Riceviamo e condividiamo.

Abbiamo ricevuto questa sera una gradevole mail dai toni sommessi e pacati che ci sottopone una vicenda curiosa. Che poi tanto curiosa non è, vista la brutta piega presa dal nostro amato blog non secolarizzato preferito. L’autore della mail si presenta e ci fornisce anche il link al suo bel sito (che vi invito a visitare ed esplorare) http://privodititolo.weebly.com/index.html, poi ci racconta una storia che troviamo sintomatica.

Tutto nasce da un articolo (ora scomparso) del sito Pontifesso, articolo in cui si mescolavano amabilmente concetti ed idee, facendo una discreta confusione. Un articolo in cui si cercava di gettare discredito sulle teorie di Darwin. Il caro Gaber (no, non il cantante: il blogger che ci ha segnalato l’accaduto) ha sottoposto al complicato ed ever-changing sistema di gestione dei commenti del sito Pontifesso le sue riflessioni sul contenuto dell’articolo e … come per magia le sue parole non sono mai state pubblicate. Senza spiegazioni, ovviamente. In un secondo momento gli amici Pontifessi hanno scelto addirittura di eliminare l’articolo in questione (forse perchè subissati da mail di approvazione da parte dei loro fedeli seguaci). Non rimane dunque più traccia dello sproloquio a cui fa riferimento Gaber quando scrive. Ma vi sottoponiamo ugualmente il suo pensiero perchè interessante ed istruttivo. Con la speranza che Gaber voglia registrarsi al nostro sito e contribuisca con brani come quello che leggete qui sotto anche al nostro piccolo sito Pontilesso. 😆

Come ha dovuto purtroppo riconoscere la battagliera deputata Paola Concia (se mi leggerà mai, le invio i miei auguri, onorevole, per il suo recente matrimonio), ognuno ha i cattolici che si merita; e se la nostra classe politica dev’essere ben mediocre, se merita Giovanardi, cui il pungente commento era rivolto, noi poveri internauti dobbiamo essere la sentina di ogni vizio, se siamo costretti a sopportare Pontifex Roma.

Più di qualcuno di voi potrebbe non essere appassionato di humour non sense, e dunque non averne mai sentito parlare; si rende, dunque, necessaria una spiegazione. Questo nome è quello con cui è conosciuto un sito internet, autodefinitosi di apologetica cristiana, che impegna quotidianamente i suoi seguaci in una battaglia, a base di preghiere, fede ed ingiurie al limite dell’insulto, contro il male, rappresentato ai suoi occhi da gay, musulmani, multiculturalismo, laicità e pensiero libero e scientifico.

Se tale è la sua natura, perché la mia attenzione si è rivolta ad esso? Tutto merito (o demerito) di Mazzetta, che ne ha scoperto alcuni altarini e, per tale crimine, è divenuto una delle loro “vittime”; nel senso che, come contro altri nomi illustri dell’informazione e dello spettacolo (per dire, Michele Santoro e Nanni Moretti), anche contro di lui si sono scagliati gli infuocati editoriali, soprattutto quelli del direttore Bruno Volpe. E non solo: anche contro di lui, il direttore avrebbe sporto denuncia (per calunnia, se non ricordo male); denuncia che, ci tiene a farci sapere il diretto interessato, lui non è mai stato messo al corrente dall’autorità competente.

Il che, fa apparire queste minacce di far ricorso alle vie legali come mezzucci, neppure troppo eleganti, per ottenere visibilità: e d’altronde, è lo stesso Pontifex a farci sapere, candidamente, in un articolo di qualche tempo fa, che durante le polemiche sul film di Moretti “Habemus papam”, che pure sarebbero (il condizionale è d’obbligo) culminata nella denuncia del reprobo, il suo “ritorno pubblicitario” è stato un aumento dei contatti del 980%.

