Qualche riflessione sul “modernismo”.

Decine e decine di articoli prodotti dai nostri amici di Pontifex lanciano spesso decisi anatemi verso un male terribile, un problema fondamentale, una devianza intollerabile. Il modernismo.

Viene brandito come un feticcio, uno spauracchio. Spesso basta citare la parola per produrre reazioni inorridite tra i fedeli discepoli di Pontifex. Pare che Carlo Di Pietro si limiti a sussurrare il termine per non disturbare la sua guida spirituale. Bruno Volpe invece lo fa dire ai suoi intervistati. Sembra di assistere ad una brutta copia di qualche scena tratta dalla serie di Harry Potter (film demoniaco BTW), dove i maghi non possono permettersi di nominare Voldemort, usando circonlocuzioni come “chi-sai-tu” oppure “l’innominabile”. Ma siamo sicuri di sapere di cosa parlino i nostri amici di Pontifex? E siamo sicuri che loro stessi conoscano il significato di questo termine?

Al solito Wikipedia ci offre spunti per iniziare la nostra breve indagine. Iniziamo dalla definizione di “modernismo”:

Eresia o meglio complesso di eresie sorte in seno alla Chiesa cattolica al principio del ventesimo secolo sotto l’influsso della filosofia e della critica moderna, con la pretesa di elevare e di salvare la religione e la Chiesa cattolica attraverso un radicale rinnovamento.

Quindi si tratta di una eresia, una eterodossia rispetto alla dottrina Cattolica. Ed in quale periodo storico si colloca questa eterodossia? Sempre da Wikipedia apprendiamo che il modernismo risale alla seconda metà del XIX secolo e si protrae fino alla prima parte del XX secolo. Per quale motivo il modernismo scompare? Semplicemente perchè, già dichiarato eresia, venne contrastato con decisione mettendo all’indice i testi dei modernisti e scomunicando (o comunque mettendo in condizioni di non nuocere) gli eretici.

Carletto (e non solo lui) si riempiono la bocca con enfatiche descrizioni nostalgiche del “giuramento antimodernista” dimenticando che fin dai primi anni ’60 cadde via via in disuso fino ad essere accantonato ufficialmente dal Concilio Vaticano II. Evidentemente Carletto il geniale Webmaster non si domanda per quale ragione il giuramento viene sostituito dal Credo. Noi ce lo chiediamo. Ed abbiamo il vago sospetto che semplicemente, eliminata l’eresia, non erano necessarie neppure le misure messe in campo per arginare l’eresia.

Ma cosa diceva di sconvolgente il modernismo? Sempre da Wikipedia, un breve sunto delle idee eretiche proposte dai modernisti.

  • la Rivelazione non è davvero parola di Dio e neppure di Gesù Cristo, ma un prodotto naturale della nostra sub-coscienza;
  • la Fede non è un fatto oggettivo ma dipende dal sentimento di ciascuno;
  • i Dogmi sono simboli dell’esperienza interiore di ciascuno;
  • i Sacramenti derivano dal bisogno del cuore umano di dare una forma sensibile alla propria esperienza religiosa, non furono istituiti da Cristo e servono soltanto a tener vivo negli uomini il pensiero della presenza del Creatore;
  • il Magistero della Chiesa non ci comunica affatto la verità proveniente da Dio;
  • la Bibbia è una raccolta di episodi mitici e/o simbolici, e comunque non si tratta di un libro divinamente inspirato;
  • gli interventi di Dio nella storia (quali miracoli e profezie) non sono altro che racconti trasfigurati di esperienze interiori personali;
  • il Cristo della Fede è diverso da quel personaggio storico che fu Gesù e comunque la divinità di Cristo non si ricava dai Vangeli.
  • il valore espiatorio e redentivo della morte di Cristo è opinione di S. Paolo;

Carletto, ora puoi cortesemente spiegarci quale di questi punti trovi nella Dottrina della Chiesa post CVII?

L’impressione è che Carletto usi questo termine semplicemente perchè si contrappone al suo tradizionalismo. Tradizionalismo che sembra più un fenomeno di costume piuttosto che un vero atto di fede. Charles non circostanzia mai le sue accuse di “modernismo”. Il dubbio che non conosca il significato del termine è estremamente fondato.

Ora qualcuno vada a Potenza, guardi in faccia Carletto e gli spieghi che il modernismo (come i comunisti) non ci sono più. Qualcuno lo aiuti ad accorgersi che la guerra è finita. Aiutiamolo a rendersi conto che somiglia a quei soldati giapponesi che, non avendo ricevuto la comunicazione della fine della guerra, restavano a presidiare mimetizzati nella vegetazione isolette inutili ed inabitate, incuranti del mondo che mutava attorno a loro, sparando sui turisti di passaggio!

Carletto, ripigliati. Te lo diciamo in amicizia. Ripigliati!

1 pensiero su “Qualche riflessione sul “modernismo”.

  1. Andrea ☮ Speaks

    Per loro la Dottrina della Chiesa si fa – rimanendo in ambito francescano che tanto a loro piace – a quattro cinguettii di uccellii:
    in primis, Pio X, quindi Pio V, Pio IX e Pio XII.
    Chi si discosta da questi, specie da Pio X, è considerato un modernista, ossia un eretico per loro o, dato che non si spingono fino a questo punto verso Giovanni Paolo II, una persona che, in privato, ha fatto cose censurabili ma che non sono contrarie al Magistero: baciare il Corano su tutte.
    L’accezione “modernista” è poi particolare nel linguaggio Pontifexiano: modernista (o nei casi meno importanti parlano di “curiose posizioni”), è tacciato chi non segue i dettami del trio Ca.ca.vo: ernesto maria CAro, CArlo di pietro, bruno VOlpe.
    Questa trinità ha anche i suoi discepoli, i vescovi emeriti, quindi pensionati, quindi gente che ha più di 75 anni, quindi gente nata non oltre il 1935.

    Dal lato del loro tradizionalismo, come veri custodi del Sacro Graal, questa gente si permette di consigliare le istituzioni vaticane di mandare via gente come Tettamanzi, o di lanciare anatemi contro alcuni frati, dando loro dei bolscevichi o, peggio, dei Barabba.

    In poche parole, per loro modernista, è chi si rifà al Concilio Vaticano II. Chi segue tale filone è un modernista, uno che non segue rettamente il Magistero.
    Per fortuna ci sono loro che vigilano e che danno l’imprimatur a chi vogliono loro, bannando chi desiderano loro, lanciando anatemi contro chi la pensi diversamente da loro, contro gli immigrati, contro le altre religioni/filosofie, contro tutti.

    Insomma, la caccia alla streghe è appena iniziata. Dobbiamo ringraziare loro che ci avvertono dei pericoli degli islamici. Vi lascio con questa chicca di Di Pietro, dato che a loro piacciono talmente tanto le crociate da difenderle:

    “Sapete che se non ci fossero stati i Crociati (come erroneamente vengono chiamati) l’Islam avrebbe invaso l’occidente e le care “pettegole”, divorziste, emancipate ed anticattoliche “donnine” che ostentano preziosi, minigonne ed acconciature da 100 euro, sarebbero tutte coperte da un bel burqa e dovrebbero camminare con scarpe in gomma per non disturbare il proprio uomo? (vedi “http://pontilex.org/2010/09/parole-crociate/#more-314”).

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