Ingiustizia.

Sono contro il terrorismo.

Sono contro le stragi di cristiani.

Sono contro la mostruosità dell’Olocausto, del quale riconosco l’avvenuta esistenza e che non mi sognerei mai di negare.

Ma sono anche contro l’ingiustizia che esiste nel resto del mondo ma della quale non si parla praticamente MAI.

Come dell’attuale avanzata dell’occupazione sionista e conseguente pulizia etnica che sta avvenendo in Palestina subita dai palestinesi (cristiani o musulmani), della sparizione di donne diventate musulmane (ex cristiano-copte) in Egitto, della violenza subita da donne imprigionate a Baghdad o in Afghanistan ad opera di occidentalissimi soldati.

Riguardo ai primi paragrafi, poco da dire. Sapete già tutto. L’ultimo però ha bisogno di ulteriori approfondimenti e, a parer mio, di visibilità in più, dato che, chissà perchè, non si dà molta importanza a questo genere di ingiustizie.

Forse ci sono vittime di serie A e vittime di serie B? No, per favore, non costringetemi a crederlo. Il mondo mi disgusterebbe ancor di più di quanto mi disgusta adesso, e forse perderei la speranza…

Anzi no, non la perdo la speranza. Io so che, se Dio vuole, ci sono ancora al mondo persone dotate di cuore e di intelletto che sono in grado di andar oltre, e di condannare TUTTE le ingiustizie indistintamente.

“Buona” lettura.

http://www.indemnifying-justice.com/06/camelia-shehata.html

http://guerrillaradio.iobloggo.com/

http://www.ecn.org/reds/donne/mondo/mondo0406stupriIraq.html

16 pensieri su “Ingiustizia.

  1. paopao

    As salam aleikum,
    anch´io Aisha, anch´io sono indistintamente contro tutte le ingiustizie … e l´elenco é ancora lungo, troppo lungo.

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  2. FSMosconiFSMosconi

    Riguardo la questione del Medio Oriente secondo me “la carne è dura e il coltello non taglia”, quindi non me la sento di schierarmi dall’una o dall’altra parte in quanto, al di là delle motivazioni, nessuna delle due è totalmente “santa”: esistono, come dicevo prima, estremi e ingiustizie ovunque…. su questo ti do ragione Aisha.

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      1. paopao

        FSM

        como dice mi padrino:
        “cuando uno no quiere dos no pueden”

        il mio padrino dice:
        “dove uno non vuole, due non possono”

        secondo me applicabilissimo non solo al Medio Oriente…ma anche al resto del Mondo ed alla vita quotidiana.

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  3. Aisha

    Ciao a tutti, capisco le vostre ragioni, comunque un’occhiata a guerrilla radio se fossi in voi la darei… E’ il blog di un ragazzo italiano (non musulmano, quindi non dalla mia parte 🙂 ) che vive a Gaza City e racconta praticamente quel che vede dalla sua finestra…

    Vero è che la pace si fa in due, ma se tu vuoi far pace mentre mi prendi a calci per buttarmi fuori di casa e mi ammazzi i figli sotto gli occhi temo sia difficilotto per me stringerti la mano…

    Dai, date un’occhiata, poi mi dite, se vi va, ok?

    Pace, salam, shalom, salut, hi , hello e quello cinese com’è ch enon mi ricordo??? Vabbè ciao, và che famo prima… 😀

