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Scava, scava…

… succede di trovare qualcosa di divertente anche tra le pieghe del desolante piattume prodotto dal sito Pontifesso negli utlimi giorni (da quando mancano all’appello sia Carletto che Brunello).

L’occasione per un poco di sano divertimento ci viene fornita da un articolo apparentemente insignificante. Un articolo in cui si riporta il “pensiero” di un “docente” di “psicopatologia” all’Università Europea di Roma. Perchè tutte queste virgolette? I termini virgolettati meritano qualche chiarimento.

Innanzitutto si parla di tale Bruto Maria Bruti. Il quale spende parte delle sue energie dissertando dell’omosessualità, della sua origine e delle eventuali cure. Ecco avete già capito: l’ennesimo tentativo di convincerci della necessità delle terapie riparative. Non ci vogliamo addentrare nei meandri dell’articolo. E lo facciamo con la presunzione di evitarvi inutili sofferenze. Ci vogliamo invece soffermare sulla figura del “compianto” (non certo da noi) Bruto Maria Bruti. E partiamo proprio dalla biografia che ci viene offerta dagli amici Pontifessi:

Bruto Maria Bruti (1954-2010) fu medico chirurgo, diplomato in terapia olistica, specialista in odontostomatologia e in psicoterapia cognitiva e comportamentale, insegnava Metafisica e psicologia e Psicopatologia dei comportamenti sessuali presso l’Università Europea di Roma. Militante di Alleanza Cattolica per oltre trent’anni, collaboratore di Cristianità, ha partecipato con entusiasmo fin dall’inizio alle attività dell’associazione “Obiettivo-Chaire”. Autore di numerosi articoli e del volume La nostra sessualità.

Cerchiamo dunque di verificare chi sia questo Bruto Maria Bruti (BMB d’ora in avanti). Qualche breve ricerca fa emergere chiaramente qualifiche ben diverse da quelle presentate dagli amici Pontifessi in chiusura del loro “articolo”. Infatti secondo il sito di UAAR, il signor BMB era un … dentista!

http://www.uaar.it/news/2007/12/29/esorcisti-stregoni-cartomanti-mondo-sommerso-dei-guaritori-gay/

Trovate conferma della reale professione svolta da BMB consultando la seguente pagina:

http://www.prontoimprese.it/marche/fermo/pedaso/dentista%7C297431.html

Osserviamo dunque una prima informazione “scorretta”: fosse anche vero che BMB ha la qualifica per presentarsi come “psicoterapeuta”, risulta evidente che la sua PRINCIPALE qualifica è quella di dentista. Allo stesso modo io potrei presentarmi come Webmaster, mentre la mia principale attività è ovviamente diversa. Ah già ma questa è una prassi abbastanza diffusa tra gli amici Pontifessi… :lol:

Approfondiamo dunque chi è uno “psicoterapeuta”.

http://it.wikipedia.org/wiki/Psicoterapeuta

Dunque un medico (ed un dentista è un medico) può integrare la sua preparazione con un corso in psicoterapia presso una università riconosciuta ed ottenere la qualifica di psicoterapeuta. Notiamo una curiosa coincidenza: BMB ha collaborato (come “docente”) con la “prestigiosa” Università Europea. Chissà dove ha ottenuto la qualifica di psicoterapeuta… Magari proprio presso la stessa università:

http://www.universitaeuropeadiroma.it/index.php?option=com_content&view=article&id=603&Itemid=27

Ma chi si nasconde dietro l’università europea di Roma? Copiaincolliamo dal loro sito:

L’Università Europea di Roma è una università non statale, legalmente riconosciuta, d’identità cattolica.

http://www.universitaeuropeadiroma.it/index.php?option=com_content&view=article&id=89&Itemid=118

Magari ha ottenuto presso lo stesso ateneo anche la sua qualifica in “terapie olistiche”… Chissà cosa direbbe Strazy delle strampalate idee New Age che spesso accompagnano queste “terapie olistiche”… :-)

Notiamo l’enfasi con cui viene ribadita la sua partecipazione ad Alleanza Cattolica. E per commentare questa partecipazione vi rimandiamo allo splendido lavoro già svolto da altri:

http://www.kelebekler.com/cesnur/storia/it19.htm

Cosa altro aggiungere, dopo aver chiarito la pessima reputazione di cui gode questo BMB all’esterno della ristretta cerchia di Alleanza Cattolica e dei gruppuscoli che pullulano attorno a questo movimento? Preferiamo non aggiungere altro. Anzi no, aggiungiamo solo una nostra considerazione: le terapie riparative sono una violenza. E non servono a nulla.

