Pontifesserie come piovesse.

Torna prepotente l’esigenza di riassumere in poche righe le ultime prodezze pubblicate dal sito dei nostri amici Pontifessi. Le novità fresche fresche di quest’oggi riservano tanto sollazzo, come potrete presto verificare personalmente.

Si inizia con la favoletta della “scomunica” ai comunisti. In periodo elettorale troviamo interessante che vengano rispolverati questi vecchi tormentoni già chiariti e sbugiardati in precedenza. Potete leggere qui di seguito la prodezza Pontifessa (carpita completamente da un sito, citato in fondo alla pagina):

http://www.pontifex.roma.it.nyud.net/index.php/editoriale/il-fatto/7718-perche-il-cattolico-non-puo-votare-per-i-comunisti

Pervicacemente gli amici Pontifessi ignorano le preziose informazioni che abbiamo fornito in passato sull’argomento. Insistono nel riproporre informazioni parziali e non aggiornate con l’intento, chiarissimo, di creare confusione nella mente dei cattolici. Potete leggere qualche nostra considerazione sulla “scomunica” nel precedente articolo: http://pontilex.org/2010/10/carletto-si-dimentica-cosa-ha-scritto-carletto/ Continua a leggere

Una risposta dopo undici mesi

Stamane mi sono alzata, ho bevuto il caffè e, dopo un week-end lontana dal PC, mi sono collegata al carissimo sito pontifesso… quale sorpresa!

Fides et Ratio, dopo ben 11 mesi (UNDICI!!!), finalmente mi ha dedicato un attimo del suo tempo per spiegarmi le origini etimologiche della parola “omofobia” (http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/7689-fides-et-ratio-ci-scrive-omofobia-un-mantra-che-e-un-osceno-pastrocchio-etimologico-degno-di-una-sonora-risata ).

Perché parlo di “undici mesi” di lunga attesa?

Perché il primo volo pindarico del buon Fides et Ratio su tal argomento risale al 13 luglio 2010, nel post “Domande e risposte sul problema dell’omosessualità, parte 6” ( http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/4893-domande-e-risposte-sul-problema-dellomosessualita-parte-6-di-20-perche-sono-frequenti-i-casi-di-omosessualita-fra-gli-adolescenti-e-possibile-cambiar-sesso-quale-atteggiamento-deve-avere-la-societa-verso-gli-omosessuali ), dove scriveva:

gli integralisti omosessuali…hanno cambiato il significato di:
OMO = òmo = primo elemento di composti nei quali indica uguaglianza, identità, dal greco hòmos/ homo
dal latino homo = uomo e donna , hominis
dal greco homo, significato simile uguale (…)”

Anche se gli admin di Pontifex hanno cancellato tutti i commenti, qualche immagine salvata l’ho tenuta io, hehe…

Fatto sta, che questa teoria “Fideistica” secondo cui “omofobia” potesse derivare dal latino “homo, hominis” (uomo), piacque così tanto ai pontifessi che la riportarono addirittura in un loro post: Depravazione e malcostume (

http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/5557-depravazione-e-mal-costume-il-paradosso-della-legge-che-protegge-il-qdelinquenteq-il-catto-progressista-che-ci-vuole-peccatori-omos–fobos–paura-di-cio-che-e-eguale-a-se-concetto-fantastico-ed-insensato), comparso sul loro sito agli inizi di Ottobre.

Alla mia richiesta di una spiegazione, tal CDP (immagino sigla di Carlo Di Pietro), mi risposte:

“Ale Cr , ma cosa cerchi da noi? Hai letto gli articoli, anche dei vocabolaristi pubblicati? Omofobia è un termine di etimologia greca, il latino non ha nulla a che vedere con quel termine. Significa paura del simile, altri, come il prof. Meluzzi ed il prof. Bruno, sostengono che significa paura di diventare gay.!!! Che altro vuoi sapere? Abbiamo scritto 20 articoli sull’argomento, non mi sembra il caso di tornarci sù. Cerca in archivio. Saluti.”

VOCABOLARISTI?!?!?!

In realtà il buon Carletto aveva semplicemente copiato il discutibile lavoro di Fides et Ratio, cadendo per la milionesima volta nel ridicolo.

Ieri, finalmente, Fides et Ratio ha ripreso in mano la situazione nell’articolo “Fides et Ratio ci scrive: omofobia in mantra ecc…” (http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/7689-fides-et-ratio-ci-scrive-omofobia-un-mantra-che-e-un-osceno-pastrocchio-etimologico-degno-di-una-sonora-risata ).

Finalmente ammette di aver scritto cazzate in passato e che “omofobia” non può in alcun modo derivare dal latino “homo, hominis”… ci voleva tanto?!?!?!

