Perché l’omosessualità non è una malattia. Con buona pace degli omofobi.

Nessuno ha mai dimostrato che l’omosessualità sia una malattia. Cominciamo con questa semplice costatazione storica. La conseguenza è che nessuno può curare quello che non conosce. Ecco perché il 99,96% delle organizzazioni scientifiche professionali nel settore medico, psicologico ed educativo del mondo occidentale concorda nel rifiutare la cura contro le persone gay e lesbiche, considerando quella cura come ciarpame di attivisti antigay senza dignità scientifica. Gli omofobi sono ossessionati dal voler curare gay e lesbiche dichiarando che non ci siano prove per considerare l’omosessualità come sana. Essendo disonesti, fingono che nella scienza moderna non vale la regola opposta, cioè che siano loro a dover dimostrare che sia una malattia. L’omosessualità fu inserita tra i disturbi mentali solo nel 1952 quando venne pubblicato per la prima volta il DSM da parte della più importante organizzazione medico-scientifica al mondo (American Psychiatric Association). Non avevano alcuna prova scientifica seria per inserirla, come vedremo tra poco. Fu considerata malattia per ventun anni appena, perché nel frattempo alcuni scienziati controllavano la validità di quella decisione e, appena finito questo controllo, la dovettero togliere riconoscendo che non c’era alcuna evidenza scientifica per curare gay e lesbiche. Nel 1973 venne quindi derubricata dalla lista dei cosiddetti disturbi in seguito alla demolizione completa degli strumenti di ricerca che erano stati usati in psicologia e psichiatria sino a quel momento per provare che gli omosessuali fossero malati per il solo fatto di essere omosessuali. Due decenni di studi avevano demolito uno dopo l’altro i metodi di ricerca usati sino ad allora. Una donna eterosessuale nata più di un secoloEvelyn Hooker picture fa è chi incominciò prima di tutti a controllare quella che si considerava una certezza scientifica, i gay sono malati come la Terra gira intorno al Sole. Questa scienziata ha cambiato i destini delle persone omosessuali. La ricercatrice universalmente riconosciuta per aver mostrato sin dagli anni ’50 che i gay non sono intrinsecamente malati di mente. Una psicologa che ha modificato la storia, con la scienza.

Come accadde tutto ciò? 107 anni fa nasceva Evelyn Hooker, una delle madrine più importanti per gay, lesbiche, transgender nel mondo intero. Nacque nel 1907. Sesta di nove figli, dovette lottare contro un ambiente accademico e una comunità di psicologi ostili alle donne. Vinse lei. Divenne docente in una delle università pubbliche più prestigiose al mondo. Proprio mentre insegnava alla University of California a Los Angeles nel 1942, uno dei suoi studenti la presentò ad altri membri della comunità gay (tra cui Christopher Isherwood) e la incitò a studiare scientificamente la “gente come lui”, cioè quegli omosessuali che non eran disturbati e non possedevano le caratteristiche comunemente associate alla malattia mentale. Erano gli anni ’40.

Frequentando questa comunità, Evelyn Hooker comprese che la maggior parte degli uomini gay era socialmente ben adattata (in inglese “well adjusted“), a differenza degli omosessuali descritti nella letteratura scientifica. Non capiva questa sostanziale differenza tra casi clinici e persone reali. Nel 1953, al culmine del Maccartismo anche contro gli omosessuali, capì però che tutto ciò avrebbe potuto essere valutato attraverso test psicologici. Per il suo studio rivoluzionario raccolse due gruppi di uomini. I primi erano maschi gay, di cui alcuni membri della Mattachine Society (una delle prime organizzazioni omosessuali/omofile americane), i secondi erano semplicemente uomini eterosessuali. Somministrò tre serie di test psicologici (fin qui niente di nuovo) e sottopose i dati anonimamente (ecco lo stratagemma tecnico innovativo) a un team di tre valutatori esperti, che però non furono in grado di trovare differenze tra i due gruppi. Fino a quel momento gli scienziati sociali cercavano omosessuali che fossero già dei pazienti psichiatrici. Sapendo in anticipo della loro omosessualità, li analizzavano andando a caccia dei disturbi “caratteristici” di quel gruppo. Qualcosa si trovava sempre. Evelyn Hooker invece nascose agli esperti chi fosse etero e chi no. E la magia finì: nessuno fu in grando di distinguere i due gruppi e trovare i relativi disturbi caratteristici. Fu proprio a  quel punto che accadde una rivoluzione, i cui frutti vediamo ancora oggi. Per definire una condizione come malata o deviante, la scienza deve prima provare cosa sia la deviazione (nel nostro caso l’attrazione omosessuale), trovare quali danni produca il lasciarla agire indisturbata (nevrosi varie) e soprattutto provare cosa l’abbia causata (traumi familiari, abusi, relazioni genitoriali disfunzionali). La ricerca di Evelyn Hooker mise alla prova proprio gli strumenti di analisi scientifica. Non poter dire chi fosse omosessuale e chi no, cioè chi fosse nevrotico e chi no, o chi fosse stato abusato e chi no, significava che fino a quel momento la psicologia aveva definito una condizione come patologica, analizzato persone che ne erano portatrici (in genere pazienti psichiatrici) e trovato dei disturbi (ovvio, visto che erano già pazienti psichiatrici)  su basi totalmente non scientifiche. Il risultato, ossia non essere in grado di distinguere omosessuali ed eterosessuali, a noi ora sembra un’inezia ma a quel tempo era un dogma scientifico che gli omosessuali fossero tutti sistematicamente malati mentali. Non poterli distinguere da quelli “sani” provocò un terremoto. Se trovi i disturbi quando sai che uno è omosessuale, ma non li trovi quando non lo sai, allora prima stavi semplicemente andando a caccia di qualsiasi cosa che confermasse il tuo pregiudizio. Grazie alla ricerca seguente, ora sappiamo persino definire questo tipo di errore grossolano di valutazione: si chiama confirmation bias. L’andare alla ricerca di quello che si vuole scovare e che confermi quello che pensavamo prima di cercarlo. Ad esempio è quello che fanno gli omofobi delle terapie antigay che chiamano riparative: non cercano anonimamente quali traumi ci siano in pazienti di entrambe gli orientamenti sessuali. Al contrario scelgono di analizzare solo quei loro pazienti che sanno già essere omosessuali e vanno a caccia di quello che confermi le loro teorie.

Quando Evelyn Hooker presentò la sua ricerca alla conferenza annuale della American Psychological Association a Chicago, i suoi risultati furono guardati con incredulità, essendo una verità scientifica consolidata in psicologia che tutti i gay fossero malati e che i loro disturbi sarebbero emersi in modo evidente nei risultati di ogni test. Nessuno aveva mai considerato che fino a quel momento non ci fossero dati scientifici disponibili su omosessuali non incarcerati o che non fossero pazienti psichiatrici. Per la prima volta lo studio in peer-review di Evelyn Hoover venne pubblicato nel numero di marzo 1957 del Journal of Projective Techniques and Personality Assessment e dimostrò quello che nessuna ricerca aveva mai mostrato prima: esistevano normalissimi e sanissimi uomini gay, ed erano un sacco. Erano gli anni ’50.

