La ragione non è di casa?

 

"Yes, you fail that much"

Essere ignoranti della propria ignoranza è la maledizione dell’ignorante.

Amos Bronson Alcott

 

Oggi i Nostri si cimentano nell’apologia del discorso dell’odierno papa Benedetto XVI sull’Anno della Fede – il volpone dev’essere a corto d’idee, mah – al solito, facendo ben magre figure con i temi trattati: Continua a leggere

Dicotomico.

Quest’oggi il buon Brunello ci propina un paio di perle che andremo immediatamente ad enucleare. Iniziamo dalla dicotomia che evidentemente caratterizza l’emerito pensionato Sprovieri, che disserta agile saltando di palo in frasca (nella più tradizionale tradizione dei tradizionalisti Pontifessi).

L’incipit stesso scelto da Brunello per risvegliare dal torpore farmacologico l’anziano sacerdote è quantomeno curioso: cita infatti un noto passaggio dei Vangeli, nel quale Gesù viene messo alla prova da alcuni personaggi. Ed avendo intuito l’inganno, risponde con la famosa frase: “Date a Cesare quel che è di Cesare, date a Dio quel che è di Dio”.

Gesù era visto da molti come il liberatore dal dominio di Roma: corre subito alla mente il suo ingresso a Gerusalemme. Come ricorderete il Salvatore sceglie il dorso di un asinello proprio per mostrare la sua diversità da questo immaginario collettivo che lo voleva regnante terreno e per meglio qualificarsi come ultimo tra gli ultimi, redentore e non regnante. Insomma l’esatto contrario del “Christus Rex” che tanto scalda il cuore (e non solo) di Carletto Di Pietro e degli altri tradizionalisti (primi tra tutti quelli veneti, ma non solo). Continua a leggere

Il medico ha bisogno di un medico…

I medici più pericolosi sono quelli che, da attori nati, imitano con perfetta arte di illusione il medico nato.

Friedrich Nietzsche

 

Salvare capra e cavoli. O meglio: come tentare di rendere meno ridicole delle posizioni conciliari Duecentesche alla luce di un puro opportunismo politico. Il resto, come si suol dire, è storia. E allora commentiamo degnamente questo articolo di tal Mauro Faverzani, ennesima voce nel deserto appellata come d’uso dai Pontifessi alla meno peggio: Continua a leggere

L’assente.

L’assente è tale (anonimo, quindi blasfemo, antidemocratico e già che ci siamo anche un poco demente) T. Di Girolamo, che quest’oggi commenta “a caldo” gli eventi legati alla manifestazione degli indignati di Roma. Già perchè ogni scusa è buona per spargere letame dimostrando di essere assente. Assente a se stesso, privo di lucidità. Praticamente un cadavere ambulante. Probabilmente è stato decapitato. Come è noto, nei pochi secondi che seguono la decapitazione, prima che il crollo repentino della pressione sanguigna faccia perdere conoscenza, i muscoli del corpo vengono scossi da fremiti che derivano dalla residua attività del sistema nervoso centrale residuo (il midollo spinale). Ecco, probabilmente l’articolo che abbiamo letto è il frutto di questi fremiti, di questi spasmi muscolari. Sicuramente è frutto del “pensiero” di un decerebrato.

Infatti solo un demente (quindi, appunto, un individuo la cui mente è deficiente, mancante: un decerebrato) davanti alla cronaca ed ai numeri dell’imponente manifestazione di ieri può generalizzare il comportamento di qualche decina (diciamo pure 500) idioti come lui, proiettando le violenze da eSSi perpetrate sulla totalità dei partecipanti. Continua a leggere

Avete mai notato la sottile e mai volgare comicità di Massimo Boldi.

Ho ritrovato per puro caso una vecchia intervista a Massimo Boldi e diverse cose mi hanno dato da pensare. Intanto una serie di cose in comune tra tutte le interviste.

In primo luogo, cosa comune a tutti gli articoli, la totale assenza di datazione (solo cercando col motore di ricerca interno appare la data del 22 settembre 2008). Appare solo che oggi è il giorno X del mese Y. Dato che ci prendono per fessi, pensano che non sappiamo che giorno è oggi. E tutti sappiamo che oggi è 30 febbraio anzi Ventordici Brumaio.

Ma c’è anche la totale assenza di qualsivoglia veste grafica, assenza che lascia all’immaginazione fervida di noi lettori, secolarizzati o meno, il dover capire le pregnanti domande di Brunello dalle pronte risposte del megasupervip intervistato. Un punto e a capo? Un carattere in grassetto per specificare la domanda? Troppa fatica.

In ultimo sempre le stesse foto? Pippo Franco ha sempre la stessa camicia blu con cravatta tono su tono; Meluzzi sembra sempre che ti stia mandando a quel paese, per Massimo Boldi no: sforzo sovrumano, e cambia la foto. Ma nel 90% dei casi le foto sono sempre uguali.

Brunello, su: vai su quello strumento satanico che è Google, inserisci il nome dello pseudovip che hai intervistato, ammesso che poi non smentisca, clicca a sinistra su “Immagini” e dovresti ritrovarti diverse immagini dello pseudo vip che cerchi.  A meno che non intervisti Pamela Anderson, per la quale mi offro volontario di farle intervista servizio fotografico e da guida gratuita per tutta Italia, dovresti trovare foto sobrie e perfettamente non secolarizzate.

Passiamo all’intervista in questione, adesso, perché ha un che di agghiacciante: dunque, Massimo Boldi ti dice testualmente (riporto io una veste grafica migliore così capisci Brunè!!), in grassetto le domande:

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Ipse dixit.

Ora anche Brunello si è convinto e conviene con noi. Leggete le sue parole, esattamente come pubblicate in questo momento (e siamo sicuri che l’articolo verrà modificato) dal sito Pontifesso 😆

Lasciamo che Pao traduca per noi l’elegante espressione usata da Brunello nell’ultima frase. ):-D

Fonte della perversione: http://www.pontifex.roma.it.nyud.net/index.php/editoriale/il-fatto/9146-bersani-e-vendola-che-figuraccia-i-gay-insorgono