Archivi autore: Ale Cr

Facciamo il punto: scrittura ebraica e farneticazioni Affussiane

Sono abbastanza stufa di aspettare alcun tipo di intervento intelligente da parte di quell’idiota di Affus. Idiota, ignorante e farneticante.

Dopo l’ennesima oscenità pubblicata su Pontifex e già egregiamente commentata da FSMosconi, ho dedicato un paio di giorni alle ricerche bibliografiche per fare finalmente il punto su scrittura ebraica, scrittura egizia, Bibbia, Mosè e amichetti vari.

COSA AFFERMA AFFUS

1) “[La Genesi] è stato certamente Mosè [a scriverla] a cui Dio ordinò espressamente di scricere [la Genesi] come risulta nel libro dell’Esodo.”

2) “Sappiamo con certezza oggi che l’ebraico ha usato l’alfabeto ieratico che era la lingua dell’èlite sacerdotale alla corte dei Faraoni d’Egitto.”

3) “Questo alfabeto rivoluzionario [lo ieratico, intende] rispetto alla scrittura pittorica (…)”

4) “(…) dei geroglifici, usati per il popolo (…)”

5) “(…) legava a un segno un suono gutturale della voce e permetteva una velocità di comunicazione ed espressione praticamente infinita.”

6) “Con i segni dello ieratico, le sue lettere, Mosè legò i suoni labiali e gutturali della lingua ebraica dei semiti a questi segni.”

Continua a leggere

Cosa dice il Corano (davvero) degli infedeli? (UPDATED: In risposta all’ipocrisia di Pontifex.Roma)

ATTENZIONE: Il presente articolo nasce nel 2011 in risposta ad un brano pubblicato dall’ormai defunto sito Pontifesso. Nel frattempo il tempo ha fatto il suo corso ed ha dissolto Pontifex.Roma. Risulta quindi difficile, ad anni di distanza, comprendere il significato dell’articolo ad un lettore occasionale. Aggiorniamo l’articolo modificandone leggermente il titolo ed inserendo un “cappello” introduttivo opera della stessa autrice del brano.

Ragazzi!!! Mi sembra che qui si sia persa la trebisonda!!!! Sarà il caso di fermarsi un attimo e tirare qualche somma di quel che succede.

Anni fa ho scritto un articolo in risposta a una mistificazione pontifessa in chiave estremista del Corano, libro per me, al pari della Bibbia, di un immenso valore storico-sociale e privo di qualsiasi verità religiosa-spirituale. Ho così riproposto le traduzioni il più possibili corrette (con fonti e citazioni) in modo da mostrare la malafede pontifessa. Non ho mai dato giudizi sul testo, sull’Islam o sul modus operandi dei suoi seguaci.

Anni dopo dei folli, inneggianti a una loro interpretazione violenta del Corano, hanno ucciso i giornalisti di un settimanale satirico a Parigi, cuore dell ‘Occidente, macchiatisi di “blasfemia” contro il profeta.

Il mio articolo quindi viene rispolverato dalle nebbie del passato e torna in primo piano grazie a estremisti difensori della cultura giudaico-cristiana occidentalistica che non lo leggono (altrimenti avrebbero compreso il contesto in cui era stato scritto), ma si sentono in diritto di sparare insulti pregiudizievoli verso me, il blog, gli altri utenti, l’Islam, gli stranieri e via dicendo.

Questo scatena un botta-e-risposta molto poco educato da entrambe le parti, che sfocia in dichiarazioni hitleriane di alcuni contro gli stranieri, in insulti personali, ilazioni varie ed eventuali, e post erotici del tutto fuori luogo.

In tutto questo espongo il mio pensiero su Islam & co:
ritengo OGNI religione pericolosa, tutte allo stesso modo. Come atea, non do ragione a nessuna: dicono tutte idiozie in nome delle quali cercano di controllare, se non distruggere, qualsiasi altra credenza, idealogia e libertà.

Cosa differenza, per esempio, l’Islam dal Cristianesimo?
La storia. L’Islam è più recente: Maometto visse a cavallo del 600 d.C.
Mi viene spontaneo chiedere: cosa faceva il cristianesimo nel 1400?! Più o meno lo stesso che fa oggi l’Islam (massacri, guerre ecc…), solo che i mezzi erano diversi… non c’erano bombe, mitra e mezzi di informazione che mostrassero al mondo le efferatezze. Non era meno violento: lo si sapeva meno.