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    1. AlbertoBAlbertoB

      Forse il termine “pulizia etnica” è un po’ eccessivo , sta di fatto però che la politica espansionistica dello Stato di Israele ritengo sia quantomeno discutibile. Il grosso del problema consiste , come al solito , negli estremismi , e da una parte e dall’altra… sono convinto che il povero cristo israeliano , al pari del povero cristo palestinese , quello che si alza la mattina per andare a lavorare per portare qualcosa da mangiare per sè e per i propri figli , altro non voglia che una risoluzione pacifica.
      Cosa che ritengo non avverrà in tempi brevi , soprattutto a causa delle strumentalizzazioni : USA principalmente da una parte , cui serve un “cuscinetto” in un’area a prevalenza islamica (non dimentichiamo che l’Islam è il Nemico Pubblico Numero Uno , a sentir parlare certa gentaglia teocon , anche in Italia) e che di fatto fornisce ad Israele carta bianca , anche in barba all’ONU.
      Dall’altra parte le fazioni dell’ islam estremo che , essendo identiche a certi teocon nostrani , vedono l’Occidente come Nemico Pubblico Numero Uno.
      Consideriamo anche il fatto che entrambe le parti “esterne” al conflitto hanno il loro interesse e tornaconto a soffiare sul fuoco degli scontri.
      Chi ci rimette poi? Al solito la povera gente , suonerà banale e retorico ma purtroppo è la realtà dei fatti.

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      1. Aisha

        Alberto, purtroppo gli “estremisti” palestinesi sono donne e bambini perlopiù, che altro non fanno che cercare di vivere… Per quello vi ho postato il link del blog, così vedrete con i vostri occhi cosa succede davvero in quella terra…

        La cartina che ho postato nell’articolo è grandemente indicativa di quel che sta avvenendo in Palestina. Indica la perdita di proprietà terriere dei palestinesi, gradualmente avvenuta dall’anno 1946 fino al 2000. Non oso immaginare com’è la situazione attuale…

        Poi il vero cancro non è costituito dagli israeliani in sè, persone buone o cattive come tutti, ma dalla politica sionista. Infatti c’è anche un gruppo ebreo anti sionista che sostiene il popolo palestinese, questo è il loro sito:

        http://www.nkusa.org/

        Ricordiamoci poi che tra i palestinesi ci sono sia cristiani che musulmani che, uniti, cercano di difendere ciò che è loro. Non è una vera e propria questione di religione lì, anzi. La religione direi che quasi non c’entra. Ce la fanno entrare gli altri…

        Vero infatti che c’è chi ci mangia sopra, come oramai avviene dovunque c’è un grosso conflitto. Grandi guerre, grandi interessi da parte degli avvoltoi. Ahimè, si sa.

        Troppe sono le realtà nascoste, troppe le campagne per far apparire oro ciò che è in realtà fango, troppe le bugie che sono state dette per nascondere vere e proprie stragi. Bisogna scavare per trovare la Verità, chi ne ha voglia?

        Aprite il cuore e la mente, e come dice l’amico del blog “Restiamo umani”. E pensanti, aggiungo.

        E pace, a tutti, ebrei, palestinesi, cristiani etc.

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      1. Carlo Di Pietro

        Admin il discorso sulla questione palestinese è molto lungo. Ti manderò, se vorrai, una mia dispensa di circa 200 pagine, che parla della versione dei fatti e di ciò che è accaduto al popolo palestinese negli ultimi 60 anni. Sempre se ti interessa. E’ un testo molto vecchio, non più in circolazione, ma posso inviarti delle fotocopie.!
        Saluti
        C

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  4. Gianfranco Giampietro

    Palestinesi ed israeliani si sono fatti talmente tanti di quei torti e violenze reciproche che ormai non si può più parlare di una parte che abbia “ragione”.

    Però mi permetto di dire una cosa, sappiamo chi ha il torto di avere però iniziato.

    Tutti quanti in questo blog sapete bene che sono contro la demonizzazione di ogni cultura, e che scrivo sempre contro Pontifex quando qualcuno di loro tira fuori le solite vaccate e dicerie sugli ebrei (della serie “accusa del sangue”, complottismi vari sul NWO, l’idea che la massoneria sia stata inventata e formata quasi solo da ebrei, quando invece quest’ultima ha origine europea e di ebraico ha solo i simboli che ha scippato senza permesso da questa cultura).