Undici mesi di attesa.

Gradirei avere le scuse anche di Carletto e di Pontifex in generale, che mi cancellavano regolarmente i commenti linguistici affermando che riportavo nozioni faziose e demoniache.

Un ultimo appunto: Fides et Ratio, in questo recente articolo, ricade però nel solito errore pontifesso del non giudicare i dati in base al contesto in cui sono nati e alla loro storia. Tutti sanno bene (ed ora anche i dirimpettai) che il termine “omo” indica uguaglianza, ma tutti sanno anche (e qui cascano gli asini) che nella formazione di nuove parole prassi comune è quella dell’abbreviazione e dell’elisione. Questo significa che molte parole, sopratutto se composte, col tempo perdono parte dei sintagmi che le compongono per favorire una forma linguistica più corta e veloce: il termine coniato negli anni ’70 dallo psichiatra era, infatti, “Homosexual-fobia” (repulsione verso l’omosessualità), che andava a sostituire il termine “omoerotofobia” degli anni ’60; fu poi abbreviato in “homo-fobia” e traslitterato in italiano in “omo-fobia”, per renderlo più “agevole”.

La storia del termine è nota e documentata: non crea scandalo nè errore.

Gli stessi pontifessi amano usare parole il cui significato è chiaro, ma la forma è “abbreviata”:

– cattofobico: comparso, per esempio, nel post “Carlo di Pietro querela un sito cattofobico ecc…” (http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/6995-carlo-di-pietro-querela-un-sito-cattofobico-e-del-qpettegolezzoq-omosessuale-per-danni-morali-e-materiali-mesi-e-mesi-di-insulti-ed-illazioni-pronta-a-fine-mese-unaltra-querela-per-violazione-del-nostro-copyright ). Il significato del termine è chiaro: si accusa il sito di avere una repulsione/avversione vetro di cattolici (il “catto-” del composto). Nessuno si è mai sognato di “far menate”; ma se applichiamo il ragionamento di Fides et Ratio che elimina la storia dei termini per basarsi solo sull’etimologia, allora il termine “cattofobico” viene sconvolto e diventa “avversione per i gatti”, dal greco “cattos, cattou”, gatto, e “phobos, phobou”, avversione.

-TV: comparso, per esempio, nel post “Il biblista Padre Maggi in un’intervista in Tv la spara grossa ecc…” (http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/3909-il-biblista-padre-maggi-in-unintervista-tv-la-qspara-grossaq-ed-induce-il-popolo-cattolico-alla-confusione-ed-alla-eresia-si-penta-di-cio-che-ha-dichiarato-pubblicamente-da-scandalo ). “Tv”, palesemente, è utilizzato come abbreviazione del più lungo e corretto nome dell’apparecchio elettronico in questione “televisore”… peccato che se eliminassimo la convenzione dell’abbreviazione la parola “tv” cesserebbe di aver alcun senso logico e sarebbe degno, per dirla alla pontifessa, di una “grossa risata”.

Si può far lo stesso discorso per la prassi comune di abbreviare il nome proprio della Chiesa Cattolica Apostolica Romana in “chiesa” (che non ha più il significato etimologicamente corretto di “assemblea”).

Insomma: risibili non sono la filologia e la linguistica, ma i tentativi ridicoli dei pontifessi di rigirare le frittate.

 

L’idilio con Giornalettismo.

Siamo consapevoli che a breve potrebbe arrivare una smentita, ma ci pare che l’amore di Carletto per gli articoli di Giornalettismo sia svanito. O quantomeno si è molto ridotto. Probabilmente è solo per colpa di questo cambiamento nei rapporti affettivi tra il Maldestro e Giornalettismo che molto difficilmente troveremo riproposto dal sito Pontifesso questo recente articolo: http://www.giornalettismo.com/archives/64417/lomosessualita-malattia-parola/

Curioso poi notare che l’argomento non è esattamente una novità. Anzi, in passato avevamo già dedicato qualche parola alle affermazioni di Cantelmi che oggi vengono amplificate dalla testata online Giornalettismo: http://pontilex.org/2010/10/gli-psicologi-e-gli-psichiatri-cattolici/

Ricorderete anche la reazione di Carletto. Un articolo in cui lancia le solite assurde accuse contro misteriose lobbies e promette novità sull’argomento. Qualcuno ha idea di quali ulteriori notizie ci abbia offerto il Maldestro sull’argomento?

http://www.pontifex.roma.it.nyud.net/index.php/editoriale/il-fatto/5738-le-lobbies-omosessuali-seminano-zizzania-lamico-prof-tonino-cantelmi-preferisce-non-rispondere-alla-mia-intervista-cosa-sta-succedendo-perche-tutto-cio

Ah Carletto, quanto vittimismo e quante manie di persecuzione nelle tue parole (e quindi presumibilmente nella tua testolina)!