Oggi come oggi, forse tali mezzucci potrebbero tornare nuovamente molto, molto utili, visto che per questi cattolici, che non hanno problemi a definirsi estremisti, i tempi sono piuttosto oscuri: non bastava che un confratello nella fede e nell’ideologia si mettesse a sterminare quasi cento persone nella lontana (ma, col mondo di oggi, vicinissima) Oslo, ci si sono messe pure le ombre sinistre che si sono allungate sulla figura di Volpe, arrestato (chi di spada ferisce…), pare, ma la notizia non è stata confermata neppure per gridare al complotto della magistratura atea e comunista, con l’accusa di atti persecutori (stalking, per i non addetti ai lavori).

Quest’ultimo evento dev’essere stato interpretato come una specie di “vendetta divina” se, invece, nessun provvedimento di questo tipo è stato adottato, ed il sito ha deciso di adottare una linea completamente diversa; che passa, innanzitutto, per una ripulitura completa della propria immagine.

Come primo passo, disconoscimento completo di Breivik; non per la sua violenza, ma perché “non cristiano”. Dichiarazione ridicola, avvalorata da argomentazioni ancora più ridicole: ad esempio, l’avversione che lo stragista di Utoya provava verso il papa, che tuttavia non è affatto rivolta al “rappresentante dei cattolici”, quanto piuttosto alla persona di Benedetto XVI, accusato di non essere abbastanza “crociato”, di non opporsi alla penetrazione islamica (concetto a sua volta ridicolo quanto altri mai) come ai bei tempi del discorso di Ratisbona, quando il pontefice pronunciò contro la religione fondata da Maometto imbarazzanti invettive, che al massimo sarebbero potute piacere all’ultima Oriana Fallaci ed a Marcello Pera, che agitava a sua volta il rischio di divenire meticci, dimenticando (temo in cattiva fede) che tutta la nostra cultura, anzi, la cultura tout court, nasce dallo scambio e dalla contaminazione; per dire, il medioevo cristiano non avrebbe mai conosciuto Aristotele, se non fosse stato per i saggi arabi.

Su questo punto, tuttavia, le anime buone di Pontifex sono sorde, o meglio: preferiscono dare ascolto al Ratzinger di Ratisbona (e quindi a Breivik), che alla logica ed alla ragione. Le prove di ciò potrebbero essere trovate senza difficoltà nel loro archivio, se la loro annichilazione, accollata, con una scusa puerile, ad un problema informatico inesistente, non fosse il secondo passo delle loro “grandi pulizie”; fatto questo, è un attimo anche minimizzare il contributo di Volpe al sito (come se il dominio non fosse registrato a suo nome), e cancellare ogni commento che chieda spiegazioni su ciò; anzi, non accettarli proprio, questi commenti (l’interazione con i lettori, infatti, è rigidamente premoderata).

Non ritengo di dovermi dilungare su questi punti, poiché essi vengono analizzati con la solita lucidità dall’ottimo Mazzetta (che si sta godendo, suppongo, una meritatissima rivincita); piuttosto, vorrei sottolineare un ulteriore aspetto del “nuovo Pontifex”: esso, infatti, sta provvedendo a creare un nuovo nemico da dare in pasto a chiunque voglia sbranarlo, col duplice obiettivo di distrarre l’attenzione dal proprio armadio, più ingombro di scheletri che di cappotti, e di impegnare “la truppa” in una nuova battaglia senza quartiere. Non che il loro make up sia venuto molto bene: restano sempre certe opinioni sugli omosessuali, ed un’intervista negazionista di Assunta Almirante, da far scorrere i brividi lungo la schiena.
Il nuovo nemico, comunque, è l’evoluzionismo; ma questa volta il gioco di prestigio non è venuto bene, visto che gli articoli, inseriti con questo incarico (tutti comunque, se non ho visto male, tratti da altre fonti, tra cui un libro di Antonino Zichichi su cui già Piergiorgio Odifreddi ha provveduto a fare giustizia con le sue “Zichicche”, e non “creati” da membri della redazione), contengono una serie impressionante di inesattezze, quando non di vere e proprie panzane; ma, forse, ciò è voluto, visto che di solito la realtà fattuale non è un buon argomento per convincere dell’assurdo (che, in questo caso, è rappresentato non dal disegno intelligente, ma addirittura dal creazionismo).