http://www.uaar.it/news/2009/10/26/psicologi-usa-senza-risultati-terapie-per-cambiare-gli-orientamenti-sessuali/

Di seguito la pagina Pontifessa:

http://www.pontifex.roma.it.nyud.net/index.php/opinioni/laici/8731-omosessualita-vizio-o-programmazione-biologica-lopinione-di-bruto-maria-bruti-buonanima-docente-di-psicopatologia-dei-comportamenti-sessuali-presso-luniversita-europea-di-roma

31 pensieri su “Scava, scava…

  1. diegopig

    Vedo che i trucchetti standard dei creazionisti stanno prendendo piede anche qui.
    Chi può dimenticare l’indimenticato Micheal Egnor, neurochirurgo che si è dilettato (dall’alto della sua egnoranza) a smontare una certa teoria della biodiversità che, secondo i suoi critici, sarebbe sull’orlo del collasso da ormai più di 150 anni.

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        1. Gianfranco Giampietro

          “una laurea non è un lasciapassare per sparare tutte le vaccate che vuoi”

          bisognerebbe spiegarlo a tutti quelli che cercano di sparare quanti più altisonanti titoli possibili per giustificare le proprie vaccate… direi che questa frase è il punto centrale di tutta la questione.

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          1. adminadmin Autore articolo

            Giux rispondiamo a tono al piccolo indifeso Affus. Ora scrive cose discutibili. Discutiamone, evitando gli insulti gratuiti :-)

  2. diegopig

    Ho visto che in pontifessi, in assenza (forzata?) di Cidippino e Volpastren, si stanno rivoltando contro la teoria dell’evoluzione (ToE per gli amici).

    Manca solo un libro dal titolo “I AM NO MONKEY!” e siamo a posto.

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    1. adminadmin Autore articolo

      Beh ovviamente non perdono di vista il loro solito “target”: gli omosessuali. E mentre si dimenano come anguille non si accorgono di tirarsi clamorose zappate sui piedi. Per esempio è comparso quest’oggi un lungo articolo in cui si rende conto della posizione “ufficiale” (almeno era tale 20 anni fa) della Chiesa nei confronti di eventuali norme volte a tutelare specificamente gli omosessuali.

      http://www.pontifex.roma.it.nyud.net/index.php/opinioni/consacrati/8746-omosessualita-e-diritti-civili-congregazione-per-la-dottrina-della-fede-alcune-considerazioni-concernenti-la-risposta-a-proposte-di-legge-sulla-non-discriminazione-delle-persone-omosessuali

      Riporto TESTUALMENTE dalla pagina Pontifessa:

      la Lettera prosegue precisando che la particolare inclinazione della persona omosessuale “benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale: in una sola frase vengono spazzati via millemila articoli Pontifessi in cui gli omosessuali vengono definiti in molti modi, svariati coloriti ed offensivi. Niente indemoniati, niente pervertiti, niente pederasti. Una “tendenza più o meno forte verso un comportamenti cattivo dal punto di vista morale”.

      Una delle tattiche usate è quella di affermare, con toni di protesta, che qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali, delle loro attività e del loro stile di vita, è semplicemente una forma di ingiusta discriminazione: descrive dunque perfettamente il comportamento degli amici Pontifessi. Le nostre accuse contro il loro sito venivano amabilmente tradotte in “attacchi al cristianesimo”. Dimostrazione ancora più evidente della distanza abissale che separa gli amici Pontifessi dalla Dottrina della Chiesa di Roma.

      Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri, lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona dev’essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni.: occorre aggiungere altro? Questa frase, da sola, pesa come una PIETRA TOMBALE sull’intero sito Pontifesso!

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      1. diegopig

        Admin, dimentici il CVII, che ha inquinato la retta via della dottrina.
        Oltretutto le parole che riporti non sono dogma e quindi, rispettosamente, i pontifessi dissentono.

        Comunque è evidente che i pontifessi non hanno rispettato la prima legge degli sbroccotronici:

        Prima legge degli sbroccotronici: quando due o più sbroccotronici si associano per sparare cazzate, devono accordarsi su quali cazzate sparare.

