Rapporto Onu sulla pedofilia e Vaticano: molto vittimismo e nessuna autocritica

Buongiorno a tutti.

Agli inizi di dicembre scrissi un articolo (http://pontilex.org/2013/12/sulla-questione-della-pedofilia-nel-clero-bergoglio-fa-il-gioco-delle-tre-carte/) in cui feci notare come mentre era stato dato grandissimo risalto mediatico alla presunta “rivoluzione” di Bergoglio sulla delicatissima questione della gestione dei casi di pedofilia accaduti all’interno della  Chiesa Cattolica mediante la creazione di un’apposita commissione, annunciata in pompa magna dal Cardinal O’Malley, quasi nessun risalto era stato dato pochi giorni prima al netto rifiuto della Santa Sede di inviare un rapporto alla Commissione Onu per i diritti del bambino (sebbene ne fosse obbligata, come previsto da una Convenzione sottoscritta anche dal Vaticano) su detti casi di pedofilia e sulle contromisure adottate per rimediare agli stessi e prevenirli in futuro.

Nella stessa sede evidenziai anche come la tanto sbandierata “rivoluzione” fosse in realtà un contentino da dare in pasto ai media, dato che i provvedimenti promulgati dall’attuale Pontefice contenevano sì un inasprimento delle pene per chi commette abusi sessuali su minori, ma allo stesso tempo prevedevano un identico inasprimento per chi rivelava notizie e/o documenti su “interessi fondamentali” della Città del Vaticano. E, buttacaso, i casi di pedofilia rientrano proprio in quest’ultima categoria…

Da ultimo profetizzai che, se da un lato era stato estremamente facile intortare i media (specialmente quelli nostrani) con questo vero e proprio “gioco delle tre carte” volto più ad aumentare la popolarità di Bergoglio che a incidere sul problema dei preti pedofili, dall’altro sarebbe stato molto più difficile per i rappresentanti del Vaticano farla altrettanto franca di fronte ai membri della Commissione delle Nazione Unite e che i vari “defensores fidei” del web avrebbero colto la palla al balzo per parlare di “cattofobia”.

Una facile profezia che infatti si è avverata.

Infatti lo scorso 16 Gennaio, non avendo voluto presentare entro il mese di novembre il rapporto di cui parlavo poche righe più sopra (accampando peraltro scuse pietose, avessero detto “non possiamo perché ce l’ha mangiato il cane” avrebbero fatto una figura migliore), una delegazione di rappresentanti della Chiesa Cattolica ha dovuto presentarsi a Ginevra di fronte all’apposito Comitato, composto da 18 membri.

Un fatto già di per sé epocale, mai prima d’ora un ente nazionale o sovranazionale era riuscito a costringere membri del clero cattolico a sottostare ad un’interrogazione formale sulla questione. A guidare la delegazione vaticana era presente il Nunzio Apostolico Silvano Tomasi che durante il suo intervento introduttivo ha esordito sostenendo che la risposta della Santa Sede “al triste fenomeno e degli abusi sessuali su minori è stata articolata” e che “la Chiesa cattolica è ansiosa di diventare un modello in questa importante impresa (N.d.A.: la protezione dei minori dagli abusi)”.

Parole che il prelato si è però dovuto presto rimangiare perché, nel corso dell’esame delle 25 pagine di risposte date al questionario inviato dall’Onu alla Santa Sede nel luglio del 2013 (unica richiesta a cui è stata data risposta, come ho già detto nel mio precedente articolo ogni altro ulteriore chiarimento è stato rifiutato), Mons. Tomasi, a fronte del serrato fuoco di fila, durato sei ore, di domande poste dai membri del comitato, non ha saputo fare di meglio che evadere le risposte ripetendo che la Santa Sede “si è attivata per delineare politiche e procedure volte a contribuire ad eliminare tali abusi e a collaborare con le rispettive autorità statali per combattere questi crimini“.