Dei non pochi articoli, scelgo di parlare di quello che ha questo titolo, che già non lascia presagire nulla di buono: “Gregor Mendel, il padre della genetica, il frate agostiniano che ha smentito scientificamente il ‘darwinismo’”; non incrocerò le lame col professor Zichichi, perché mi sembrerebbe di mancare di rispetto al suo titolo ed ai suoi capelli bianchi, costretto come sarei a spiegargli, come ad uno scolaro poco diligente, che sta puntando i piedi e facendo i capricci, che sta urlando: “L’evoluzione non esiste perché no!”; nemmeno, entrerò nel merito sulla presunta “frode” dell’uomo di Neanderthal, che viene salutata come una falsificazione dell’evoluzionismo, ignorando che i nostri progenitori più prossimi sono piuttosto gli uomini di Cro Magnon.

A Mendel, dunque, il padre della moderna genetica, maltrattato in un modo che non avrebbe meritato neppure il più pessimo dei menzogneri: se la sua vita, infatti, viene raccontata più o meno fedelmente (insistendo un po’ troppo spesso sul fatto che egli fosse un monaco agostiniano: ma anche Martin Lutero lo era), le sue teorie vengono a tal punto stravolte che egli a stento le avrebbe riconosciute.

La tesi di fondo dell’anonimo autore è: Mendel ha dimostrato che la trasmissione dei caratteri ereditari (rinominati, con la scoperta, citata a sproposito, dell’acido deossiribonucleico, geni) segue regole precise ed anzi matematiche, e questo è scientificamente provato (e fin qui, nulla da eccepire); Darwin sostiene invece che l’evoluzione è determinata dalla selezione naturale dell’ambiente su individui che hanno subito mutazioni casuali, ed anche questo è corretto. Da queste premesse, tuttavia, vengono dedotte paralogisticamente conclusioni che suonano più o meno così: ora, poiché il caso è il contrario della matematica, e poiché il buon Gregor ha ragione, Darwin ha torto e sta bruciando tra le fiamme dell’inferno, ed il mondo è stato creato in sette giorni dal nostro Dio. Giusto? Come che il Sole gira intorno alla Terra, suppergiù.
Le teorie (e su questa denominazione tornerò) darwiniste non negano affatto gli studi di Mendel (che il grande naturalista dubito conobbe mai): semplicemente, si pongono su un altro piano. Se le leggi che regolano la loro trasmissione non possono cambiare, infatti, nulla vieta che siano i caratteri stessi a cambiare; come variano, infatti: il nostro DNA subisce una mutazione, se non ricordo male, una volta ogni diecimila replicazioni, ed in alcune casi queste mutazioni possono avere effetti devastanti (il cancro, ad esempio, è una conseguenza di questo danno genetico). Se delle altre non ci accorgiamo, è perché, per vari motivi che sarebbe troppo lungo spiegare (ma che sarò ben lieto di esplicitare dietro richiesta. Gratis, state tranquilli), esse restano silenti.

D’accordo, si dirà, le mutazioni esistono; ma il darwinismo non è mai stato sottoposto a verifica sperimentale. Per forza, rispondo: per farlo, sarebbe necessaria una non facile sperimentazione (indurre mutazioni e “creare” un ambiente che le selezioni non è affatto semplice), che dovrebbe durare milioni di anni, ossia, probabilmente, travalicare l’età dell’estinzione della razza umana; ma, se si ricercano prove indirette, se ne trovano a iosa, anche di carattere, diciamo così, “aprioristico”: il rasoio di Ockam, ad esempio, che insegna che, dato un problema, prima di ogni verifica, la soluzione che appare più semplice è probabilmente quella corretta, e tra il postulare l’“ipotesi Dio”, ed il non postularla, quest’ultima possibilità è senza dubbio la meno complessa.

Forse, era pensando a questa grande verità filosofica, che un papa, non ricordo se Pio XI o XII, ma comunque preconciliare e non certo progressista, si ritrovò a dover ammettere che l’evoluzionismo appariva come la più accettabile teoria sulla nascita dell’uomo; ma esistono anche prove più stringenti.