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  3. Francesca

    L’ignoranza (intesa come non conoscenza) è madre di tutti i vizi.
    Troppo facile parlare senza andare alle fonti..come viaggiare in areeo e dire di aver visitato tutti i posti sui quali avete solo volati
    Ho conosciuto Bruto Maria Bruti, mio collega psicoterapeuta.
    Uomo di grande sapienza e soprattutto di amore e accoglienza per l’altro
    Ci siamo entrambi specilizzati presso una scuola di specializzazione riconosciuta dal MIUR, dopo 4 anni di studio e pratica clinica.
    L’insegnamento lo ha avuto dopo.
    Provate a leggere il suo libro prima di etichettare persone di cui non avete mai visto neppure lo sguardo…la cosa triste (o bella) è che lui vi accoglierebbe comunque

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    1. adminadmin Autore articolo

      Cara Francesca, hai ragione: l’ignoranza è madre di tutti i vizi. Tu per esempio sembri ignorare il contenuto del nostro articolo. Giacchè critichi senza entrare nel merito delle affermazioni che abbiamo fatto. Tu riporti la tua impressione sul Bruti. Io riporto la mia. Tu trovi sia una grande persona. Io sono di diverso avviso. Ed ho spiegato il perchè.

      Ti scoccia che abbia evidenziato la preparazione non specifica del tuo illuminante maestro? Mi dispiace: ma i dati che ho evidenziato mi sembrano incontrovertibili. Non mi pare di aver inventato nulla.

      Ti sarei grato se tu volessi entrare nel merito delle mie riflessioni, piuttosto che limitarti ad una superficiale facile e generica lamentela.

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  4. Eleaffar

    Le qualifiche non sono ben diverse affatto, e lei che è un cialtrone disinformato. Quando parla di “PRINCIPALE qualifica” come di dentista, mi chiedo chi sia mai lei per stabilire cosa sia “principale” e cosa non lo sia. Mio padre era anzitutto medico chirurgo, non dentista. Si laureò in Medicina e Chirurgia (110/110) all’università D’Annunzio di Chieti, specializzandosi poi in Odontostomatologia all’Università degli studi di Ancona, sotto la guida particolare dei professori Sapelli, Alleva e Balercia, dove svolse anche clinica pratica (odontostomatologia, che, ricordiamo all’ignoranza dell’autore dell’articolo, è una specializzazione di Medicina e Chirurgia, ed in particolare è branca specifica della chirurgia e ingloba al suo interno anche l’implantologia e la parodontologia, e non è in alcun modo assimilabile alla semplice odontoiatria: per essere odontostomatologi è necessario essere medici chirurghi, per essere odontoiatri – semplici dentisti cioè – no), diplomandosi quindi in terapia olistica alla Scuola di specializzazione privata del professor Bornoroni in Urbino, e poi specializzandosi una seconda volta in psicoterapia cognitivo-comportamentale all’Istituto Skinner di Roma, sotto la guida del professor Tamburello. Gli anni di studio accademico compiuti da mio padre furono, in totale, 17. Come dice bene Francesca le cattedre dei due corsi di “Metafisica e psicologia” (era nota ai suoi colleghi universitari la sua puntuale preparazione filosofica ed epistemologica) e di “Psicopatologia dei comportamenti sessuali” all’Università Europea di Roma furono di successivo ottenimento. Quando scrive di essere di diverso avviso circa lo spessore umano di mio padre mi chiedo se lei lo abbia mai conosciuto per poter offrire un giudizio simile. Se lo ha fatto, dice il falso. Se non lo ha fatto è doppiamente un cialtrone. Piuttosto, se vuole fare una bella cosa legga il suo libro “La nostra sessualità. Felicità, desiderio e piacere nell’essere umano” (ed. Sugarco), in cui confluiscono, tra le tantissime questioni, anche i suoi ultimi approcci alla questione dell’omosessualità, libro uscito proprio un mese prima della sua morte, le cui ultime bozze curò, del tutto stremato, dal suo ultimo letto di ospedale.

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    1. adminadmin Autore articolo

      Illustrissimo figliolo, grazie per aver confermato che la prima e principale attività svolta da suo padre era collegata ai denti… Forse potrà sembrarle riduttivo definire suo padre “dentista”, ma questo mi sembra ipocrisia venire qui a contestare questa informazione (pubblicamente disponibile, tra l’altro). Circa le pubblicazioni di suo padre: spiacente, ho letture ben più interessanti che attendono. Non me ne voglia, ho ancora la libertà di decidere cosa leggere e cosa ignorare. Consapevolmente scelgo di restare ignorante: ignorando i testi del suo genitore. La ringrazio per la struggente immagine di suo padre ormai morente che si dedica alla revisione delle bozze.
      Visto che ha voglia di puntualizzare, la prego di chiarire meglio le date dei traguardi conseguiti dal suo genitore: servirà sicuramente ad integrare il mio presente articolo.
      Resto in attesa di un suo contributo preciso nel merito.
      A proposito di cialtroni: lei mi ha mai visto in viso?

