Numeri e Geni: come t’invento il fallimento…


“È assurdo che affermiate di sapere cosa succede agli altri. Solo loro lo sanno, ammesso che esistano. Anche loro vivono soltanto nell’Universo dei propri occhi e delle proprie orecchi
e.”

Guida Galattica per Autostoppisti, Il Ristorante al Termine dell’Universo

 

I nostri cari non sanno stare con le mani in mano, ennò: quando si impuntano su una cosa vanno avanti fino in fondo. Anche a costo di fare figure barbine. Oggi si parla di caso, o meglio probabilità, e matematica.

Nella ereditarietà dei caratteri non c’è nessun caso, non c’è nessuna selezione naturale, ma solo moduli matematici che seguono una logica ferrea (e provata sperimentalmente!). Un anniversario un po’ tirato per i capelli, quello celebrato ieri con enfasi da Google per il 189° anno dalla nascita del “padre della genetica Gregor Mendel. Tanto tirato, vista la cifra affatto tonda e del tutto inusitata, da far sorgere qualche sospetto.

Sospetto? Non direi: ha subito la buona sorta della sua scoperta. Nello specifico: Mendel ha scoperto dei modelli matematici probabilistici, cioè senza un vero e proprio scopo. E non si occupò delle mutazioni con la stessa enfasi dei suoi successori. Ora, sempre che il Dio PontfeSSo non sia una sorta di Tyke di ellenica origine…

Non si tratta infatti di un attore famoso, non è una pop star, non è una icona del politicamente corretto: e perché mai allora il motore di ricerca Internet più utilizzato del mondo dovrebbe arrampicarsi sin sui vetri pur di ricordare un oscuro abate moravo nato quasi due secoli fa e dimenticato persino dai suoi contemporanei? Forse perché è opinione diffusa che quei suoi esperimenti sui piselli di cui conserviamo qualche vaga memoria scolastica siano un gran contributo alla …

… causa evoluzionista, in perfetto accordo e anzi a suprema conferma delle ipotesi formulate dal naturalista inglese Charles R. Darwin.

Già, perché dovrebbe farlo? In fondo è stato solo uno dei più intuitivi e tenaci biologi del suo tempo. Al punto che passò guai anche tra le sue file, in una maniera che in tutta onestà ricorda quella PontifeSSa…

«Alcuni scienziati e filosofi influenti», nota infatti don Mariano Artigas nel suo Le frontiere dell’evoluzionismo (Ares, Milano 1993), scritto con il rigore e l’immediatezza  di cui necessitano i non addetti ai lavori, «videro nel darwinismo un puntello scientifico per il materialismo e per l’ateismo, e sembrò che l’uomo ne uscisse ridotto a un animale fra gli altri».

😆 Questo discorso è talmente assurdo che non merita che la derisione: quindi blocchiamo gli esperimenti sull’origine dell’Universo perché potrebbero portare alla riduzione del ruolo di un qualsiasi ipotetico dio? Ma mi facciano il piacere… 😆

Ma, con buona pace di coloro che credono di sapere, Mendel con Darwin non c’entra alcunché. Anzi, semmai Mendel il darwinismo lo mette in crisi. Lo chiude in un angolo, costringendolo a rivedersi per fare i conti con la realtà delle cose

Come, di grazia? Come dire che le osservazioni dei satelliti mettono in crisi l’idea della Terra (quasi-)Sferica…. 🙄

Un giorno l’umile ma acuto abate, seguendo i propri interessi botanici (erano le piante, dopo Dio, la seconda passione della sua vita), si mise a coltivare piselli. Ne coltivò un numero enorme, e li osservò accuratamente uno a uno. I piselli facevano al caso suo. I piselli sono infatti vegetali particolarmente adatti agli studi che piacevano a Mendel, e questo perché i loro fenotipi (la “totale manifestazione fisica di un organismo”, come dice il manuale) presentano caratteri costanti e definiti. Ne selezionò, di piselli, 22 varietà differenti, quindi si concentrò su sette paia che mostravano caratteristiche opposte, cioè fra l’altro facili da distinguere a occhio nudo (e la cosa è importantissima, giacché, come osserva costantemente il genetista antievoluzionista Giuseppe Sermonti, la moderna biochimica evoluzionistica pensa di salvarsi rifugiandosi nell’infinitamente piccolo e per definizione un po’ oscuro, e si dimentica però di guardare in faccia gli animali e le piante in carne, ossa e clorofilla).

