Scuola e omosessualità: piccole bugie omofobe sull’educazione (prima parte).

Secondo i fondamentalisti cattolici, la comunità scientifica sarebbe divisa su domande fondamentali come: gli omosessuali sono malati o no? Sono pericolosi come genitori? Questa divisione semplicemente non esiste, come mostrano i due articoli precedenti sulla ricerca medica e quella psicologica. Non solo non c’è alcun dibattito. Le organizzazioni professionali, occupandosi di tematiche scientifiche e sociali, hanno risolto la questione da così tanto tempo che ora si affidano direttamente ai codici deontologici per proteggere i pazienti (cioè noi) dall’abuso dei loro colleghi riconoscendo che i loro membri, soggetti a pregiudizi come tutti, possano basare su ciò le terapie anziché sulla ricerca. Questo lgbt scuola tempiarticolo e il prossimo analizzeranno come il settore educativo risponda alle istanze della comunità Lgbt, come le organizzazioni professionali abbiano non solo bandito l’omofobia dagli ambienti scolastici e familiari. Ma soprattutto come abbiano integrato in modo sistematico i due temi omosessualità e scuola. Nei curricula educativi, nella formazione professionale e in quella familiare.

Oltre alla comunità medica e quella psicologica e psichiatrica, anche l’intero settore educativo appoggia le battaglie civili del movimento Lgbt. Analizzeremo le più grandi organizzazioni di educazione e benessere dei minori, e gli enti indirettamente collegati a loro, quelli familiari. Perché proprio le associazioni familiari, composte da genitori eterosessuali, non si oppongono ai diritti delle persone lgbt, anzi le sostengono nelle loro richieste. Insieme a tutte le organizzazioni educative e di ricerca nel settore sclastico ed educativo. Vediamo nello specifico gli enti, i numeri che rappresentano, il materiale prodotto per favorire l’inclusione delle tematiche, delle persone e delle famiglie Lgbtq.