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      1. Eleaffar

        Faccia meno sarcasmo, ché qualunque cosa scriva le riesce male o, peggio, buffonesca. Do un certo peso alle parole, cosa che evidentemente lei non è abituato a fare, e se scrivo cialtrone lo scrivo con coscienza. Non ho bisogno di vederla in viso per affermare che lei è un cialtrone (semmai, se volessimo essere ligi alla provenienza etimologica dall’accrescitivo “sciattone”, dovrei valutare il suo abbigliamento e portamento, di certo non il suo volto). Le dico cialtrone sotto il profilo intellettuale, almeno in questo caso specifico, perché l’articoletto pungentissimo che ha vergato è del tutto mancante di serietà e correttezza.

        Lei scrive:

        “Qualche breve ricerca fa emergere chiaramente qualifiche ben diverse da quelle presentate”.

        Primo fatto non rispondente alla verità delle cose. Le qualifiche sono precisamente quelle, e non “ben diverse” come invece crede di puntualizzare. Riporta a corroborare la sua (dis)informazione un articolo ripubblicato da UAAR ed originariamente pubblicato su Liberazione a firma di Davide Varì. Articolo infamante (e impreciso: riporta ancora che mio padre era un semplice odontoiatra) che fu passibile all’epoca di diffamazione, su cui si passò oltre con la pubblicazione sulle pagine del quotidiano stesso di una risposta di mio padre (che può trovarsi anche nei commenti al post dell’UAAR).

        Con un’arzigogolata evoluzione afferma poi:

        “Osserviamo dunque una prima informazione ‘scorretta’ (se mi indica quale sia gliene sarei grato): fosse anche vero che BMB ha la qualifica per presentarsi come ‘psicoterapeuta’, risulta evidente che la sua PRINCIPALE qualifica è quella di dentista”.

        Una qualifica è, agli effetti (anche di legge), una qualifica, cosa stabilisce la predominanza di una rispetto ad un’altra? Forse il dato cronologico? E perché mai, quale sarebbe il fondamento di un’affermazione con un contenuto simile? Inoltre si sta parlando di specializzazioni mediche, si può forse asserire che una sia a discapito dell’altra? Che il contenuto di una qualifica svilisca l’altra? Non si comprende secondo quale ragionamento aprioristico e infondato, una specializzazione in Odontostomatologia, invece che rappresentare un plus, sia considerata, oltre che un minus, addirittura una causa impediens, che svalorizzerebbe tutto il resto.
        Questa acribia nel valutare precisamente i titoli accademici (che, nel caso presente, ribadisco, vi sono tutti) sembra quasi una riedizione, sotto specie diversa, dell’argumentum ab auctoritate: è lecito parlare solo se si è in possesso dei presunti titoli, quanto alla sostanza delle affermazione essa diviene secondaria in assenza dei suddetti. Ma che succede, mi diventate dogmatici?

        Riporta poi, in parentesi, con una certa sicurezza, che un dentista è un medico, quando non è affatto così: un odontostomatologo deve necessariamente essere un medico, un odontoiatra non lo è.

        Getta sospetti ingiustificati sull’ottenimento della specializzazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale, come solo una malalingua saprebbe fare, che, le ho spiegato, essere stata conseguita presso l’Istituto Skinner di Roma, retto e fondato dal professor Antonino Tamburello, medico psichiatra di fama nazionale e internazionale.

        A giudicare dall’aggettivo che utilizza per descrivere la scienza olistica – strampalata – deduco che non sappia nulla a riguardo oltre la ciancia da bar che si ritiene, magari, anche esaustiva: nulla a che fare, in un discorso metodologico serio, con le teorie New Age, più che utilizzare il rigorismo scientifico, essa si occupa di definire un precedente approccio filosofico nello studio dei sistemi complessi, ed ha particolari implicazioni nelle scienze cognitive. Le faccio presente, a titolo informativo, che in ambito medico accademico, ormai sempre più si avverte la necessità di un approccio olistico: a riconferma di ciò tra le numerose università di respiro internazionale che hanno assunto esplicitamente un paradigma olistico nei corsi di insegnamento le ricordo la Princeton University, la London Metropolitan University, la Rice University e la University of Michigan.