Il suo impegno su questo tema non finì con quella pubblicazione. Nel 1958 la sua ricerca “L’omosessualità maschile nel test Rorschach” volle verificare se davvero il test Rorschach potesse scovare i gay in un gruppo di etero come rivendicavano i suoi sostenitori. Nel 1959 pubblicò “Che cosa è un criterio?” in cui ribadiì nuovamente che i tre test psicologici allora più famosi per la valutazione della personalità non erano in grado di distinguere gli uomini gay in un gruppo indistinto, nonostante i test millantassero il contrario. Sostenne che una parte del problema fosse che “dobbiamo andare oltre il fatto che un individuo sia omosessuale, per valutare quale tipo di omosessuale egli sia“, aggiungendo: “sarà evidente a questo punto che non mi turbi molto il fatto che le tecniche proiettive per diagnosticare l’omosessualità siano palesemente un mezzo incapace per la diagnosi dell’omosessualità. In realtà sono piuttosto incoraggiata da questo perché spero che ci costringa a riesaminare il quadro molto semplicistico che abbiamo… “. Erano sempre gli anni ’50.

La sua ricerca del 1969, “Relazioni genitoriali e omosessualità maschile in un campione di pazienti e di non-pazienti” demolì l’idea largamente accettata come scientifica che i genitori fossero la causa dell’omosessualità dei propri figli. Nello stesso anno divenne presidente della Task Force sull’Omosessualità dell’Istituto Nazionale per la Salute Mentale. Fu questa commissione, non l’American Psychiatric Association, che raccomandò la depenalizzazione dell’omosessualità e la sua rimozione dalla lista APA dei disturbi mentali. L’APA finalmente diede seguito a tale raccomandazione nel 1973, ma ci vollero altri 30 anni prima che la Corte Suprema degli Stati Uniti finalmente eliminasse le leggi restanti sulla sodomia in tutta la nazione. Erano gli anni ’60.

Poi venne il 1973. E il mondo cambiò. Nel giro di una notte, togliendo l’omosessualità dall’elenco dei disturbi mentali, venti milioni di presunti malati guarirono. La più grande guarigione di massa della storia umana (in seguito ci occuperemo anche della balla che la votazione fu un referendum). 20000000curedNel 1991, l’American Psychological Association rese onore alla dottoressa Hooker con il suo premio per lo “Speciale Contributo alla Psicologia nell’Interesse Pubblico”. motivandolo così: “La sua ricerca, leadership, lavoro instancabile per una precisa visione scientifica dell’omosessualità per più di tre decenni ha dato un eccezionale contributo alla psicologia nell’interesse pubblico”. Ci ha lasciato nel 1996, dopo aver cambiato per sempre il modo in cui le persone omosessuali vengono fatte oggetto di ricerca.

Evelyn Hooker ha regalato al nostro mondo la bestia nera degli omofobi. Ha scoperto la profonda disonestà etica di tutti i promotori delle terapie antigay chiamate “ripartive”. Dopo il suo lavoro, infatti, tutto quello che gli omofobi eugenetici “riparatori” pubblicano non ha più alcuna validità scientifica. Non a caso nessuno degli studi pubblicati dai ricercatori antigay ha mai un gruppo di controllo, che è uno dei sistemi di verifica. Invece quelle ricerche si rifanno direttamente a un modo pre-scientifico di condurle: utilizzano solo omosessuali dichiarati già in terapia psichiatrica, cavie di cui vanno a caccia per scovare qualsiasi trauma familiare e personale, fino a quando trovano qualcosa. Grazie a Evelyn Hooker, sappiamo che quello è ciarpame, spazzatura, niente altro che psicologia lombrosiana e para-nazista. Grazie a lei, non siamo più oggetto delle loro sperimentazioni. Grazie alle sue ricerche scientifiche (ricerche scientifiche che invalidarono tutti i metodi di analisi sulle patologie degli omosessuali) che risalgono agli anni ’50 e ’60 (non certo al 1973 cioè a quando gli omofobi fanno risalire il cambio di rotta in psicologia).

Tecnicamente l’omosessualità è stata considerata una malattia per 21 anni soltanto, dal aaa gandolfini1952 al 1973. Ad oggi sono 42 anni, il doppio del tempo, che non viene vista come patologia. E ancora gli omofobi si ostinano a chiedere (agli altri) prove che non sia una patologia, invece di fare il loro lavoro e presentare quindi alla comunità scientifica le (loro) prove che l’omosessualità sia davvero una malattia. Troppo comodo, eh? Insomma ci sono in giro ancora buffoni, totalmente incapaci di capire cosa sia la ricerca scientifica, che non se ne sono fatti una ragione e ragliano di temi che non conoscono. L’ultimo in ordine tempo, oggi, qua a destra. Possono usare tutti gli hashtag che vogliono, porre tutte le domande retoriche che vogliono. Devono ancora trovare un gay o una lesbica che sia disturbato per via dell’omosessualità più di quanto lo siano loro a causa dell’omofobia isterica di cui sono vittime. Intanto buon centosettesimo compleanno, Evelyn Hooker.

(Grazie al blog statunitense Box Turtle Bullettin, che si occupa di analisi e controllo dei fatti della retorica antigay, per averci accordato il permesso di traduzione e pubblicazione del loro articolo su E. Hooker, su cui sono state apportate integrazioni e modifiche da ascriversi solo a me; l’originale a questo indirizzo)

82 pensieri su “Perché l’omosessualità non è una malattia. Con buona pace degli omofobi.

  1. Caffe

    Fanzaga, ovvero il famigerato Padre Livio di Radio Maria, secondo te, Fabio, sarebbe d’accordo con l’ottimo articolo di Galvani o con qualsiasi cosa pensasse o scrivesse chiunque sia omosessuale? Caro Fabio, forse stai scherzando, ma a scanso di equivoci, fattelo dire da chi il Fanzaga lo conosce bene: ma mi faccia il piacere….

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  2. Alessio

    Articolo illuminante e concreto, soprattutto per chi, in buona fede, non sa come affrontare l’idea che il proprio figlio sia omosessuale. Grazie, ne farò tesoro!

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  3. Grixix

    Argomentazioni deboli la malattia è un concetto statistico se su 100 normali uno è omosex non è nel 95 percentile di curva normale

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  4. sandro

    Affermo con rispetto assoluto che i gay che io ho conosciuto in occasione di decine di crociere e viaggi non mi sono parsi in piena “salute”.
    In ogni caso tutti dotati d’intelligenza anche sopra la media e di grande rara sensibilità.
    Cordialità.

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          1. sandro

            Non faccio giochini e Lei rispetti la mia libertà di educata espressione!
            L’esperienza personale è sincera.
            Se Lei vuole, incontriamoci.
            Cordialità.

          2. adminadmin

            Libero di scrivere quello che preferisci. Ma la libertà è reciproca. Quindi io sono libero di trovare ridicolo questo giochino del “dico e non dico”. Contento tu…

  5. sandro

    Incontriamoci. È il secondo invito!
    La parola “ridicolo” è, in ogni caso, ancor più offensiva se si considera l’invito a incontrarci. Comprende ciò?
    Con rispetto e cordialità.

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    1. adminadmin

      Sandro purtroppo la provincia di Vicenza non è un luogo che frequento abitualmente.
      Ed il “ridicolo” è evidentemente rivolto ai giochini. Qualsiasi altra interpretazione è inautentica.