Ma mettiamo le cose in chiaro: sono solo una minoranza i violenti e i maniaci. Nel mondo esistono più di un miliardo di musulmani, ma noi siamo ancora qui. Vuol dire che questo miliardo di individui non ha imbracciato le armi, non ha imbottito di esplosivo delle auto, ma è rimasto a casa, a lavorare, amare la propria famiglia e a cercare di lottare contro l’odio dilagante, da entrambe le parti.
E parlo con cognizione di causa: ho lavorato per anni in paesi islamici.

Non ho quindi intenzione di dar retta ai pochi folli xenofobi che bazzicano qui in questi giorni: sono un NULLA rispetto al resto del mondo e diventeranno NULLA tra pochi anni, retaggi di un passato un po’ imbarazzante di cui parleremo al bar.

Vorrei che smetteste un po’ tutti di dar loro retta: non sono dialoghi costruttivi o interessanti, ma danno una brutta immagine del nostro blog.

Ho letto l’articolo di Pontifex sui passi del Corano e, per pura sfiducia nella buona fede pontifessa, sono andata a prendere il mio Corano (edizione M&M, 2005, in italiano) e ho dato una controllata.

Diciamo innanzi tutto che il “mio” Corano non usa i termini riportati da Pontifex. Ho così controllato on-line da dove abbiano preso le citazioni delle Sura e le ho viste solo in siti anti-islamici… ho controllato allora il sito www.corano.it e ho trovato i versetti che compaiono anche nel mio libro… insomma, in soldoni: pare che la fonte usata dai pontifessi per il proprio articolo abbia modificato VOLUTAMENTE alcune parole per dar loro un significato molto più minaccioso e dispregiativo di quello che è in realtà. Ne hanno anche tagliati interi pezzi, stravolgendone il significato originario.

In ROSSO le citazioni pontifesse (o le interpretazioni pontifesse di passi), in BLU quelle dal sito ufficiale del Corano in Italia, in VERDE le parole modificate.

-“O voi che credete! Non abbiate amici tra gli Ebrei ed i Cristiani [Sura 5,51]”

L’originale: “O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni, essi sono alleati gli uni degli altri. E chi li sceglie come alleati è uno di loro. In verità Allah non guida un popolo di ingiusti.”

Continua a leggere

Come ti invento le voci sul vocabolario

Davvero piccola segnalazione del classico atteggiamento pontifesso, ipocrita e marcio nel profondo.

Leggendo i commenti all’articolo Vi siete mai chiesti da dove proviene il termine gay (che è sinonimo di pervertito e killer della natività)? trovo il commento di MARCO, che afferma quanto la parola “CULATTONE“, usata da Carlo di Pietro in calce al suo lavoro, sia offensiva.

Un non meglio identificato moderatore di Pontifex taccia prontamente Marco di ignoranza: “culattone” infatti non è per niente offensivo in quanto il dizionario on-line della Hoepli (www.hoepli.it sezione Dizionari e Vocabolari) non segnala alcuna sfumatura alla suddetta voce, ma le attribuisce il neutralissimo significato di “Maschio omosessuale, spec. passivo”.

Continua a leggere

Cristiani delinquenti in Pakistan violano la legge. Vengono giustamente incarcerati e dicono di essere perseguitati. Siamo alla pazzia. Fortunatamente in Pakistan non legalizzano né la blasfemia e né l’omicidio

PREMESSA: riscrittura dell’articolo di Carletto (http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/8243-gay-delinquenti-in-russia-violano-la-legge-vengono-giustamente-incarcerati-e-dicono-di-essere-perseguitati-siamo-alla-pazzia-fortunatamente-in-russia-non-legalizzano-ne-la-sodomia-e-ne-lomicidio ). Le parole in rosso sono le UNICHE che ho cambiato. Ho aggiunto due note a piè di pagina; ho tagliato la firma di Carletto e l’ultima riga (che rimandava a Repubblica). Per il resto, è tutta farina del suo sacco. Ovviamente non condivido nulla di quello scritto (nè nell’originale nè in questo), ma volevo manifestare il mio sdegno per quello scritto da Carletto sul suo sito.

