Mons. Appignanesi, la Diocesi di Potenza risponde.

Da quanto potrete leggere in questo post, ieri ho inviato delle email alle diocesi di Potenza e Senigallia evidenziando il mio stupore ed il mio sconcerto per le affermazioni gravemente offensive pronunciate dai vescovi emeriti delle due diocesi, ovvero Mons. Appignanesi (vescovo emerito di Potenza) e Mons. Odo Fusi Pecci (vescovo emerito di Senigallia).

Ieri sera ho ricevuta la risposta della diocesi di Potenza. La considero una risposta ufficiale visto che proviene da una delle persone indicate come responsabili delle Comunicazioni Sociali della diocesi.

 

allego la risposta per intero (non ho applicato nessuna modifica, lasciando anche alcuni piccoli refusi al loro posto) :

Non ho modo di contattare monsignor Appignanesi, ho letto il link che mi ha mandato ma da giornalista non ritendo il sito citato una fonte incontestabile, mi riservo di conoscere il tenore dell’intervista tutta, il contesto, l’eventuale parte tagliate delle risposte fornite. Ricordo inoltre che monsignor Appiganesi non è più vescovo della nostra diocesi dal 2001. Fatte queste doverose premesse e non essendo quella via mail la modalità migliore per affrontare un tema delicato al quale come componente della Chiesa pongo particolare attenzione, evidenzio solo tre aspetti:
– che il Catechismo della chiesa cattolica nostra stella polare per quello che è la traduzione pratica degli insegnamenti biblici in generale, ed evangelici in particolare, dà chiari riferimenti in merito con i numeri che vanno dal 2357 al 2359, laddove si definisce per noi cattolici quali siano i comportamenti e gli atteggiamenti da tenere;
– che in generale tutto quello ci allontani da Dio, vale a dire il peccato, sia qualcosa di riprovevole, non condivisibile o comunque lo si voglia definire, che ci pone al di fuori dell’essere Chiesa,
– che la Chiesa abbia nel suo stesso dna l’essere accogliente è una certezza, che però questo non comporti un accettare supinamente anche comportamenti ‘disordinati’, posti in essere al solo scopo di rispondere a presunte istintuali inclinazioni è altrettanto una certezza
La saluto cordialmente e le auguro un santo Natale

Ho preso atto della risposta ed ho risposto a mia volta. di seguito la mia risposta :
buonasera e grazie per la sua sollecita risposta.
ho preso i riferimenti citati e li ho letti. mi ha colpito in particolare il 2358. anche se lo conosce gia’ mi permetto di citarglielo :

2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione (fonte : http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm ).

viste le indicazioni del catechismo appena citate, le sembra che affermazioni come queste :

  1. si ha la pretesa, assurda, di paragonare la anormalità alla normalità, di fare diventare scontato quello che è vizio. Il gay è un vizioso immorale, perché gay si diventa per vizio, per una visione sbagliata ed edonistica della vita. E’ una scelta a dir poco ripugnante
  2. una cosa è il gay che accetti con santa rassegnazione la sua tendenza, ma quando si sconfina negli atti omosessuali, lo ripeto, siamo nell’aberrazione, nella perversione e dunque queste persone sono ripugnanti
  3. Non dimentichiamo, poi, che tanti gay sono causa di disturbi ancora più luridi, come la pedofilia
quelle che le ho appena citate sono le affermazioni attribuite a Mons. Appignanesi.

Le sembra, in tutta coscienza, che tali affermazioni possano essere ricondotte allo spirito di accoglienza cristiano ed in particolare a quanto indicato al punto 2358 del catechismo della chiesa cattolica?

Lei mi ha scritto che non sono cose da trattare per email. sono d’accordo con lei. ne vuole parlare di persona? per me non ci sarebbero problemi.

distinti saluti
Sandro Storri
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Informazioni su sandro.storri

Progettista e sviluppatore di software precario (Sandro, non il software). Tipico prodotto delle periferie della capitale (aho!, che me 'mpresti na' sigaretta?). Appassionato di cinema e letteratura, usa l'italiano come un dialetto alternativo alla sua lingua madre, il romanesco. Sostiene la battaglia per i diritti civili anche se riconosce che spesso tratta la questione con degli incivili. Ha un pessimo senso dello humor e si vede, anche in questa breve biografia.

3 pensieri su “Mons. Appignanesi, la Diocesi di Potenza risponde.

  1. FedeB

    Porca miseria sono oggettivamente disordinato, lascio sempre le penne in giro per l’ufficio e non trovo mai una cosa dove pensavo di averla lasciata (secondo me le chiavi di casa sono possedute e hanno volontà propria)…

    A parte gli scherzi, noto sempre una certa ‘prudenza’ del condannare i fondamentalisti cattolici da parte della gerarchia… A pensar male si fa peccato……….

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  2. AlbertoBAlbertoB

    Un giorno lo leggerò questo “catechismo” , anzi , se non fosse che me ne batto altamente la ciolla l’avrei già fatto.
    Ad ogni modo sappiamo come Volpe conduce le sue “interviste” : rinchiuso nella sua cameretta , sorseggiando il latte e Nesquik che gli e prepara mammà , pone via telefono le sue domande al tizio di turno… poi , con calma , mette un po’ di virgolettato qua e là (leggasi “totalmente ad minchiam”) e fa in modo che l’intervistato dica le cose che in realtà pensa e dice lui.
    Non per niente , anni orsono , l’hanno cacciato a pedate nel culo dalla sala stampa del Vaticano ed etichettato come “persona non grata” , invitandolo a non farsi più vedere.

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    1. Fudo

      infatti basta informarsi un minimo… il sonno della ragione genera mostri disse Goya, i vari cielo e compagnia bella ne sono la prova lampante 😉

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