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    2. Compagno ZCompagno Z

      Caro Sandro, ma perché mai il nostro Admin dovrebbe incontrarla di persona? Non é capace di esporre ció che vuol dirci in forma scritta?

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        1. Compagno ZCompagno Z

          Perché questa è anche “casa mia” dal 2012, come il nostro Admin le potrà confermare. Ora che ho risposto alla sua domanda, può smettere di menare il can per l’aia e rispondere a quanto le é stato chiesto?

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          1. sandro

            Anch’io ho chiesto un incontro!
            Comunque con un soggetto che si esprime come Lei io non posso e non voglio intrattenere un dialogo.
            E qui chiudo.
            Sempre cordialmente.

        2. adminadmin

          Essendo questo un blog “collettivo” (e non l’espressione di un singolo individuo) tutti sono liberi di intervenire. Come hai fatto tu Sandro.
          Confermo quanto dice Compagno Z.

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  6. Compagno ZCompagno Z

    Gentile Sandro, evidentemente lei non ha ben capito: io non ho chiesto nessun incontro a chicchessia, quando dico che “questa é casa mia dal 2012” intendo che da allora io scrivo per questo blog.

    Ma veniamo all’oggetto della discussione: come mi sarei espresso, mi scusi? Mi pare di averla semplicemente invitata a palesare finalmente il suo pensiero dopo aver tergiversato per ben 4 giorni. Orsú, caro Sandro, si decida a risponderci, ci dimostri di non essere un quaquaraquá che ha bisogno di una scusa puerile per darsela a gambe dopo aver gettato il sasso e nascosto la mano!

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    1. sandro

      “ll quaquaraqua’ ridicolo che mena il can per l’aia e che getta il sasso e nasconde la mano”

      ha chiuso il rapporto alle ore 6.15 pm di oggi.

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  7. Remo

    Il merito della Hooker è stato quello di dare alla psicologia e psichiatria un nuovo paradigma scientifico con cui confrontarsi, tuttavia sarebbe interessante sapere se questo è servito anche per riabilitare altre realtà come non malattie e se delle malattie oggi presenti tutte hanno superato il test di verifica o se si va ancora per pregiudizio.
    A mio avviso bisogna dar maggior spazio e spiegare meglio il contributo scientifico che la Hooker ha dato a questa branca della medicina, che ancora oggi via molto su supposizioni e suggestioni.

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  8. Saverio

    “E se è vero che i bambini nascono sotto i cavoli non si può parlare di anticoncezionali ma al massimo di antifrittogamici,
    Il ministero delle cicogne è in crisi.” Gran verità di un grande cantautore italiano sempre attuale

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  9. gio

    Chiedo scusa ma nel test somministrato c’era la domanda mi piacciono persone dello stesso sesso? O vogliamo dimostrare che i gay non hanno alcuna malattia oltre all’essere omosessuali? il problema non è se l’ omosessualità é una malattia ma su cosa si intende per malattia. Io non considero l’omosessualità una malattia più di quanto lo sia il feticismo e quindi non lo é ma se una persona vuole provare a non essere più gay perché vi opponete a che esistano posti dove provarci solo per paura che qualcuno vi dica ecco vedi é una malattia perché qualcuno prova a curarsi

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    1. Alex GalvaniAlex Galvani Autore articolo

      Carissimo/a Gio,
      il trucco della patologizzazione sta in queste sue pochissime parole: “se una persona vuole provare a non essere più gay”. Dieci parole per farsi scappare che invece la considera una malattia eccome.
      Come mai la gente non vorrebbe più provare a essere mancina? Ne ha mai sentito uno dire “devo provare a essere destro”? Mai sentito di gente che non vuole più provare una caratteristica essenziale della propria identità come amare l’arte, la matematica, l’astronomia, la cucina coreana?
      “Domani devo provare a smettere di amare la biologia”. Se non la considerasse una malattia, questo scivolone non l’avrebbe mai fatto. Nessuno vuole smettere di essere qualcosa, se quella cosa porta gioia. E visto che si tratta di relazioni, di affetto, di amore, sappiamo tutti dai tempi del Promessi Sposi, cosa sia la coercizione.

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      1. gio

        Le facevo l’esempio del feticismo magari a me piacciono i tacchi e mi eccitano ma voglio imparare ad eccitarmi anche con le tette perché dovrebbe essere un problema per lei che io voglia farlo?

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      2. Alberto

        L’omosessualità egodistonica è una condizione in cui l’omosessuale non accetta la propria condizione. Un po’ come in quelle strane sindromi (il Body Integrity Identity Disorder) in cui un soggetto non sopporta di avere tutti gli arti e decide di amputarseli/farseli amputare. Quindi una persona può soffrire per la propria condizione omosessuale e non accettarla, perché per qualche motivo “non gli porta gioia”.

        Eppure l’omosessualità egodistonica, che provoca sofferenza nel soggetto, è stata derubricata dal novero delle psicopatologie negli anni ’80.

        Credo che la domanda di Gio sia comunque molto interessante: dai test della dottoressa ripresi in questo articolo emerge che l’omosessuale non abbia necessariamente patologie mentali, ma non si evince né si definisce se l’omosessualità stessa sia una psicopatologia. E’ chiaro che condurre uno studio mirato a omosessuali che soffrano (ad esempio) di schizofrenia possa portare al risultato assurdo che tutti gli omosessuali siano malati di mente che soffrono di schizofrenia. Cosa che non è. Ma la domanda è, piuttosto: “pur ammettendo, come è, che l’omosessualità non debba necessariamente accompagnarsi a disturbi psichici vari, può essa stessa essere considerata psicopatologia?”

        Domanda interessante perché comporta una definizione precisa di cosa sia, anzitutto, la malattia mentale. E che metterebbe in luce il grande limite dei test della dottoressa: è inutile condurre test somministrati a omosessuali ed etero in cui si vada alla ricerca delle più disparate malattie mentali cercando di dimostrare l’assurdità per la quale, ad esempio, tutti i gay sarebbero psicotici o chissà cosa; i test dovrebbero essere mirati a rinvenire la situazione che si cerca di indagare, vale a dire l’orientamento sessuale. E anche con banalissime domande si vedrebbero le differenze tra un test effettuato nei confronti di un etero, di un gay, di un bisessuale e via discorrendo.

        Certamente poi bisognerebbe una buona volta capire cosa accidenti determini l’orientamento sessuale di una persona e la possibilità o meno di intervenire su di esso, partendo dal presupposto che qualche elemento che determini e differenzi l’orientamento esiste per forza (altrimenti non esisterebbero persone etero e persone gay) e che comunque l’impossibilità di intervenire su quell’elemento (magari non in questo secolo, magari non nei prossimi) non sarebbe argomentazione valida ad escludere l’omosessualità dal novero delle malattie: da che esiste la scienza medica, infatti, mai la mancanza di una cura ha mai portato a definire una situazione come non patologica. Semplicemente… la cura non esiste ancora.

        E’ un argomento molto interessante. Cosa è la malattia, posto che il concetto di “malattia” non deve essere stigmatizzante per il malato -immaginate stigmatizzare un poverocristo per via di una cardiopatia?- cosa che per i gay purtroppo non avveniva, in quanto considerati malati e per questo da emarginare?
        Ciò detto, ribadisco che quegli studi convincono poco. Sarebbe come se fino ad oggi la comunità scientifica avesse analizzato solo diabetici schizofrenici arrivando a dire che il diabetico è per definizione schizofrenico, salvo poi condurre ricerche più accurate e rendersi conto della fesseria; ma questo porterebbe solo a dire che il diabetico NON è PER FORZA ANCHE SCHIZOFRENICO, e non che il diabete stesso non sia una malattia.

