Pontifex, Bruno Volpe spiega due cosette al Papa

Evito di annoiarvi con la mia solita introduzione a proposito di Bruno Volpe, di B.V. lo stalker barese e dei post deliranti che compaiono su pontifex.roma.

Vado diretto al punto. Bruno Volpe non ha gradito la nuova strategia di comunicazione della Santa Sede. Il Papa su twitter non va bene e Volpe, galantuomo tutto di un pezzo che non la manda a dire, esprime il suo disappunto in questo articolo.

Tralasciando lo stupro della lingua italiana perpetrato da Volpe, il concetto e’ chiaro. Il Papa su twitter non ci deve stare. Volpe bolla l’iniziativa come “maldestra” ed evidenzia i pericoli che questa comporta, ad esempio le prese in giro pervenute via twitter negli ultimi due giorni sull’account twitter del Papa.

 

Come se non bastasse Volpe si produce in una lezione di morale dicendo che non e’ con twitter che si fa evangelizzazione ma con l’esempio. Il paragrafo che indica gli esempi e’ un capolavoro di violenza grammaticale e sintattica ma a noi interessano i contenuti. Nel paragrafo degli esempi Volpe scrive :

se qualche prete abbandona il vizio della omosessualità o della pedofilia

???!!! Ma non era proprio Bruno Volpe a negare l’esistenza della pedofilia nella chiesa? Ora indica come “buon esempio” l’abbandono della pedofilia da parte del clero?
Ancora :

se qualche prete abbandona gli affari economici sospetti

perche’ Bruno Volpe non prende una posizione chiara sulla questione dell’IMU? Prima spara a zero su Monti e poi non si esprime sulla questione IMU per la chiesa. Il primo affare economico sospetto e’ proprio l’IMU per la chiesa. Perche Volpe non ne parla e non prende una posizione?

Tralasciamo il pippotto sul maggiordomo del Papa.

Ora veniamo alle cose serie. Bruno Volpe ha capito cosa sta accadendo, ha capito di avere i giorni contati, ha capito che pontifex.roma e’ un blog non secolarizzato condannato alla chiusura ed all’oblio.

Perche’?

L’account del Papa e’ Pontifex. Voi davvero pensate che alla Santa Sede siano cosi’ scemi o cosi’ ingenui da non conoscere l’esistenza di pontifex.roma e di tutte le porcherie che pubblica? Il problema semmai, per la Santa Sede, e’ trovare un modo per far chiudere e ridurre al silenzio pontifex.roma senza passare per “quelli che imbavagliano la libera informazione cattolica“.

Quando e’ stato varato il progetto twitter per il Papa qualcuno ha pensato di cogliere due piccioni con una fava. Aprire un account per il Papa con quel nome, Pontifex, significa esporre il Papa a possibili equivoci e confusioni. Prima o poi Bruno Volpe o Carlo di Pietro faranno una delle loro sparate e questa volta la polemica coinvolgera’ anche l’account papale. Chi ha aperto l’account per il Papa tutto questo lo sa bene e sa anche bene che il “peso” del Papa e’ infinitamente maggiore di quello del sito-monnezza pontifex.roma.

Ergo, al primo problema, alla prima confusione o alla prima polemica, pontifex.roma verrebbe preso di mira direttamente dal Vaticano e costretto a chiudere “per ragioni di opportunita’ e fraterna collaborazione“.

Bruno Volpe ha capito tutto questo ed ora, in modo subdolo e tra le righe, rivendica solo per se stesso il diritto di stare su internet ad “evangelizzare”. Secondo Bruno Volpe la presenza del Papa su internet non e’ opportuna e il Pontificio Consiglio per le Comunicazione Sociali ha sbagliato tutto, specialmente a chiamare l’account del Papa in quel modo cosi’ non secolarizzato.

Forse Carlo di Pietro, che nel passato ci ha deliziati con le sue lezioncine sul copyright, potrebbe scrivere una delle sue famose eMail al Papa diffidandolo dall’usare quel nome, visto che di pontifex ce ne deve essere solo uno, quello di Volpe, di Pietro e Stanzione.

Certo che si, iniziamo a capire che la storia dell’account twitter del Papa e’ una innovazione da un lato ma anche una condanna a morte per pontifex.roma dall’altro.

Di entrambe le cose non possiamo essere che soddisfatti.

 

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Informazioni su sandro.storri

Progettista e sviluppatore di software precario (Sandro, non il software). Tipico prodotto delle periferie della capitale (aho!, che me 'mpresti na' sigaretta?). Appassionato di cinema e letteratura, usa l'italiano come un dialetto alternativo alla sua lingua madre, il romanesco. Sostiene la battaglia per i diritti civili anche se riconosce che spesso tratta la questione con degli incivili. Ha un pessimo senso dello humor e si vede, anche in questa breve biografia.

4 pensieri su “Pontifex, Bruno Volpe spiega due cosette al Papa

  1. Priapus

    Bruno Coniglio, sei proprio un cattivone, te lo dico perchè tanto “non mi leggi”, ma perchè vuoi negarci lo spasso per le battute salaci in cui incapperà il Papa?
    Non è giusto che gli altri non si debbano divertire solo perchè tu sei sempre così
    funereo.

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