Previte ci dice…

Riceviamo da Previte e pubblichiamo, come sempre sottoponendo le idee di Felice alla vostra riflessione. Di seguito il testo della mail e più sotto il contenuto del documento che Previte ha allegato. Apprezziamo la gentilezza nel rivolgersi a noi … Ma qui nessuno è Direttore. 🙂

Gentile Signor Direttore,
il progressivo dissolversi dei valori etici, oltreché distruggere la famiglia e la persona, amareggia ed angoscia la società sviluppando la cultura egoistica del “non sentire” del “non vedere” del non “parlare”.
Va aumentando il permissivismo smodato ed un relativismo allarmante che dilagano, mortificano e modificano la dimensione etica della via.
L’uomo crede ancora nella vita? La risposta non può essere che positiva, ma nella società violenta il rispetto dell’uomo è indifeso.
La dignità della vita umana ed i diritti-doveri non sono un patrimonio riservato ad alcuni , ma un diritto irrinunciabile di tutti e sono indivisibili, cioè valgono per tutti, per coloro che possono difendersi e per coloro che non sono in grado di farlo.
Il principio dell’intangibilità della vita umana è la logica della concezione cristiana, riconfermata nel tempo dal Magistero Pontificio e dai Documenti Conciliari ed Episcopali.
Per questo auspichiamo una maggiore attenzione da parte di tutti ed in special modo dalle Istituzioni nell’osservanza delle “regole” sancite dai Trattati Internazionali .
Un cordiale saluto ed un sincero Augurio per le prossime Festività Natalizie. Continua a leggere

Lettera a Stanzione: il male di vivere

«Nella vita di alcuni uomini vi sono momenti, in cui essi sentono vacillare tutte le loro certezze, venir meno tutte le loro luci, tacere le voci delle passioni e degli affetti e di quanto altro animava e muoveva la loro esistenza. Ricondotto al proprio centro, l’individuo avverte allora a nudo il problema di ogni problema: Che sono io?

Sorge allora, quasi sempre, anche il senso che tutto ciò che si fa non solo nella vita ordinaria, ma altresì nel campo della cultura, in fondo serve solo per distrarsi, per crearsi la parvenza di uno scopo, per aver qualcosa che permetta di non pensare profondamente, per velare a sé stessi l’oscurità centrale e per sottrarsi all’angoscia esistenziale.

In alcuni casi una crisi del genere può avere un esito catastrofico. In altri si reagisce. L’impulso di una forza animale che non vuol morire si riafferma, inibisce ciò che è balenato attraverso esperienze siffatte, fa credere che si tratti solo di un incubo, di un momento di febbre della mente e di squilibrio nervoso. E ci si va a creare qualche nuovo accomodamento, per tornare alla “realtà”.

Vi è poi chi scarta. Il problema esistenziale, che egli ha sentito, per lui – imponente ad assumerlo per intero – diviene “problema filosofico”. E il gioco ricomincia. Con un qualche sistema di speculazione, si finge luce nell’oscurità e si dà nuova esca alla volontà di continuare. Un’altra soluzione equivalente è il passivo rimettersi a strutture tradizionalistiche, a forme dogmatiche svuotate di un contenuto vivente e presentatesi come semplici complessi dogmatici e devozionali.

Altri, però, tengono fermo. Qualcosa di nuovo e di irrevocabile si è determinato nella loro vita. Il circolo chiusosi intorno a loro intendono spezzarlo. Essi si staccano dalle fedi, si staccano dalle speranze. Vogliono dissipare la nebbia, aprirsi una via. Conoscenza di sé e, in sé, dell’Essere – ciò essi cercano. E un tornare indietro per essi non c’è.»

[Tratto dall’introduzione alla raccolta di testi conosciuta come “Introduzione alla magia quale scienza dell’Io” edito dal “Gruppo di Ur”, a cura di Julius Evola.] Continua a leggere

Per non dimenticare.

Tanti anni fa il piccolo paese dove abitavo ha collaborato lungamente con un sacerdote sardo che operava in Nicaragua, nella piccola città di Chinandega. La sua incisiva attività ha consentito di far nascere ricoveri per i bisognosi, scuole professionali che hanno sfornato giovani professionisti, con il compito di rivitalizzare il tessuto sociale della cittadina. All’interno di questo progetto enorme Marco Dessì tornava periodicamente in Italia con un gruppo ben selezionato di ragazzini che manifestavano, tra i tanti ragazzi vicini alle sue attività, particolare predisposizione per il ballo e la musica. Ho avuto l’onore di seguire il lavoro di questi ragazzi, di curare gli aspetti tecnici di riproduzione e registrazione delle loro performances. Conosco le loro voci. Sento ancora nella mia testa il suono dei loro strumenti. Vedo le loro evoluzioni sul palco. Ricordo i loro sorrisi. Gli abbracci. Erano come fratelli più piccoli, figli acquisiti per tutta la cittadinanza. Ovunque le loro esibizioni erano un successo.

Poi le notizie della cronaca. Le riporto, senza esprimere un giudizio. Conosco i ragazzi, conosco Marco Dessì. Non posso esprimere un giudizio. Ma posso riportare la cronaca.

http://www.crimeblog.it/post/1529/otto-anni-a-padre-dessi-condannato-per-violenza-sessuale-su-minori

http://mammadolce.wordpress.com/2010/07/06/don-marco-dessi-condannato-a-7-anni-in-appello-per-violenza-sessuale-su-tre-ragazzi/

http://apocalisselaica.net/focus/la-piovra-cattolica/padre-marco-dessi-e-fuori-dalla-chiesa

Ed ora l’ultima “notizia”.