Da Sara Boero a Carlo di Pietro, con buongusto

Gentilissimo Carlo Di Pietro,

autore di questo blog su di me.
La “tipica espressione di una sinistra disfattista dei valori sacri quali tradizione, famiglia e proprietà” qui presente si sente in dovere di svolgere un compito sgradito. Sgradito e non richiesto. Ho una pessima notizia per lei, e non so come dirgliela.

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Bruno Volpe, poche idee ma ben confuse

prendo in prestito dal mio amico Bandito la definizione che ormai caratterizza Bruno Volpe. devo ammettere che pur essendo personaggio poco raccomandabile, il Bandito e’ uomo saggio.

ho letto l’articolo di Bruno Volpe La caricatura del Papa a Roma. Prete presunto pedofilo, si sapeva dal 1985

in questo articolo Volpe fa delle riflessioni sulle scelte artistiche e architettoniche della chiesa modernista buonista comunista, scelte per le quali lo rimando (Volpe, so che mi leggi!) a questo link dove si potra’ constatare che l’arte e l’architettura liturgiche “moderniste” non sono tutte da buttare via, anzi, spesso finiscono per fare scuola.

ma la parte piu’ interessante e oggetto di questo post e’ alla fine dell’articolo. Volpe, finiti i soliti improperi contro i modernisti, i comunisti, gli omosessualisti, i tassisti ed i violinisti, scrive quanto segue :

Il cardinal Bagnasco, fior di galantuomo, ha chiesto perdono e dimostrato costernazione.
Un gesto che gli fa onore.
Ma ricordiamo ai distratti che nel 1985 il parroco di don Seppia aveva, inascoltato, lanciato un allarme al Vescovo di Genova.
Era il Pontificato del santo subito.

quando ho letto questo ho detto, tra me e me : “PIFFERI! finalmente una presa di posizione netta sulla pedofilia!” dalle frasi che Volpe scrive si evince quanto segue (sono mie conclusioni. prego Volpe di correggermi se ho capito male) :

1) Il Cardinal Bagnasco ha fatto bene a chiedere scusa pubblicamente manifestando costernazione per l’accaduto e chiedendo perdono.
2) E’ incredibile sapere, solo adesso, che certe “tendenze” e “pericoli” erano ben conosciuti fin dal 1985 quando il parroco di don Seppia non fu ascoltato dal Vescovo di Genova (se non sbaglio in quegli anni era il Cardinal Siri, morto nel 1989) facendo calare un velo di colpevole silenzio sul pericolo che Don Seppia poteva costituire.
3) viste le affermazioni precedenti, il responsabile di tutto questo e’ GPII, almeno sul piano morale.

Volpe, alcune di queste affermazioni sono discutibili (quelle su GPII), ma nel loro complesso ragionevoli, oserei dire accettabili e condivisibili.

Ora la domanda sorge spontanea. Due giorni fa lei, Bruno Volpe, ha intervistato il Mons. Babini che ha affermato che secondo lui un vescovo non dovrebbe denunciare un prete pedofilo e che invece dovrebbe proteggerlo e pregare per la sua conversione.
opinioni, quelle del Mons. Babini, non solo assolutamente non condivisibili ma, purtroppo, ma anche molto vicine all’apologia di reato.

Ora, visto che lei, Volpe, ci ha insegnato nel tempo che lei e’ il censore del malcostume ed e’ colui che giudica e spara sentenze verso tutti quelli che “errano”, perche’ lei, Bruno Volpe, non fa un bell’articolo di censura nei confronti del Mons. Babini?
Visto che le opinioni che traspaiono dal suo articolo, i complimenti che fa al Card. Bagnasco ed il rammarico per il silenzio (colpevole?) che ha protetto Don Seppia fin dal 1985, indicano una sua posizione in favore della attuale linea indicata da Benedetto XVI sulla pedofilia, perche’, Volpe, non scrive un bell’articolo per censurare il Mons. Babini che con le sue opinioni sul “problema pedofilia” sicuramente erra ed e’ lontano dalle linee indicate dalla Chiesa?

viste le sue abitudini di censore, il fatto che lei non abbia scritto nessun commento sulle affermazioni, a mio giudizio gravissime, del Mons. Babini mi fa pensare che lei le condivida, anche alla luce delle affrmazioni fatte venerdi scorso da don Stanzione in occasione del seminario sull’Arcangelo Michele alla chiesa dei Frisoni in Roma. colgo l’occasione per ricordare a don Stanzione che la magistratura persegue reati e che i giornalisti che fanno il loro mestiere pubblicano notizie. se un prete e’ arrestato per pedofilia e spaccio di cocaina i giornalisti ne scrivono e pubblicano tutte le foto che vogliono, anche 10.