        Puntualizzo che mio padre non ha mai scritto per Pontifex, né è stato mai un suo collaboratore: non per questo è possibile evitare che molti dei suoi scritti siano ripresi da altri.

        Sulle sue letture interessanti non approfondisco, francamente non vorrei inorridire o ridere, a seconda dei casi. E francamente, sebbene mi esorti a non volergliene, gliene voglio e anche molto: se le passa per la testa di scrivere un articolo ad personam, lei, di quella persona su cui scrive deve conoscere quanto più possibile (le sue pubblicazioni, in tal caso, sono fondamentali), altrimenti, non comprendo cosa scriva a fare se non per diffamare.

        Lo studio medico rappresentò il primo necessario esercizio lavorativo, fu, invero, un’attività ritenuta secondaria, dato che la sua principale fu sempre la ricerca accademica. Argomenti che oggi arrivano alla ribalta mediatica, furono approcciati da mio padre già nei lontani anni ’90, quando sembravano del tutto anacronistici anche nella cerchia dei suoi collaboratori più intimi.

        Le fornirò, come richiede, al più presto le coordinate temporali. Il contributo preciso nel merito è già arrivato, non faccia finta di non averlo visto.

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        1. adminadmin Autore articolo

          Libero di scegliere l’etimo che preferisce. Lei mi ha dato del cialtrone. Questa è la realtà.

          Le mie fonti: sono tutte ben evidenziate, con tanto di link, per verificare che quanto affermo ha un fondamento.
          Tra le fonti cito anche il link che illustra la principale attività di suo padre. Dentista.
          Non mi sono inventato nulla.
          Può facilmente verificare che quello che affermo non è frutto della mia fantasia.
          Se poi il sito “prontoimprese” non riporta informazioni aggiornte, probabilmente non è colpa mia…

          Vogliamo parlare delle “discipline olistiche”? Sono libero di ritenere che le “discipline olistiche” siano un agglomerato di fesserie?
          Lei parla di scientificità, rimando all’opportuna pagina di Wikipedia (in calce al mio commento) che sicuramente conterrà imprecisioni dal suo punto di vista ma che riassume adeguatamente il mio pensiero.

          Comprendo che le mie ipotesi possano darle fastidio: sarò lieto di verificare le informazioni che fornirà.
          Fino ad allora le mie ipotesi sono il frutto delle mie ricerche.

          Buffo osservare come arriva qui accusandomi di superficialità e poi, senza conoscermi, si arroga il diritto di giudicare le mie letture. Beh la coerenza è un tratto che la contraddistingue, indubbiamente.

          Per quanto riguarda l’articolo di UAAR, ho ben visto la risposta di suo padre. E così come UAAR ha dato spazio ai commenti di suo padre, io do spazio a quelli del figlio. Mi pare coerente e democratico. Molto più democratico di chi arriva qui e pensa di dettar legge.

          Mi accusa di incorrere in un argomento “ab auctoritate”. Dal suo punto di vista io inciampo in questo errore. Dal mio punto di vista il problema è che non concordiamo su quale sia l’autorità. Lei è libero di ritenere che le teorie riparative abbiano qualche utilità. Sappia che moltissimi, in tutto il mondo, non la pensa come lei. Ad esempio l’ordine degli psicologi del Piemonte.

          Cito, a beneficio di tutti.

          il Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi Giuseppe Luigi Palma denuncia l’approccio anti-scientifico alla pratica clinica delle persone lesbiche, gay, bisessuali perché “non solo non tiene conto dei risultati di anni di ricerche sui fallimenti delle cosiddette terapie riparative, ma anche trascura l’influenza dell’omofobia sociale e interiorizzata sulla concezione che l’individuo ha di sé, acuendo il pregiudizio sociale e la sofferenza individuale”.

          https://it.wikipedia.org/wiki/Scienza_olistica
          http://www.ordinepsicologi.piemonte.it/gruppi-di-lavoro/gdl-lgbt

