendentismo sardo. In pratica, loro sono convinti di essere così…

… ma in realtà sono così.

Venuta alla luce in quel di Oristano, indovinate quale è stata la prima attività cui si è dedicata questa fantomatica Corte?

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Ma batter cassa presso gli adepti, ovviamente! Perchè pagare le ordinarie spese di giudizio in un qualsiasi Tribunale dello Stato è il male assoluto, fare delle donazioni in denaro attraverso paypal a dodici picchiatelli autoproclamatisi giudici per comprargli un camper con cui andarsene a zonzo invece è una genialata.

Quasi da subito il “Tribunale Popolare” balza agli onori della cronaca locale…

… da cui però riceve più sberleffi che altro…

…quando non vere e proprie figure di palta.

Passano due anni in cui il “Tribunale Popolare” cerca di darsi un tono (senza troppo successo) trasferendosi a Porto Torres, predisponendo cappellini personalizzati, alleandosi con le truppe cammellate dell’indipendentismo sardo, realizzando video col cellulare dove fanno i Ras nemmeno del quartiere ma del cortiletto sotto casa, scrivendo fantasiose letterine all’ONU e denunciando addirittura una FANTADDENDADO alla loro cassetta postale (un po’ come il Brunello di Pontifex.Roma ai suoi tempi d’oro, chi c’era ricorderà sicuramente, chi non c’era non sa cosa s’è perso), finchè giunge finalmente anche per loro la consacrazione nell’Olimpo del Ridicolo attraverso una sceneggiata napoletana talmente colossale che Mario Merola spostati. Una vicenda che ricorda molto quella (già analizzata in passato) di “Mario”, il sovranista finito al TSO in quel di Firenze.

La loro versione dei fatti la potete trovare qui: in particolare, se avete MB da sprecare, vi invito ad ascoltare i file audio dove i sovranisti, andati tronfi & tracotanti in caserma, vengono BELLAMENTE PRESI PER IL CULO DAI CARABINIERI.

Qui di seguito trascrivo un sunto dell’accaduto, attenendomi ai meri fatti e soprattutto senza il contorno delle seghe mentali dei sovranisti: “Carlo” (lo chiameremo solo così per rispetto della privacy), un seguace del “Tribunale” residente nel Nuorense, nel febbraio scorso, per ragioni tutte sue, si provoca una ferita ma quando un’operatrice sanitaria del 118, chiamata da uno dei familiari di Carlo, interviene per medicarlo quest’ultima viene intimorita in malo modo da Carlo stesso.

Comincia così un braccio di ferro fra Carlo e la locale stazione dei Carabinieri che durerà per dei mesi: intervenuti per sedare gli animi, i militi prelevano Carlo per gli accertamenti del caso per poi trasferirlo al reparto psichiatrico dell’ospedale più vicino. Successivamente gli viene notificata l’apertura di un procedimento a suo carico. Illegittimo, ovviamente, a detta dei suoi compari: oh, che male avrà mai fatto, in fondo ha solo minacciato una persona con arco e frecce. Si vede che in Sardegna si porta.

La cosa parrebbe cadere nel dimenticatoio per le stesse autorità e finire senza troppo clamore, sennonché il nostro Carlo ha la brillante idea di inviare via pec al magistrato una delle loro letterine (oltre che non presentarsi all’udienza). Quest’ultima reagisce come ci si potrebbe aspettare da chi, non conoscendo le fantasiose interpretazioni del dirittto del mondo sovranista, ci si imbatte per la prima volta: lo prende per matto. E di conseguenza, nel maggio scorso, lo fa internare di nuovo. Ed è a questo punto che si consuma la sceneggiata a cui accennavo prima.

Come già avvenne al tempo della vicenda di “Mario” con il “Popolo della Madre Terra”, anche stavolta la reazione degli altri sodali del gruppo non si fa attendere: la sera stessa del giorno in cui Carlo viene riportato al reparto psichiatrico, si presenta nella struttura ospedaliera non già un solo “ambasciatore” (come l’altra volta) ma l’intera truppa della “Guardia Popolare” riunita al gran completo: come osano magistrati, forze dell’ordine ed infermieri fare il loro dovere e detenere uno che, oltre a delirare su concetti di diritto che nemmeno conosce, in fondo ha solo a proprio carico un procedimento per minacce e resistenza a pubblico ufficiale! Sono sovrani loro! Che lo si liberi immediatamente e gli si permetta di “dichiararsi prigioniero di guerra e chiedere asilo politico all’ambasciata svizzera di Roma” (Sic!) come lui desidera!!

Chiamati dal personale sanitario, sopraggiungono i carabinieri che, dopo due-tre ore di estenuanti trattative (e Zeus Padre della Giustizia sa chissà quanti pipponi di pseudo diritto) riescono a convincere le “Guardie Popolari” a discutere della questione altrove, per non recare ulteriore disturbo agli altri degenti. Convinti di aver la vittoria in pugno i nostri prodi accettano, ma all’esterno li aspetta una brutta sorpresa: poco meno di una decina di volanti su cui vengono caricati, portati in Questura per gli accertamenti di rito ed infine, la mattina seguente, rilasciati (con ogni probabilità dopo essere stati denunciati a piede libero).