Continua a leggere

Rischio di estinzione… e qualche approfondimento

Leggo con divertimento l’articolo sul povero “maschio in via di estinzione”, pubblicato dai cari pontifessi, paladini in difesa di questa specie in via di estinzione (non per niente, il sito è gestito solo da portatori di fallo).

L’articolo, “Quello che gli uomini non dicono” (http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/7911-quello-che-gli-uomini-non-dicono-la-crisi-della-virilita-tra-i-tanti-fenomeni-emergenti-di-questi-ultimi-anni-ce-sicuramente-la-crisi-delluomo-inteso-come-maschio ), illustra la sofferenza profonda e destabilizzante dell’uomo moderno, che non ha più un ruolo nella società attuale e che ha, come unica soluzione, quella di “femminilizzarsi”. La “virilità”, intesa dall’autora come disponibilità a rischiare la vita per salvarla [salvare cosa? se stessa?], per salvare l’onore (cioè la dignità umana), per la fedeltà ai propri valori; intesa come assertività, coraggio, fortezza.“, è sparita, con queste conseguenze: Alcuni uomini sono depressi, insicuri, ansiosi; sperimentano un senso di inadeguatezza sia in famiglia, che sul lavoro, che con gli altri uomini; hanno una scarsa autostima e poca fiducia in sé e nelle proprie capacità; si sentono timidi, paurosi, deboli. Le ricerche dicono che aumenta l’impotenza maschile, l’ansia da prestazione sessuale, l’infertilità maschile e rilevano persino una graduale riduzione del desiderio sessuale e del livello di testosterone, l’ormone maschile.“. Il portatore di virile pene “non sa più chi è, come è, come dovrebbe essere e come lo vogliono gli altri. Ci prova, ad accontentare tutti, ma non funziona: sembra che nessuno sia contento di lui. E questo lo fa soffrire.”.

La causa è ovviamente la donna, la femmina, la portatrice di ovaie che non sta più al proprio posto, ma prevarica i “sacri confini” e relega il maschietto all’impotenza. Beati i tempi in cui la donna le pigliava dal marito-padre-fratello-sconosciuto, tempi in cui il suo unico compito era mettere al mondo i figli e curarli, servire il marito e lasciare al maschio l’istruzione, il lavoro e la propria auto-realizzazione. Continua a leggere

Una risposta dopo undici mesi

Stamane mi sono alzata, ho bevuto il caffè e, dopo un week-end lontana dal PC, mi sono collegata al carissimo sito pontifesso… quale sorpresa!

Fides et Ratio, dopo ben 11 mesi (UNDICI!!!), finalmente mi ha dedicato un attimo del suo tempo per spiegarmi le origini etimologiche della parola “omofobia” (http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/7689-fides-et-ratio-ci-scrive-omofobia-un-mantra-che-e-un-osceno-pastrocchio-etimologico-degno-di-una-sonora-risata ).

Perché parlo di “undici mesi” di lunga attesa?

Perché il primo volo pindarico del buon Fides et Ratio su tal argomento risale al 13 luglio 2010, nel post “Domande e risposte sul problema dell’omosessualità, parte 6” ( http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/4893-domande-e-risposte-sul-problema-dellomosessualita-parte-6-di-20-perche-sono-frequenti-i-casi-di-omosessualita-fra-gli-adolescenti-e-possibile-cambiar-sesso-quale-atteggiamento-deve-avere-la-societa-verso-gli-omosessuali ), dove scriveva:

gli integralisti omosessuali…hanno cambiato il significato di:
OMO = òmo = primo elemento di composti nei quali indica uguaglianza, identità, dal greco hòmos/ homo
dal latino homo = uomo e donna , hominis
dal greco homo, significato simile uguale (…)”

Anche se gli admin di Pontifex hanno cancellato tutti i commenti, qualche immagine salvata l’ho tenuta io, hehe…

Fatto sta, che questa teoria “Fideistica” secondo cui “omofobia” potesse derivare dal latino “homo, hominis” (uomo), piacque così tanto ai pontifessi che la riportarono addirittura in un loro post: Depravazione e malcostume (

http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/5557-depravazione-e-mal-costume-il-paradosso-della-legge-che-protegge-il-qdelinquenteq-il-catto-progressista-che-ci-vuole-peccatori-omos–fobos–paura-di-cio-che-e-eguale-a-se-concetto-fantastico-ed-insensato), comparso sul loro sito agli inizi di Ottobre.