Sermonti ergo si dimostra l’ignorante irrecuperabile che è. ma andiamo avanti…

Incrociando le diverse specie di piselli, Mendel osservò che la prima generazione nata dopo gl’incroci era composta da individui uniformi, laddove quelle successive presentavano mutazioni rispondenti a precise proporzioni matematiche. Matematiche: oggettive e calcolabili, due più due fa quattro, e di qui non si scappa. Osservò pure che ciascuno dei caratteri presentati dai nuovi individui di piselli veniva trasmesso ai discendenti in modo indipendente, e questo perché determinato da un fattore che gli era proprio, suo e non seriale, allora come oggi, come sempre.

Non vedo come questo metta in crisi Darwin: tutt’altro. a microevoluzione genera nell’arco di qualche migliaio di generazioni una macroevoluzione piuttosto evidente. Oih Tempora, oih Mores….

Sulla questione della matematica ho già ampiamente risposto…

È così che Mendel, osservando la realtà e lasciandosi realisticamente ammaestrare da essa, descrisse e scrisse la famosa legge dell’ereditarietà dei caratteri: negli esseri viventi esistono unità indipendenti ed ereditabili, e l’ereditarietà è un andamento determinato dalle diverse combinazioni di codeste unità indipendenti. Non c’è caso, non c’è selezione naturale. C’è invece un corso e ricorso regolare, descrivibile con moduli matematici, che si svolge seguendo una logica ferrea.

Errato, Watson: la selezione inizia già col semplice accoppiarsi. In poche parole: chi fa figlio ha maggior probabilità di trasmettere i propri caratteri, chi non lì ha crepa come individuo singolo con X caratteri.

A quel punto, il mondo era bene sapesse, il mondo doveva sapere. E così fu. Erano però trascorsi ben 35 anni da quando il pio e scientifico abate aveva penetrato un poco di più lo schema del reale così come il buon Dio lo aveva fatto in barba alla barba di Darwin. Era tardi, ma a quel punto il darwinismo non poté che tremare, di sdegno e di paura. L’abate aveva infatti scoperto che, nonostante le opinioni nutrite dagli uomini in materia, la trasmissione ereditaria dei caratteri nei viventi avviene indipendentemente dall’ambiente e dal corpo di un determinato individuo. E questa era scienza, cioè conoscenza certa ottenuta per via galileianamente sperimentale, non ipotesi filosofica.

Quindi i Nostri negano la possibilità della morte pre-filiazione. Negano l’esistenza della gerarchia predatori-prede. Negano l’esistenza di fattori che rendono ardua la sopravvivenza…. In poche parole il loro Mondo immaginario è un’enorme scatola messa lì da un Dio annoiato. Che fregatura! 😉 😀

Quando, nel 1953, tre ricercatori uno più assurdo dell’altro, uno persino un po’ eugenista, un altro che piuttosto che credere a Dio credeva agli alieni, scoprirono il DNA, venne trovato anche l’agente responsabile della legge ereditaria descritta da Mendel, l’acido desossiribonucleico. Il genetista statunitense James Dewey Watson (nato nel 1928), il biologo britannico Francis Henry Compton Crick (1916-2004) e il biologo molecolare pure britannico Maurice Hugh Frederick Wilkins (1916-2004) ci vinsero il Premio Nobel; avrebbero dovuto dedicarlo a Mendel quel Nobel.