  • AASA (è l’organizzazione degli amministratori scolastici), cioè American Association of School Administrators14.000 membri, di solito “superintendents” ossiaA1 provveditori, in scuole elementari, medie e superiori. Co-sponsorizzano la guida della American Psychiatric Association “Just the Facts about Sexual Orientation and Youth” (insieme a AAP, AFT, ASCA, ASHA, NASP, NASSP, NASW, NEA) dove – lo ricordiamo – l’associazione genitori con figli gay e lesbiche PFLAG viene indicata quale risorsa essenziale. Nel 2000, in pieno scontro fondamentalista per proibire le associazioni di studenti gay, pubblicò nel suo periodico ufficiale “The School Administrator” un vademecum molto importante per aiutare i distretti scolastici a sviluppare politiche di inclusione di studenti gay ed eterosessuali, suggerendo tre risorse fondamentali che sono fumo negli occhi dei conservatori: aiutare le scuole americane nellaAASA magaZine 2-2000 tolerance formazione di GSA (Gay & Straight Alliance, gruppi educativi scolastici composti da ragazzi etero, gay, transgender e supervisionati da docenti); invitare genitori di gay e lesbiche appartenenti a PFLAG nelle classi; sollecitare tutte le scuole del paese a stampare e distribuire proprio la brochure “Just the Facts about Sexual Orientation and Youth”. Quattro anni dopo, nel 2004, pubblicò con altre organizzazioni nazionali (AFT, ASCA, ASCD, NAESP, NAIS, NASP, NASSP, NEA, NSBA, SSWAA) una guida a beneficio dei presidi che dovevano destreggiarsi tra diritti degli studenti Lgbt e proteste omofobe. Pubblicarono “Dealing Legal Matters Surrounding Students’ Sexual Orientation and Gender identity”, prendendo ovviamente la parte degli studenti Lgbt. Pure stavolta PFLAG era indicata come una risorsa. Fondamentale.
  • AERA (l’organizzazione accademica dei ricercatori in ambito educativo) ossiaAERA manual 2013 American Educational Research Association. 25.000 membri. I suoi candidati alla presidenza, per mostrare le loro competenze professionali, elencano tra queste “equity policies for LGBT”. Il suo periodico accademico-scientifico “Educational Researcher” ogni trimestre pubblica almeno un articolo su temi lgbt o richieste di proporre workshop sull’omosessualità nell’educazione. Nel 2013 ha pubblicato la guida per la prevenzione del bullismo in scuole e università intitolata Aera Slide bullyingPrevention of Bullying in Schools, colleges and Universities“. A sinistra la denuncia sullo stato della ricerca nel campo. Nel 2010 ha pubblicato un altro manuale importantissimo: AERA Studying Diversity in Teacher EducationStudying Diversity in Teacher Education” per spiegare ai futuri docenti la necessità di studiare loro stessi la questione Lgbt per essere pronti a sostenere quegli adolescenti e i loro compagni etero in classe. 463 pagine di scienza dell’educazione e promozione della diversità come base per l’arricchimento di ogni persona (e contro i tentativi dei fondamentalisti di impedire che si parli di soggetti Lgbtq in aula). Qua sotto il capitolo specifico su adolescenti Lgbt.AERA diversity manual contents
  • AESA (l’organizzazione non-accademica dei ricercatori in ambito educativo) AESA pagina su awardscioè American Educational Studies Association; composta da studenti, docenti, dirigenti scolastici, accademici che si confrontano sui fondamenti dell’educazione. Famosa per premiare annualmente la letteratura educativa che viene prodotta in ambito anglofono (si definisce “american” ma è internazionale). Ovviamente ogni anno tra questi vengono premiati testi educativi a soggetto Lgbt. A destra la pagina web dell’associazione. L’ultima copertina della prima fila è autoesplicativa.  
  • AFT (per dimensioni e importanza, la seconda organizzazione di docenti di ogni ordine e grado) la famosa American Federation of Teachers; tenersi forte per i dati e le date: 890.000 professionisti. Così importante che il New York Times AFT HRC olympic games 2014le offre una rubrica mensile. Una delle prime a battersi per l’uguaglianza, di chiunque. Già nel 1918 manifestava perché gli afroamericani fossero pagati quanto i bianchi e per la loro elezione nei consigli d’istituto. Nel 1919 per la fine della segregazione razziale nelle scuole. Nel 1928 per l’insegnamento a scuola del contributo dei neri americani nella cultura e nella società. Persino in occasione dei giochi olimpici di Sochi in Russia nel 2014 ha preso posizione per promuovere iAFT PTA ASCA APA 2010 bullying diritti delle persone Lgbt durante quelle manifestazioni. Non a caso collabora  con moltissime organizzazioni Lgbt (HRC, Victory Fund, National Gay & Lesbian Task Force). Con una delle più importanti, GLAAD, ha prodotto una campagna antibullismo via internet, nel 2011. Co-sponsorizza la brochure APA “Just the Facts about Sexual Orientation and Youth”. Nel 2004 A3ha co-pubblicato l’altra guida per presidi “Dealing Legal Matters Surrounding Students’ Sexual Orientation and Gender identity”. Nel 2010, in piena emergenza suicidi gay chiese al paese di raddoppiare gli sforzi per prevenire il bullismo omofobo. Insieme a GLSEN, l’organizzazione di docenti etero, gay, lesbiche e transgender, ha creato due progetti: “Back-to-School“, un’iniziativa per creare ambienti rispettosi nelle scuole dall’asilo alla quinta superiore (K-12, in inglese: Kindergarten-12esimo anno di scuola). E un’altra intitolata “Changing the Game” per sviluppare ambienti sportivi scolastici rispettosi. Insieme al Southern Poverty Law Center, l’organizzazione che mappa i cosiddetti “gruppi di incitamenento all’odio”, gli hateNASP respect orizzontale grous, ha sviluppato i programmi educativi chiamati Teaching Tolerance, piani didattici per promuovere l’accoglienza delle varie differenze e diversità nelle classi. Collabora con HRC, con It Gets Better, e con NASP (National Association of School AFT manuale per lgbt facultyPsychologists) per una campagna di affissioni nelle scuole (box a destra). E nel 2013 ha pubblicato “Creating Positive Work Environment for LGBT Faculty“, una guida per le università, affinché abbiano politiche inclusive di studenti, docenti e personale di ogni tipo all’interno dei campus.