        Un saluto!

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  10. Saverio

    Credo che nessuno sano di mente o con un minimo di buonsenso miscelato con nozioni basilari di cultura generale, parlerebbe di malattia riferendosi alla’ omosessualità. Resta il fatto incontrovertibile che sia una deviazione comportamentale, al limite una depravazione, comprendo che questa sia una definizione forte che molti dei coinvolti non accettano, ma tant’è, questa indubbiamente correggibile come tante altre. Dire che essere omosessuale sia naturale è una forzatura della natura stessa è non basta tirare in ballo i sentimenti per omologare il tutto alla stregua delle relazioni naturali. Ho volutamente non usato l’aggettivo normale, anche se sarebbe stato appropriato comunque, per non incorrere nell’ accusa di bigottismo. Naturalmente ho voluto estremizzare il pensiero, che sarebbe sicuramente più complesso andando a cercare le dinamiche oggettive del suo essere, perchè credo che oggi vi sia in atto una campagna vergognosa di propaganda atta a demolire le basi di ogni società facendo passare come buoni e giusti comportamenti di relazioni intersessuali che sono perlomeno innaturali. Con questo non voglio arrogarmi la presunzione di giudicare o reprimere il comportamento del singolo, siamo pur sempre un paese libero, semplicemente non accetto che chi non si allinea con queste teorie venga tacciato ignobilmente di omofobia.Il fatto che fra gli animali vi siano presenti episodi di rapporti fra appartenenti allo stesso sesso, vedi topi, cani e quant’altro, resta solo una eccezione, del resto parliamo di animali, che nulla possono a sovvertire le leggi della natura alle quali l’uomo è soggetto. Non credo che basterà una legge o un decreto di qualsivoglia stato a sovvertire le cose con buona pace di tutti.

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    1. Alex GalvaniAlex Galvani Autore articolo

      Insomma, caro Saverio, gira che ti rigira, è riuscito a sconfessarsi da solo nello stesso messaggio.
      1) prima scrive che “Dire che essere omosessuale sia naturale è una forzatura della natura stessa”,
      2) poi inizia a contraddirsi con l’ammissione che in natura l’omosessualità esista eccome: “Il fatto che fra gli animali vi siano presenti episodi di rapporti fra appartenenti allo stesso sesso, vedi topi, cani e quant’altro, resta solo una eccezione”
      3) alla fine crolla ammettendo che gli animali non possono sovvertire le leggi naturali e quindi se hanno comportamenti e relazioni omosesusali, allora significa che l’omosessualità è naturale eccome: “del resto parliamo di animali, che nulla possono a sovvertire le leggi della natura…”.
      Insomma che posso aggiungere? Ha fatto tutto lei.

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      1. Saverio

        Le eccezioni confermano le regole non le stravolgono. I casi sporadici riferiti agli animali non sono una regola ma un’ eccezione, prova ne è che non si sono estinti. Comincio a pensare che forse l’ associazione che tu prospetti, omosessuale uguale animale, possa in alcuni casi trovare conferma, certo è una forzatura ma, come mi hai puntualizzato, è possibile.
        ps se preferisce possiamo passare al lei o al voi

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        1. Alex GalvaniAlex Galvani Autore articolo

          “Le eccezioni confermano le regole”? Mi scusi dove ha studiato metodologia e/o epistemologia della ricerca scientifica?

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          1. Saverio

            Molto probabilmente nello stesso luogo dove lei ha appreso le regole di base della continuità di specie. Al fine della continuità di specie credo che omosessualità conti poco. Fortuna vuole, per lei e per me, che i nostri avi fossero più propensi ad un accoppiamento tra sessi diversi, viceversa non ci sarebbe stato ne contendere ne confronto. O forse ha teorie rivoluzionarie anche su questo?

    2. Caffe

      Natura, naturale; mi fa sempre sorridere quando chi non sa cosa sta dicendo, si appella al concetto di “naturale” e bolla tutto quello che non accetta o non capisce, come evento “contro natura”. L’uomo, inteso come razza umana, differisce dal resto del mondo animale, proprio per la sua capacità di superare le limitazioni imposte dalla natura al preciso scopo di migliorare la propria situazione esistenziale; così fu che: a permettere la nascita e l’evoluzione delle nostre civiltà, sono state per prime, l’agricoltura e l’allevamento di animali e quindi, alla relativa selezione delle varietà, ottenute “forzando” opportunamente, la naturale evoluzione, per ottenere specie sempre migliori e sempre più adatte alle nostre crescenti esigenze: fu contro natura? Tecnicamente si: ma solo un imbecille oggi, visti i vantaggi ottenuti, si sognerebbe di dirlo..
      Detto questo: un uomo, secondo natura, potrebbe volare? Potrebbe trasmettere la sua voce e la sua immagine più distante di un centinaio di metri? Potrebbe naturalmente sconfiggere i vari malanni o sostituire (leggi trapiantare) organi ormai irrimediabilmente deteriorati? Oggi troviamo perfettamente naturale, quello che naturale non è per niente; è ovvio che occorre prevenire ed impedire aberrazioni dal punto di vista etico, ma il futuro è questo, Saverio: tu ed altri come te, non potete farci proprio niente: datevi pace.
      Le basi della tua società ideale, caro Saverio, te le puoi conficcare dove meglio credi, l’uomo, inteso come genere umano, tende sempre a qualche cosa di migliore e tu sei solo un residuo di quello che un giorno studieranno alle università: Cercopiteco, Neanderthal, Cro Magnon, fai un po’ tu: il fatto è che voi siete una specie in via di estinzione: hai tutto il diritto di raccontarci le tue paturnie, noi avremo la cortesia di sopportarle, intanto il mondo se ne frega e va avanti.

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      1. Saverio

        Se ne deduce che il futuro evolutivo dell’ uomo debba passare necessariamente attraverso l’omosessualità per raggiungere la massima rappresentazione del suo essere. Complimenti, tutti quelli che ancora, per non volersi allinearsi alle vostre teorie evolutive, procreano in maniera oltre che naturale, razionale, sono da considerare trogloditi. Fortunatamente, per l’ umanità, non tutti gli omosessuali, o depravati che dir si voglia, sono privi di raziocinio. Non è che per giustificare o omologare i vizietti di alcuni si debba necessariamente stravolgere l’ universo tutto, sarebbero sufficienti cinque lire di decenza e chiunque resterebbe libero, sotto le proprie lenzuola, di accoppiarsi con chi meglio crede, uomini o animali. L’ assurdo e demenziale è il tentativo di far passare le proprie inclinazioni sessuali come problema e interesse collettivo al punto di stravolgere l’ordine costituito per beceri interessi personali. Mi spiace sottolineare che la società da voi prospettata non ha futuro ed è destinata all’ implosione, il bene comune non può essere piegato ai pochi, sodomiti o non. Quella da voi prospettata è si una aberrazione che puoi tranquillamente infilare nel tuo orifizio migliore.