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          1. Eleaffar

            Ho riportato punto per punto tutte le imprecisioni pesanti presenti nel suo articolo. Le ho dato del cialtrone, pertanto, quale lei è, e le ho anche spiegato come possa dargliene senza vederla in volto, come lei mi chiedeva. La realtà (stavolta mi sembra le stia particolarmente a cuore la realtà, forse perché di mezzo c’è la sua persona?) è proprio questa. Le sue fonti sono buffe, come ciò che scrive: un articolo riportato dall’UAAR (non so se si rende conto su quali precarie fondamenta stia facendo assegnamento), smentito nei fatti a suo tempo e tacciabile giuridicamente di diffamazione; il sito di “prontoimprese” (l’unica fonte attendibile, faccia le sue conseguenti valutazioni), che lei utilizza, ancora, per affermare che la principale attività di mio padre fosse quella di odontostomatologo, quando le ho già spiegato che tale non fu e rimarcando la quale, in ogni caso, non so cosa mai vorrebbe dimostrare (forse che, le ripeto, in qualche modo invalida la specializzazione in psicoterapia?); un generico rimando alla pagina di psicoterapia su Wikipedia, e due link al sito dell’Università Europea di Roma, che nulla hanno a che vedere con la carriera accademica di mio padre; un link al sito “kelebekler” che non soltanto non prova nulla sui titoli di mio padre, ma travisa addirittura il contenuto stesso dello studio in questione (qui lei compie, davvero, il peggio che poteva fare: il sito è retto da tale Miguel Martinez, individuo, tra l’altro, di dubbia esistenza, che sarebbe appartenuto in passato alla setta Nuova Acropoli, un’organizzazione di paranoici che dava seguito alle teorie della medium russa Elena Blavatsky, pensi in che mani si sta mettendo).

            Eloquente considerare come lei mi rimandi, per questioni scientifiche tecniche, ad una pagina di Wikipedia, la cui competenza in tale ambito è del tutto insignificante. Tra l’altro, non so quale sarebbe il suo pensiero che la pagina dovrebbe riassumere, dato che mantiene una sua imparzialità di giudizio, presenta tra le critiche solo la posizione di John Horgan espressa ne “La fine della scienza” del 1996, e anzi offre passaggi come:

            “Detto questo, i metodi olistici generalmente non sono in contrapposizione al metodo scientifico classico. In particolare nel caso in cui gli scienziati olistici provengano da un background scientifico standard, l’approccio olistico tende ad essere una sintesi dei due.”

            Le sue ipotesi non danno alcun fastidio, sono delle malignità esplicite e, come tali, si prendono a ridere. Nel suo articolo opera una mistificazione nei confronti dei titoli accademici di mio padre, fatto di una certa gravità e biecamente pregiudiziale. Ho cercato di evidenziare questo e vedo che lei ha preso atto dei suoi errori, dal momento che sta spostando la discussione dalla figura di mio padre (su cui ha scritto delle enormità) al contenuto di alcuni suoi studi.

            Io non la accuso soltanto di superficialità, bensì anche di parzialità. Per il resto non faccia finta di non saper stare al sarcasmo dialettico che ha iniziato a fare lei.

            Lasci stare la democrazia, non cada in basso con certi argomenti. Nessuno pensa di dettare legge. Si pensa piuttosto di ricostruire la realtà dei fatti che lei non è stato capace di fare, facendo anzi affermazioni insinuanti ed errate sul conto di una persona.

            La accuso di incorrere (con una certa ironia) in un argomentum ab auctoritate non in riferimento a ciò che lei ha ora scritto, quanto più alla necessità secondo cui, per esporre tesi in un certo argomento, sia necessario possedere i titoli adeguati. Non era forse questo ciò che voleva provare, che mio padre parlava senza ragion veduta, dal momento che i suoi titoli, se v’erano, erano, in qualche modo, immeritevoli o insignificanti?

            Sulle teorie riparative io non ho espresso alcun giudizio, non so come lei possa scrivere:

            “lei è libero di ritenere che le teorie riparative abbiano qualche utilità. Sappia che moltissimi, in tutto il mondo, non la pensano come lei”.

            Cosa fa, ora, attribuisce anche posizioni a chi non le ha espresse?

            Lo studio di mio padre in questione risale al luglio/agosto del 1995. Le faccio notare come una trattazione scientifica seria sia sempre soggetta a numerosi ripensamenti, modificazioni e cambiamenti di paradigma nel tempo che vanno di pari passo con gli studi, le ricerche e le pubblicazioni scientifiche. Non si ammette, in tale ambito, una cristallizzazione a priori di alcune posizioni, ma anzi una disposizione a rivisitarle e/o emendarle alla luce di nuove scoperte. Le ripeto, nel 1995 in Italia, ben pochi si occupavano di tali questioni, tanto meno l’ordine degli psicologi del Piemonte, e le conoscenze scientifiche erano in stadio di apprendimento (come tutt’ora lo sono). La rimando alla pubblicazione che le ho ricordato se vuole esaminare l’ultimo approccio, del tutto modificato, di mio padre alla questione e se vuole parlare, di una persona, a ragion veduta, come dovrebbe farsi.