Alla mia richiesta di una spiegazione, tal CDP (immagino sigla di Carlo Di Pietro), mi risposte:

“Ale Cr , ma cosa cerchi da noi? Hai letto gli articoli, anche dei vocabolaristi pubblicati? Omofobia è un termine di etimologia greca, il latino non ha nulla a che vedere con quel termine. Significa paura del simile, altri, come il prof. Meluzzi ed il prof. Bruno, sostengono che significa paura di diventare gay.!!! Che altro vuoi sapere? Abbiamo scritto 20 articoli sull’argomento, non mi sembra il caso di tornarci sù. Cerca in archivio. Saluti.”

VOCABOLARISTI?!?!?!

In realtà il buon Carletto aveva semplicemente copiato il discutibile lavoro di Fides et Ratio, cadendo per la milionesima volta nel ridicolo.

Ieri, finalmente, Fides et Ratio ha ripreso in mano la situazione nell’articolo “Fides et Ratio ci scrive: omofobia in mantra ecc…” (http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/7689-fides-et-ratio-ci-scrive-omofobia-un-mantra-che-e-un-osceno-pastrocchio-etimologico-degno-di-una-sonora-risata ).

Finalmente ammette di aver scritto cazzate in passato e che “omofobia” non può in alcun modo derivare dal latino “homo, hominis”… ci voleva tanto?!?!?!

Undici mesi di attesa.

Gradirei avere le scuse anche di Carletto e di Pontifex in generale, che mi cancellavano regolarmente i commenti linguistici affermando che riportavo nozioni faziose e demoniache.

Un ultimo appunto: Fides et Ratio, in questo recente articolo, ricade però nel solito errore pontifesso del non giudicare i dati in base al contesto in cui sono nati e alla loro storia. Tutti sanno bene (ed ora anche i dirimpettai) che il termine “omo” indica uguaglianza, ma tutti sanno anche (e qui cascano gli asini) che nella formazione di nuove parole prassi comune è quella dell’abbreviazione e dell’elisione. Questo significa che molte parole, sopratutto se composte, col tempo perdono parte dei sintagmi che le compongono per favorire una forma linguistica più corta e veloce: il termine coniato negli anni ’70 dallo psichiatra era, infatti, “Homosexual-fobia” (repulsione verso l’omosessualità), che andava a sostituire il termine “omoerotofobia” degli anni ’60; fu poi abbreviato in “homo-fobia” e traslitterato in italiano in “omo-fobia”, per renderlo più “agevole”.

La storia del termine è nota e documentata: non crea scandalo nè errore.

Gli stessi pontifessi amano usare parole il cui significato è chiaro, ma la forma è “abbreviata”:

– cattofobico: comparso, per esempio, nel post “Carlo di Pietro querela un sito cattofobico ecc…” (http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/6995-carlo-di-pietro-querela-un-sito-cattofobico-e-del-qpettegolezzoq-omosessuale-per-danni-morali-e-materiali-mesi-e-mesi-di-insulti-ed-illazioni-pronta-a-fine-mese-unaltra-querela-per-violazione-del-nostro-copyright ). Il significato del termine è chiaro: si accusa il sito di avere una repulsione/avversione vetro di cattolici (il “catto-” del composto). Nessuno si è mai sognato di “far menate”; ma se applichiamo il ragionamento di Fides et Ratio che elimina la storia dei termini per basarsi solo sull’etimologia, allora il termine “cattofobico” viene sconvolto e diventa “avversione per i gatti”, dal greco “cattos, cattou”, gatto, e “phobos, phobou”, avversione.

