Archivi autore: alessandrapiccinini

CL: ultimo atto

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Ieri sera ho deciso: vado al Meeting. Quando arrivo è tardino, sono le sette e mezza e in giro c’è poca gente, tutti seduti alle tavole rotonde della piadina e del kebab. Ecco, già dal menù mi accorgo che qualcosa non va. C’è qualcosa di strano nell’aria. Mi aggiro per le mostre e ne visito due: una sulle Apac e una sull’immigrazione. Continua a leggere

Povera di spirito. Ovvero aiutiamoli a casa loro.

Povera Costanza tutti la prendono per il culo e lei non capisce neanche perché. Perché quando esprime un concetto semplice e ovvio come la superiorità della religione cristiana su quella musulmana e la necessità di mantenere i due popoli nettamente segregati l’uno dall’altro, le arrivino insulti e sfanculamenti come se piovesse “Sinceramente non mi spiego proprio certe reazioni”. Continua a leggere

Il senso soggettivo dell’essere per bene

“Amo mio padre, è una persona per bene. Sono fiera di lui.”  mancava solo  “sono orgogliosa di chiamarmi Riina” e poi il discorso della Boschi davanti a un parlamento di lacchè sarebbe stato un calco perfetto di quello di Salvatore Riina Junior all’uscita del carcere dove suo padre si trova al 41 bis. “Per me è un orgoglio chiamarmi Riina. E’ un cognome che mi è stato dato da due genitori capaci di insegnarmi tante cose: i valori, la morale“. Continua a leggere

Perché non cambio idea sul presepio a scuola

Se una mattina vi svegliate e vi accorgete che pensate la stessa identica cosa che pensano Salvini e la Gelmini – qualunque cosa sia – fermatevi, respirate e cambiate opinione. Se poi quella cosa vi fa scendere in strada con le statuine del presepio in mano e cantare Adeste Fidelis davanti al cancello della scuola di vostro figlio (proprio voi che non entrate in chiesa dal 1980), allora fermatevi, cambiate opinione e andate dal medico. Continua a leggere

La Chiesa è finita, andate in pace

Il PR Bergoglio, butta dentro della Chiesa Cattolica, messo alla porta della canonica per cercare di fare entrare tutti quelli che passavano di lì con aria mista tra l’incerto, il disperato, lo scettico ma possibilista e il nonsopiùachesantovotarmi,  ha esaurito gli argomenti. Forse è stanco di tutte le banalità che ha dovuto infilare una dopo l’altra per riportare in auge un locale sempre meno alla moda, affossato dall’integralismo reazionario del precedente direttore,  incapace di rinnovarsi e di incontrare i gusti delle folle.

Comunque sia il papa “de noantri” ha perso smalto e sembra quasi non crederci più tanto nemmeno lui. Quell’ultima cosa sulla Chiesa che è femmina come dimostrato dall’articolo che la precede, davvero le batte tutte.  Mi chiedo a che conclusioni arriverebbe davanti alla parola utero.  E poi l’invito ai preti a non rifiutarsi di battezzare i figli delle ragazze madri perché “chi siamo noi per giudicare le ragazze madri”. Gli stessi che eravamo per giudicare i gay, suppongo.

Allora ditelo che aveva ragione Antonio  Socci sostenendo che questo papa è solo una spia sudamericana inviata dai servizi segreti siriani per far fuori la Chiesa cattolica.

Ammettiamo che io sia una persona alla ricerca di senso, non rassegnata al fatto che il significato dell’esistenza stia semplicemente nell’esistere, e pure temporaneamente, e che sia disponibile ad accogliere ed accettare teorie alternative sulla vita e sulla morte. Ma cosa mi direbbe questa Chiesa? Che la vita è un insieme di precetti non negoziabili, prendere o lasciare, che beati coloro che crederanno senza aver visto, ma un bel miracolo ogni tanto fa bene alla fede, che Medjugorje ha potuto esistere per oltre trent’anni con l’avvallo implicito della Chiesa e che solo ora di fronte all’evidenza dei vari scandali sta passando ufficialmente  nella categoria ‘bufale colossali’, che l’apertura ad una nuova morale sessuale, ad una nuova idea di famiglia, la condanna alla pedofilia tra i preti e lo smantellamento dello IOR sono solo gigantesche operazioni di marketing alle quali non ha fatto seguito assolutamente niente di concreto.

Insomma che deve fare di più la Chiesa per farci capire che non ha più niente da dire? Deve mettere il cartello “non chiedetelo a me, mi sono persa anch’io”?

Tempi da Lupi

Vorrei sottoporvi le dieci domande del settimanale Tempi a proposito delle dimissioni dell’amico ciellino Lupi dopo l’ennesimo inciucio tra politica e affari (rolex) d’oro, così magari potete divertirvi anche voi a rispondere.

1. Perché un ministro non indagato si deve dimettere?

2. Se un ministro non indagato si deve dimettere, significa che oggi i sottosegretari del Pd indagati si dimetteranno?

3. Se le “colpe” dei figli (Luca Lupi che ha accettato in regalo un orologio) ricadono sui padri, significa che le “colpe” dei padri (Tiziano Renzi, indagato per bancarotta fraudolenta) ricadranno sul figlio

4. Chi comanda in Italia: Matteo Renzi o le Procure

5. Chi comanda in Italia: Matteo Renzi o i giornali istruiti dalle Procure?

6. Se bastano pm e giornali, a cosa servono giudici, processi, tre gradi di giudizio? Non sarebbe meglio abolirli in nome della spending review?

7. Costano di più due anni di intercettazioni o un «vestito di alta sartoria» da 700 euro?

8. Avete mai inoltrato via email il curriculum di un giovane disoccupato? Occhio, è una cortesia che potrebbe essere usata contro di voi.

9. Cari colleghi giornalisti, avete mai raccomandato in tv o sui giornali un libro, un dvd, un ristorante? Occhio, è una cortesia che potrebbe essere usata contro di voi.

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