Proprio una grande vittoria, uh guarda. Un caso in cui pure Bakunin avrebbe fatto il tifo. Per i Carabinieri però.

Una fiera dell’assurdo di cui spero di essere riuscito a trasmettervi tutta la tragicomica follia in questo mio breve riassunto. Qualora non ci fossi riuscito e siate ancora increduli del fatto che qualcuno riesca a cacciarsi in una situazione del genere da solo, potete andare a vedervi i filmati realizzati dai protagonisti stessi della vicenda. Non perdete troppo tempo però, chè le cose da vedere sono ancora molte e la prossima tappa ci riporta sul continente europeo.

TERZA TAPPA: A VOLTE RITORNANO…

Chi ha seguito sin dall’inizio la Saga dei Sovranisti ricorderà certamente la Patrizia Doris Pace ovvero la sedicente “multimilionaria per diritto risarcitorio” che si era “autodenunciata” (per cosa non s’è mai capito) che veniva utilizzata come esca dall’ormai defunta Aduorg.

Dallo scorso febbraio fa parte di un nuovo gruppo che dirige assieme a due “Eterne Essenze”, quelli che credono alla versione medieval-punk del Sovranismo Individuale con le bolle papali e le fanta-traduzioni di Biglino. Da specchietto per le allodole a fuffara in proprio, un bel salto di qualità. E poi dicono che in Italia non ci son le opportunità per fare carriera.

Il gruppo si chiama C.V.A.C. e no, non è la sigla per “Che Vaccate Andate Cianciando” (c’avevo pensato anche io ed invece niente) ma bensì per “Creator’s Value Asset Center“. e ufficialmente si propone di fornire assistenza legale contro i pignoramenti ma, come avremo modo di vedere qui di seguito, di diritto ne capisce ovviamente pochissimo, tanto che la spiegazione di cosa consista la diversità di questa associazione rispetto a tutte le altre fazioni sovraniste esistenti si risolve nell’ennesima super-cazzola ideata facendo cut&paste colle normative.

Passiamo quindi alla dissezione delle variante delle credenze di questo gruppo mediante screenshots presi direttamente dal loro sito.

Come potete vedere, l’incipit del… vabbè chiamiamolo “ragionamento” degli aspiranti principi del foro di CVAC è, in perfetta tradizione sovranista, giocato tutto sul sensazionalismo gombloddista: all’ombra delle lapidi del Cimitero di Praga i PoteriFortitm   ne hanno escogitata un’altra delle loro ai danni dell’ItalianoBravaGentetm ovvero svendere i suoi beni agli stranieri attraverso un portale online! ORROREORROREORRORE!!

Questa la loro favoletta, vediamo ora di fare un po’ di fact-checking: Il Portale Vendite Pubbliche non è una grande piazza del mercato digitale come Amazon o AliBaba spuntata all’improvviso da un giorno all’altro, ma uno strumento di cui lo Stato si è dotato (con il Dl. n.82/2015), al fine di rendere più celeri le procedure concorsuali e di esecuzione forzata, in un’ottica di progressiva digitalizzazione del sistema giudiziario italiano, nonché più fruttuose le aste (come ben sa chiunque abbia lavorato in ambito legale anche per poco tempo, spesso e volentieri l’attivo che si ricava dalla vendita dei beni pignorati non copre nemmeno la metà del passivo).

Basta fare un semplice salto sul sito del portale per rendersi conto che è così: per ogni bene (che sia mobile od immobile) sono indicati il tipo di procedura cui è sottoposto, il prezzo base d’asta, gli eventuali rilanci minimi, i termini per la presentazione delle offerte e soprattutto i nomi di giudici della procedura ed eventuali delegati alla vendita e custodi giudiziari.

“Ma anche loro, nell’immagine parlano di immobili pignorati” direte voi. Vero, ma ricordatevi che, secondo la svalvolata logica sovranista, il pignoramento, quando fatto da apparati dello Stato…

… è sempre e comunque illegittimo. Infatti secondo quelli di CVAC i beni messi all’asta verrebbero “cartolarizzati” (??) grazie ad una “stanza di compensazione” (???) che non si sa da dove sal fuori, a beneficio di “fondi immobiliari esteri, hedge funds e banche finanziarie” (????!!!!). Il tutto, manco a dirlo e sempre secondo la loro versione, illecitamente.

Ma, si sa, i Poteri Forti, oltre che perfidi, sono anche un po’ stupidi e bi-polari: si sono infatti preoccupati con largo anticipo di fornirvi la scappatoia mediante le solite parole magiche e poi se ne sono dimenticati.

Parole magiche che, nella fattispecie, dovrebbero essere “interversione del possesso” e “risoluzione dell’agenzia delle entrate n. 158/ 11 novembre 2005”.

Cosa c’è di vero? Ovviamente un cazzo! Chi fosse già dotato di laurea in Giurisprudenza può andare a cercarsela direttamente su un qualsiasi motore di ricerca e saltare i successivi due paragrafi, per tutti gli altri cercherò di fare una delle mie solite rapide spiegazioni di diritto.