Ora, pero’ con questo articolo, lei, Volpe, mostra opinione opposta, sembra auspicare delle denunce da parte dei vescovi in caso di preti pedofili. potrebbe fare chiarezza, per favore, sulle sue effettive posizioni riguardo il problema della pedofilia nella chiesa? secondo lei un Vescovo deve denunciare un prete pedofilo oppure no?

ecco, Volpe. poche idee ma ben confuse.

La sempliciotta considerazione personale

Un piccolo ritratto del "castigo divino"

Le ultime considerazioni di Carlo Di Pietro sul caso del prete pedofilo ( Dio avalla le sacrosante verità Dottrinali ricordate al mondo dal Prof. De Mattei. Don Riccardo Seppia è un degenerato, dunque viene punito con l’A.I.D.S. ):

Orbene, appurato se vero, che il Don Seppia sarà giustamente condannato e perseguito per legge, non bisogna dimenticare che i saggi proverbi popolari ci insegnano che “la giustizia non è di questo mondo”. Don Seppia ha già ricevuto, sempre se la notizia corrisponde al vero, il suo castigo proveniente da Dio, quindi è malato di A.I.D.S.

Molti di voi, a questo punto, potranno sollevare dei dubbi e delle critiche, in quanto la predetta malattia molte volte è trasmessa anche dai genitori ad i figli, quindi, che colpa hanno i poveri nascituri? A mio avviso nessuna , ma Dio è talmente grande e perfettissimo che farà in modo, secondo un mia sempliciotta considerazione personale, che codesti riceveranno al momento opportuno le cure risolutive.

Don Seppia, dunque,  a causa della sua condotta di vita da traditore della Chiesa Cattolica, da degenerato, depravato, peccatore incallito e spacciatore di droga, ha avuto ciò che si meritava e la giustizia di Dio non si è fatta attendere.

Vorrei rivolgere un invito ai lettori, mancandomi il tempo per provvedere personalmente (e soprattutto non sapendo da che fonti pescare)… qualcuno di voi sarebbe così gentile da postare tra i commenti, giusto per informare Carlo Di Pietro, un “breve” elenco di tutti i bambini finora morti per l’AIDS e che NON hanno ricevuto affatto cure risolutive per rimediare alla mira un pò miope del vecchio e ormai un pò acciaccato Dio massacratore personale di Pontifex & suoi adepti ?

Quanti pedofili e omosessuali sono morti di AIDS ?

Quanti innocenti donne e bambini sono invece morti a causa dell’AISD ?

Si può chiedere un rimbordo danni in Paradiso per le numerose sviste del “perfettissimo” ma un pò miope ?

Altra considerazione… ma le affermazioni di Carlo non contrastano con quelle di Babini ?

Allora, secondo il Babini i poveri preti pedofili possono redimersi e non meritano una pena così pesante come la denuncia pubblica ed il carcere…

Per Carlo invece il prete merita addirittura il castigo divino, una malattia mortale che sicuramente è molto peggio della prigione.

Mi sembra di capire che alla fine noi dovremmo buttare alle ortiche i codici civili e penali e tornare alle buone vecchie e affidabili ordalie

Le leggi umane sono così fallibili… lasciamo che sia Dio a decidere se chi è colpevole o meno… se entro tot giorni a Tizio non cade un fulmine in testa, è sicuramente innocente.

In fondo le ordalie erano divertenti… torniamo alle vecchie tradizioni, e lasciamo da parte i diabolici modernismi del diritto e dell’indagine.

ultima considerazione… nel titolo si parla di “conferma delle tesi di Don Mattei”… in che senso? Nel senso che l’Aids (che io non so se essere confermata, non potendomi fidare molto di quello che posso legger su Pontifex) di Don Seppia DIMOSTRA la fondatezza della teoria sulle catastrofi secondo la quale tutti i giapponesi che sono morti nell’ultimo terremoto MERITAVANO DI MORIRE ? Bah…

Hai ragione Carlo, le tue sono state delle considerazioni davvero sempliciotte…

Gianfranco Giampietro

L’utile ed il dilettevole.

Vogliamo unire in questo post l’utile ed il dilettevole. Vogliamo produrre un articolo-polpettone, seguendo il perfetto stile tanto amato dai nostri amici tradizionalisti, nello specifico da Brunello. Gli ingredienti del polpettone? Un pizzico di sorriso, una base amarognola ed una spruzzata di peperoncino. Ma iniziamo dal sorriso, che ci viene regalato da GioBa.

La vignetta di GioBa

GioBa ci invita a riflettere con un sorriso.

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