Ad esempio, quelle che riguardano la distribuzione di talune malattie che hanno una base genetica: l’anemia falciforme, ad esempio, causata da una mutazione che determina una diversa produzione di emoglobina, che ha tutta una serie di conseguenze nefaste, ma che protegge gli eterozigoti (ossia coloro che hanno un gene mutato ed uno normale) dalla malaria; e, guarda caso, proprio nelle aree in cui era fortemente diffusa la malaria è oggi maggiormente diffusa l’anemia falciforme; e si potrebbe continuare, chiamando in causa la paleontologia piuttosto che l’antropologia.
Ma, sospetto, scopo di quell’articolo non era la verità ma, come è lecito aspettarsi da un sito del genere, l’apologia; e la difesa “quadrata” ed irrazionale della verità è quanto di più lontano esista dalla verità, ossia, come insegnava Stanislaw Lec, i roghi non illuminano le tenebre.

Se così è, voglio chiudere questo mio scritto, alla maniera di Voltaire, con un’umile (e breve) preghiera ad un Dio che non so se esista (ma, per il rasoio citato prima, non posso che dubitarne): se ci sei, ovunque tu sia, qualunque cosa tu stia facendo, sempre, sempre, salvaci dalla conversione, o Signore!

Post scriptum: per motivi che non riesco a comprendere, nell’articolo cui ho fatto riferimento si sostiene che Watson, Crick e Wilkins, insigniti nel 1953 del premio Nobel per aver scoperto l’acido deossiribonucleico, avrebbero dovuto dedicarlo a Georg Mendel, che non ne sospettò mai neppure l’esistenza. Semmai, e lo dico per amore di verità, avrebbero dovuto dedicarlo a Rosalynd Franklin, che li anticipò sulla strada delle loro ricerche, ma morì (di cancro, causato dalle radiazioni che aveva ricevuto durante i suoi numerosissimi esperimenti) prima di poter godere del frutto delle sue ricerche.
Sperando in un futuro più giusto per i ricercatori e la scienza in generale, dedico questo articolo, per quanto possa servire, alla sua memoria.

9 pensieri su “Riceviamo e condividiamo.

  1. Compagno Z

    Gaber ha perfettamente centrato il cuore del problema. A Foxy e compagnia bella non interessa la ricerca di una verità oggettiva, vogliono solo difendere con le unghie e con i denti quella bella favoletta che per loro è La Verità e che usano come tara delle loro paure e giustificazione delle loro manie. Forse invece di cercare di spiegargli cose che non capiranno mai dovremmo prendere in considerazione l’idea di pagargli un buon psicoterapeuta non vi pare?
    Voglio dire, sono uomini adulti e vaccinati, vederli pestare i piedi per terra come un bambino che non vuole ammetere di aver sbagliato è alquanto patetico ed anche un pò preoccupante.

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    1. adminadmin Autore articolo

      Ma tra i loro amici vantano psichiatri e psicoterapeuti famossissimi. Il mitico Cantelmi, il “grande” Francesco Bruno ed il “famoso” Prezzemolino Meluzzi! 😆

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  2. Gaber_RicciGaber_Ricci

    Sì, sono l’autore dell’articolo :-D.
    Meluzzi? Ma quello che ha scritto un libro intitolato “Cristoterapia”? Quello che in un’intervista al sito vostro (ed ormai dovrei dire nostro) “fratello” ha dichiarato che i pedofili non commettono neppure peccato?
    C’è da dire che “il problema delle fonti” di Pontifex è un altro punto su cui vorrei scrivere: di certo, è un po’ troppo semplice sostenere le proprie opinioni appoggiandosi a personaggi quali il detto Meluzzi, o, in tema giuridico, Carnevale, detto “l’ammazzasentenze”

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    1. adminadmin Autore articolo

      Gaber, ben trovato! Come vedi ho “domato” la Bestia… Scavando tra le log del server, frugando tra le tabelle del database, alla fine sono venuto a capo del mistero… Ed ora i tuoi commenti sono visibili! 😆

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