Immaginate che un immobile venga sottoposto a pignoramento oppure faccia parte del complesso di beni aziendali di proprietà di un imprenditore sottoposto a procedura fallimentare. Immaginate anche che venga nominato un custode giudiziario in base all’art. 676 CPC. Immaginate altresì che il giudice della procedura, nell’attesa che vengano espletate le rituali procedure per l’asta e la successiva assegnazione del bene, autorizzi il custode a concedere un contratto di locazione dell’immobile pignorato a terzi, in modo da ottenere attraverso l’affitto qualche soldarello in più con cui ripagare i creditori. Il pagamento dei canoni d’affitto genera quindi un’entrata che è soggetta,di conseguenza, ad imposizione fiscale.

Domanda: chi è il soggetto passivo di quell’imposta? Il custode che ha concluso il contratto od il debitore pignorato? Risposta della Risoluzione 158 dell’Agenzia Entrate: Il debitore per il semplice fatto che, anche se privato per effetto del pignoramento della capacità di disporre del bene (nel senso legale del termine ovvero di decidere se venderlo, donarlo, concederlo in locazione, ecc.), fino all’assegnazione al vincitore del’asta giudiziaria, tutti gli altri oneri che la legge gli impone in quanto proprietario restano a suo esclusivo carico, ivi compresi quelli fiscali. Il possesso non c’entra proprio nulla.

Capito come funziona il giochino di CVAC? Utilizzando una espressione (“interversione del possesso”) che “suona” come legale (ma non lo è e che in ogni caso nulla c’entrerebbe) e sciorinando gli estremi di una circolare estratta ad minchiam dal mazzo (evitando accuratamente di citarla o di inserire qualsiasi link ad essa) e che nessuno (rectius: nessun adepto sovranista) si prenderà la briga di verificare si sono gettate le basi per la nuova trappola per polli da spennare.

Per completare la ricetta basta aggiungere un po’ della solita fuffa complottar-sovranista..

… con tanto di solito link farlocco al District of Columbia…

… un pizzico di supercazzola prematurata…

…con scappellamento a destra e condimento di inglesismi fuori luogo a piacere.

Tirando le somme, quelli di CVAC non fanno altro che cercare di accalappiare i gonzi in un “mercato” preciso (le esecuzioni immobiliari), incastrando sul loro personalissimo letto di Procuste il più vasto mondo delle fregnacce ideate a suo tempo da quelli di OPPT al di là dell’Atlantico.

A proposito di questi ultimi, la prossima tappa ci porta giusto giusto da loro per una notizia bomba: HANNO ARRESTATO LA HEATHER ANN TUCCI JARRAF!

QUARTA TAPPA: I FOUGHT THE LAW AND THE LAW WON (*)

(*) con mille scuse ai The Clash

L’avevamo lasciata nel 2014 su un’assolata spiaggia del Marocco, ove era fuggita assieme al suo drudo ed al resto della combriccola di “OPPT 1776” dopo aver gabbato negli USA diverse migliaia di persone; solo saltuarialmente riemergeva sul web dal suo nascondiglio per rilanciare un’altra truffa parallela, il finanziamento di un non meglio specificato “metodo per produrre energia gratis”.

Nel luglio scorso, forse complice il nuovo clima politico negli Stati Uniti a seguito dell’elezione alla Presidenza dell’Orango Arancione…

… di cui abbiamo una diapositiva in compagnia di Melania…

… ed il conseguente sdoganamento delle bufale come legittimi “alternative facts” o forse (più probabilmente) perchè i soldi raggranellati in precedenza stanno finendo, la nostra “avvocatessa” si ripresenta negli Stati Uniti affermando che di aver trovato il metodo definitivo, messo a punto dal suo amico Randall Keith Beane ed altri sodali di quest’ultimo, per “riscattare” il valore depositato nel presunto “trust” creato dal governo attraverso la supposta “monetizzazione del certificato di nascita”. Peccato che il tutto si risolva, utilizzando la terminologia italiana, in una truffa bancaria telematica che cercherò di spiegarvi brevemente qui di seguito.

Un paio di rapide avvertenze prima di proseguire: 1) cercate di seguire con attenzione tutti i passaggi perchè, anche ridotta ai minimi termini, non è una questione facile da spiegare; 2) il quadro ad oggi (settembre 2017) non è ancora completo in tutti i suoi particolari perchè i fatti si sono svolti poco più di un mese fa e bisognerà aspettare il processo per conoscere tutti i dettagli. In seguito editerò questo articolo con gli eventuali aggiornamenti.

Torniamo alla bravata dei nostri rednecks sovranisti: Nella prima decade di luglio, Randall Keith Beane utilizza il sistema di banking on-line della USAA (United States Automobile Association), società con sede in San Antonio (TX) che offre ai propri clienti servizi di assicurazione, deposito bancario, gestione di conto corrente ed investimenti sia finanziari che immobiliari, presso cui il nosto furbone diversi conti correnti legittimamente aperti, per tentare l’acquisto di alcuni titoli per importi piuttosto rilevanti, fornendo al sistema telematico, come mezzo di pagamento, due numeri di conto aperti presso la filiale newyorkese della Federal Reserve Bank (**), e diversi numeri di previdenza sociali fornitigli da terzi di cui, per il momento, non è stata rivelata l’identità.

