Quickpost: testimonianze.

Stanchi della lunga serie di testimonianze “mai smentite e quindi necessariamente vere” utilizzate dai cari amici Pontifessi per promuovere le teorie riparative (trascurando il dettaglio che fino ad ora le uniche testimonianze proposte arrivano da culti apostatici ed anche eretici), vogliamo invece offrirvi testimonianze genuine su un argomento che sicuramente interessa ai nostri cari dirimpettai.

Conosciamo bene la loro passione per tutto quello che avviene sotto le lenzuola altrui. Passione che deriva probabilmente dalla noia soporifera delle loro stesse lenzuola, macchiate di liquidi organici solo (speriamo) per le periodiche polluzioni notturne che caratterizzano i maschi “fedeli a Roma” e non secolarizzati.

Vogliamo introdurre un argomento che è stato sollevato alla nostra attenzione da un lettore di Pontilex che preferisce però restare anonimo. L’argomento è delicato e, spesso, avvolto da un alone di mistero, probabilmente anche come conseguenza dell’implicita censura che il cattolicesimo (come molte altre religioni monoteiste) esercita sulle tematiche legate al sesso.

Introduciamo l’argomento usando una frase copiaincollata da una delle letture che vi consigliamo.

Forse si considera il disabile un angioletto puro, a volte brutto da vedere (altro che i puttini del Mantegna!) ma comunque un qualcosa amorfo e non un qualcuno.

Spesso facciamo come gli struzzi e mettiamo la testa sotto la sabbia. Occorre aprire gli occhi ed affrontare la realtà: ogni essere umano ha pulsioni e desideri, anche di natura sessuale. Anche quegli esseri umani che, per malattia o sventura, sono costretti ad utilizzare una sedia a rotelle per muoversi. Anche quegli esseri umani che, per colpa di qualche gene “fuori posto” hanno un aspetto oppure un comportamento differente dalla maggior parte di noi.

Comprendete bene che l’argomento è articolato e complesso. Si parla della sessualità di persone molto diverse tra loro. Si spazia da chi ha subito un danno (per un incidente, ad esempio) a chi, invece, vive con difficoltà qualsiasi tipo di relazione con il mondo esterno (pensiamo ad esempio a chi combatte ogni giorno con l’autismo). Parliamo di uomini ma anche di donne. Persone. Parliamo semplicemente di persone che hanno il desiderio di vivere una vita quanto più possibile completa, anche dal punto di vista affettivo e sessuale.

Vi offriamo la testimonianza di una donna che racconta la situazione, davvero “estrema” (frutto di una lunga serie di eventi fortuiti) che si è trovata a vivere.

http://invisibili.corriere.it/2012/03/09/il-sesso-dei-disabili-e-labbraccio-di-una-madre/

Vi affidiamo anche alle testimonianze di uomini e donne che raccontano la difficoltà di vivere una vita sessuale.

http://www.disabilisenzasesso.org/pag.php?Pag=news&News=89

L’ultimo link che vi segnaliamo (sempre recuperato all’interno dei commenti del primo articolo) è relativo ad un progetto volto a realizzare un videodocumentario per narrare la “ricerca di un modo per avere un rapporto sessuale alla luce del sole e di una chiave per esplorare i suoi sentimenti e i suoi desideri” da parte di Enea (e dei suoi amici che l’accompagnano in questo viaggio per l’Europa).

http://www.thespecialneed.com/it

Ed ora lasciamo spazio alle vostre riflessioni, ai vostri pensieri.

8 pensieri su “Quickpost: testimonianze.

  1. Faggot79

    Beh, se proprio ti serviva una testimonianza in questo senso, potevi chiedere allo sfigato sottoscritto; senza ricorrere a disabili, autistici o down.
    Quasi trentatre anni suonati e nemmeno l’ombra di un rapporto sessuale. Oramai mi sono rassegnato a pensare che l’unica opportunità per me è il giardinetto pubblico.
    Però, se è vero che considero il sesso di gruppo il non plus ultra, al contrario quello a pagamento mi mette addosso una tristezza infinita. Preciso che nutro profondo rispetto nei confronti di chi svolge la professione, anche verso coloro che lo fanno per scelta; ma quelli che a prostituti/e ci vanno temo non riuscirò mai a capirli. Io almeno non ci riuscirei. Preferisco ammazzarmi di seghe davanti al monitor del PC. xD

    Rispondi
  2. Gianluigi Loi

    ciao a tutti. Il tema che sollevi è davvero complesso. Considerato che una parte della maturazione della persona passa per la sperimentazione della sessualità, la tendenza sociale è quella di trattenere i disabili all’interno della dimensione dell’infanzia per proteggerli. Il problema è che una disabilità non investe mai tutta la persona, ma si integra con lo sviluppo complessivo della personalità. Cosi trovi, per esempio, una persona che ha competenze cognitive di un bambino di tre anni e una sessualità matura, adulta. Si pone, dunque, il problema serio di gestire dei desideri del tutto legittimi in un quadro di impossibilità di loro soddisfazione nei canali tradizionali. Alcuni pagano prostitute, altri sognano relazioni omogenee (down con down, autistici con autistici) altri frustrano e impediscono, altri si girano dall’altra parte. Se la questione, nel campo delle disabilità fisiche assume una connotazione, nel campo delle disabilità mentali è molto più complessa

    Rispondi
    1. adminadmin Autore articolo

      Ben tornato, innanzitutto!
      Grazie per la delicatezza e la precisione con cui hai affrontato un tema che ho lasciato intuire tra le trame del mio discorso ma che non ho potuto affrontare per oggettiva incapacità. Lo spettro variegato di situazioni che descrivi è proprio quello a cui pensavo quando scrivevo “quegli esseri umani che, per colpa di qualche gene “fuori posto” hanno un aspetto oppure un comportamento differente dalla maggior parte di noi”. Grazie!

      Rispondi
  3. SandroSandro

    Arriverei a sostenera anche che Volpe non ha mai smentito di essere lo stalker di Murat, nonostante le coincidenze profonde e nonostante Mazzetta dica con certezza che lo stalker di Murat è Volpastren.

    Chissà se anche in questo caso valga lo stesso principio.

    Rispondi
    1. faunita

      Il dubbio sorge…. Se poi a ciò si unisce la sua strana sparizione in pieno agosto ed il nervosismo della moderazione del sito ogni volta che qualche commentatore fa cenno a tale episodio….

      Ma sicuramente Volpastren, che oltretutto è separato e quindi deve vivere in castità, mai farebbe una cosa tanto pessima…. Vero?

      Rispondi

Rispondi