Gli “stregoni” che ballano nella testa di Volpe

Oggi scrivo una brevissima “lettera al cattotalebano”. Il Caro Volpe continua a batter chiodo sull’argomento dell’assai “discutibile” Giovanni Paolo II… discutibile nella sua eterodossa “modernità” (dicasi anche apertura mentale?), che altro non consisteva poi che nell’avere semplicemente coscienza del fatto che, fuori dal Vaticano, esistono anche altri mondi, altre culture e persino altre religioni con il quale confrontarsi con rispetto.

Certo questo sfugge alla mente dei cattotalebani, i quali vivono la religione come una forma di imperialismo “borg” (avete presente i Borg di Star Trek?) che deve inglobare tutto l’universo e cancellare ogni “impura” forma di diversità culturale (nella mente del cattotalebano la parola “cattolico” – “universale” vuol dire appunto solo questo: ” noi siamo LA cultura e LA religione, tutti gli altri devono sparire o essere assimilati”)

Giovanni Paolo II non fu solo un grande Papa (uno dei pochi per i quali ho nutrito stima, pur non appartenendo alla fede cattolica ed essendo spesso con quest’ultima in contrasto ideologico), ma era anche un uomo concreto, realista, con i piedi per terra, non uno di quelli che fantastica ancora nel medioevo, pensando che la Chiesa sia il “Bene Assoluto” cinto d’assedio dal “Male Assoluto” (tutti quanti gli “Altri”)… Questo lo poneva in una posizione di rispetto e comprensione umana (l’umanità, caratteristica sconosciuta ai farisei seguaci del “Cristo Re Sommo Duce Romano con in mano il Fascio, la mazza chiodata e l’olio di ricino per i miscredenti infedeli”) nei confronti delle altre culture, degli altri popoli, delle altre religioni viste come tensione e ricerca dell’assoluto verso cui provare stima e fratellanza, e non il vecchio mito medievale dell’ “ama il tuo prossimo, ma solo se è uguale e identico a te stesso, altrimenti il tuo prossimo non è umano, ma diabolico!”

Questa consapevolezza di ciò che è al di fuori del nostro mondo, al di fuori della nostra “unica cultura”, porta la gente ad accettare i costumi altrui. Diffondere una religione presso altri popoli distanti significa diffonderne gli insegnamenti, non cercare di cambiare persino le loro tradizioni, i loro costumi o persino il modo di vestirsi di questa gente. Lei signor Volpe è un tale maniaco dei riti, dei colori liturgici e di tante altre emerite fesserie, se lo lasci dire. Credo che lei non sia capace di guardare le cose da una prospettiva più disincantata e concreta. Per esempio le è mai venuto in mente che ai tempi di Gesù tutte queste regole liturgiche non esistevano affatto? “il Tizio deve vestirsi di porpora in questo caso, di rosso in quest’altro, orientarsi verso l’altare in questa occasione, fare tre saltelli in avanti il martedì, cinque saltelli di lato toccandosi la punta del naso invece ogni giovedì dispari”… Tutte queste usanze hanno origini UMANE e sono semplicemente consuetudini… volendo sono anche tradizioni (e le tradizioni sono sempre belle), ma rimangono pure e semplici consuetudini di origine umana… Solo per fare un esempio il 90% dei riti e dei colori o paramenti del mondo cattolico romano non sono altro che una diretta eredità dei costumi dei sacerdoti romani PAGANI. Il viola, il rosso, il bianco? Tutti colori che appartenevano ai sacerdoti pagani dei templi di Roma. Persino il copricapo che ha in testa il pontefice. Beh, a dire il vero persino il titolo stesso di “pontefice”. Perchè sottolineo questo? Per dirvi che vi date troppa pena per queste fesserie farisaiche.

Voi trasformate le corrette liturgie e i riti in questione di vita o di morte. “Bisogna tornare alla messa in latino e ai fedeli che prendono l’ostia in ginocchio!!!!!” Wow! importantissimo, sicuramente fondamentale! Sono sicuro che se la messa non è in latino tutto il suo contenuto spirituale finisce nel cassonetto. Del resto anche Gesù parlava un fluente latino. Ah, no… invece no. E il Padre Nostro Gesù lo recitò semplicemente nella sua lingua di tutti i giorni… nemmeno in ebraico, ma in aramaico, il dialetto della sua zona. I suoi discepoli non vestivano di pizzi e merletti, non badavano al viola, al rosso o al colore “giusto” per salvare le anime.