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        1. adminadmin

          L’ assurdo e demenziale è il tentativo di far passare le proprie inclinazioni sessuali come problema e interesse collettivo al punto di stravolgere l’ordine costituito per beceri interessi personali.

          Ecco, più o meno quello che diceva chi era contrario ai “matrimoni misti” negli USA. Curioso…

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          1. Saverio

            Non mi sembra che sia propriamente accomunabile al tema in discussione.
            Curioso di che??
            Vuole forse arrivare al concetto che, se non si considerano due uomini omosessuali conviventi famiglia, si è sicuramente razzisti?
            Curioso….

          2. adminadmin

            Sei libero di non capire quello che scrivo.

            Io ho solo fatto notare una curiosa fortissima similitudine tra il tuo pensiero e quello di chi osteggiava il “matrimonio misto”. Ognuno tragga le conclusioni che preferisce.

        2. Caffe

          Ordine costituito? Saverio, in ogni tuo discorso, non c’è traccia di ordine e questo dipende da qualcosa che non funziona nel tuo cervello: io non ho teorie evolutive, io prendo atto di una situazione in divenire che è sotto gli occhi di tutti. Io sono eterosessuale ma non mi da fastidio che altri con gusti diversi dai miei vivano esattamente come cazzo gli pare; io dico forte e chiaro a te, per dirlo a tutti, che sarebbe ora che gente che nulla ha da temere dal formarsi di nuovi tipi di sodalizi tra esseri umani, si facessse un po’ di cazzi suoi, che finalmente imparasse a campare e a lasciar campare. Nessuno ti obbligherà mai a fare quello che non vuoi fare e allora, Saverio, perché continui a rompere i coglioni a gente che si guarda bene dal rompere i tuoi? In quanto ad orifizi, pensa a riempire in modo migliore, quello che ospita il tuo inutile cervello.

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          1. Saverio

            Nel merito:
            1° Caro Caffè, sei stato tu a consigliarmi di infilare in qualche buco corporeo le mie idee, di risposta non puoi attenderti nulla di diverso
            2° L’ evoluzione di specie a vanvera l’hai tirata fuori ancora tu
            3° Ho precisato che con cinque lire di decenza, non facendone una bandiera per capirsi, sotto le proprie lenzuola ognuno è libero di dare sfogo ad ogni pratica che più gli aggrada. Naturalmente se non sconfina nel penale
            4° Non mi interessano minimamente le tue inclinazioni sessuali, omo o non che siano
            5° I sodalizi tra esseri umani, dei quali vai cianciando istericamente, esistono senza bisogno di equipararli ad altri.
            6° Quello che stanno cercando di far passare in parlamento sono cazzi di tutti me compreso, senza entrare nel merito delle generazioni future partorite da una legge demenziale come questa
            7° In ultimo sono molto dispiaciuto della fragilità dei tuoi coglioni

  11. Saverio

    Admin, sei libero di interpretare e mistificare il pensiero altrui, ho semplicemente dedotto e anticipato dove sei solito andare a parare per chiudere argomentazioni ostiche. Palesemente e coerentemente è da sempre il vezzo di colui che a corto di ragioni pretende di nobilitare cause che di nobile nulla hanno. I vari interventi ed articoli assortiti propinati non lasciano dubbi interpretativi sulla intenzione di demonizzare e ridicolizzare con ogni stratagemma l’interlocutore non allineato. Non è con le pernacchie che si rafforzano le proprie tesi

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  12. Saverio

    Come continui a dimostrare, le mie impressioni, come quelle di tanti altri, sono più che fondate. Gira che ti rigira, la conclusione delle tue argomentazioni è sempre la stessa; sono superiore per appartenenza, gli altri o sono mediocremente scemi o semplicemente fascisti.

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    1. adminadmin

      Povero piccolo… hai bisogno del sostegno delle imprssioni degli altri?
      Il tuo parere non conta davvero nulla, neppure per te?
      Curioso: tiri fuori termini che non ho usato. Ma io sono il mistificatore, certamente. ;-)

      Replica
    2. Caffe

      Allora Saverio, per inquadrare meglio la discussione, ti faccio qualche domandina semplice semplice alle quali ti pregherei di rispondere con onestà: vedrai che così la discussione, finalmente decolla oppure, quello decollato, sarai tu.
      1) Per chi hai votato, l’ultima volta? E non dirmi la stronzata che il voto è segreto, sarebbe una scappatoia infantilmente stupida.
      2) Perché pensi che una coppia di gay, maschio o femmina che sia, non deve poter adottare o comunque prendersi cura di un bambino?
      3) Perché mai, un unione non esattamente “normale” non dovrebbe essere regolamentata da una legislazione, di fatto già vigente in quasi tutte la Nazioni occidentali, una legislazione che stabilisca, cioè, obblighi e diritti tra i componenti di questa coppia, alla stregua di tutte le altre coppie?
      4) Cosa toglierebbe una tale legislazione a tutte le altre famiglie “normali”?
      5) Perché mai, il modo di vivere o le facoltà concesse da un eventuale legge, ad una coppia di fatto, sia essa etero o gay, dovrebbero essere e ti cito: “anche cazzi tuoi”?

      Replica
      1. Saverio

        In onestà e con sincerità mi accingo a rispondere anche se su il primo mi chiedo che ci quaglia, visto che il voto, oltre che per ovvi motivi segreto, è il frutto di molteplici considerazioni:
        1° alle ultime politiche ho votato 5stelle, se ti riferivi alle regionali idem. Se invece mi chiedi le prossime intenzioni mi trovi impreparato.
        2° Penso che non è possibile fermarsi al desiderio di maternità omosessuale senza porsi il problema di cosa questo possa comportare nella crescita e sviluppo del diretto interessato che è il bambino. Abbiamo studi seri su eventuali turbe psicologiche che il crescere in una “famiglia” omosessuale potrebbe comportare all’infante suo malgrado interessato? L’eventuale bambino ha il diritto di scegliere dove crescere? Mi sembra di aver capito che l’ideatrice di questa proposta di legge si preoccupi più dei danni causati dal mancato svezzamento dei cuccioli di cane che dai danni psicologici evolutivi che potrebbe avere un bambino.
        3° Sono perfettamente conscio che vada regolamentata anche una unione omosessuale, non comprendo come però possa essere equiparata ad una famiglia “normale” che è completamente un’ altra cosa, sia giuridicamente che socialmente. L’ affermazione che sia l’Europa che ce lo imponga, se permetti, sono cazzate pretestuose. L’ equiparazione ai matrimoni civili aprirebbe di fatto ad altre pratiche aberranti come utero in affitto ecc ecc, capitolo a parte.
        4° Prima di chiedermi cosa toglierebbe alle famiglie “normali” una simile legge, mi chiedo che contributo darebbe alla crescita della società.
        5° Sono “anche cazzi miei” in quanto facente parte di questa società ed avendo a pieno titolo diritto di espressione.
        Non vedo come possa essere correlata la discussione in fase di “decollo” con un mio fantomatico squilibrio mentale che, forse a torto, mi è parso di leggere fra le tue righe.