(**) NdA: le Federal Reserve Banks sono 12 instituti bancari, con sede nelle maggiori città degli USA e facenti capo ad altrettanti distretti, collegati al Federal Reserve System che hanno il compito di supervisionare a livello locale le politiche monetarie dell’istituto centrale e di gestirne le operazioni di cassa, fra cui i pagamenti della pubblica amministrazione con parte delle riserve federali che hanno in pancia.

Qausi tutte le operazioni tentate vengono però rifiutate dal sistema, tranne due che permettono a Mr. Beane di acquistare due titoli, rispettivamente del valore di 500.000 US$ e 900.000 US$, che vengono immediatamente liquidati dal nostro prima che la USAA possa accorgersi che i numeri di conto forniti per il pagamento non appartengono a chi li sta utilizzando ed annullare l’operazione. Le somme così, illecitamente, ottenute vengono trasferite sui conti privati di Mr. Beane.

Tutta qui la fantomatica “nuova metodologia” dell’OPPT originale. Se siete tecnici o periti informatici, è probabile che, mentre stavate leggendo il paragrafo precedente, vi sia balenato nel cervello uno dei tanti neologismi inglesi con cui si descrivono i crimini informatici nati assieme all’era di Internet: SCAM

Ma come si è arrivati all’arresto della paladina dei sovranisti? Il giorno seguente, con l’assistenza della Jarraf, parte di questo denaro viene utilizzata per acquistare un motorhome ad 8 ruote cioè uno di quei grossi camper che vengono spesso utilizzati dalle squadre di automobilismo presso i circuiti (si vede che i sovranisti, che siano made in Iuessei o cresciuti all’ombra dei nuraghe, c’hanno la fissa per i mezzi pesanti) del valore di poco meno di mezzo milione di dollari. Ma la legge è ormai alle calcagna del nostro: dopo altri cinque giorni in cui tenta inutilmente di ripetere il “colpo grosso”, Mr. Beane viene arrestato.

A questo punto, la favola si trasforma nuovamente in farsa: la Tucci-Jarraf cerca di qualificarsi come “avvocatessa” di Mr. Beane e far liberare il proprio amico/complice ma, non essendo abilitata ad esercitare in Tennessee, le viene risposto picche. Dopo un’altro tentativo fallito di scarcerare il suo nuovo amichetto, usando come paravento un avvocato locale, la Gran Visir dei sovranisti a stelle e strisce tenta il colpo di teatro: carica il resto della banda in macchina e si dirige a Washington DC dove, il 24 luglio, si presenta ai cancelli della Casa Bianca chiedendo di entrare, ma viene respinta dal servizio di sicurezza. Ci riprova la mattina seguente presentandosi questa volta al Trump Hotel, ottenendo come unico risultato un paio di nuovi braccialetti d’acciaio ai polsi da parte della polizia della capitale statunitense, molto probabilmente avvisata dai loro colleghi del Tennessee della complicità della donna nella frode messa in piedi da Randall Keith Beane.

Portata davanti ad un giudice per la prima volta il 26 luglio, rifiuta ripetutamente di identificarsi (se avete seguito le puntate precedenti, ricorderete tutta la faccenda del “capital letter argumet” e la conseguente l’idiosincrasia che i sovranisti hanno nei confronti dei documenti di identità ed affini); viene quindi fissata una seconda udienza il 31 luglio a seguito della quale, con ogni probabilità, la nostra sedicente salvatrice dell’universo è stata estradata in Tennessee dove verrà processata per i reati commessi. Sono certo che anche le persone truffate in precedenza da Heather Ann Tucci Jarraf e dai suoi sodali saranno lietissimi di andare a raccontare all’avvocato Harr (che rappresenta lo Stato nel procedimento) le mirabolanti imprese della creatrice di OPPT e dei suoi amichetti.

QUINTA TAPPA: ELLERRE, BUGIE E VACCINI

Lasciamo gli States per tornare al nostro caro vecchio Stivale per parlare, in questa ultima tappa del tour, di quelli di Popolo Unico le cui traversie degli ultimi mesi hanno ispirato il titolo di questa puntata. Ebbene sì, gentili viaggiatori, sono spiacente di comunicarvi che il Trio Drombo che reggeva le sorti del gruppo si è separato, 2/3 da una parte ed 1/3 dall’altra.

Ricostruire l’intera vicenda che ha portato alla rottura dei rapporti fra i capetti popolunicari non è semplice, solo per impostare un discorso con un minimo di completezza bisognerebbe prima fare una disamina di tutto quel che è successo dall’ultima volta che ne abbiamo parlato e ne verrebbe fuori un discorso lunghissimo. Per non appesantire ulteriormente un articolo già molto prolisso, cercherò quindi di attenermi al minimo indispensabile per illustrarvi i fatti salienti.

