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Finanziamento alle scuole paritarie: per chi suona la questua.

Monsignor Luigi NegriPurtroppo tempi di tagli in Italia anche in comparti importanti come la sanità ma a questi tagli non sembrano rassegnarsi le scuole paritarie che con le loro sigle (AGeSC , Agidae, Aninsei, Cdo-Foe, Faes, Fidae, Fism) chiedono 250 milioni di euro per il 2014, 530 milioni di euro per la programmazione economica triennale e la cancellazioni di imposte come Imu e Tares.

Anche la Chiesa è particolarmente sensibile su questo tema e Tempi riporta il pensiero di monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara, che, dopo aver fatto presente che «il compito della Chiesa è educare il popolo», afferma che la società «vede nel cammino educativo che deve essere offerto alla persona la strada maestra perché la società non sia qualcosa di piatto, di informe, di grigio, di generico, ma una realtà vibrante di iniziative, di ricerche, di creatività». Forse alla Chiesa – in una nazione come l’Italia dove non esiste la religione di Stato – spetta il compito di educare i suoi fedeli (almeno quei pochi che ancora pendono dalle sue labbra) e non certamente il “popolo” che – in uno Stato democratico e non etico – non ha nessuna necessità di essere “educato”: un compito quello di “educare il popolo” che appartiene alle dittature e non alle democrazie. Continua a leggere

Cari uccrociati, quanta confusione…..

Nel panorama dei blog legati al mondo cattolico una posizione interessante è quella dell’associazione cattolica Unione cristiani cattolici razionali i cui articoli si propongono di sostenere – su presunte (ma spesso infondate) basi razionali – temi cari ai cattolici più integralisti (finanziamento alle scuole paritarie, opposizione ad aborto, divorzio, matrimonio omosessuale, eutanasia, fecondazione assistita, etc.).
Spesso le basi dei loro articoli sono però piuttosto fragili e fallaci. Questo è quanto avviene in due articoli.
Il primo (“Finanziare le paritarie è meglio per tutti, lo dice la Svezia”) è dedicato al finanziamento alle scuole private. Gli uccrociati, basandosi su studi effettuati nel lontano Massachusetts ed in Svezia sostengono che sia conveniente finanziare le scuole paritarie.
Nell’articolo scrivono che «Un team di professori ha comparato i risultati delle charter schools, gestite da genitori e simili agli istituti scolastici parificati spagnoli e di quelle quelle pubbliche nello Stato del Massachusetts. In entrambi i casi le scuole vengono finanziate completamente con le tasse. Dallo studio è emerso che i migliori risultati si sono raggiunti nelle charter schools: i genitori scelgono e gestiscono, lo Stato paga e la qualità migliora» volendo in questo modo sostenere che i risultati migliori si ottengano nelle scuole private piuttosto che in quelle pubbliche. C’è da essere contenti per gli studenti delle charter school del Massachusetts ma forse, per il caso italiano, sarebbe preferibile considerare quanto scritto in uno studio della Fondazione Agnelli che aveva l’obiettivo di verificare quale tipo di scuole superiori preparasse meglio gli studenti per gli studi universitari. L’indagine riguardava oltre 145.000 diplomati provenienti da 1.011 istituti di Piemonte, Lombardia, Emilia e Calabria. La Fondazione Giovanni Agnelli nella ricerca esplicitamente afferma che «nonostante la presenza di alcune realtà di chiara eccellenza, la performance della maggior parte delle scuole non statali è deludente rispetto a quelle statali». Forse uno studio realizzato nelle scuole italiane è più attinente rispetto ad uno studio realizzato nel lontano e diverso Massachusetts ed anche un bambino capirebbe che ricerche realizzate in contesti tanto lontani e diversi da quello italiano difficilmente potrebbero valere per il nostro Paese. Continua a leggere