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          1. Saverio

            Prendo atto che vi è un articolo in merito, anche se non approfondisce il tema, ti contesto che forse mi ero posto il problema anche dalla parte dell’ infante che dovrebbe subire una situazione senza aver voce in capitolo. Parimente ho letto articoli scientifici di ugual spessore che arrivano a risultati opposti, vogliamo davvero scoprire dove sta la verità sulla pelle delle nuove generazioni? Non credo che sia il metodo migliore per appurare cosa è più dannoso nella formazione identitaria di un individuo

        1. Caffe

          “decollare” significa anche “decapitare” anche se è un modo arcaico di dirlo e io l’ho usato in un gioco di parole che voleva essere ironico, ma per apprezzarlo, appunto, bisogna essere persone diverse da te: in questi dettagli si vede il tuo spessore di interlocutore e non aggiungo altro. Nulla quaestio sul tuo partito di riferimento, d’altronde quella domanda era solo per soddisfare una mia curiosità, ma, venendo alle cose serie: tu chiedi: ” Abbiamo studi seri su eventuali turbe psicologiche che il crescere in una “famiglia” omosessuale potrebbe comportare all’infante……?”, risposta: non mi risulta e chi afferma che esistano, dice una stronzata, una stronzata che ripetono fino all’ossessione, incuranti del ridicolo, molti leader politici, tanto loquaci quanto screditati: a me non risultano studi di organismi accreditati e competenti a livello mondiale come L’OMS, che portino a queste conclusioni, anzi, proprio l’OMS, venticinque anni fa, ha depennato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali; quindi, la probabilità di incorrere in turbe psicologiche crescendo in una famiglia omosessuale, non è significativamente diversa o maggiore, da chi è allevato in una famiglia “normale”; il problema, quando si pone, è puramente ambientale e riguarda l’ostilità e l’ignoranza di coloro che avversano sempre e comunque chi è “diverso” da loro; è questa la mala pianta anche culturale da estirpare, non certo chi cerca di vivere a modo suo senza nuocere a nessuno. L’Europa ed altri organismi internazionali, ci condannano quotidianamente per tantissime cose: noi, da come gestiamo cosucce insignificanti come la Giustizia o i Diritti civili di alcune minoranze, siamo del tutto equiparabili a Paesi del quarto mondo; noi tutto siamo, tranne che un Paese civile e questo, caro Saverio è un dato di fatto e non “cazzate pretestuose”; liberissimo tu di fregartene come un Salvini qualsiasi, ma io non posso fregarmene, perché voglio vivere in un Paese civile, non in una Padania allargata, ottusa e meschina; perché, Saverio, la civiltà di un popolo, non si misura dal solo fatto che tutti hanno la pancia piena e affanculo froci e carcerati e questo, sostanzialmente, risponde anche al resto delle tue considerazioni; in definitiva: anche un solo caso merita attenzione, quando si tratta di diritti umani e civili; non puoi rifugiarti sul “c’è ben altro da fare” per la nostra Società; questo è tutto e non c’entra nulla la libera espressione della tua opinione, qui tu l’hai ampiamente espressa più volte, ma se la tua opinione mi puzza di fascismo, io te lo dico sul muso e se questo non ti piace: beh, me ne farò una ragione.

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          1. Saverio

            Guarda che ti sfugge che Admin ha asserito, facendo riferimento ad un collegamento, che al contrario esistano studi approfonditi sul tema che, guarda caso, attestano che la crescita in un ambiente omosessuale sia di stimolo all’ evoluzione psicologica dellì infante.

  13. Saverio

    Sei veramente una persona “curiosa” attenta alle “piccolezze” altrui, che caro che sei, fai tenerezza. Quasi quasi mi commuovo. Per la cronaca, piccolo mistificatore, la tua boria trapela da ogni intervento, compreso il negazionismo delle proprie affermazioni. Tutti i tuoi interventi sono illazioni sui pensieri a te avversi e si concludono sempre con la classificazione dell’ interlocutore di turno in patologicamente demente o appartenente in schieramenti politici non degni di rispetto; fascisti o leghisti. Come se il solo non allinearsi al tuo pensiero comportasse la appartenenza di diritto a una sub cultura. Scendi dal pero amico mio, il tuo pensiero non è così illuminato come credi, sei molto più piccolo del piedistallo sul quale ti hanno posto.

    Replica
  14. Saverio

    Al tempo, non mi sembra il caso di scaldarsi. Se il tuo discutere comprende solo gli epiteti gratuiti, forse è segno che ti sfugge il significato stesso dell’ atto

    Replica
  15. Saverio

    Siamo alle solite, il gran uomo distribuisce vezzeggiativi dispregiativi a destra e manca dal’ alto ragguagliando i suoi accoliti su la linea più opportuna da tenere. Poi ero io che abbisognavo del sostegno altrui. Tengo a precisare che accolito non è dispregiativo, sgherro lo sarebbe stato ma me ne sono astenuto.

    Replica
    1. adminadmin

      Trovi che “ometto” sia dispregiativo? Strano, a Milano gli adulti invitano i bimbetti a fare “il bravo ometto” e nessuno ha mai pensato di rivolgersi al Telefono Azzurro… Mi sa che hai una visione molto distorta dell’italiano…

      Replica
      1. Saverio

        Appunto, i bimbetti. Quando invece è riferito ad un uomo ne sminuisce la statura morale. A Milano dicono anche culatone per riferirsi ad un “femminiello”, ma non mi sembra che gli omosessuali lo prendano come complimento. L’ italiano è bello per la sua capacità di esplicitare con mille sfumature lo stesso concetto, al contrario di altre lingue, e credo che tu faccia solo finta di non comprendere i sotto intesi di ciò che scrivi, risultato non fai che confermare ciò che ho affermato sul tuo relazionarti con il prossimo

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        1. adminadmin

          “Fare il bravo ometto” è un invito a fare l’adulto, a fare il bravo. Ma sei libero di continuare a credere quello che vuoi: evidentemente ti piace fare la vittima. Contento tu, contenti tutti.

          Replica
          1. Saverio

            Scusa il ritardo nel rispondere, iersera ho avuto un contrattempo. Come ti esplicitavo nel definirti mistificatore, noto che nel tuo virgolettato hai prontamente aggiunto “Fare il bravo” nel patetico tentativo di dare un senso scherzoso al tuo vezzeggiare stravolgendo il senso e l’intenzione originale palesemente offensiva, avvallando ancora una volta il pensiero che ho di te, mistificatore appunto. Il vittimismo con il quale cerchi di etichettarmi per dileggio non mi appartiene, so da sempre difendermi e destreggiarmi da persone di poco spessore quale appari. Ritornando al fulcro del tema in essere, ti faccio notare che, nonostante il fuoco di sbarramento e il divagare sul personale, sempre nell’ottica di ridicolizzare l’interlocutore, non hai apportato nulla di nuovo alla discussione che valorizzi le posizioni da te poste. Mera curiosità fuori contesto, ma Admin e Caffe sono il medesimo soggetto? Scusa l’illazione ma a volte ho l’impressione che Caffe risponda di rimando al tuo posto, che sia il braccio armato del gruppo, l’uomo forte, è palese solo che a volte si ha la sensazione che sia un tuo personaggio di fantasia. Se così non è chiedo venia ma era un dubbio che mi balenava, non sarebbe comunque un problema. Contenti voi, contenti tutti.

          2. adminadmin

            L’unica cosa patetica che vedo io è la tua pervicacia nel farti passare come vittima.