Già sul finire del 2016 l’aria che tirava all’interno di PU, come potete vedere da questi screenshot tratti da un post pubblicato su FB agli inizi di Marzo da un “fuoriuscito”, non era delle migliori…

… infatti, nonostante i mesi e mesi di rassicurazioni, slogan triti e ritriti e le solite sperticate lodi alle magnifiche sorti progressive del gruppo, i risultati effettivi, com’era prevedibile, sono scarsini…

… nemmeno espellere i dissidenti e cancellare i post di quelli che si sono ritrovati nei guai, dopo aver provato con mano le inefficaci tecniche di paper-terrorism di PU, serve più a qualcosa: tanto le magagne quanto quali siano gli effettivi rapporti di potere nel gruppo sono ormai sotto gli occhi anche dei membri “lealisti” e, per quanto il Trio Drombo tenti una sistematica quanto inefficace repressione, il malcontento continua a serpeggiare.

Apro qui una piccola parentesi prima di proseguire con la cronaca: lo screenshot precedenteci rivela che, ormai, anche all’interno del gruppo, al “noi non abbiamo capi” non ci crede più nessuno. Oltre a ció la faida interna ci permette di mettere a nudo un’altra bugia: “noi non chiediamo soldi a nessuno”.

Magari non saranno passati col cestino della questua come si fa in chiesa ma, come potete vedere negli screenshot qui sopra, certo è che le spese vive di PU non le hanno pagate i capetti di tasca loro (quantomeno uno dei tre no di sicuro) contrariamente a quanto affermanvano quando qualcuno osava insinuare che PU è solo un’altra setta sovranista per spillare soldi.

E sì, lo so che la vostra attenzione è stata calamitata da quel riferimento di accuse mosse a Wolf di aver “effettuato modifiche”, abbiate qualche secondo di pazienza e ci arriviamo.

Dicevamo: le avvisaglie della bomba che sta per scoppiare (come si scoprirà in seguito) già si manifestano sul finire del 2016 quando cominciano a girare voci che Valeria, una del Trio che tutto comanda all’interno di PU, si sarebbe recata negli USA assieme ad una non meglio identificata amica…

per “registrare un trust” poi “riconfermato in Italia” con tanto di “trademark”. Al netto di sigle astruse e terminologia pseudogiuridica buttata lì un po’ così, non abbiamo molti elementi per stabilire se quanto riportato sopra sia vero o falso. Ed in fondo, nemmeno ci interessa, quel che è importante per la nostra ricostruzione dei fatti è come hanno reagito i membri di Popolo Unico a questa notizia che, originariamente circolata nel mese di dicembre in uno dei gruppi regionali di PU, si diffonde ben presto a macchia d’olio in tutti gli altri fra la fine di febbraio e gli inizi di marzo, con conseguente nascita de facto di sue “schieramenti” contrapposti: i Valeriani (nel senso di quelli che stanno dalla parte di Valeria, non che bevono molta camomilla) ed i Wolfiani.

Lo scoppio vero e proprio di questa bomba si consuma lontano dagli occhi dei comuni mortali, con ogni probabilità nel forum privato del sito di PU a cui solo gli EllErre hanno accesso, ma gli effetti dell’onda d’urto dell’esplosione si propagano anche al di fuori di esso e si cominciano a notare anche sulle pagine FB dei singoli membri: nella prima settimana di marzo è tutto un fioccare di rivelazioni che spuntano a contorno di lunghissimi post in cui gli autori palesano la propria intenzione di schierarsi con una fazione piuttosto che per l’altra. Grazie ad alcune di queste veniamo così a sapere che, se i Wolfiani avevano inizialmente sollevato il sospetto che Valeria avesse trescato alle spalle dei compagni di merende…

… i sostenitori di quest’ultima ci fanno specchio riflesso senza ritorno e rivolgono la medesima accusa a Wolf. Si parla di esperimenti su “enti” non meglio specificati e dotati di CF…

…fatti in gran segreto nei mesi precedenti con quella che, nelle intenzioni del Lupacchiotto, avrebbe dovuto essere una cerchia di fedelissimi…

… che invece sono andati a spifferare tutto alla prima occasione.

Anche in quest’altra testimonianza si fa menzione di una riunione avvenuta tempo prima via Skype…

… dove, alla presenza di un altro dei “Numeri Primi” di PU (Pierangelo), si discute di questa idea dell’ “ente extraterritoriale” che però non riscuote molto successo tanto che quando, il giorno successivo, se ne tiene una seconda alla presenza anche di Valeria (il Terzo “Numero Primo”), nessuno ne fa menzione.

Interessanti anche quegli accenni a “conti correnti in “trust aperti presso banche cinesi con sede a Londra”. Ma banche e governi non erano mica stati tutti “chiusi e pignorati” come vanno cianciando da 2-3 anni a questa parte?

Vista la mala parata, Lupacchiotto avrebbe allora deciso di continuare imperterrito nei suoi esperimenti alle spalle degli altri due soci…

…arrivando addirittura a modificare le SACRE LETTERINE MINATORIE di sua iniziativa…

… per poi provare a venderle all’insaputa del gruppo, se vogliamo dare credito a questo post di Valeria di qualche mese dopo.

Alla fin fine quindi, cosa ha cercato di fare Wolf con tutti questi sotterfugi?

