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Alessandro M.

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Webmaster ("Te ddiverti a ffà ticchete e tacchete ar computer e vuoi pure essere pagato?"), giornalista ("Te diverti a scrive articoli e vuoi pure essere pagato?") e traduttore ("Ahò, e l'inglese lo sanno tutti, quanto te dovrei pagà?").. Di profonda ed indomabile fede juventina, ascolto musica che non conosce nessuno per darmi un tono e sembrare intrigante ed affascinante agli occhi del genere femminile. Con scarsi risultati, finora. Persino con la mia fidanzata. Parlo 4 lingue, a volte contemporaneamente. Dopo aver inutilmente lottato con la pancetta andando in palestra ogni due mesi per 20, a volte addirittura 25 minuti, ho deciso di puntare sulla simpatia. Sono una persona testarda e determinata, e porto a termine tutto quello che iniz

Impariamo a giocare a scacchi: lo “Scacco matto”

Scacco matto (frequentemente abbreviato in matto) è una situazione del gioco degli scacchi nel quale il Re di uno dei giocatori è posto sotto diretto attacco (scacco) e non ha modo di ripararsi con altri pezzi o muovere in una casella libera dalla minaccia di cattura immediata. Dare scacco matto è l’obiettivo primario del gioco degli scacchi e la partita termina con la vittoria del giocatore che è riuscito a porre in questa condizione il re avversario.

L’etimo del termine scacco matto è incerto. Nella lingua italiana viene fatto derivare dal persiano شاه مات Shāh Māt, mutuato dall’arabo e che significa “il re è morto” (arab. “MÂTA” analogo all’ebraico “MÛTH”=morire, da cui anche lo spagn. “matar”=ammazzare). Non concordano invece gli anglosassoni che lo considerano una alterazione fonologica (“Hobson-Jobson”) del verbo Persiano “mandan” = “restare” che considerano poi mutato nel “maneo” Latino. Il significato sarebbe quindi quello di “restare abbandonato” al suo fato, oppure “sorpreso” in senso militare ovvero “sorpreso in un’imboscata”.

Mi sembrava giusto mettervi a parte di questo interessante termine del gergo scacchistico.

Un suggerimento a Volpastren

È cosa nota e arcinota che quelli i pontifeSSi non ci leggano mai ma proprio mai mai mai, ma se così per caso qualcuno di loro passasse da qui, mi permetto di fornire un suggerimento per un articolo in perfetto Volpastren-style, e quindi infarcito di apocalittiche minchiate plausibilissime teorie, con una bella vignetta che ho trovato su Faccialibro.

“E non dimentichiamo che Crocetta è anche ricchione, quindi membro del potente complotto giudaico-massonico-omosessualista: aprite gli occhi, gente!” (citazione inventata, ma mica tanto)

Scoutismo for dummies, parte II

Già qualche tempo fa ho avuto modo di sviscerare il grande amore pontifeSSiano per il movimento scout, in un articolo intitolato “Scoutismo for dummies“. Francamente speravo di non dover essere obbligato a scrivere un secondo capitolo, ma purtroppo è andata diversamente.

L’autore dell’articolo intitolato U.S.A., SUPER SCANDALO PEDOFILIA NELL’ORGANIZZAZIONE COMUNISTA E MODERNISTA DEI BOY SCOUT è un tale Prof. Coluzzi Marcello. Continua a leggere

Californichescion

Possano i Red Hot Chili Peppers perdonarmi, ma dopo una giornata di lavoro ero a corto di titoli ad effetto.

I nostri dirimpettai pontifeSSi hanno oggi dato spazio alla segnalazione di un lettore, tale Goffredo, riguardante una legge appena approvata in California, che prevede il divieto di sottoporre i minori di 18 anni alle cosiddette “terapie riparative” che, nelle intenzioni degli squallidi ciarlatani avveduti e responsabili uomini di scienza che le mettono in atto, dovrebbero permettere di “guarire” dall’omosessualità. Continua a leggere

Lettera aperta per una testa chiusa

Passare per idiota agli occhi di un imbecille è una voluttà da fine gourmet

(Georges Courteline) 

Elvis Presley, per quanto è dato saperne, non si è mai preoccupato di Little Tony. Perché avrebbe dovuto? Era il Re. E fino ad oggi il Financial Times non ha mai scritto nulla sul bilancio della salumeria Bettozzi di Poggio Mirteto. Eppure, nel variegato mondo di internet, c’è qualcuno che passa una parte del proprio tempo occupandosi di siti che, a suo dire, sono stupidi, insignificanti ed hanno pochissime visite, probabilmente perché tutte le persone che lo visitano sono in realtà cloni dello stesso utente. La domanda nasce spontanea: se davvero il sito X ha le caratteristiche riportate sopra, se qualcuno perde più di un minuto occupandosi del sito X, quanto deve essere vuota ed insignificante la vita del suddetto qualcuno? Secondo me abbastanza. Non serve essere Marcuse o Ferrarotti per capire che un’attention whore che prova ad attaccar baruffa su internet non è proprio il profilo di una persona appagata dalla propria vita. Parlo ovviamente dell’adorabile personcina che, negli ultimi tempi, si è dilettata a criticare utenti e contenuti di Pontilex. Ed è a lui (o lei) che voglio dedicare questa lettera aperta. Continua a leggere

Dimmi che fonti consulti e ti dirò chi sei

Come sa bene chiunque abbia mai anche solo avvicinato la professione giornalistica (o anche si sia mai avventurato nella stesura di un testo simil-giornalistico) la verifica delle fonti è una procedura sempre fondamentale e mai facoltativa. Ed ovviamente è altrettanto importante capire di quali fonti ci si può fidare: la CNN va bene, il NYT va bene, Reuters va bene, AFP va bene, Il Foglio di Giuliano Ferrara… beh… parliamone. Continua a leggere

Sciocchezze da rispedire al Mitt…ente

L’articolo pubblicato alcuni giorni fa su Pontifex, che analizzava il candidato repubblicano Mitt Romney, dal titolo

MITT ROMNEY E RICK SANTORUM, L’ALTRA FACCIA DEGLI USA … ATTACCANO OBAMA!

altro non è se non un enorme coacervo di sciocchezze, storpiature della realtà e dimostrazione di totale ignoranza dell’argomento trattato. L’archetipo del perfetto “”””””””articolo””””””””” pontifeSSiano, insomma. Continua a leggere

Certificazioni Fusi Pecci, e la tua religione avrà una marcia in più!

Il principio è sempre lo stesso, ed è sintetizzabile così: “Si, ok, ok. Anche qualche altra religione ha il diritto di esistere. E che non si dica che vogliamo giocare ad assopigliatutto. Ma sia ben chiaro che i più fighi siamo noi, e che solo noi possiamo dire ‘Tu si, tu no’. Noi siamo i mejo, cattolicesimo alè alè”.

E questo è il concetto di base dell’intervista odierna a Monsignor Fusi Pecci. Continua a leggere