Presa di posizione che è stata prontamente ribattuta da una dei membri del Comitato, Sara De Jesus Oviedo Fierro, che ha fatto presente al monsignore come de facto il Vaticano non preveda alcuna procedura precisa tesa ad identificare e perseguire gli appartenenti al clero che si rendono colpevoli di abusi su minori.

Difficile darle torto dato che la recente “scelta coraggiosa” di Papa Francesco, assai strombazzata dai media, non ha cambiato una virgola la famigerata Crimen sollecitationis che non impone alcun obbligo giuridico né di denuncia degli atti di pedofilia da parte di membri del clero né di collaborazione con le autorità civili che si occupano degli stessi. Il Comitato stesso ha sottolineato nel suo rapporto preliminare diffuso ieri (5 febbraio 2014) che la pur lodevole iniziativa dell’attuale Pontefice di istituire una commissione vaticana apposita rischia di rimanere lettera morta se prima non sarà rotto il “codice del silenzio” non scritto, imposto tramite la previsione di sanzioni pesantissime (sino alla scomunica) per chi diffonda notizie sul tema in questione, che permea tutta la struttura della Chiesa, dai sacri palazzi capitolini fino alla più remota delle diocesi.

Altra risposta che non ha soddisfatto il Comitato ginevrino è stata quella alle precise  e pressanti domande sul perché il Vaticano non renda pubblici i nomi dei preti pedofili, contenuti negli archivi della Congregazione per la dottrina della fede, nonché ogni altra informazione utile come previsto dalla Convenzione.

Mons. Tomasi rispose che la richiesta non poteva essere accolta perché le informazioni in questione riguardavano le singole sedi vescovili (in pratica lo stesso alibi utilizzato in dicembre) e che il Vaticano non era “nella posizione di rispondere ora”.

C’è da chiedersi allora quando mai saranno pronti visto che la ratifica della Convenzione sui diritti del fanciullo è avvenuta nel 1990 e negli ultimi 18 anni (dal 1995 al 2013) la Santa Sede si è sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi richiesta di chiarimenti avanzata dall’agenzia delle Nazioni Unite nonostante ripetuti casi di atti di pedofilia compiuti da sacerdoti abbiano occupato le pagine dei quotidiani di mezzo mondo negli ultimi anni.

Inoltre, come ha fatto notare a Mons. Tomasi durante l’audizione Kirsten Sandberg, a capo della squadra di 18 esperti, pur essendo vero che i singoli vescovi non sono cittadini della Città del Vaticano sono comunque sottoposti alla logica gerarchica della Chiesa e pertanto un problema di “competenza territoriale” nemmeno si pone perché, per superarlo, basterebbe un atto di autorizzazione di chi siede al vertice di quella stessa gerarchia ovvero il Papa.

Ma il punto focale della questione secondo i 18 esperti delle Nazioni Unite, come hanno ribadito anche nel rapporto preliminare di cui sopra, è che la Chiesa Cattolica sembra non rendersi conto che deve reprimere gli abusi sessuali non come un “delitto contro la morale” (cioè una violazione del Sesto Comandamento) ma come un reato, un crimine violento commesso contro i minori in quanto esseri umani. Ben difficile quindi che la prevenzione del fenomeno passi attraverso la semplice sanzione della penitenza (cattolicamente intesa) dei colpevoli per poi reinserirli nella comunità civile o, nei casi più gravi, la riduzione allo stato laicale.

E’ sulla scia di questo ragionamento che nel rapporto preliminari il Comitato ha stigmatizzato la pratica di sottrarre i responsabili alle autorità della giustizia civile trasferendoli da una parrocchia all’altra all’interno dei confini di una stessa nazione o anche all’estero: se l’ordinamento della Santa Sede non può (o non vuole) punire chi si macchia di questi crimini, almeno lo si lasci fare ai magistrati dei singoli paesi, anziché spostare il problema da un luogo all’altro.

Queste le posizioni della Commissione delle Nazioni Unite. Ma quali sono state le reazioni delle “testate” di ispirazione cattolica presenti in rete?