Questa è solo la prima parte della lunghissima serie di organizzazioni educative che hanno abbracciato la richiesta di diritti della comunità Lgbtq. La mole di materiale educativo di tipo scientifico prodotto da molte di queste organizzazioni è straordinario. Non sono prese di posizione sull’onda di una moda presunta ma decisioni consapevoli di aderire alle battaglie civili proprio a partire da ciò che la ricerca sociale ha mostrato loro. Provveditori, ricercatori, presidi di scuole superiori, medie ed elementari (si, persino quelle elementari), genitori e docenti insieme, scuole pubbliche e private, tutti ma proprio tutti aderiscono alle richieste di parità civile e legale del movimento lgbt, come negli articoli precedenti per il settore medico e quello psicologico e psichiatrico. Aderiscono da una parte per motivi deontologici, in quanto la missione delle loro professioni è preparare bambini, adolescenti e famiglie a vivere nel mondo civile, che è laico e plurale. Dall’altra aderiscono per motivi “opportunistici”, perché psicologia e sociologia mostrano che un ambiente dove le persone si sentono libere di vivere la propria identità e specificità senza timori e nascondimenti, aiuta il gruppo a crescere, a imparare a relazionarsi con le persone invece che giudicare i comportamenti. Anni luce dalla richiesta di bloccare i progetti sulla cultura delle differenze di genere e gli orientamenti sessuali dei politici italiani del 2014.  Anni luce dai paesi sviluppati. Presto la seconda parte della ricerca.

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Alex Galvani

Informazioni su Alex Galvani

Pedagogista gay (definizione che provoca ictus a raffica ai ciellini quando lo leggono), nomade tra Utah e Italia, si occupa di sostegno alle famiglie eterosessuali con figli e figlie gay, lesbiche, transgender, bullismo omofobo, stereotipi e discriminazione. Insomma tutto quello che di peggio e' contenuto nel cervello dei cattolici integralisti. E poi insegna cultura, arte e storia europee nei programmi per studenti adulti all'Universita' statale dello Utah (anche questo manda fuori di melone i ciellini, perche' secondo loro i gay devono capire solo di gay).

48 pensieri su “Scuola e omosessualità: piccole bugie omofobe sull’educazione (prima parte).

  1. diego

    Nel mentre, nella laica, illuminata e libertaria Italia: “Umbria, contestato dai genitori dei ragazzi perché gay: maestro di danza lascia la scuola”.

    Adoro l’odore di civiltà, il mattino presto.

    clicca qua, ciccio

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    1. Caffe

      Ma dici davvero, Diego? Eppure Zoe Giuliani, una vera esperta, tra le altre amenità, ci ha assicurato proprio qui, davanti a testimoni, che l’omofobia in Italia non esiste: sarei curioso di sapere come commenterebbe notizie come questa, che sono anche più numerose di quante abbiano la ventura di divenire di pubblico dominio, perché Zoe non lo sa o fa finta di non sapere, che l’omofobia manifesta, quella da tutti, a parole, esecrata, è tutto sommato, cosa rara e prerogativa, quasi il marchio di fabbrica, dei soliti idioti conclamati, che non vale nemmeno la pena di citare, perché li conosciamo tutti; Zoe non sa o fa finta di non sapere, che esiste un’omofobia strisciante, nascosta e dissimulata dietro un atteggiamento di cortese tolleranza, ma che riaffiora spesso e notizie come questa ce lo confermano tutti i giorni; perché di questo si tratta: l’omofobia a stento dissimulata è diffusissima ed è quella che fa male sul serio, solo chi non ha gli occhi e le orecchie, non si accorge che questa caratteristica è nel dna di milioni di nostri connazionali, i quali non sanno neppure di esserlo, omofobi, tanto è naturale per loro, considerare gli omosessuali una categoria umana a se stante, notoriamente afflitta da tutta una serie di problemi e tic, puri stereotipi che il cinema di serie b, o l’avanspettacolo più becero, ci ha illustrato per anni, tirando su generazioni di machos dei miei stivali. Una categoria di persone, gli omosessuali, alla quale viene concesso graziosamente, di non essere sterminati in massa, (accopparne uno ogni tanto, può bastare), ma, essendo considerate costoro, persone “notoriamente” inaffidabili, non è concesso loro di godere di diritti elementari dei quali possono godere tutti gli altri, pur dovendo sottostare agli stessi doveri. La parola d’ordine degli omofobi mimetici alla Zoe Giuliani è: “Io non ho nulla contro gli omosessuali, PERO’: allevare un bambino? Ma dai!!! E’ in quel “però”, che si nascondono i mucchi di pupu’ che intasano la loro inutile cavità cranica. Nevvero, Marcello?