Molto semplicemente ha cercato di rendere appetibile la paccottiglia popolunicara a quei possibili nuovi membri, leggermente meno pollastri (ma non troppo) rispetto agli altri, che sono restii ad entrarvi per la faccenda del Codice Fiscale. L’esperienza di tutti i giorni infatti ci insegna che, nel mondo moderno, per qualsiasi rapporto commerciale, finanziario o giuridico amministrativo con chicchessia che vada oltre il fare la spesa del verduraio sotto casa, prendere un caffè al bar o comprare una marca da bollo dal tabaccaio, occorre dare un minimo di certezza ai traffici, quantomeno sotto il profilo della corretta identificazione delle persone. Ecco quindi che ci viene in aiuto il sistema del CF che, attraverso un codice alfanumerico che riassume i nostri dati anagrafici (nome, cognome, data e luogo di nascita) permette di evitare, salvo casi eccezionali, la maggior parte delle omonimie.

“Ma se “esco dal sistema” e non mi identifico più con i dati riportati nei miei documenti, come faccio a fruire dei servizi che mi servono?” si chiede il complottaro sovranista, in un isolato lampo di lucidità. Niente paura, è la risposta del nostro Lupacchiotto, basta modificare ad hoc la formuletta magica ed et voilà: in fondo (ammesso e non concesso che tutto funzioni secondo la vulgata sovranista) una volta che ho rivendicato di essere rappresentante di me stesso, anche il CF mi appartiene e posso farci quelloche voglio, no? (NdA: no, perchè il CF, tecnicamente, non appartiene a nessuno in quanto non è un bene economico.)

Wolf ha quindi trasgredito la regola fondamentale che ogni brava setta-paese dei balocchi dovrebbe seguire: non intaccare mai il nucleo dogmatico delle panzane su cui tutto il castello di bugie si regge, se alteri gli oggetti-feticcio che stanno alla base di tutto il pensiero magico (che, per quanto svalvolato, un minimo di apparente coerenza deve sempre mantenerla) è impossibile che nessuno non lo noti. E se fino al giorno prima sei andato in giro a raccontare che la tessera sanitaria col CF è il Marchio della Bestia non è che puoi cambiare idea dal giorno alla notte senza che nessuno sollevi dei dubbi.

Ecco quindi che, per arginare quella che loro stessi descrivono come “un’emorraggia”…

… si giunge alle fatali Idi (anche se un po’ in anticipo sul calendario) di Marzo di Cesariana memoria: viene fatta terra bruciata intorno agli “eretici” della fazione avversaria, trasformando Wolf, fino a quel momento il Vero Salvatore della Divina Scuola dell’Ellerre, e tutti quelli che lo seguono…

… in paria, con un lunghissimo post-scomunica (di cui ometto la parte centrale per ragioni di brevità e privacy delle altre persone nominate).

Anzi, già che ci siamo, si rincara un altro po’ la dose, insinuando che tutta l’operazione non sia altro che un tentativo di sabotare l’iniziativa “Nuova Economia” e che quindi la stessa verrà tenuta top-secret fino al momento del “lancio nazionale”. Lancio che, nel caso ve lo stiate chiedendo, rimandano di continuo da un annetto buono (un po’ come le famose “traduzioni dall’austriaco” della ICCJV di cui abbiamo parlato più sopra) e che attualmente è fissato per il Ventordici di Quaglio del Duemilaecredici.

Si consuma così lo scisma del Popolo Unico, alla cui guida rimangono Valeria e Pierangelo, mentre Wolf con i seguaci fonda un nuovo gruppo dal nome altisonante…

… dal cui pulpito, come ha ben riassunto una delle mie fonti, rivendica di avere i “documenti sbagliati giusti”.

Ma non è finita qui, oltre al Lupacchiotto anche qualcun altro ha qualche scheletrino nell’armadio. Torniamo agli screenshot della discussione da cui siamo partiti, quella in cui si affermava che PU è diventata una setta.

Come potete vedere un’altra utente afferma che alla termine delle varie “conferenze” di quelli di PU si parla dell’argento colloidale (***)”che sta arricchendo Vg”. La “Vg” è proprio lei, la Valeria capetta di Popolo Unico (G è l’iniziale del cognome).

(***) Se non avete mai sentito parlare dell’argento colloidale e della bufala che ci sta dietro, vi invito caldamente a leggere qui prima di proseguire.

Se già qualche mese fa, per stessa ammissione degli ex membri, quello dell’argento colloidale era un businness per la Gran Visir di PU, immaginatevi ora con tutto il can-can scatenato dai novax contro il c.d. “Decreto Lorenzin”.

Cagnara che il gruppo dirigente ha cercato di cavalcare come un surfista con l’onda sin dal maggio scorso…

… quando hanno predisposto in fretta e furia l’ennesima fantadiffida…

… inventandosi peraltro uno strampalato “diritto alla malattia” sancito additrittura (secondo loro) da una pronuncia della Corte Costituzionale!