Se, incredibilmente, l’UCCR sceglie di non scrivere nulla a proposito, scatenatissimi sono “tempisti” e “bussolati”.

I primi scelgono di aderire alla stessa tesi già proposta ieri a caldo dalla stesso Mons. Tomasi dopo la conferenza stampa per la presentazione del rapporto. Scrivono infatti: “Le accuse dirette in materia di abusi ci sono, il Vaticano ne ha preso atto e ha subito garantito che le esaminerà attentamente. In questi giorni leggeremo sui giornali che la Commissione ha fatto riferimento a gravi scandali come le famose sevizie perpetrate all’interno delle “case Magdalene” in Irlanda; che stigmatizza le realtà e le istituzioni cattoliche che in passato si sono macchiate di atti vergognosi come sottrazioni di minori, violenze e relativi insabbiamenti; che invita la Chiesa a investigare sui fatti, rimuovere i responsabili, risarcire le vittime. Tutto vero, ma nel leggere queste cose, in attesa di una risposta puntuale da parte dell’”imputato”, sarà bene avere sempre presente che ieri monsignor Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu a Ginevra, intervistato a caldo sul rapporto, ha subito notato che «il documento sembra quasi non essere aggiornato, tenendo conto di quello che in questi ultimi anni è stato fatto a livello di Santa Sede, con le misure prese direttamente dall’autorità dello Stato della Città del Vaticano e poi nei vari Paesi dalle singole Conferenze episcopali».

Un po difficile che una Commissione riesca a “tenere conto di quello che in questi ultimi è stato fatto a livello di Santa Sede” se proprio quest’ultima si rifiuta di fornire rapporti in tal senso…

“Non solo. Secondo Tomasi il rapporto degli “esperti indipendenti” dell’Onu ha in realtà una «impostazione ideologica» impressa da «organizzazioni non governative, che hanno interessi sull’omosessualità, sul matrimonio gay e su altre questioni». Sarà vero? In effetti, oltre al delicatissimo tema della pedofilia, nel documento sono diverse le «questioni» per le quali la Commissione chiede al Vaticano interventi precisi.”

(http://www.tempi.it/non-solo-pedofilia-ecco-come-dovrebbe-evolversi-la-chiesa-secondo-gli-esperti-indipendenti-dell-onu#.UvOSQ2J5Nc0)

Chiara no, la linea di difesa? Si evita accuratamente di rispondere nel merito alle critiche preferendo invece buttarla in caciara immaginando inconfessabili pressioni da pare delle solite kattifissime lobby gay…

Nello stesso solco, ma con toni decisamente più forti, si inseriscono quelli di “La Nuova Bussola quotidiana” che dedicano all’argomento ben due articoli.

Nel primo, un editoriale a firma di Riccardo Cascioli, si legge: “Un piccolo retroscena spiega la grande menzogna dietro al farneticante documento pubblicato il 5 febbraio dal Comitato Onu per i diritti dell’infanzia contro la Santa Sede. Quando lo scorso 16 gennaio terminò l’audizione della Santa Sede nel Comitato (tutti i paesi firmatari della Convenzione del Fanciullo a turno presentano un rapporto poi oggetto di discussione), diversi delegati sono andati a ringraziare personalmente e a congratularsi con monsignor Silvano Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, per le esaurienti e circostanziate risposte date alle domande della Commissione. Nessuna sensazione perciò di un “processo” andato male.”