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      1. diego

        Strano: mi trovi d’accordo.

        Anzi, aggiungerei: non solo “esiste un’omofobia strisciante, nascosta e dissimulata”: esiste una meschinità strisciante, nascosta e dissimulata nella maggior parte delle persone.

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        1. Caffe

          Attento Diego, omofobia e meschinità non sono sinonimi: non tutte le persone meschine sono necessariamente omofobe, anche se tutti gli omofobi sono meschini; ne consegue che uno come come me, può tranquillamente convivere con persone meschine, cercando di comprendere, perché so che si può nascere meschini o diventarlo per i più disparati motivi, insomma, qui non si tratta di colpa ma di indole che si può correggere, strada facendo, se incontri la gente giusta; gli omofobi invece no, non li sopporto, anche se io sono etero, per il semplice motivo che chi, ottusamente disprezza e discrimina chi è diverso e preferibilmente, più debole di lui, a me mi fa uscire letteralmente, fuori dai gangheri; purtroppo sono tanti gli idioti che corrispondono a questo identikit: dagli obesi agli albanesi, certa gente, deve prendersela con qualcuno, per sfogare le proprie frustrazioni, ma tra tutti, non ho dubbi, è proprio l’omofobo, il prototipo del tipo di persona che detesto e combatto con i miei poveri mezzi.

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          1. diego

            Mai detto che tutte le persone meschine sono omofobe.
            Semplicemente l’omofobia è una delle tante incarnazioni della diffusa meschinità.

      2. Faggot

        Tuttavia anche gli stereotipi dei peggiori film di serie B hanno un fondo di verità.
        Io che l’ambiente omosessuale lo frequento materialmente, senza idealizzarlo, ammetto di averne conosciuti di soggetti spostati, ticcosi, isterici, inaffidabili (alcuni al limite della pedofilia).
        Sicuramente esisteranno anche ambienti gay più “normali”.

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        1. Caffe

          Faggot e chi te lo dice che, forse per qualche rimorso di coscienza (qualcosa di simile a quello che molti di noi provano per gli ebrei), io abbia messo su una specie di piedistallo e che considero la gente omosessuale, sempre e comunque, dalla parte della ragione? Il farlo sarebbe solo un’altro aspetto della discriminazione che da sempre subiscono, una specie di risarcimento da loro non richiesto ne’ dovuto, perché, da parte mia, non devo questo tipo di atteggiamento a nessuno in particolare: in altre parole, non ho questo tipo di complessi, io da eterosessuale, se incontro un gay e lo giudico uno stronzo, glielo dico chiaro e forte in faccia, ribadendo così, esplicitamente, che non considero queste persone diverse da me, sia nei pregi che nei difetti; io prendo atto solo che gli omosessuali, come gli zingari, le donne e via discriminando, in Italia sono sottoposti da sempre ad una sorta di morte civile, che di fatto li fa cittadini di serie B, detto ancora più chiaramente: prendo atto che la gara è truccata ed io, da buon sportivo, denuncio i falli da rigore più evidenti. Faggot, fatti un favore, non guardare dove punta il dito, ma guarda bene CHI lo punta.

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    2. Alex GalvaniAlex Galvani Autore articolo

      Cappero.
      Insegnante di danza, poi… non e’ lo stereotipo per eccellenza, Billy Elliot incluso?
      Inizio a domandarmi seriamente come mai, per le questioni lgbt, il centro nord (idealmente europeo) produca i Maroni, Formigoni, Lupi. E il sud (bianco e devoto) riesca ad avere ben due regioni con presidenti gay senza frignare troppo.

