Il contagio

“Si stava meglio quando si stava peggio” è una pericolosa arma a doppio taglio: perché da un lato, certo, è indubbio che avremmo fatto (o almeno, io avrei fatto) volentieri a meno del consumismo e della “fame di denaro”, concausa della crisi economica che ci sta divorando, dall’altro è altrettanto indubbio che non rinuncerei mai e poi mai alla libertà d’espressione che, almeno teoricamente, ed è già molto, mi viene garantita dalla nostra legge fondamentale, o degli enormi progressi che la scienza medica ha compiuto fino ad oggi; conquiste queste che rendono il mondo senza dubbio migliore oggi di quanto non lo fosse ai tempi cui si riferiscono quei nostalgici di certi ieri piuttosto pericolosi, in cui i treni per Auschwitz arrivavano in orario.

Bisogna però ammettere che esso è ben lontano dall’essere perfetto, e probabilmente non lo sarà mai; certo, Eduardo Galeano insegnava che anche se le utopie, come l’orizzonte, non si raggiungono mai, servono comunque a non farci smettere di camminare.

Tuttavia, i segnali in questo senso sono scoraggianti, e dobbiamo riconoscere che, se anche non abbiamo smesso di camminare, abbiamo senza dubbio iniziato a farlo a passo di gambero.

Una prova? La recrudescenza di certe malattie che credevamo di aver debellato, per esempio: parlo della TBC, certo, ma soprattutto del razzismo, quella singolare patologia che, secondo l’aforisma attribuito ad Einstein, “colpisce i bianchi ma ferisce i neri”, e quell’affezione neurologica, o forse psichiatrica, che si traduce in quel curioso sintomo di ricavare, da un fatto, conclusioni che sono da esso completamente avulse.

La diffusione epidemiologica di queste patologie è preoccupante, e non è raro che esse siano contemporaneamente presenti nello stesso soggetto: proprio ieri mi sono imbattuto in questo articolo, che vorrei portare alla vostra attenzione come caso clinico; caso che è particolarmente interessante perché il suo autore presenta anche una non rara attitudine negativista, e cerca di mascherare i sintomi sotto un equilibrismo retorico degno del miglior Veltroni.

L’articolista inizia informandoci che negli Stati Uniti è stata emessa la prima sentenza di condanna per traffico di organi; notizia che, ovviamente, ci rende tutti più felici, visto che da oggi non correremo più il rischio, passeggiando per le strade di New York, di vederci aggrediti da loschi figuri che vogliono derubarci, invece che del nostro portafogli, del nostro fegato, ma che spinge anche a farsi certe domande malandrine, o magari evoca questa reazione solo in me, che ho uno “spirito perverso” (cfr Eisenin): l’autore vuole iniziare una rubrica di cronaca giudiziaria dagli USA? Saluterà con lo stesso malcelato giubilo anche l’eventuale condanna per omofobia di un pastore presbiteriano? Lo farà solo perché il pastore è presbiteriano e non vero adepto dell’unica vera dottrina? E, ancora, poiché l’articolo è ospitato in un sito di apologetica, perché essa dovrebbe spingerci a rinnegare noi stessi, prendere la nostra croce ogni giorno e seguire Cristo (Vangelo di Luca, 9 – 23)?

C’è poco da indagare: la risposta a queste domande viene data fin dal titolo dell’articolo. Capo di quest’organizzazione che trafficava in reni, milze, cuori e cornee era un perfido ebreo, deicida (ma il reato, si chiedeva Lenny Bruce, dopo duemila anni non è ancora andato in prescrizione?) e fedele di una falsa religione; anzi, più che adepto, addirittura profeta: il condannato, infatti, era un rabbino, e, si ripete spesso in questi ambienti maniaci di luoghi comuni, “il pesce puzza dalla testa”.

Dato ciò, ci vuole poco a generalizzare ed a dire che tutti gli ebrei praticano ancora oggi i riti (storicamente falsi) che prevedono sacrifici umani; intento generalizzatore evidente, benché non esplicitato, nell’interrogativo complottista: perché i giornali non ne hanno parlato? O, meglio: “come volevasi dimostrare, purtroppo non ha avuto la risonanza mediatica che meritava e che era doveroso darle” (sic, e controllate se non ci credete).

La mia reazione a questa serie di improperi è stata forse inadeguata, confesso le mie colpe: ho iniziato a ridere a crepapelle. Perché è decisamente divertente che una parte che ha sostenuto che chi diceva che, forse, i preti che erano accusati dell’infamante reato di pedofilia dovevano essere consegnati all’autorità civile, e che era necessario accertare anche la posizione di Joseph Ratzinger che, da Prefetto della Dottrina della fede, aveva inviato una lettera riservata ai vescovi, in cui si leggono consigli su come trattare tali casi che possono disegnare la fattispecie di favoreggiamento, voleva fare carne da macello di tutto il cattolicesimo, si comporti nello stesso modo con i fedeli di un’altra religione; risate che si sono ingigantite quando mi sono reso conto che, applicando proprio a questo caso quel ragionamento, si potrebbe concludere che, allora, tutti i cattolici sono pedofili. Cosa che, a scanso d’equivoci, non credo affatto.

Le risate si sono poi spente, quando mi sono reso conto che, nel XXI secolo, si è ancora costretti, da un integralismo religioso che potrebbe fare non meno danni di quello islamico, a difendere gli ebrei da accuse ridicole (quando, proprio per motivi religiosi, gli ebrei hanno ben altre colpe, di cui nessuno parla, visto che hanno provocato vittime islamiche); e che si sono trasformate in terrore quando l’occhio mi è caduto su chi aveva firmato l’articolo: non Bruno Volpe, che ci ha già abituato in passato a simili e più gravi exploit, ma un tal Aldo, di cui non è dato sapere altro. Questo significa che il contagio si sta diffondendo e, se non fermato, può evolvere in una pandemia capace di mettere a rischio l’esistenza dell’intera umanità.

Per fortuna, la prevenzione è semplice: evitiamo di bere acqua contaminata dagli scarichi delle fogne, unico ambiente in cui certe ideologie possono annidarsi e prosperare, e rimastichiamo la frase di Richard Dawkins: “Hitler e Stalin erano atei, quindi gli atei sono malvagi. Hitler e Stalin avevano i baffi, quindi chi ha i baffi è malvagio”.

10 pensieri su “Il contagio

  1. Andrea Laforgia

    Hai detto “fegato”?

    Comunque riguardo il capo dell’organizzazione di trafficanti d’organi, passiamo pure sopra il suo essere un giudeo deicida (per quanto sia veramente molto difficile ignorarlo), ma vogliamo parlare del suo naso adunco? La fisiognomica (Lombroso docet) è tutto nell’identificare i criminali. Dai, non scherziamo. Si vedeva lontano un chilometro, dal naso, che era un malfattore.

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  2. Compagno Z

    Visto che Natale si avvicina perchè non facciamo una bella colletta per regalare ai Pontifessi una copia a testa de “Il cimitero di Praga” di Umberto Eco? Forse così capranno come sono nate tutte quei racconti antisemiti sull’ebreo Mordecai che sacrifica i bambini cristiani et similia e smetteranno di propinarcele…

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    1. Andrea Laforgia

      E giacché ci siamo anche “The Plot” di Will Eisner, sui protocolli dei savi di Sion. Magari lo stile fumettistico si addice di più alle loro menti infantili.

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