Sul fatto che diversi delegati del Comitato siano  “andati a ringraziare personalmente e a congratularsi con monsignor Silvano Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, per le esaurienti e circostanziate risposte date alle domande della Commissione”, abbiamo solo la parola di Cascioli. Ma se la già citata Kirsten Sandberg ad un certo punto ha commentato le risposte di Tomasi con la seguente frase “sembra che a oggi le vostre procedure non siano tanto trasparenti” non mi pare che gli esperti del Comitato fossero esattamente al settimo cielo per le risposte del Monsignore… 

“Chi segue La Nuova BQ ricorderà però che proprio in quell’occasione una organizzazione non governativa britannica, CRIN (acronimo inglese che sta per Rete internazionale per i diritti dei bambini), presente nel Comitato, aveva cercato di imbastire per l’occasione un “caso Vaticano” precedendo l’audizione con la pubblicazione di un rapporto contro la Chiesa cattolica, e dando le “dritte” ai giornalisti presenti. Ed ecco ora il documento-denuncia della Chiesa che fa il giro del mondo; poco importa che sia pieno di menzogne e di richieste gravissime e inammissibili (vedi articolo di Introvigne in proposito), ha già raggiunto l’obiettivo: screditare la Chiesa cattolica.”

Sinceramente non si capisce dove sia il retroscena. Forse Cascioli avrebbe preferito che gli esperti del Comitato avessero messo da parte le norme dell’etichetta e della buona educazione e, anzichè andare a salutarlo, avessero sputato in un occhio a Mons. Tomasi? E se un’organizzazione non governativa è in possesso di quei dati (o di una parte di essi) che la Chiesa stessa si è rifiutata di fornire, perché non deve esibirli di fronte ad esperti scelti proprio per esprimere un parere sulla base degli stessi?

“A questi signori, infatti, dei bambini non importa nulla, delle vittime dei pedofili men che meno, tutto è pretesto per attaccare la Chiesa. L’audizione della Santa Sede, alla fine, è stata soltanto l’occasione di una messa in scena per giustificare il colpo di ieri, chiaramente preparato con cura. Con tutta evidenza il documento era pronto già da tempo, e infatti non tiene conto delle risposte già date dalla Santa Sede il 16 gennaio, se non per qualche breve citazione, così tanto per salvare le apparenze.”

“Con tutta evidenza”… che però Cascioli non può dimostrare perché non ha nulla in mano per farlo. Inoltre l’incontro del 16 gennaio non può essere considerato “una messa in scena” perché è la Convenzione stessa che impone agli stati contraenti di presentare un rapporto a scadenze predeterminate e la relativa analisi dello stesso mediante pubblica audizione. Inutile lamentarsi di aver preso un brutto voto se prima non si sono fatti i compiti a casa…

“Per comprendere la strumentalità delle accuse basta dare anche un’occhiata ai numeri: fatto salvo ciò che abbiamo ripetutamente detto (ovvero, che gli abusi sui minori sono una colpa gravissima e che anche fosse uno solo sarebbe un caso di troppo), dobbiamo chiederci l’effettiva dimensione del fenomeno. Se giudicassimo da ciò che leggiamo sui giornali o guardiamo alla tv saremmo portati a pensare che la pedofilia sia un problema legato soprattutto alla Chiesa. Ma non è così: quello della pedofilia è un problema internazionale di vaste dimensioni, di cui la vicenda della Chiesa è una minima parte. I casi di abusi sui minori in cui sono coinvolti sacerdoti e religiosi è nell’ordine delle migliaia, ma il “Rapporto Onu sulla violenza sui bambini” (2006) ci dice che «secondo stime dell’Oms (Organizzazione Mondiale della sanità) sono state 150 milioni le ragazze e 73 milioni i ragazzi minori di 18 anni che nel 2002 sono stati costretti ad avere rapporti sessuali o che hanno subito una qualche forma di violenza sessuale. Di questi ben 2 milioni sono in un vero e proprio stato di schiavitù sessuale. Inoltre si calcola che ci siano circa 30mila siti internet pedofili, con un coinvolgimento di 12 milioni di minori. Il tutto genera un enorme giro di affari, inferiore soltanto al traffico di droga e delle armi.”

