L’italiano non è un’opinione…

Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi.

Galileo Galilei

 

Oggi dato c’ho visto ‘n erroraccio assurdo, m’assurdo assurdo, mica bruscolini, n’a lingua d’Italia noztra nun me sarta più ‘r grillo de parla’ n’a istessa lingua de ‘st’asino. ‘Sta capra. Isto caprone. Ma ch’è a ‘sto qua? Nun pe’ gnente, ma è gnente popò de meno c’en moderatore. All’anima de li mortacci sui e der santo che nun se trova: un moderatore, ce lo ficchiamo ‘na zucca?  Continua a leggere

Forza Brunello smentiscimi se hai coraggio!!!

No Brunello, salvo che non si voglia essere definiti conigli e anche un po’ cazzari tu ed i tuoi compari dovete avere ben chiare alcune cose. Ve le spiego facile facile che persino voi possiate capire.

Di Pietro ha detto l’ovvio anche se forse con una metafora (vanno tanto di moda) che si presta ad essere fraintesa: due gay non possono procreare. Come la giri e come la volti, non c’è molto da sindacare. Due gay non possono procreare. Magari non te ne intendi molto nè di sesso nè di omosessuali, ma due gay comunque non procreano. Ma Di Pietro voleva solo dire che non può succedere nulla di produttivo (cioè “procreare”) con il partito che hanno sempre osteggiato (PDL). Molto meno omofobo di quello che appare su Pontifex, dove invece di amare il prossimo lo si odia.

Per esempio, molto meglio Di Pietro, che la frase squallida di seguito, segno del più vile disprezzo verso il prossimo. Altro che buon cattolico.

Ce la o lo immaginiamo, nel suo lavoro quotidiano a contatto di qualche vecchio bavoso, china ad assecondare proposte indecenti

 

Vedo solo che la fantasia di Brunello da Montalcino in termini di vecchi bavosi si muove agilmente. Interessante. E se adesso la denuncia te la beccassi tu da Pao? Vorrei proprio godermi la scena, perché se a questo punto desse mandato ai suoi legali di farti passare un brutto quarto d’ora farebbe più che bene. Magari ti passa la voglia di offendere il prossimo. Fortuna che Pao la prende a ridere. Sei fortunato Brunello, credimi.

Sempre nello stesso articolo, affermi che l’omofobia non esiste: purtroppo esiste, e tu e il tuo blog, caro Brunello, né è l’esempio didascalico:

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La strana vicenda del libro di Strazione.

Senza commenti vi segnaliamo alcune pagine.

http://www.dentrosalerno.it/web/2011/10/14/gli-arcangeli-di-marcello-stanzione/ Giorno 14 ottobre, articolo a firma di Carlo Di Pietro su DentroSalerno.

http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=7103 Giorno 18 ottobre, articolo attribuito al sito di Radici Cristiane.

http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/2646/99/lang,it/ Data ignota, attribuisce l’articolo a Radici Cristiane.

http://www.radicicristiane.it/libro.php/id/247/Marcello%20Stanzione/Gli-arcangeli Data ignota, nel mese di ottobre. Autore ignoto.

Chi si nasconde dietro l’anonimato?

La faida!

Brunello è ormai alla deriva e coglie ogni possibile spunto per produrre le sue prodi Pontifesserie. Quest’oggi si scaglia contro alcuni commenti che ha letto (o che forse gli sono stati trasmessi via fax, vista la sua scarsa dimestichezza con la tecnologia in generale) all’interno del suo bel sito Pontifesso. Ed i suoi modi sono davvero grezzi e rudi, indegni di un giornalista. Così come indegno di un giornalista è la stessa scelta di entrare in palese polemica con i suoi lettori, non certo dialogando con loro attraverso i commenti quanto piuttosto condannando e diffamando attraverso “ediTToriali”. Ma d’altra parte cosa possiamo aspettarci da un ex avvocato che scrive articoli per il suo stesso giornalaccio spacciandosi per “direttore” essendo un semplice giornalista pubblicista (quindi non professionista e neppure troppo professionale)?

ci tocca replicare ad un affezionato scrittore di commenti sul blog, che con la saccenteria tipica degli atei o dei gay (fate voi), crede che le sue tesi siano oro colato. Vendola non ci convince e non lo voteremmo mai. In più, omosessuale come é, non avrebbe diritto ad assumere cariche direttive, per lo meno in uno stato etico. Idem per quell’altro nulla che é tal signor Antonio dal cognome barese. Continua a leggere

L’ignorante è chi crede di sapere ma non sa…

 

Come anche diceva la buonanima di Socrate...

C’era un uomo in Cina che amava le immagini raffiguranti i draghi.Tutti i suoi vestiti e i suoi mobili erano decorati con questo motivo. Il dio dragone si accorse di questo amore profondo, così, un giorno, un drago vero sì presentò alla sua finestra. Si dice che l’uomo sia morto di paura… A parole costui era di certo molto coraggioso, ma si rivelò tutt’altra persona al momento di agire.

Hagakure, Yamamoto Tsunetomo

 

Sicché come dice Confucio il Cielo (天 Tian, o Ti’en, giapponese Ten) tratta tutti alla stessa stregua e che quindi se si vuol essere pari agli Esseri Celesti bisognerebbe adoperarsi altrettanto, non posso agire in altra maniera dacché Ittei ammonisce che le cose meno importanti son da trattare con più serietà. E così farò, cosciente del fatto che sto prendendo due vie e seguendone una, come avrebbero detto rispettivamente Tsunetomo e l’Illuminato. Già, perché che ne possa dire Kitsun-san (狐 さん cioè Signor Volpe) non è l’unico che critico. Gli idioti son tanti e io mi limito solo a dire la mia e a riderne. E lui non ha il monopolio, anzi, a voler esser onesti è l’ultimo mio problema. Continua a leggere

Brunello, il tuttologo.

Quest’oggi il nostro caro Foxy mette all’opera la sua nota laurea in tuttologia (e quella, ad honorem, in nullologia) e disserta rapido ed agile, saltando di palo in frasca e spacciando per vere nozioni che sono invece palesemente false. Insomma, tutto come al solito.

Il buon Brunello nostrano torna ad estrinsecare il suo inutile parere sugli eventi di Potenza e sul processo contro Daniele Restivo. Già, Foxy ci parla dei recenti fatti di cronaca che coinvolgono il vicino di casa di Carlo Di Pietro, quello che era solito arrampicarsi sui pali blu. E ci offre questa rara perla di saggezza.

La chiesa diocesana non é stata ammessa quale parte civile nel processo a carico di Restivo.

La motivazione: chiesa poco diligente.

Ma che cosa doveva fare il Vescovo, dirigere le indagini che toccano al Pm?

Intanto si apprende che il telefono del Vescovo, monsignor Superbo, era sotto intercettazione.

Indubbiamente il Vescovo é una persona normale come tutti, ma che si arrivi ad origliare le conversazioni di un Vescovo, é troppo.

Piena solidarietà sia a Superbo che ad Appignanesi, suo predecessore. Continua a leggere