            Il mio esempio è chiaro e limpido. Se dico ad un bimbo di “fare l’ometto”, lo invito ad essere migliore, ad essere adulto.
            Definirti ometto non è quindi dispregiativo, visto che, anche un bimbo milanese lo capisce, è un invito ad essere migliore.

            Circa la tua curiosità: libero di pensare quello che vuoi. Ed ho l’impressione che qualsiasi risposta non ti andrebbe a genio, quindi stendo un velo pietoso e passo oltre.

  16. Saverio

    Per avere una vittima occorre un carnefice e non mi sembri decisamente all’ altezza. Girala come vuoi sempre cocuzza rimane. Se hai finito di divagare per distogliere dal tema, puoi tornare sul pezzo e argomentare con buona pace di tutti. Per le cazzate assortite puoi scrivere un post su “il nostro amico Saverio”.

    Replica
    1. adminadmin

      Ti ho già invitato a leggere gli articoli prodotti in precedenza. Si tratta di articoli che raccontano di come la comunità scientifica sia compatta nel ritenere che le adozioni da parte di coppie omosessuali non producono ripercussioni sulla psiche dei bimbi più di quante ne produca l’adozione da parte di una famiglia etero. In particolare si affronta un tema importante: il presunto studio che afferma l’esatto contrario, realizzato da tale Mark Regnerus. Questo studio è stato molto criticato e puoi leggere negli articoli già scritti in precedenza quali reazioni ha prodotto.

      https://en.wikipedia.org/wiki/Mark_Regnerus

      Replica
    2. Caffe

      Adesso riconosco la tua anima grillina, Saverio e soprattutto, comincio a capire come ragioni: complotto!!! Prodigioso, finalmente mi hai smascherato, io sarei l’alter ego di Admin, se non addirittura lui stesso, sotto mentite spoglie; ma dimmi: tutto questo, lo hai pensato da solo o ti ha dato una mano Casaleggio? Ora divago un po’, visto che me ne hai gentilmente fornito il pretesto: certo che stanno messi bene assai, i M5Si, formidabili smascheratori dei complotti più inverosimili ed involontari autori delle gaffe più grottesche, il tutto instancabilmente, a tempo pieno, pure la domenica e soprattutto, gratis. (qui ne riportano un gustoso riassunto: http://www.panorama.it/news/politica/m5s-teorie-del-complotto-allunaggio).
      Tornando a bomba: noto, non meravigliandomene, che non hai risposto al mio ultimo commento, se non con una brevissima, scalcinata replica, nella quale cianciavi di link proposti da Admin, risultando evidente che, se pure tu fossi andato a leggerteli, come al solito, non ci hai capito una mazza; io sono pronto a discutere con te, anzi ho già cominciato, invece, tu ti gingilli con Admin e lo inviti ad argomentare non si sa bene a proposito di cosa, ma eviti accuratamente di entrare nel merito da quanto da me affermato, ammesso ed ho i miei dubbi, che tu abbia capito effettivamente, quello che ho detto.
      Ancora mi scappa da ridere: io sono Admin! Oh Signur!
      X Admin: non mi scappa da ridere perché ci hanno associato in un unico personaggio, mi scompiscio al pensiero di come deve essere spappolato il cervello di Saverio, per aver pensato una fesseria del genere.

      Replica
      1. adminadmin

        La mia dicotomia mi porta ad affermare come Admin che “stendo un velo pietoso” mentre quando mi comporto da Caffe rispondo rilanciando e definendo “fesseria” il pensiero di Saverio… Sono davvero malato. ;-)

        Replica
      2. Saverio

        Scusa, come detto ad Admin, iersera ho avuto un contrattempo. Veniamo a noi e al tuo scritto:
        “decollare” termine arcaico (?), staccare la testa dal collo, ossia decapitare. Ne ho dedotto che sicuramente non essendo nelle condizioni di decapitarmi per ovvi motivi di desistenza mia, potessi solo riferirti all’ analogia di testa non connessa. Cosa ci fosse di apprezzabile in una simile cazzata lo sai solo tu o tuoi simili. Non aggiungerei altro neanche io. Noto altresì che il voto dato ai 5stelle è invece motivo di spunto per altre basse cazzate, per inciso la scelta di votare un movimento in un determinato contesto non sottintende automaticamente il riconoscersi in esso, almeno per le persone con uso di raziocinio proprio che non si schierano a priori per appartenenza di classe, quello lo fanno i pecoroni privi di libero arbitrio. Andando alle cose serie, anche se forse non ti confacciano, La risposta di Admin mi ha veicolato su un trafiletto che dava una interpretazione del mio quesito. Tu al contrario ribadisci che: “non mi risulta e chi afferma che esistano, dice una stronzata, una stronzata che ripetono fino all’ossessione, incuranti del ridicolo” dando di fatto del divulgatore di stronzate al buon Admin. Due righe dopo esprimi idee contrarie che possono essere anche discusse e potrei trovarmi in accordo su alcuni punti. Rimane il quesito su la legittimità di imporre realtà diverse a un bambino, potrebbe non essere così contento e felice come credi. Che l’ unico parere psicologico accreditato sia quello fin qui nominato mi sembra pretestuoso. Concordo che l’Italia si stia omologando ad una repubblica delle banane e i nostri politicanti ce ne danno ampia dimostrazione giornaliera, da qui il mio aver votato 5stelle dopo aver provato con Radicali o con i Socialisti di Bettino “caro”, dissento sul fatto che il correre a votare una legge fatta malissimo con il pretesto che è l’Europa a chiedercelo non sia una cazzata pretestuosa. Comunque se sei così interessato alla lotta per i diritti umani, ti faccio presente che stiamo bellamente calpestando i diritti del bambino e delle mamme surrogate che li partoriranno, come ti ho fatto notare con il riferimento della battaglia sui diritti dei cuccioli di cane di essere svezzati. Forse che un cucciolotto è più indifeso di un bambino o che ha più diritti di tutela? Queste sono le mie remore ad accettare in toto l’ equiparazione alla famiglia. Presto avremo un incremento di quelli che potendo andranno in India ad affittare un utero per comprarsi un bel bambino nuovo nuovo, e non venirmi a raccontare che quelle ragazze lo faranno per puro altruismo nei confronti degli omosessuali. La verità è che nascerà un fiorente mercato sfruttando il disagio economico-sociale di tante donne costrette a vendere la propria dignità morale oltre che il proprio corpo. Se questo è il futuro equo e giusto che auspichi poveri noi. Più realmente credo che il tuo, come quello di molti altri, sia il battersi il petto perché così dice il partito. E’ per questo motivo che ti ho detto che non ho deciso cosa votare alle prossime elezioni, se mai ci saranno, io che tu ci creda o no, me ne strafotto di Salvini, Casaleggio, Renzi, Berlusconi e chi più ne ha ne metta, tanto sono sempre gli stessi che girano, cerco al contrario di votare chi possibilmente, non utopisticamente, abbia la parvenza di mantenere almeno il due percento delle promesse elettorali. Per la cronaca e darti un’ altro spunto di dileggio, ho votato anche Bersani. Il tuo “ mi puzza di fascismo, io te lo dico sul muso” mi lascia totalmente indifferente al pari se altri mi tacciassero di comunismo. Per come la vedo io è la stessa merda con due nomi diversi, sfumature comprese. Beh, è di questo che devi fartene una ragione e piantarla di elevarti, non ho complessi di inferiorità nei confronti di nessuno.
        Non avverso chi è diverso ma neanche lo elevo a priori solo per la sua appartenenza ad una minoranza facendone una bandiera buona per ogni battaglia.
        Spero di essere stato esaustivo. Stammi bene