Con questo non intendo dire che la Chiesa dovrebbe tornare ad essere la stessa dei tempi di Gesù (in teoria dovrebbe), ma ciò che risulta evidente è una cosa: un sacco di cose nella Chiesa sono frutto di semplici consuetudini, di tradizioni simboliche, di semplice origine umana. Quindi il funerale in bianco invece che in viola o in arancione a pois verdi, o una qualunque altra leggera variazione dei riti… è del tutto priva di importanza. Dio non vi ha mai dettato questo o quel “colore” o che l’altare deve stare di qua o misurare tot e tot. Il latino è la lingua della liturgia semplicemente perchè è la lingua degli antenati della Chiesa di Roma. Non è la “lingua di Dio” (l’unica che Dio capisce o l’unica che vuole sentire nominare)… poteva benissimo essere il russo, l’inglese o il portoghese. Voi siete fossilizzati con i riti, con le virgole e le quisquiglie, al punto che per voi la sostanza delle cose non è la stessa se si cambia il suo vestito. Siete come delle persone che non trovano gustoso lo stesso piatto di spaghetti se non c’è la stessa identica tovaglia di sempre. “E’ la tovaglia di questo preciso colore che dà sapore agli spaghetti… è il tavolo orientato di 15° a ovest che rende buoni gli spaghetti”… Ecco come vi siete pateticamente ridotti mentalmente. Ed ecco perchè vi è del tutto impossibile comprendere una persona come Giovanni Paolo II, che non era fissato come voi con il “feng shui” dell’altare o con il colore degli occhi che deve avere chi dice messa affinchè la messa possa considerarsi “DOC”.

Nel suo articolo intitolato “A proposito di Giovanni Paolo II..” ho letto

“In Messico, ed ero spettatore diretto, per la canonizzazione di San Juan Diego e la beatificazione dei martiri, diede esempio di come un ministro del culto non deve cedere alle mode. Qualche santone del posto, autorizzato non si da chi, gli fece sull’altare la limpia. A parte il fatto che al presbiterio i laici non …

… possono essere autorizzati ad accedere se non per motivi indicati (ma nel vecchio rito neppure questo), quegli stregoni si esibirono, frusciando foglie di pianta addosso al Papa in un rito pagano e scaramantico, del tutto incompatibile con la liturgia, ma anche con la religione cristiana.

Sempre nella stessa celebrazione, furono autorizzati dei mariachis, ossia suonatori, e per finire uomini guerrieri semi nudi a danzare.”

Signor Volpe, lei ha mai letto di viaggi e di incontri di viaggiatori europei presso le corti di altri regni stranieri? O di visitatori, ambasciatori e emissari presso noi europei? Anzi, le chiedo proprio se lei ha mai letto di un qualsiasi contatto culturale tra europa e il resto del mondo. A sentirla parlare sembra quasi scandalizzato da questi “ridicoli selvaggi” che quel giorno (lei era presente di persona, io lo vedevo in diretta alla tv) si presentavano e rendevano omaggio al Papa SECONDO I COSTUMI DELLA PROPRIA CULTURA. Certo sicuramente da buon cattolico romano per lei l’unico modo per presentarsi è in giacca e cravatta, strisciando in ginocchio verso il papa per baciare il suo anello. Ma esistono anche altre culture, con usanze diverse. E Giovanni Paolo II accettava tutte le culture. Una idea per voi eretica, perchè, nella vostra immaginazione, religione cattolica e costumi europei sono la stessa cosa. Se si fosse trattato di un giapponese in kimono che suonava il biwa avreste probabilmente protestato lo stesso. Certo per un italiano di classe come lei deve sembrare ancora più scandaloso un “selvaggio” africano con piume colorate e seminudo (faccio l’esempio dell’africano invece del Messico perchè quella dell’africano è la classica immagine di persona completamente diversa da noi e che noi scambiamo per “selvaggio”). Ma questo soltanto perchè lei non è nato in Africa. Voi confondete la religione con la comprensione delle altre culture. Per voi non sono soltanto eretiche le altre religioni, ma persino i costumi stessi degli altri popoli. Non è “pagana” solo l’altra religione, ma per voi è “pagano” persino il vestito di chi non appartiene ai vostri stessi costumi. Di conseguenza vi è sconosciuta l’usanza di rendere omaggio a qualcuno mostrando le danze e i costumi della propria terra. Per voi anche il folklore straniero è “eresia” diabolica. Signor Volpe, non vada mai alle Hawaii ! All’arrivo qualche perfida e succinta “strega” in gonnellino di paglia potrebbe accoglierla con il rito “blasfemo”, “scaramantico” e “pagano” di una collana di fiori intorno al suo santo, cattolico e italianissimo collo!

Gianfranco Giampietro

1 pensiero su “Gli “stregoni” che ballano nella testa di Volpe

  1. Biotech

    Gianfranco, voglio STAMPARE questo articolo: è stupendo!! E’ esattamente quello che penso da sempre!!
    Ricorda molto, in questa ricerca spasmodica della forma più che del contenuto, ciò che dicono a proposito della parola “omofobia”, che non esiste, è sbagliata e bla bla bla… come se la FORMA con cui si presenta un concetto (o un rito) vadano ad influire sul concetto stesso. In questo, ricorda molto l’occultismo occidentale, la teoria dei Veri Nomi: se conosci il vero nome di qualcosa, lo controlli! Che stava a dire: se conosci perfettamente la FORMA di qualcosa, ne puoi controllare il CONTENUTO. Patetico…

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