Aborto. Avvenire: «Cala l’obiezione di coscienza». Uccr in disaccordo: «Aumentano gli obiettori di coscienza».

Il ministro della Salute Renato Balduzzi ha presentato l’11 ottobre in Parlamento la relazione annuale sullo stato di attuazione della legge 194 sull’aborto. Questa relazione è stata ampiamente discussa sia nei media che da parte delle associazione interessate (Laiga, Movimento per la vita, etc.).
Purtroppo i membri dell’associazione Unione cristiani cattolici razionali sembrano essere stati disattenti e solo oggi dedicano un articolo alla relazione titolando: “Aborto: fortunatamente aumentano gli obiettori di coscienza”.
Queste le parole di Nicola Terramagra (autore dell’articolo): «Come abbiamo già avuto modo di vedere, gli obiettori di coscienza, in tema di aborto, sono sempre più numerosi. Cresce, infatti, il numero dei medici che scelgono di non praticare interruzioni di gravidanza perché convinti che la vita sia tale fin dal concepimento. A tal proposito, un articolo comparso su “Il Corriere della Sera“, mostra come, anche nel nostro Paese, questa tendenza sia in aumento.
Il quotidiano nazionale, infatti, riporta alcune interessanti statistiche che confermano l’aumento dei medici obiettori: per i ginecologi, si è passati da un 58,7% del 2005 ad un 69,3% nel 2010, mentre per gli anestesisti la percentuale si è spostata dal 45,7% al 50,8%».

Nonostante il Corriere della Sera titoli “Aborto, sempre più obiettori di coscienza” rilevando come gli obiettori siano aumentati dal 58,7% nel 2005 al 69,3% nel 2010, il quotidiano di Via Solferino riporta anche che «In generale comunque nel 2010 si registra una stabilizzazione generale del fenomeno dell’obiezione di coscienza tra i ginecologi e gli anestesisti, dopo un notevole aumento negli ultimi anni. Infatti, a livello nazionale, per i ginecologi si è passati dal 58.7% del 2005, al 69.2% del 2006, al 70.5% del 2007, al 71.5% del 2008, al 70.7% nel 2009 , al 69.3 nel 2010». Insomma gli obiettori – anche se aumentati nel lungo periodo – sono diminuiti nel 2010 dell’1,4% rispetto al 2009.
Gli uccrociati devono essere in disaccordo anche con il quotidiano della Cei Avvenire che – correttamente – scrive «Cala l’obiezione di coscienza» aggiungendo che c’è «da registrare dal 2010 una leggera flessione dell’obiezione tra ginecologi e anestesisti, dopo l’aumento degli ultimi anni». Stranamente l’articolo di Avvenire era stato ripreso dallo stesso Terramagra per il suo articolo su Uccr per la parte relativa alla Ru486 ma evidentemente non si era posta la necessaria attenzione su quanto scrive il quotidiano dei vescovi in merito all’obiezione di coscienza.

Cagliostro
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@Cagliostro1743

7 pensieri su “Aborto. Avvenire: «Cala l’obiezione di coscienza». Uccr in disaccordo: «Aumentano gli obiettori di coscienza».

  1. alessandra piccinini

    Va bè che alcuni medici fanno il giuramento di Ipocrita, ma mi chiedo per quale motivo una persona sceglie di fare il medico se sa che tra le mansioni previste in tale professione ci sono pratiche contrarie alla sua morale?
    Ma soprattutto vorrei sapere, siccome non sono ben informata da un punto di vista legislativo, se esistono dei criteri esatti che definiscano quando è lecito esercitare il diritto all’obiezione di coscienza. Valgono solo i motivi legati alla morale religiosa e se sì valgono tutte le religioni. No perchè qui le cose si complicano. Non sarà che incontro un medico testimone di Geova che non mi vuole fare la trasfusione di sangue perchè pratica contraria al suo credo. E poi valgono solo i motivi legati alla religione o si possno anche includere motivi più di carattere personale? Io per esempio farei obiezione ad andare a scuola il sabato perchè contrario ai miei principi di una vita serena e felice.

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    1. CagliostroCagliostro Autore articolo

      Ripeto qualcosa che ho già detto. Come in molte cose non me la sento di poter giudicare il medico obiettore. Parlando con alcuni medici (atei per l’aggiunta) mi è stato detto che scelsero di non fare ginecologia proprio per non trovarsi davanti a situazioni in cui la loro coscienza si scontrava con situazioni come aborto, pillola del giorno dopo, etc.
      A prescindere dalla situazione del medico obiettore che – non conoscendo la specifica situazione – non me la sento di definire ipocrita credo che il problema sia nella legge 194 che – pur essendo una legge importantissima – resta sempre una legge vecchia di trent’anni. Quindi ora ci dovrebbe essere una discussione seria se l’obiezione di coscienza ci debba essere per situazioni come la prescrizione della pillola del giorno dopo e della Ru486: in questi casi credo che l’azione del medico sia minima e credo prevalga il diritto della donna ad abortire (anche se aborto è un termine sbagliato nel caso della pillola del giorno dopo come rileva la stessa Oms).
      Non ci sono dei criteri esatti che stabiliscono quando si può esercitare l’obiezione di coscienza. Nel caso dell’aborto è la legge 194 a prevederlo.
      Ovviamente la morale religiosa non è mai un valore assoluto (ossia superiore ad altre leggi). Nel caso dei Testimoni di Geova se non ricordo ci fu il caso di alcuni genitori che rifiutarono di dare l’assenso alla trasfusione di sangue (non so se ci sono altri precetti) nei confronti del figlio perché contrario ai loro principi religiosi (credo che a simili genitori gli debbano essere tolti i figli): in quel caso i medici agirono anche contro il volere dei genitori e naturalmente nessuno ebbe qualcosa da obiettare contro i medici (non so se contro i genitori).
      Non credo che tu possa fare obiezione di coscienza per il sabato libero. Alessa’, poi se vuoi il sabato libero per farti il weekend lungo nun ce prova’…….nun dì che te lo dice la tua religione…..http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif

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    2. MarcelloMarcello

      Concordo con Alessandra. Se l’aborto è contro i tuoi principi (religiosi o non che siano) allora non fare il ginecologo! L’aborto deve essere un diritto garantito, e non un tiro di dadi. Se una persona si reca in ospedale, deve essere sicura di poter ricevere quanto richiesto, altrimenti si crea il caso che una persona X riceve la pratica dell’aborto e l’altra Y no. Qui diventa, a mio parere, una discriminazione

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    1. CagliostroCagliostro Autore articolo

      Beh, non è che ci fossero molti dubbi che Il Sussidiario sia vicino a Comunione e Liberazione. Il Sussidiario è a cura della Fondazione per la Sussidiarietà. Il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà è Giorgio Vittadini: è tra i fondatori della Fondazione Meeting per l’amicizia tra i popoli (Meeting di Rimini) ed ha fondato e presieduto fino al 2003 la Compagnia delle Opere.
      Su Uccr non so cosa dirti: comunque non credo che per aprire un blog servano molti finanziamenti.

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