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      1. diego

        Bella domanda.
        Probabilmente la risposta è nella famosa battuta di Bill Maher “Essere patrioti è come essere superdotati: se hai bisogno di dirlo in giro ci sono buone probabilità che non sia vero.”

        Se i leghisti “dicono in giro” di avercelo duro, beh, si capisce come mai i gay li spaventino tanto.

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  2. don marco

    SAN PAOLO E SODOMITI
    Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno
    cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente
    anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono
    accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi
    uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che si
    addiceva al loro traviamento…..E pur conoscendo il giudizio di Dio,
    che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo
    continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.” (Rm 1, 26/32)
    – “…Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né
    effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né
    maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (1 Cor.
    6,9/10) – “…La legge non è fatta per il giusto, ma per i non
    giusti e riottosi, per gli empi e di peccatori, per gli scellerati e i
    profani, per i parricidi e matricidi e omicidi, per i fornicatori, per
    i sodomiti[1][1], per i ladri d’uomini, i bugiardi, gli !
    spergiuri…”(1 Tm. 1,9)

    dimenticavo…intanto pregustatevi l’aids…anticamera del vero inferno…

    Replica
      1. don marco

        caro fratello sodomita, che ho detto di sbagliato? ho citato San Paolo, ergo: parola di Dio.
        capisco prendersela con San Paolo (ergo parola di Dio), ma prendersela con il democratico AIDS, non mi sembra razionale. Suvvia fratelli sodomiti, siate misericordiosi con gli omofobi alla San Paolo, come lo siete con i sodomiti…

        Replica
        1. diego

          Caro fratello ritardato, che ho detto di sbagliato?
          Ho semplicemente evidenziato un lapalissiana verità naturale (ergo, la parola dell’unico vero dio, la natura): dalla stupidità non si guarisce.

          Replica
          1. diego

            Beh, il cancro colpisce sodomiti e fedele, adulti e bambini allo stesso modo.
            Così come incidenti stradali, infarti, ictus, omicidi etc. etc.

            Se è il tuo dio che fa sì accada tutto, beh lasciatelo dire: è un gran figlio di puttana.

          2. diego

            Scherzi? I troll sono la gioia di internet.
            Sono quello che, diceva Benigni, è Emilio Fede per i ritardati.

        2. Caffe

          Ergo parola di Dio un par de palle! Tu l’hai mai visto Dio, ci vai spesso a cena insieme? Tu CREDI in un tuo personalissimo Dio ed in nome suo, tu profferisci i le tue bibliche stronzate; anche io ho una fede: qualunque cosa succeda dopo la mia morte, di una cosa sono sicuro; meglio l’inferno che uno di quelli come te, tra i piedi. Complimenti per il senso di misericordia che ti pervade, caro don marchetta, meno male che ci sta pensando il tuo papa a sputtanare i savonarolatelli come te.

          Replica
          1. diego

            Tu l’hai mai visto Dio, ci vai spesso a cena insieme

            Lui e dio sono culo e camicia.
            Chissà chi dei due è il culo….

          2. don marco

            CARO FRATELLI SODOMITI…VI LASCIO AL VOSTRO INFERNO UMANO…
            MA…CREDETEMI…QUANDO IL FUOCO DELL’INFERNO (QUELLO VERO) LAMBIRA’ I VOSTRI DERETANI, ANCHE VOI DIVERRETE CREDENTI…MA…AHIME’, PER FARE I PENTITI, SARA’ TROPPO TARDI…
            IL FUOCO DELLE FIAMME VI INGHIOTTIRA’ PER L’ETERNITA’…E’ SARA’ PIANTO E STRIDOR DI DENTI.

            CARNI PER L’INFERNO, ADDIO.

          3. Alex GalvaniAlex Galvani Autore articolo

            Si si, va bene.
            Intanto prenda le pilloline e ritorni nel reparto psichiatrico di quelli che hanno gli amici invisibili.
            Amen.