-TV: comparso, per esempio, nel post “Il biblista Padre Maggi in un’intervista in Tv la spara grossa ecc…” (http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/3909-il-biblista-padre-maggi-in-unintervista-tv-la-qspara-grossaq-ed-induce-il-popolo-cattolico-alla-confusione-ed-alla-eresia-si-penta-di-cio-che-ha-dichiarato-pubblicamente-da-scandalo ). “Tv”, palesemente, è utilizzato come abbreviazione del più lungo e corretto nome dell’apparecchio elettronico in questione “televisore”… peccato che se eliminassimo la convenzione dell’abbreviazione la parola “tv” cesserebbe di aver alcun senso logico e sarebbe degno, per dirla alla pontifessa, di una “grossa risata”.

Si può far lo stesso discorso per la prassi comune di abbreviare il nome proprio della Chiesa Cattolica Apostolica Romana in “chiesa” (che non ha più il significato etimologicamente corretto di “assemblea”).

Insomma: risibili non sono la filologia e la linguistica, ma i tentativi ridicoli dei pontifessi di rigirare le frittate.

 

4 passi da gambero rosso

Non so voi, ma da piccola giocavo a “Regina Reginella”: “…quanti passi devo fare per arrivare al tuo castello, con la fede e con l’anello?” e chi stava sotto rispondeva: “5 da elefante” (grandi passi), “3 da kanguro” (saltellanti) ecc… se era un bastardo ti dava i passi del “gambero rosso”: uno in avanti e due indietro.

Questo bel preambolo introduce il mezzo “premio al merito” che mi sento di concere a Carletto (PS: son contenta che ti sia rimesso! Love love!) per i suoi nuovi articoli.

FINALMENTE HA IMPARATO A METTERE I LINK ai siti da cui “trae” ispirazione per i suoi pezzi.

CLAP CLAP CLAP… BRAVO! EVVIVA!!!

Ma… (me spiass, un “ma” c’è sempre) hai fatto 30 e ti sei fermato lì (se non peggio). Continua a leggere

Segnalazione: Focus Storia

Segnalo che sulla rivista Focus Storia in edicola in questi giorni è comparso un bel trafiletto sui nostri amici Tradizionalisti all’interno della monografia sugli “ERETICI: i ribelli della Chiesa”.

Il paragrafino è a pagina 40 e si intitola <<“Fratelli ribelli” dei giorni nostri>>: “(…) L’esempio più noto è quello dei lefebvriani. Si chiamano così i seguaci dell’arcivescovo francece Marcel Lefebvre (1905-1991) (…). Obbiettivo dichiarato: opporsi alle riforme introdosse nel 1965 dal Concilio Vaticano II. (…) Nonostante i richiami di papa Paolo VI, Lefebvre si rifiutò di obbedire e nel 1988 la ribellione provocò la scomunica dei vescovi lefebvriani. Revocata però nel 2006 da Benedetto XVI (…).”

Più avanti c’è il paragrafino sui sedevacantisti “per i quali le decisiioni del Concilio Vaticano II sono, appunto, eretiche e da allora quindi i papi illegittimi.”.

Viste le posizioni dei Pontifessi contro gli ultimi papi, suggerirei loro di passare a quest’ultimi.

Salviano e De Mattei

Non per fare la “professorina”, ma per comprendere appieno la posizione di De Mattei sulla fine dell’Impero Romano è bene fare il punto sull’autore cristiano che usa come unica e vera fonte: Salviano.

Salviano (V secolo d.C.) è un autore cristiano che vive nell’Impero d’Occidente (ormai diviso da quello d’Oriente ad opera dei figli dell’imperatore Teodosio, Arcadio e Onorio). Nel 406 questa parte dell’impero era stata devastata (relativamente) dall’invasione di Vandali, Alani e Svevi che, nell’inverno di quell’anno, avevano varcato il Reno e avevano vagato nell’Europa del Nord fino a stabilirsi chi in Spagna e chi nell’Africa del Nord, con capitale Cartagine. Nel 410 i Visigoti di Alarico saccheggiavano Roma stessa, priva di difese dopo che il cattolicissimo Onorio aveva ucciso il proprio capitano dell’esercito, Stilicone, perchè barbaro. I Visigoti si piazzarono, infine, ad Aquileia. Continua a leggere