        Replica
        1. Caffe

          No, Saverio, non sei stato esaustivo, al massimo, esausto: continui a menar il can per l’aia, non potendo fare altro: libero arbitrio? Tu non riusciresti a trovare la strada di casa, se non ti attaccassero sui vestiti, l’etichetta con l’indirizzo ogni volta che esci di casa: tu hai bisogno di essere imboccato, ed indirizzato, perché non hai sviluppato mai un cazzo di pensiero autonomo ed hai un estremo bisogno di chi pensa per te: tu di tuo, hai solo le paure che altri ti hanno instillato ed in mancanza di anticorpi che si ottengono solo studiando per benino, fin dalle elementari, ti comporti, parli e straparli, secondo slogan e clichè pret a porter; che essendo già pronti, sono più facili da indossare e poi ti eviti quella grande rottura di coglioni del dover pensare, istruirsi ed informarsi prima di aprire quella fogna della tua bocca. Il pecorone, in realtà sei tu, ma, come tutti i pecoroni, di questo fatto te ne accorgerai solo a Pasqua, quando ti faranno la festa. Stammi bene pure tu, ma attento, che Pasqua è vicina.

          Replica
          1. Saverio

            Sei fantastico, ogni volta riesci a stupirmi con le stesse cazzate vestite di nuovo. Riguardati anche tu però, perchè prima o poi la Pasqua arriva davvero per tutti e allora saran cazzi acidi a cercar di intortare con ste minchiate chi ti giudicherà. Adesso scusa se non mi dilungo a rispondere alle tue fantasiose derubricazioni, troverai certamente nel blog un tuo pari con il quale trastullare il tuo neurone. Ciao bello ci si sente

  17. Caffe

    Superbo quel: “fantasiose derubricazioni”; nemmeno se mi pigliasse un attacco di appendicite fulminante, con la febbre a quarantadue, io riuscirei a mettere insieme un aggettivo ed un verbo i quali, in combinazione tra loro, non significano assolutamente niente: evento quasi impossibile da realizzare, ma a te riesce così facilmente che verrebbe la tentazione di tirare in ballo la magia, una cosa che quando l’hanno saputo all’Accademia della Crusca, ha provocato un’ondata di suicidi tra gli eminenti accademici: dammi retta, metti a frutto questo dono e proponiti come paroliere per le sue canzoni, al grande cantante Marco Masini; il vostro sarebbe un binomio fenomenale, da far impallidire due giganti del pensiero come Alvaro Vitali, l’indimenticabile Pierino di tanti meravigliosi film ed il senatore Antonio Razzi, sobrio parlamentare, dotato di una proverbiale proprietà di linguaggio. Comincio a pensare che mi mancherai, qualora tu ti decidessi di non frequentare più questo sito.

    Replica
      1. Caffe

        Ho appena scritto il contrario, sia pure in maniera ironica, caro Saverio e non mi rode proprio niente: se mai, pare proprio che sei tu, quello a cui rode qualcosa; questo intervento, come tutti gli altri, te lo potevi pure risparmiare.

        Replica
  18. Gianni Accarino

    Giusto

    pertanto anche i pedofiili poverini sono pesone normalissime…… è solo una questione di gusti sessuali no?

    Replica
    1. Caffe

      Ecco un altro genio, puntuale come una cambiale: ehi, signor Accarino? Ma dove minchia hai letto, su questo blog,, una sola parola che sia una, a favore di una pratica e di una categoria di persone abbiette come i pedofili? Te la canti e te la suoni da solo, la solita canzoncella di chi pensa di aver capito tutto, nevvero? Beh, hai sbagliato blog: quelli che cerchi si nascondono sotto ben altre, prestigiose spoglie anche se mentite; prova a rivolgere la tua attenzione ai preti ed i loro tirapiedi “laici”: a giudicare dai processi intentati, alcuni patteggiati e molti altri insabbiati dalle gerarchie vaticane, quelli lì, se veramente cerchi il marcio, non ti deluderanno mai.

      Replica
        1. Caffe

          Admin, tu lo sai che io, per temperamento, sono un istintivo che spesso riflette poco prima di replicare e quindi tendo a cadere spesso nei tranelli maliziosi di chi, non avendo evidentemente, niente di meglio da fare, pensa bene di venire qui ad intervalli regolari, a fare i suoi bisognini, come se questo blog fosse un parco per cagnolini incontinenti; ma penso anche che se non si risponde a tono a certi tipi di “provocazione”, qualche fenomeno, come questo Gianni, potrebbe pensare che chi tace acconsente: ebbene, corro volentieri il rischio di passare per un ingenuo e pazienza, c’est la vie; ma certe cose, io, non le faccio passare.

          Replica
  19. Caffe

    Il trolluccio torinese non è un ****** isolato: dove mi giro ne incontro a bizzeffe: Tanto per dire; Adinolfi, quello del panda trans gender e degli ultimi duemila family day, ognuno dei quali, a suo dire, raduna almeno due milioni di persone, dove, fisicamente parlando e anche considerando che non dovrebbero essere una moltitudine, i contorsionisti ultra cattolici, a stento ne entrerebbero meno di un quarto e pazienza, di ignoranti di matematica e geometria, ne abbondano, purtroppo, pure a sinistra. Quello che voglio segnalare, è l’uso professionale e sistematico che questo falso magro dell’integralismo cattolico, fa della menzogna: egli ignora, forse, che il suo superiore diretto, tale Gesù di Nazareth, tollerava di tutto, mignotte comprese, ma non i mercanti nel tempio: Adinolfi si dovrebbe vergognare di molte cose, io ne indico una, solo un po’ più infame delle altre:
    se questo Giorgio Ponte esiste davvero, mi rimangio tutto, ma prima lo invito pubblicamente a confrontarsi con me, qui ed adesso.
    http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2016/02/03/storie/per-uomini-che-si-caricano-la-loro-fragilita

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  20. Alfredo

    Ma scherziamo? ma i *********** non sono **** ********? haha mi vien da ridere solo a pensare che due mascoli *********** siano ************** haah ma chi volete farlo credere! e poi e’ anche una ******* degli ultimi 20 anni guardate al tempo di guerra se c’erano queste ********. e’ una ******** ******* ****** mista a *****. tante’ vero che quando si doveva lavorare 15 ore al giorno tutti questi ******* in italia non c’erano.http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif

    [Il benevolente Admin ha deciso di valorizzare adeguatamente il tuo messaggio puccettoso, sii grato]

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    1. Caffe

      Gli asterischi che ho posto nel mio intervento, erano un modo di far capire ironicamente, senza dirlo esplicitamente, quanto un essere umano possa essere cretino: di fatto, io constato che due milioni di anni di evoluzione della nostra specie, ad Alfredo gli hanno fatto un baffo: tanto che, il poveretto, credendo di ironizzare, ha inequivocabilmente dimostrato che i cretini che dimorano tra noi, sono ancora in buon numero: che qualche dio, abbia pietà di lui, di quelli come lui e si prenda cura di loro; io ho altro da fare.

      Replica

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