Sorvolando sul fatto che Cascioli ha citato fonti vecchie dai 6 ai 12 anni, faccio notare che:

a) le statistiche che vengono citate sono state elaborate proprio in base ad informazioni fornite dagli stati stessi alle organizzazioni internazionali. Cosa che, repetita iuvant, la Santa Sede si è rifiutata per sua autonoma decisione di fare;

b) Cascioli dimostra di non conoscere l’abc del diritto internazionale: infatti la circostanza che un paese abbia violato, volutamente o meno, delle convenzioni internazionali o i diritti umani non assolve dalle sue responsabilità un altro stato cui venga mossa la medesima accusa. E ciò in base al semplice principio che la Comunità Internazionale non è l’asilo Mariuccia…

“Cifre spaventose: se a questi signori interessasse davvero la difesa dei bambini, farebbero molto più clamore nei confronti di altri paesi che non contro la Santa Sede che, tra l’altro, è l’unica entità internazionale ad aver agito con decisione per contrastare il fenomeno, con evidenti successi che andrebbero presi ad esempio.”

(http://www.lanuovabq.it/it/articoli-i-bambinisolo-un-pretestoper-attaccarela-chiesa-8377.htm)

“Evidenti successi” che però nessun rappresentante della Chiesa Cattolica sembra essere in grado di dimostrare… Sfortunatamente per Cascioli le agenzie internazionali ragionano solo in base a dati verificabili, non ad atti di fede della redazione della Nuova Bussola Quotidiana.

L’altro articolo è opera invece del noto studioso Massimo Introvigne. Più famoso l’autore ma identica la fuffa. Vediamo brevemente alcuni passaggi.

“Prima di esaminare il documento – la cui superficialità e faziosità ideologica lasciano davvero perplessi, e giustificano ampiamente le riserve quanto ai rischi d’ingerenza e violazione dei diritti sovrani degli Stati – occorre precisare che cos’è il Comitato per i Diritti del Fanciullo. Si tratta di un corpo di diciotto esperti eletti dagli Stati che hanno aderito alla Convenzione, le cui raccomandazioni non sono giuridicamente vincolanti. Si tratta dunque di una delle innumerevoli commissioni di esperti delle Nazioni Unite, per di più nominata con il «manuale Cencelli» dell’ONU, che tende a dare qualche posticino in qualche commissione a tutti gli Stati. 

Tanto per dare un’idea, uno dei diciotto membri, che ha funzione di vice-presidente, è stato designato dall’Arabia Saudita, e fino al 2013 un altro membro veniva dalla Siria, noti esempi di tutela dei diritti umani in genere e di quelli dei bambini – e delle bambine – in specie.”

Errore errore, caro Massimo. I membri del Comitato vengono scelti in base al procedimento previsto dalla Convenzione stessa (art. 42) e, anche se prescrive che debba essere rispettata “un’equa ripartizione geografica”, gli esperti, che devono possedere “alta moralità” e “una competenza riconosciuta” nel settore, vengono eletti a scrutinio segreto. Non si sa quindi in base a cosa che Introvigne possa affermare con certezza che il vice-presidente “è stato designato” dall’Arabia Saudita.

Ed a proposito di Arabia Saudita… Massimucciooo… non mi pare che quando il Vaticano propose di presentare alle Nazioni Unite una risoluzione contro la “blasfemia” (come la intendono gli integralisti religiosi, ovviamente), incassando il consenso proprio dell’Arabia Saudita (nonché delle altre monarchie assolute del Golfo e dell’Iran), tu ci abbia sputato sopra…

Ma passiamo oltre e vediamo perché per Introvigne il rapporto sarebbe “superficiale e fazioso”…

“Con una completa assenza di note e riferimenti precisi, si parla di «decine di migliaia» di bambini vittime dei preti pedofili. Sarebbe interessante sapere da dove vengono queste statistiche, mentre si sa da dove vengono certe informazioni contenute nel rapporto su un presunto intervento del 1997 del nunzio in Irlanda monsignor Luciano Storero (1926-2000) perché i vescovi irlandesi nascondessero i preti pedofili alle autorità civili. Vengono da un attacco del 2011 del governo irlandese alla Santa Sede, pieno di inesattezze, cui la Santa Sede – come abbiamo a suo tempo documentato su queste colonne – ha risposto in modo dettagliato.”