Vediamo di spiegare ai nostri turisti della Costituzione cosa dice la sentenza in questione: Con la sentenza 238/2008 la Consulta ha dichiarato incostituzionale una legge della regione Piemonte (la l.reg. 21/2007, per la precisione) che subordinava l’utilizzo di determinati medicinali (nella fattispecie, psicofarmaci ed affini contenenti sostanze psicotrope) alla compilazione da parte dei genitori o di chi ne fa le veci di un modulo per il consenso informato, rilevando che il legislatore regionale aveva esalutato dalla propria competenza in quanto, in base all’art. 117 Cost, solo il Parlamento può legiferare in materia di questioni che implichino un allargamento od un restringimento dell’accesso alle prestazioni sanitarie. Di un farlocchissimo “diritto alla malattia” neanche l’ombra, con 30 secondi di ricerca su un qualsiasi motore di ricerca potete trovare il testo della sentenza e verificare di persona.

Perchè allora i nostri fantagiuristi di Popolo Unico avrebbero scelto questa sentenza? Probabilmente, per dare un minimo di senso al loro pastrocchio, stavano cercando la c.d. “Sentenza Englaro” che, come tutti sappiamo, rappresenta ormai la pietra di paragone per tutti quei casi in cui il paziente richiede una sospensione del trattamento terapeutico, ma poichè sono dei grandissimi imbracchiati e non sanno distinguere fra Corte Costituzionale e Corte di Cassazione (la “Sentenza Englaro” è infatti la n. 21748/2007 della prima sezione civile della Suprema Corte) l’hanno cercata nella raccolta sbagliata. Devono quindi aver ripiegato sulla prima cosa che gli è sembrata coerente, c’è pure il riferimento alla Convenzione Onu sui diritti dei bambini, oh cosa volete di più?

Ma anche fossero riusciti a trovare la sentenza giusta, non sarebbe cambiato molto: nei casi come quello di Eleuana Englaro (ma anche di Piergiorgio Welby o di Dj Fabo), in cui ci si trova in una condizione ove la scienza medica non è in grado di curare la patologia od il trauma fisico ma solo di prolungare la soppravvivenza del paziente per un periodo di tempo indefinito (spesso senza nemmeno poter alleviare le sofferenze che la malattia comporta purtroppo), non si rivendica un inesistente di diritto al “non godere del bene-salute” (pura invenzione dei capetti di PU) ma si chiede che venga risolto il conflitto fra norme (il diritto alla dignità della persona, il diritto del malato alle cure, il dovere del medico di assistere i pazienti che gli vengono affidati) e si non protragga la paradossale situazione per cui, attraverso la prosecuzione di un trattamento sanitario inutile, il paziente debba subire più sofferenze psico-fisiche di quante il normale decorso della patologia o del trauma ne implicherebbe.

Altra cosa ancora è poi il c.d. “Principio del consenso informato”: Dato che l’art. 32 della Costituzione stabilisce che a nessuno (se non per disposizione di legge) può essere imposto un determinato trattamento sanitario, il paziente ha diritto ad ottenere dal medico (salvo che si tratti di pratiche mediche basilari o di routine) tutte le informazioni relative alle cure e, se lo ritiene opportuno (specie in quei casi in cui la terapia consista in un intervento chirurgico particolarmente invasivo e/o con una bassa percentuale di successo oppure il paziente abbia convinzioni religiose incompatibili con il trattamento cui si dovrebbe sottoporre) può consapevolemente scegliere di rifiutare di avvalersi dell’assistenza sanitaria. Ma l’oggetto di questo diritto è appunto quello alla scelta consapevole, supportata da tutte le informazioni di possibile interesse per il paziente, non quello alla malattia in sé (specie se accompagnata da una profonda ignoranza in campo medico): non esiste un ipotetico “diritto ad essere delle bombe batteriologiche ambulanti” perché sempre secondo l’art. 32 della Costituzione la salute, oltre che un diritto individuale, è anche un interesse collettivo che viene prima di qualsiasi paturnia del singolo. Se la Costituzione prevedesse, secondo le interpretazioni farlocche di PU, il diritto ,tanto individuale quanto collettivo, alla salute ed allo stesso tempo quello a spargere liberamente in giro germi patogeni, qualsiasi politica sanitaria sarebbe impossibile e il dettato costituzionale un vuoto non-senso.

Da ultimo, a voler spaccare il capello non già in 4 (ché quel livello ormai lo abbiamo abbondantemente superato) ma in 16, i vaccini non sono una terapia, ma una misura di profilassi sanitaria cioè servono a prevenire le malattie, non a curarle.

Ma tutto questo ovviamente è solo un dettaglio per quelli di PU, ormai hanno sentito l’odore di soldi e sanno bene che il ferro va battuto finché è caldo. Ecco quindi che l’estate del 2017 vede l’avvento dello spin-off della serie principale: il gruppo FB “Genitori e bambini liberi e sani – Popolo Unico”…

… di cui vi propongo qui di seguito la sezione “informazioni”, scritta a cavallo fra luglio e agosto.

Abbiate un po’ di pazienza perché, oh è estate, fa caldo ed i nostri rettori all’Università della Vita del regno della Sovranità Individuale mica ce la fanno a stare tutto il giorno piegati su Google e Youtube, dopotutto stanno lavorando per voi e per i vostri figli, mica come quegli stronzi di studenti delle facoltà di Giurisprudenza e Medicina che, nel frattempo, devono solo studiarsi dei banalissimi libri di testo da 600-700 pagine per poter dare gli esami agli appelli di settembre.