    Premetto poi il fatto che io non parlo male degli ebrei. Ebrei e israeliani sono due categorie separate, di cui una è solo il ramo dell’altra. Senza contare il fatto che al mondo ci sono tantissimi ebrei antisionisti e contrari a quanto sta succendendo in “Israele”-Palestina.

    Premesso tutto ciò, dal mio relativo punto di vista io considero che lo Stato di Israele sia uno Stato abusivo e illegittimo.

    Non è tanto la sua esistenza ad essere illegittima, quanto i suoi confini attuali.

    Una commissione di esperti aveva già stabilito gli equi confini, che secondo me non sono nemmeno quelli stabiliti “con larga generosità” dall’ONU, ma quelli ipotizzati dalla Commissione Peel…

    Tale commissione non aveva stabilito i confini alla segugio di cane pensando di giocare a Risiko, ma sulla base della reale presenza giudaica e della reale presenza palestinese. Si parlava infatti di una ristretta minoranza ebraica a fronte di una massiccia presenza palestinese che non si poteva certo buttare fuori dalle proprie terre (cosa che tanto poi hanno fatto i carri armati israeliani)

    A fronte di una ristretta fascia di terra in compenso si offriva agli ebrei la possibilità di insediarsi in quella che comunque è la fascia di terra più prospera e produttiva di questo piccolo paese. Non era contemplata l’idea di formare una grossa nazione ebraica a danno dei suoi precedenti abitani. Quello che poi è accaduto è stato come costringere mezza Italia ad immigrare altrove per dare spazio ad una piccola minoranza di rom.

    Tutti noi sappiamo come è andata. Da un dito abbondante (infatti l’ONU concesse “generosamente” anche molto di più) gli israeliani si sono presi quasi tutto il braccio, a spese di tantissime famiglie palestinesi rimaste senza casa e senza terra.

    Attualmente Israele occupa molto più spazio e territorio di quanto era stato concesso dall’ONU. In nome di presunte “manovre difensive” (vedasi per esempio la più famosa, conosciuta come “Dalet”) Israele si è tranquillamente presa anche terre che erano state garantire ai palestinesi, occupando con una popolazione inferiore molto più della metà del territorio disponibile.

    E il mondo occidentale NON è intervenuto. Ha soltanto saputo dire ad Israele “sei proprio stato birichino !” e fine della storia. Questo io non sopporto degli occidentali: il fatto che si fanno i cazzi altrui solo quando conviene a loro. Quando è così, si infilano il “santo” travestimento del crociato o del buon paladino, corrono “in difesa e soccorso” dei bisognosi e dei deboli, e tirano fuori la storia del dovere “esportare democrazia” e del dare sostegno.

    Quando l’Iraq invade un microscopico staterello come il Kuwait, l’occidente immediatamente si “indigna” e procrama guerre in nome della “democrazia” e in difesa della piccola nazione invasa.

    Però se la Cina invade il Tibet o se Israele per la seconda volta si ritaglia la sua adorata “terra promessa” a spese dei suoi legittimi e precedenti abitanti e occupanti, tutto tace. L’Occidente adora essere ingerente e difensore della “democrazia” solo quando c’è il suo tornaconto personale dietro.

    Bisogna riconoscere che i passati drammi degli ebrei hanno creato una atmosfera generale nella quale chiunque condanni l’operato di Israele viene quasi additato come un antisemita.
    E’ capitato persino a me, soltanto per avere detto come stanno le cose.
    Al contrario, molti veri antisemiti aprofittano della ambiguità della cosa per rispolverare il loro vecchio odio razziale e culturale contro gli ebrei.

    Tanto per dirne una, quando ero alle scuole superiori, ormai parecchi anni fa, una volta ci hanno fatto vedere un documentario. Si faceva vedere la prospettiva della faccenda di Israele dal diverso punto di vista di numerosi israeliani e palestinesi, soprattutto da parte di ragazzi giovani.

    Nel documentario si passavano un pò di giorni insieme a questi diversi ragazzi, anche se in momenti diversi (solo alla fine venivano fatti incontrare tra loro).