(http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lonu-dichiara-guerra-alla-chiesa-8372.htm)

Ma come? Cascioli non aveva detto che il Comitato si era basato su di uno studio presentato da una ONG britannica? Da dove salta fuori adesso questo rapporto del governo irlandese? Perché Introvigne e Cascioli si contraddicono l’uno con l’altro? E come si potevano fare “note e riferimenti precisi” se proprio chi doveva presentarli i dati si è volutamente astenuto dal farlo?

Niente da fare, sembra proprio che piuttosto che prendere atto di aver toppato clamorosamente e tirarsi su le maniche per prendere quei provvedimenti necessari i rappresentati del clero ed i loro impavidi avvocaticchi internautici preferiscano infantilmente negare l’evidenza e come loro solito, soprattutto per quanto riguarda i secondi, gridare al big gombloddo contro i poveri indifesi cattolici.

Il che mi fa sorgere un dubbio: si tratterà di un atteggiamento figlio della de-responsabilizzazione implicita nella pratica religiosa, come sosteneva quasi un secolo fa Gramsci, o più banalmente è l’effetto di una predisposizione genetica alla Sindrome dei Sentimenti Offesi?

14 pensieri su “Rapporto Onu sulla pedofilia e Vaticano: molto vittimismo e nessuna autocritica

  1. paopao

    Eccerto! I nostri fantamoralisti gridano contro “l´aborto” e per ” la vita”, contro il “matrimonio delle coppie LGBT”, ma quando si tratta di denunciare e condannare chiaramente la pedofilia restano senza voce e trovano mille scuse per insabbiare tutto. Verrebbe da pensar male..

    Rispondi
  2. Caffe

    Gomblottoooo!!!!
    Caro CompagnoZ, seguo assiduamente i vari media cattolici, non per necrofilia, come potrebbe pensare un Paolo qualsiasi, ma perché parafrasando un famoso spot: “se li conosci, li combatti meglio”; ebbene, questi signori non secolarizzati, già in preda alla sindrome da accerchiamento, stanno dando come al solito, i numeri, ma, dopo questa notizia, lo stanno facendo di brutto. Riporto, solo a titolo di esempio, la reazione a caldo di quell’arrampicatore di specchi professionista cattolico-morigerato-non secolarizzato di Introvigne: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lonu-dichiara-guerra-alla-chiesa-8372.htm
    Non entro nel merito del tuo articolo, che condivido in toto e concedimelo, io l’avevo detto all’atto della sua elezione e dei suoi primi effetti speciali: papa Bergoglio, con tutta la sua buona volontà, rappresenta solo una foglia di fico che cerca di ricoprire, come può, entrando per questo, io credo, in conflitto con le mafie interne al Vaticano, le tante magagne che affliggono la chiesa cattolica, sacra e pure romana; attenti però: a questa antica istituzione, bisogna riconoscere anche i molti pregi e meriti che ha acquisito nella sua millenaria storia e che nessuno, se è onesto, potrà mai disconoscere; CompagnoZ, picchiamo duro, però cerchiamo di non buttare via pure il bambino, con l’acqua sporca.

    Rispondi
    1. PaoloPaolo

      “non per necrofilia, come potrebbe pensare un Paolo qualsiasi”

      Evidentemente hai proprio equivocato il mio commento che non era diretto a te. L’ho spiegato nell’altro topic, ma comunque una frase del genere suona decisamente inutile nonchè ingiustificata.

      Rispondi
      1. Caffe

        I’m sorry, non avevo letto la tua puntualizzazione, quando m’è scappata questa sciocchezzuola: se ti sei offeso lo capisco e quindi mi scuso; doverosamente ammessa la mia colpa, fatti dire però, che la sintesi non è il tuo forte e nemmeno il tuo senso dell’ironia, specialmente quando ti colpisce quella altrui; su questo punto siamo più simili (non inorridire, please, il termine giusto è “permalosi”), di quanto tu riesca ad immaginare: la tua breve frase (rileggitela se non ci credi), nel contesto dato, poteva far benissimo pensare a chiunque, che tu ce l’avessi con me ed io non sono famoso per il buon carattere e nemmeno per la buona educazione.