Il Nobel prima che fosse inventato il Nobel? Un po’ difficile. O forse i Nostri ignorano che il Nobel è un premio per i vivi e non una santificazione post-mortem…

Ora, dopo Mendel, l’evoluzionismo darwiniano chiamiamolo classico è entrato in crisi profonda, fermato dalla scienza esso che scienza non è pur fingendo di esserlo. Così ha cercato un riparo. Per non soccombere si è riciclato, per non morire ha abbandonato la paleontologia e si è gettato nei materiali citoplasmatici.

Falso e spudoratamente in mala fede… per ovvie ragioni.

Ma non è mai riuscito a battere le leggi di Mendel; oggi combatte battaglie importanti ma di retroguardia, e sfida su questo o quel punto specifico su cui la ricerca deve ancora fare luce piena. L’impianto generale descritto da Mendel rimane però per esso un ostacolo insormontabile. Siamo sicuri che anche cercando su Google queste verità saltano fuori.

Novità dell’ultimo secolo: la scienza da Mendel è andata avanti. Sveglia!!! 🙄

 

Sempre i soliti i Nostri Amici: ignorano i fatti e ne costruiscono di nuovi. Che il FSM sia accondiscendente con loro perché non c’arrivano. 😉

 

 

Fonte dello sdegno: http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/consacrati/8758-gregor-mendel-il-padre-della-genetica-il-frate-agostiniano-che-ha-smentito-scientificamente-il-qdarwinismoq

16 pensieri su “Numeri e Geni: come t’invento il fallimento…

  1. diegopig

    Secondo me, quelli che postano gli articoli su Pontifex adesso che Cidippino ed il Volpastren sono… assenti… avranno pensato: “Oh, dicano quello che vogliono, ma essere idioti non è reato, perciò andiamo avanti”

    Rispondi
      1. diegopig

        Io sono sempre più convinto che la loro sia una penitenza datagli dal loro confessore: trenta ave-maria e due settimane sul web a sparare immani cazzate e farti prendere pubblicamente per il culo

        Rispondi
    1. FSMosconi

      A proposito: i PontifeSSi devono ignorare le osservazione di Darwin sugli uccelli delle Galapagos per dire che non c’è corrispondenza tra Mendel e Darwin…
      Sottoscrivo: sono braccia rubate all’agricoltura. 😉

      Rispondi
      1. diegopig

        Secondo me i pontifessi sono vittime della maledizione del motorino di Alex Drastico, quella che dice:

        “…. che la natura faccia sordo, cieco e muto ma non per sempre, minchia, muto ma non per sempre! Che la voce ti torni per degli sporadici momenti in cui spari-delle-immense-cazzate!

        Rispondi
  2. adminadmin

    Leggo l’articolo Pontifesso, guardo la URL e mi domando: ma questo “Marco Respinti” è un sacerdote? E’ un vescovo emerito? L’ovvia risposta mi fa preoccupare seriamente per la salute mentale di chi pubblica gli articoli Pontifessi. Infatti l’articolo è finito nella sezione dei “consacrati”. Forse perchè Mendel era un frate? Misteri Pontifessi! 😆

    Rispondi
    1. affusaffus

      stop .
      arrendetevi .
      mi sembrate come quei generali giapponesi nascosti nella foresta che si rifiutano di capire che hanno perso la guerra e sono stati sconfitti.

      vi voglio tutti sostenitori del Progetto Intelligente !!!

      Rispondi
      1. Gianfranco Giampietro

        “vi voglio tutti sostenitori del Progetto Intelligente !

        ahahahahaha!! vuoi fare un arruolamento forzato ? 😆

        ti prego torna a parlare di ricette, che sei più interessante quando lo fai…

        Rispondi
    1. affusaffus

      Il problema è solo uno in italia, la troppa ignoranza sull’ informazione scientifica .Ci sono i dogmatici e non gli puoi nemmeno dire bha ! Non discutono, si incazzano e basta .
      Son trent’anni che ci propinano Piero Angela in tv che continua a parlare di neaderthal ,quando sappiamo che in germania se ne parli a livello scietifico, ti arrestano .
      Qui da noi non è successo nulla , ci troviamo davanti alla scienza con la S maiuscola !
      Dire che pecchiamo di provincialismo è troppo poco .

      Rispondi

Rispondi