          4. Caffe

            Caro fracicone, se lei fosse una persona normale, potrei ribatterle che io non ho mai “sodomizzato” nessuno e nemmeno ho ricevuto questa cortesia da qualcun’altro; il punto non è questo, le abitudini sessuali altrui, sono cose nelle quali, solo i poveri dementi repressi come lei, amano mettere il naso: in definitiva: ma tu, chi cazzo sei, che cazzo vuoi e che cazzo fai? Dove cazzo vai, inutile chiedertelo, chissà quanta brava gente ti ci ha già mandato.
            A tutti gli altri: scusate il turpiloquio, ma quando ce vò…. ce vò!

          5. Alex GalvaniAlex Galvani Autore articolo

            Caro don Marco,
            lei davvero sottovaluta quanto riesca a essere divertente.
            Non riesce a evitare di uscire dal tema di questa serie di articoli, tanto poco ha da discutere in proposito. Continua a parlare di qualcosa creato dalla fantasia di qualche allevatore mediorientale di ovini alla fine dell’età del bronzo, su cui non ha prove, documenti o altro.
            Io mi fermo qua. Quando avra’ qualcosa da condividere sul tema di questo articolo, sa dove siamo.
            Buone cose.

          6. Faggot

            @ Don Marco: [CARO FRATELLI SODOMITI…VI LASCIO AL VOSTRO INFERNO UMANO…
            MA…CREDETEMI…QUANDO IL FUOCO DELL’INFERNO (QUELLO VERO) LAMBIRA’ I VOSTRI DERETANI, ANCHE VOI DIVERRETE CREDENTI…MA…AHIME’, PER FARE I PENTITI, SARA’ TROPPO TARDI…]
            Giusto! Prima pensiamo all’inferno di qua, per favore, poi un giorno penseremo a quello di la.

          7. Faggot

            @Diego: [Sii, sii, sono secoli che lo dite… (che barba che noia)…]
            Impossibile odiare i Don Marco. E’ anche per merito loro se esiste l’orgoglio gay.

        3. Faggot

          @Don Marco: [caro fratello sodomita, la verità naturale sta dalla mia parte…l’aids vi manda al creatore…ops…dal cornuto…]

          Damose ‘na grattatina de palle va!

          Replica
    1. Alex GalvaniAlex Galvani Autore articolo

      Ah la moralità questa sconosciuta…
      San Paolo? Non ricordo bene, mi aiuti. E’ quello della sottomissione di metà del genere umano, le donne? Quello che non condanna la schiavitù ma i maschi eterosessuali “effeminati”? Si, dev’esser proprio lui.
      Un gran bell’esempio di moralità. Spero ne prenda esempio, inclusa la poligamia.
      Quando in I Timoteo 3:2 impone questa regola all’immoralità ecclesiastica: “Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie…”. Il vescovo con una moglie, ma i preti quante ne possono avere?
      Grazie per l’augurio, ne terrò conto. Nel frattempo facciamo un po’ di prevenzione con le donne eterosessuali, a cui i mariti eterosessuali regalano – come lo ha chiamato? l’antipasto dell’inferno chiamato AIDS?
      Tante buone cose. Le auguro di farsi una vita tutta sua.

      Replica
        1. diego

          C’è di peggio della morte, caro il mio minus habens.
          Vivere una vita nella stupidità, ad esempio.

          Senza contare che essere stupidi è una bestemmia proprio verso il tuo immaginario paparino spaziale.
          Se tu fossi padre e avessi un figlio che **SI VANTA** di essere stupido, ne saresti fiero?
          Mi sa proprio che i divin marroni stanno vorticando all’ennesima onnipotenza.

          “Dio non ha ordinato a nessuno di essere stupido”, recita un proverbio Yiddish.

          Replica
      1. diego

        invitate a linciare gli esseri umani.

        Beh, sai com’è, il loro dio è onnipotente ma fondamentalmente pigro: da solo non sposta manco una foglia, figurarsi punire un busone.

        In effetti la sua è una pigrizia esagerata, quasi indistinguibile dall’inesistenza….

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  3. Caffe

    Ci sono! Fiamme, urla, stridor di denti: don pecetta è il cappellano dei piromani, devoto a S.Prospero! Ha nostalgia dei tempi di Giordano Bruno: poveretto..

    Replica

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