        Rispondi
    2. Compagno ZCompagno Z Autore articolo

      Caro Caffe vedo solo ora il tuo commento e, come mio solito quando devo scrivere un commento particolarmente lungo, lo “spezzetto” per argomenti per maggiore comodità (mia nello scrivere, tua e di tutti gli altri nel leggere):

      1) Prima di tutto, piccola nota: l’articolo di Introvigne che citi, se controlli bene, è lo stesso di cui parlo io nell’articolo. Immagino si tratti di una svista involontaria. Colgo l’occasione per aprire una piccola parentesi su Introvigne: quando vuole il caro Massimo è capace di scrivere anche cose pregevoli, come ad esempio il suo saggio del 2005 in cui smascherava tutte le contraddizioni in cui sono caduti tutti quelli che si sono occupati dei presunti misteri attorno a Rennes-le-Chateau (testo che ha ricevuto persino le lodi di Umberto Eco, mica cotiche). A mio giudizio, il problema di quelli come Introvigne è che possiedono quella che mi piace chiamare, con un’efficace metafora, onestà intellettuale a geometria variabile: rigorosissimi quando si parla degli altri, farlocchi come una una moneta da 3 € quando si parla di cose di casa loro.

      2) Anche io (credo di avertelo accennato non troppo tempo fa) avevo detto sin dalla sua elezione che Bergoglio era un grande bluff. Ma permettimi un distinguo: dubito assai che Bergoglio sia una foglia di fico che talvolta entra in conflitto con le “mafie vaticane”. L’Argentino non ha poi fatto chissà quali cambiamenti epocali. Al netto della questione pedofilia, di cui ho già ampiamente scritto sopra, l’unica altra “riforma” per cui viene lodato è quella dello IOR, riforma assai blanda pure quella e per di più imposta dall’esterno cui il Vaticano ha piegato la testa solo perché l’alternativa era venire (finanziariamente) isolati dal resto del mondo. Se i dindini smettono di fluire nei forzieri di Santa Madre Chiesa, preti, pretini, pretacci e porporati vari possono anche buttare la tonaca alle ortiche ed andare a cercarsi un posto di lavoro interinale da Castorama. Per cui, in fondo, alle “mafie vaticane” Bergoglio va più che bene anche se devono fare qualche compromesso: mentre lui distrae il pubblico sul palco, loro possono continuare indisturbati a fregarsi la cassa al botteghino. E poi quando gli ricapitava un altro “papa mediatico” come il Polacco, capace di raggranellare nuovamente tutto il consenso faticosamente accumulato in 20 anni e sciupato dal Tedesco in poco più di un lustro, con la sua ghigna da Nosferatu e le sue uscite a cazzo (dicesi altresì “gaffes” col francesismo) ?

      3) Con un’espressione che ti è molto cara mi inviti a non gettare via il bambino assieme all’acqua sporca. In tutta sincerità e franchezza, senza alcuna volontà di iniziare sterili polemiche, ti dico: se stessimo parlando di qualsiasi altro argomento, non avrei problemi a seguire il tuo consiglio ma, in questo caso, faccio molta fatica a vedere dove stia il bambino che si rischia di buttare via. In ultima analisi, che cos’è la Chiesa Cattolica (e non solo lei ma questo è un altro discorso)? Una società chiusa ed elitaria di individui la cui protervia ed arroganza dottrinale è insuperata a livello mondiale che per difendere materialissimi ed inconfessabili interessi e privilegi vuole imporre i principi della setta, giudicandoli aprioristicamente come unico valido paradigma di comportamento, a tutti gli esseri viventi del pianeta (compresi quelli che NON vi credono), attraverso sia l’ingerenza continua nella sfera del privato, sia tutta una serie di pratiche e riti antistorici, pacchiani, grossolani e latamente necrofili che sarebbero assolutamente risibili se non avessero come effetto, sul piano personale, lo sfruttamento dell’ingenuità, delle debolezze fisiche e psicologiche nonché della paura della morte degli esseri umani e, sul piano collettivo, l’ostacolo ad ogni progresso scientifico, culturale, politico e sociale della comunità civile.