E mi raccomando, non fate cagnara nel gruppo: si accettano solo post su questioni tecniche…

… tipo la bufala dei vaccini fatti coi feti abortiti che “ricombinano” il DNA…

… oppure quest’altra propaganda omofoba che coi vaccini non c’entra una beneamata sega, ma va sempre bene per fare un po’ di sensazionalismo e terrorismo psicologico.

Visto tutto il casino successo con il loro ex-socio in precedenza, mettono anche le mani avanti: non vi chiederanno soldi…

… si limiteranno a farvi penzolare l’esca al gusto di argento colloidale davanti agli occhi. Poi se voi abboccate, oh cazzi vostri. Mica sono responsabili delle bufale che vi raccontano, sono sovrani loro!

Nel nuovo super-gruppo sovranista sono ovviamente benvenuti tutti i gonzi disposti a prestare loro orecchio e tutti gli eventuali ciarlatani che rafforzino lo spirito di gruppo. Le persone dotate di cultura, competenza e buon senso invece le bannano pari pari a prima. In fondo a che servono, quando a loro basta l’Ho-ne-stà? (Manco sono originali nelle loro puttanate)

Ma qual’è infine la strategia che hanno partorito per combattere l’obbligo vaccinale?

Al solito, andare ad infastidire gli impiegati del Comune, che altro?

Anche in questo caso la Ducetta di PU non fa altro che riciclare bufale altrui, in particolare quella lanciata diversi mesi fa dalle Sentinelle in Piedi e dagli Aldinolfiani, ricollegandola alle cazzabubbole sovraniste e riadattandola agli scopi del suo gruppo: lo Stato vi ruba i vostri figli perchè nei documenti dell’Anagrafe non c’è scritto padre e madre!

In realtà, se avesse deciso di fare la botta di vita di aprire un qualsivoglia testo di diritto di famiglia, avrebbe scoperto che il rapporto giuridico che si instaura fra genitori e figli, che nel gergo legale si chiama filiazione, viene ad esistenza non grazie alle carte bollate ma per il semplice fatto di essere nati: se i genitori del pargolo sono legamente sposati, si instaurerà automaticamente nei confronti di entrambi, se invece sono conviventi od uniti civilmente, sarà sufficiente il riconoscimento (Art. 250 C.C.) che può essere fatto direttamente nell’Atto di Nascita oppure con una dichiarazione successiva (Art. 254 C.C.).

Sciogliamo inoltre un piccolo equivoco che i complottari, sovranisti o clericabili che siano, omettono sempre di spiegare: la DICHIARAZIONE di Nascita e l’ATTO di nascita sono entrambi documenti amministrati che, pur essendo legati l’uno all’altro, hanno forma e funzioni diverse:

– la DICHIARAZIONE di nascita, obbligatoria per legge, serve a rendere noto alla Pubblica Amministrazione il fatto, giuridicamente rilevante, della nascita. Può essere resa tanto dai uno dei genitori (in genere il padre, visto che solitamente la madre viene tenuta in degenza dopo il parto) davanti al pubblico ufficiale dello Ufficio Stato Civile oppure attraverso l’apposito ufficio predisposto in ogni struttura ospedaliera presso la direzione sanitaria;

– l’ATTO di nascita è invece il documento amministrativo con cui, in base alla denuncia di cui sopra, l’Ufficiale dello Stato Civile iscrive il nuovo nato nel registro dell’Anagrafe, indicando data, luogo e ora del parto, il sesso del neonato ed il nome attribuitogli/le, le generalità dei genitori.

Tutto qua, semplice burocrazia di basso livello: nessun mistero, nessuna transanzione occulta, nessun Big Gombloddo pippoplutogiudaicomassonico.

Se non siete convinti, liberissimi di andare a verificare come vi chiedono di fare quelli di PU. Ma ricordate: all’impiegato/a comunale dite che la “copia fotostatica” (perchè dire semplicemente fotocopia non bastava a darsi un tono) vi serve perchè dovete “legalizzarlo per l’uso all’estero” o perché vi serve “per una ricerca genealogica”, non ditegli assolutamente che lo fate perchè una tizia che campa vendendo argento colloidale vi ha detto che quello è il primo passo per evadere l’obbligo vaccinale.

Mica vorrete che il vostro interlocutore si insospettisca e decida di avvisare qualche carabiniere del NWO o qualche magistrato massonico, col rischio che Popolo Unico faccia la fine della Corte di Vienna o degli OPPTari mmerigani…

—-

Si ringraziano per l’aiuto nella raccolta del materiale:

– Paola D.

– Sergio C.

Per commenti/segnalazioni/richieste/insulti: Compagno Zed

—-

I capitoli precedenti della Saga dei Sovranisti:

– http://pontilex.org/2015/04/i-manuali-di-pontilex-org-smontare-la-truffa-di-oppt/

– https://pontilex.org/2016/04/oppt-civil-war-atto-i/

– https://pontilex.org/2016/05/oppt-civil-war-atto-ii/

– https://pontilex.org/2016/06/oppt-civil-war-atto-lll-1/

– https://pontilex.org/2016/09/dove-mario-oppt-edition/

 

2 pensieri su “OPPT: Scisma

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