Quando l’italiano è un optional.

Tra minacce – anche di natura culi in aria – a Volpastren, mai dimostrate peraltro, e comunque figlie del clima di veleni che lui stesso e la sua combriccola in questi anni ha diffuso, e di cui abbiamo dato palese dimostrazione in passato, oggi analisi logica di una lettera scritta alla redazione di Basta Bugie.

Gentile redazione di BastaBugie, stasera su Radio Capital una delle puntate più sguaiate che abbia mai sentito. Ogni tanto ascolto questo programma (tg0, mi pare si chiami) , tanto per sentire fino a che punto può arrivare l’odio e la faziosità a senso unico. Ma stasera hanno superato se stessi. In particolare erano arrabbiati per il divieto (ribadito recentemente) ai rapporti prematrimoniali.

Manca un verbo nella prima frase che rende più difficile la comprensione del testo. Ma fosse questo, passi.  “Ma stasera hanno superato se stessi”. Fino ad un attimo prima si rivolge alla redazione di Basta Bugie … e ora è come se si rivolgesse ad altri. E comunque quand’anche fosse così, per riferirsi alla terza persona avrebbe dovuto scrivere: “hanno superato loro stessi”.

Dopo aver ripetuto banalità su banalità:

Infatti, se erano veramente convinti che le indicazione della Chiesa non vengono seguite da nessuno, perché se la prendevano tanto?

Se erano? O se fossero stati? Senza contare che parla di un evento accaduto poco prima, quindi niente imperefetto: il passato prossimo dell’indicativo l’hanno creato per questo.

Evidentemente lo Zucconi si crede il Padreterno

E chi è ora Zucconi? Uno dei due conduttori? E l’altro? Perchè non lo si specifica?

Oppure potrebbero fare una puntata sui ladri dei Centri Sociali, che solo a Milano occupano (cioè rubano) una ventina di edifici privato o pubblici …

Chi ti dice che non l’abbiano fatto? E come si fa a rubare un edificio?

Vi lascio con questa domanda atroce … molto più atroce della sofferenza che provo per le minacce (ribadisco mai dimostrate) verso Volpastren.

3 pensieri su “Quando l’italiano è un optional.

  1. gabriele

    caspita i sono un ventina di centri sociali a milano ? una rinascita del movimento…a meno che non parli delle occupazioni delle case popolari pagate coi soldi pubblici, non assegnate e in attesa di essere svendute agli “amici degli amici”. 😉

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