      Rispondi
      1. Remo

        Non penso che sbugiardare le str* ehm,.. bufale à la Giacobbo su Rennes-le-Chateau servono chissà quali incredibilii capacità: probabilmente ci riusce qualsiasi cattedratico universitario.

        Rispondi
  3. Caffe

    Compagno Z, della Chiesa cattolica ho scritto, anche qui, tutto il male possibile, ma non dimentico che nel suo corpo anchilosato, trovano riferimento e conforto, milioni di ottime persone contro le quali, non ho proprio niente da dire: tutto qui, non ho nient’altro da aggiungere. Introvigne ha ricevuto un plauso da Eco? Non ho una cultura abissale e questa cosa mi era proprio sfuggita: ciò aumenta ulteriormente la mia stima per Umberto Eco: lui è così grande che non nutre nessun pregiudizio per uno come Introvigne: beato lui!

    Rispondi
    1. Caffe

      Compagno Z, non per rimestare nel letame, ma il buon Massimo Introvigne, grazie al cielo, ha puntualmente confermato, fino all’ultima sillaba del suo ultimo articolo, tutti i miei pregiudizi nei suoi confronti, intervenendo nella solita, miserabile maniera, su uno di quei temi che solleticano, chissà perché, i suoi pruriti più intimi: anche Eco, che stimo tantissimo, può prendere una solenne cantonata, Introvigne è questa roba qui, ne più, ne meno. http://www.lanuovabq.it/it/articoli-omofobia-si-comincia-in-spagna-indagato-neo-cardinale-sebastian-8380.htm

      Rispondi
  4. Faggot

    Diritti dei gay < diritti dei bambini (gay) < diritti dei preti (pedofili)

    Insomma "il clero prima di tutto" sembra essere la strategia sociale scelta dalla Chiesa.

    Rispondi
  5. Compagno ZCompagno Z Autore articolo

    Faccio un commento “collettivo”di risposta che non ho potuto fare ieri perché ero alla festa di compleanno del mio nipotino:

    @ Caffe
    Tranquillo, anche il mio giudizio su Introvigne rimane negativo. Per di più aggravato dal fatto che, a differenza dei vari CdP e Foxy, il caro Massimo il bagaglio culturale per non scrivere sciocchezze del genere ce l’ha…

    @ Remo
    Che ci riesca qualsiasi docente universitario è certamente vero, ma sfidare (e pure vincere) Dan Brown all’apice della sua popolarità è cosa ben diversa che sparare sulla proverbiale Croce Rossa rappresentata da quella macchietta che è Giacobbo. Quando si tratta di smontare un pataccaro, specie se si permette di fare affermazioni che stravolgono la storiografia ufficiale per ragioni commerciali (come ha fatto Brown), ben venga anche un Introvigne se lo fa nel modo giusto.

    @ Diego
    Dimentichi che la Città del Vaticano è pur sempre uno stato autonomo. Fantoccio, ma autonomo. E verso il quale buona parte dei politici italiani soffrono di una malcelata sindrome di Stoccolma. Faccio giusto un piccolo esempio per rimanere in tema: nel “decreto-sicurezza” (quello con cui si volevano introdurre le ronde padane per capirci), voluto fortemente da Maroni e dalla Lega, c’è una norma che obbliga i Pm ad avvisare il vescovo se un prete che ha commesso reati sta per essere oggetto di avviso di garanzia. Lasciamo che sia L’Onu ad occuparsi di certi temi, i politici italiani hanno già fatto abbastanza danni…

    @ Alessandra

    Prego, carissima!! http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

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