Anche nelle famiglie migliori si annidano le serpi. E nella famiglia Pontifessa la serpe si chiama Francesco Agnoli. L’Agnoli (la cui presenza sulle pagine Pontifesse non è esattamente una novità) si permette il lusso di contravvenire l’interessante teorema di De Mattei che collega strettamente la caduta dell’impero Romano con la “piaga” dell’omosessualità. Abbiamo già parlato in passato di questo teorema e ci pare dimostrazione di grande apertura mentale, da parte degli amici Pontifessi, la citazione del pensiero di Agnoli. Leggiamo dunque il cosa scrive quell’anarchico del Franceschino:
L’impero romano crollò anzitutto per motivi interni: la corruzione, la disgregazione familiare, l’aborto di massa che portò ad una crisi demografica devastante. Popoli senza terra si accorsero di poter entrare, come la lama nel burro, in un Impero senza popolo, che spesso era stato costretto a chiamarli per primo, avendo bisogno di braccia e di giovani soldati. Continua a leggere