Per non dimenticare.

Dunque quale Chiesa?

“Ma perché i Papi sino a Pio XII e non oltre? Forse che l’obbedienza alla Santa Sede è divisibile secondo le annate o secondo la consonanza di un insegnamento alle proprie convinzioni già stabilite?”

Joseph Ratzinger

Tra i nuovi articoli di oggi su Pontifex, alcuni incredibilmente condivisibili (nel mio caso soprattutto il giudizio sulla nuova riforma dell’istruzione universitaria contenuta nell’articolo “Riforma universitaria da cestinare, ostacola i poveri a vantaggio dei ricchi. Non é una privatizzazione, un esproprio. Cattolici divisi e confusi” ), voglio citare e discutere l’articolo su Mons. Lefebvre ( “Mons. Lefebvre ed il colpo da maestro di Satana” ).

Sorvolerò sulla figura stessa di Lefebvre, controverso personaggio legato a idee molto discutibili che spaziano dalla negazione dell’olocausto, all’accusa permanente di deicidio rivolta contro gli ebrei, fino alla critica attiva contro il “pacifismo” e alla disponibilità al dialogo nei confronti di altre realtà sociali e culturali come il medioriente, la società laica moderna e il mondo globalizzato ( “Di fronte alla globalizzazione, all’islamizzazione, al modernismo… saremo disarmati dagli uomini di Chiesa pacifisti; per disarmarci insegnano il contrario dei Papi di prima.” ); una “critica attiva” che sfocia quasi nell’intolleranza. Continua a leggere

Le buone vecchie abitudini.

Questa sera gli amici Pontifessi si sono prodotti in una serie incredibile di articoli particolarmente morigerati. Leggendo i diversi articoli ci ha colpito in particolare l’apologia dell’eretico Lefebvre. Ci ha colpito perchè pur essendo a firma di Stanzione, molti elementi suonavano come campanelli d’allarme. Di recente Stanzione aveva prodotto (apparentemente) molti articoli. Con “prodotto” intendiamo dire che ad una prima verifica le parole attribuite da Pontifex a Stanzione sembrano originali, autentiche, non copiate da altri siti. Questa volta invece i dubbi sono stati presto fugati. L’articolo in questione è il frutto dell’arte preferita dal nostro Maldestro: il cut&paste! 🙂

Esponiamo dunque le evidenze.

L’articolo in questione è questo: http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/consacrati/6134-mons-lefebvre-ed-il-colpo-da-maestro-di-satana

La prima parte, con le note biografiche su Lefebvre sembra molto simile ad un maldestro riassunto della pagina di Wikipedia relativa allo stesso eretico. A voi il giudizio: http://it.wikipedia.org/wiki/Marcel_Lefebvre

Ma la conferma che l’articolo sia maldestramente copiato da altre fonti proviene da altre frasi. Continua a leggere

Bravo brunello

Leggo il post di brunello (http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/6130-se-un-diacono-la-fa-finita-) e non posso non condividere quanto da lui asserito.

Lo credevo difficile da credere ma brunello devo ammetterlo: complimenti, bell’articolo.

Simone

Faccia da Foxy

Il volto di Brunello!

Faccia da Foxy

Il volto di Brunello

Il sito Pontifesso ha appena proposto un nuovo articolo. Un articolo che ci consente di individuare senza timore di errore il volto di Brunello. Anzi i due volti di Foxy. Già perchè lo scenario che ci si profila dinnanzi è davvero chiaro: Brunello soffre di una dicotomia interna che lo porta ad alternare articoli carichi di odio come quelli in cui lascia parlare gli emeriti ad articoli quasi condivisibili, come quello riportato di seguito.

http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/6122-situazione-allarmante-meditate-al-governo

Brunello, per favore, datti una regolata. Quando scrivi cose simili sei anche simpatico.

Ci sei quasi simpatico quando non ti scagli contro i “paria” di turno ed invece rifletti sulla rispondenza dei comportamenti dei personaggi pubblici alla morale cristiana. Ci sei quasi simpatico quando non insulti il quattro quinti della popolazione mondiale e parli con fermezza dei valori cristiani. Ci sei quasi simpatico. Ora non ti agitare, sottolineiamo il quasi. 😉

La miglior dimostrazione.

Da sempre sosteniamo che l’idea del Maldestro sui Diritti d’Autore sia perlomeno distorta. Da sempre dedichiamo tempo e spazio a questo argomento. Da sempre ci opponiamo alle pretese di Carletto. Ora possiamo anche mostrarvi una semplice dimostrazione del fatto che siamo -da sempre- nel giusto.

Vi invito a leggere questo articolo, tratto da “Il Fatto Quotidiano”. Si tratta di un giornale, quindi i suoi giornalisti (giornalisti veri) sono consapevoli degli obblighi e dei doveri derivanti dalle varie leggi sul diritto d’autore.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/01/l%E2%80%99ideologia-e-i-suoi-difensori/79598/

Osservate come vengano citate ampie parti di articoli provenienti da altre testate (Il Corriere della Sera, ad esempio). Notate come venga sempre evidenziata la fonte delle citazioni e venga fornito un link alla pagina originale, da cui proviene la citazione.

Esattamente quello che noi abbiamo sempre (SEMPRE) fatto. Esattamente quello che i “giornalisti” Pontifessi scordano sempre (SEMPRE) di fare.

Ora capite perchè dalle pagine Pontifesse hanno prontamente rimosso quella tragicomica barzelletta inventata da Carletto che citava la legge 633 (LDA) dimostrando di non aver capito nulla del contenuto della norma.

Grazie Pontifex.roma!