          2. adminadmin Autore articolo

            Carissimo Eleaffar, le assicuro che il problema non è la mia persona, quanto piuttosto la sua irruenza ed il suo coinvolgimento (visto che si parla di suo padre).

            Molti anni addietro mi insegnarono che la realtà non esiste. Non esiste cioè una realtà univoca ed unica.
            Esistono invece sfumature, sfaccettature, dipendenti dalla sensibilità personale, ad esempio. Diversi punti di vista.
            Anche la scienza ha recepito questo paradigma. Cito Popper ed il suo principio di falsificabilità.

            In ambiti totalmente distanti, l’assenza di una realtà “oggettiva” (e dunque la centralità della percezione soggettiva) porta poi alcuni pensatori “New Age” (che si richiamano indirettamente all’antico adagio attribuito ad Appio Claudio Cieco: “Homo faber fortunae suae”) ad affermare che plasmiamo il mondo con la nostra volontà, con il nostro pensiero.

            Tutto questo per dirle una cosa semplice: lei è venuto qui pensando di fare una guerra…
            Ed invece le ho lasciato la libertà di precisare, puntualizzare, insultare, irridere.

            Quello che forse le sfugge è che in questo blog (e non solo) suo padre è figura del tutto marginale. Questo blog nasce per rispondere alla censura sistematica applicata dai gestori del sito Pontifex, sito che ha ottenuto anche una discreta rilevanza mediatica grazie alle affermaziono omofobe, sessiste e xenofobe che ha diffuso nel tempo.
            Ora quel sito non esiste più (o meglio, esiste ancora, completamente svuotato dei contenuti originali). Nel momento in cui suo padre viene citato da Pontifex, ci documentiamo sulla sua figura. E riassumiamo qui il frutto delle nostre ricerche.
            Sono ricerche parziali? Sicuramente, non siamo ancora sufficientemente malati da ritenerci onniscenti. Ma noi forniamo le fonti attraverso cui abbiamo formato la nostra opinione. E che mi risulti in Italia abbiamo ancora la libertà di avere opinioni diverse da quelle del figlio di BMB, giusto?

            E’ ora di tornare all’argomento del mio post (e quindi dei commenti allo stesso): le affermazioni di suo padre riportate dal sito Pontifex. Lei sostiene che suo padre nel tempo ha modificato il suo approccio: me ne rallegro. Questo significa forse che suo padre ha rinnegato le affermazioni proposte dal sito Pontifex? Può indicarmi pagine che riprendono il corretto pensiero di suo padre sull’argomento? Che cosa pensava suo padre dell’omosessualità e delle terapie riparative?

            Da dove trapela la sua irruenza (forse dovuta alla giovane età)? Tracima da ogni frase. A partire da come fa finta di essere risentito perchè le avrei attribuito pensieri non suoi ed al tempo stesso decide unilateralmente che su certi argomenti avrei ammesso il mio errore. Similmente sottolinea che suo padre ha il diritto di cambiare opinione e poi, per provare a screditare Miguel Martinez, tira in ballo i suoi trascorsi in Nuova Acropoli. Da cui il Martinez si è ampiamente dissociato.

            Mi stia bene e cresca un poco…

          3. adminadmin Autore articolo

            Una prece, conviene suggerire anche alle “Pagine Gialle” qualche modifica visto che tutt’ora, a diversi anni dalla morte di suo padre, la sua attività viene riportata all’interno della categoria “Dentisti medici chirurghi ed odontoiatri”. Strano, anche loro non hanno recepito le nuove specializzazioni di suo padre.

