La Giornata per la Vita (prenatale)

Il 2 febbraio si è celebrata la Giornata per la Vita.

Le famiglie del Movimento per la vita sfilano con i loro striscioni. Hanno petizioni da far firmare. Così come la Manif pur tout e loro magliettine che rappresentano perfette famiglie eterosessuali, sposate e con più figli avuti naturalmente.

E’ bello che un gruppo di gente che ha una visione del mondo diversa dalla mia  promuova una giornata per la vita per rivendicare un diritto che è loro già ampiamente riconosciuto, quello di mettere al mondo dei figli. Così come è bello che le allegre famiglie della Manif pour tout scendano in piazza con le loro magliette per rivendicare la bellezza del matrimonio eterosessuale seriamente minacciato dalle pretese gay.

Mi piace tanto la cosa che ho pensato di indire la Giornata per il Risveglio alle ore 5 perchè le prime ore del mattino sono meravigliose e chi se le dorme non sa cosa si perde. Il problema però è che poi non posso imporre per legge il risveglio alle ore 5 e dire che chi si sveglia alle ore 7 è un fannullone perdigiorno e fuorilegge.

Eh già. Non si possono imporre i gusti per legge. E con buona pace di tutti i movimenti per la vita prenatale, per la famiglia eterosessuale, per la sofferenza ad oltranza, eccetera eccetera, nemmeno la morale la cristiana. E non basta uno slogan d’effetto perchè la tua visione del mondo e della vita sia migliore di quella degli altri.

Vedi ad esempio il Movimento per la Vita – che è un po’ come dire il Partito dell’Amore in politica, o il Ministero per la Felicità sociale in Venezuela. C’è sempre qualcuno che si accaparra le parole migliori, le mette nel suo statuto all’articolo 1 ed è fatta. Se loro sono del movimento per la vita vorrà dire che a noi non rimane che quello della morte. Niente po’ po’ di meno.

E se non ci stai a questo giudizio “cristiano” su di te, c’è sempre quello che ti dice che sei un nazista favorevole alle pratiche eugentiche e che non puoi decidere per la vita di un altro (che poi sarebbe l’embrione non ancora impiantato o il feto che porti dentro di te, magari pure gravemente ammalato).

Può essere che la scelta dell’aborto sia una scelta di egoismo o di responsabilità, di resa davanti alla malattia o di umanità davanti alla sofferenza. Di forza o di debolezza come sostengono gli editorialisti di Avvenire. Può essere che la vita della madre valga meno di quella del feto oppure anche l’esatto contrario. Può essere che per qualcuno l’anima si infonda nel corpo all’atto stesso del concepimento e per altri solo solo qualche settimana dopo. Può essere che per alcuni l’anima non faccia alcuna differenza.

Il punto è che su certe questioni c’è poco da discutere.

Per alcuni far nascere consapevolmente un bambino gravemente ammalato, celebralmente compromesso, fisicamente incapace persino di sostenere la testa, che dovrà passare la vita attaccato alle macchine e impossibilitato a vivere con consapevolezza la vita, è semplicemente un’inutile crudeltà, per altri un misterioso progetto divino da accettare e sopportare.

Insomma sul senso della sofferenza e il significato della vita la discussione è chiusa.

Ognuno decida secondo coscienza.

Tuttavia da parte di chi è contrario all’informazione e all’educazione ad una sessualità responsabile e non finalizzata a scopi procreativi,  da parte di chi è contrario all’uso di metodi contraccettivi, da parte di chi vuole imporre per legge che le donne che ricorrono alla fecondazione assistita siano obbligate a farsi impiantare embrioni ammalati, da parte di  chi mente sulla pillola del giorno dopo sostenendo che si tratta di una pillola abortiva, pare sempre meno credibile una battaglia in difesa della vita e contro la legge 194.

2 pensieri su “La Giornata per la Vita (prenatale)

  1. Caffe

    Il bello, si fa per dire, è, che questi bigotti a tempo pieno e manifestanti in nome della vita e della libertà, si sentono LORO sotto assedio: essi non manifestano per rivendicare i propri diritti, che, peraltro, nessuno si sogna di negargli; questi ebeti rivendicano con una furia belluina, il loro diritto di limitare o negare del tutto le libertà altrui, per un malinteso senso dell’essere nel giusto, perché è questo, quello che dicono le loro sacre scritture, rispettabili quanto si vuole, ma con le quali, i restanti quattro quinti dell’umanità, se fosse composta da esseri stronzi come loro, potrebbe tranquillamente pulircisi il culo. Una panoramica sulla miseria umana ed intellettuale caratteristica di questi “eletti da Dio”, la potete trovare in qualsiasi sito cattolico: gli articoli sono generalmente di uno squallore estremo, gli argomenti triti e ritriti, ma, per forza di cose, il più delle volte non forzano più di tanto i toni, essi si limitano a suggerire, ad istigare velatamente; poi ci pensano i commentatori, la voce dal ventre del cattolicesimo più retrivo, a diffondere, esasperandolo, il messaggio, in un passaparola che, ad ogni passaggio, accentua i toni, fino a sfiorare e poi raggiungere l’isterismo vero e proprio. Se volete un quadro esauriente di cosa si sta attualmente agitando nella testa inutile di questi nostrani sanculotti alla amatriciana, vi invito ad allacciare le cinture, munirvi di un sacchetto per il vomito e dare un’occhiata qui:
    http://www.uccronline.it/2014/01/27/repubblica-terrorizzata-dalla-manif-pour-tous/

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  2. alessandra

    grazie della segnalazione Caffè ma per entrare in quel sito devo davvero essere di buon umore altrimenti mi rovino la giornata…. magari domani

    Replica

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