    Mi è rimasta molto impressa questa cosa… interrogati sulla “giusta causa” del proprio punto di vista, alcuni ragazzi israeliani cosa tiravano fuori ?
    Tiravano fuori la Torah e il Talmud e li citavano per dire di come quella fosse la loro terra promessa da Dio.

    Di contro, i palestinesi invece tiravano fuori i regolari atti legali di proprietà delle case e dei terreni dai quali erano stati sradicati a forza dagli israeliani.

    Atti di proprietà legali contro inutili promesse di un libro scritto più di 2000 anni fa, scritto da quache ebreo solo per compiacere il complesso di inferiorità del proprio popolo. Non dico altro.

    Essere contro quello che sta succedendo in Israele non è antisemitismo, ma semplicemente essere realisti davanti ad una ingiustizia che avviene comodamente alla luce del sole, forte del fatto che l’occidente è sempre pronto a puntare il dito solo contro gli arabi e i mediorientali “brutti” e “cattivi”.

    Di contro, l’ingiustiza di Israele diventa la scusa di molti per riprendere in mano e diffondere di nuovo vecchi pregiudizi e odi razziali, come quelli dei pontifessi che ce l’hanno assurdamente contro gli ebrei che gli hanno ucciso il loro Dio (Dio tra l’altro sempre ebraico, appartenente ad una religione che di fatto è la loro).

    Essere contro Israele e condannare questo fatto non c’entra niente con le castronerie dei pontifessi, con il vecchio mito dell’ebreo deicida, “perfido” e satanico che durante i sabba sacrifica al demonio il sangue dei bambini cristiani, che porta la peste o che è il grande ierofante della grande setta satanico-rettiliana che domina i mercati ed i troni del mondo intero.

    Il grosso guaio di tutta questa confusione è che si finisce o con il dare dell’antisemita a chi semplicemente non condivide quello che sta accadendo in Israele, o i veri antisemiti (come lo è secondo me Volpe) se ne approfittano per confondere la condanna di Israele con la condanna di tutto il popolo ebraico, con la riesumazione di vecchi pregiudizi e miti che solo un vecchio nazista saprebbe prendere sul serio senza ridere.

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    1. Aisha

      “Essere contro quello che sta succedendo in Israele non è antisemitismo, ma semplicemente essere realisti davanti ad una ingiustizia che avviene comodamente alla luce del sole, forte del fatto che l’occidente è sempre pronto a puntare il dito solo contro gli arabi e i mediorientali “brutti” e “cattivi””

      Esattamente quello che intendevo dire io. Mi dispiace però una cosa, che non passi il messaggio che per tanto, tantissimo tempo prima della venuta della politica sionista ebrei, cristiani e musulmani convivevano pacificamente in quella terra che per tutte e tre le religioni è stata e sempre sarà santa.

      Episodi di intolleranza certamente ce ne sono stati e ce ne saranno, come dici tu Gianfranco, da entrambe le parti. Ma da parte di normali esseri umani direi che è quasi “normale”, la persona umana non è infallibile nè tantomeno perennemente giusta, però quando il male e l’ingiustizia proviene da un governo che, come giustamente tu dici, quando butta bombe sulle scuole con i bambini dentro adducendo la scusa che lì vi erano depositi di armi e America e compagnia cantante altro non fanno che tirargli un po’ le orecchie senza impedir loro di commettere nuovamente questo genere di mostruosità allora la bilancia dell’ingiustizia pende eccome da una parte sola. E non sto parlando degli ebrei in quanto singoli, che sono semplicemente persone come me, come te, come tutti quanti, che hanno la loro religione, la loro cultura, la loro lingua e la loro parte di bene o male nell’anima, ma di governi prepotenti che altro non fanno che distruggere impuniti un popolo senza motivo.

      E’ questo che fa davvero SCHIFO. L’indifferenza dei potenti.

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