            http://www.paginegialle.it/studiomedicobruto

  5. Caffe

    Eleaffar, (cioè Raffaele scritto al contrario: originale! Va ancora di moda? Io, di questi giochetti, ho smesso di farne a dieci anni), non voglio certo entrare nel merito di questa discussione: non mi interessa più di tanto il palmares accademico del suo defunto babbo, ottenuto in istituti probabilmente stimabili, sebbene sconosciuti ai più; ma due cose, tratte da uno dei suoi interventi, le voglio sottolineare: lei ha citato orgogliosamente, il passato di cattedratico del suo babbo, presso l’Università Europea di Roma e la pubblicazione di un suo libro dal titolo impegnativo e definitivo: “La nostra sessualità. Felicità, desiderio e piacere nell’essere umano”, a cura delle Edizioni Sugarco”; non voglio malignare, anzi lo voglio, ma io ho udito più volte, in anni passati, un signore, del quale non è importante citare il nome, ai fini della successiva esposizione, il quale si pregiava tra l’altro, di aver studiato e se non ricordo male, perfino insegnato, presso il medesimo istituto: http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=831 ; (non è un caso che questo spot sia apparso sul quel sito indicato dal link, un sito che invito tutti a visitare, per toccare con mano cosa agita e nutre la psiche degli abitanti di un certo mondo: ebbene, non voglio mettere in dubbio la qualità e la quantità di sapere universale che quella benemerita Università, instilla come fosse un gigantesco e benevolo clistere, nei suoi frequentatori; cosa che conferirà loro, sicuramente, un notevole spessore culturale, professionale ed umano; e sarà pure così, ma io, di quel patetico individuo, ricordo bene solo le vagonate di scempiaggini, menzogne e mistificazioni che riusciva a vomitare anni fa, dai microfoni di Radio Maria, insieme al suo (io presumo) amico Padre Livio e curiosamente, entrambi erano e sono ancora usi affidare i propri libelli, alla “premiata” ditta Sugarco, una casa editrice, non particolarmente nota, per aver pubblicato capolavori immortali, ma, lo sappiamo in molti, particolarmente attiva, nell’inondare il mondo di paccottiglia clericale e non credo, che l’ultima fatica letteraria di suo padre, sia stata l’eccezione che conferma la regola. Due indizi non fanno una prova, tuttavia le chiedo: era questo il mondo nel quale si muoveva il suo babbo? Io, fossi in lei, al cospetto di gente sana di mente e discretamente sveglia, non me ne farei un motivo di vanto ed il fatto che lei invece, lo rivendichi orgogliosamente, la qualifica e definisce più di tante pomposità che ha qui pronunciato; le quali, sono servite in fondo, solo a dare del cialtrone a chi ha scritto un articolo che l’ha irritata: nient’altro che un: “lei non sa chi sono io”, espresso in forma aristocratica e schifata. Ritengo che il motivo del suo attacco di bile non sia costituito dalle presunte falsità, a suo dire, riportate nell’articolo incriminato, come lei sembra credere, ma proprio perché da quel pezzo, traspariva il nudo volto di quel tipo di ipocrisia che aleggia e soggiorna solo in certe menti eccelse, molto spesso se ne impossessa e in quel caso, è il caso di dire, sale in cattedra per perpetuare se stessa, attraverso i suoi allievi. Io sono persona semplice e pure illetterata, ma credo di averla inquadrata correttamente: liberissimo lei di scambiare la sua boria risentita per sconfinata erudizione, oppure, come è più probabile, di ritenere di aver gettato perle ai porci, con i suoi interventi qui; ma mi dia retta: non pretenda di poter dare lezioni, a quelli che lei ritiene degli ignoranti, quando non è disposto a riceverne da loro, per pura spocchia, a sua volta.

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  6. Caffe

    Mai messo in dubbio cotanta caratura, Caro Admin, non a caso, riferendomi a Raffaele, ho tirato in ballo, in un recente commento, il termine “latinorum” con il quale, tanto egregiamente, tale Alessandro Manzoni, già qualche secolo fa, ha messo alla berlina tanti pasticcioni incompetenti, gli eredi dei quali, infestano tuttora la nostra blog sfera; gente di di eloquio sussiegoso quanto vuoto di contenuti concreti. Loro, nel rimirarsi l’ombelico, prima di aprire il fuoco (ah ah), ancora non sanno che noi, prima di aprire bocca, ci informiamo rigorosamente: questo Raffaele ci ha messo cinque anni per realizzare che qualcuno aveva mosso critiche, in anni lontani, all’operato del suo papà ed ha reagito, purtroppo per lui, scegliendo male il tempo, i modi , i contenuti e soprattutto, i suoi polli, che, ormai avrà capito pure lui, non sono sicuramente l’equivalente moderno dei mitici capponi di Lorenzo. Non c’è dubbio, suo papà, sarebbe stato fiero di lui.
    PS: il primo link che hai proposto, Admin, è già stato rimosso: il nostro Raffaele non è un aquila, ma la puzza di bruciato la sente benissimo.

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