Omosessualità: esiste un diritto alle “terapie riparative”?

Su alcuni organi cattolici di informazione sovente sono pubblicate storie di ex-gay ossia persone che sono passate da una condizione di omosessualità ad una di eterosessualità.
Queste storie non sono confinate solo a blog integralisti e folcloristici di cattolici fanatici come pontifex.roma o uccr ma – alle volte – trovano spazio anche su tempi.it (l’organo di Comunione e Liberazione): sono quindi voci da non sottovalutare.
È palese che in questi tempi si sta acuendo l’atavico scontro tra il mondo cattolico e quello laico: scontro acuito da temi come il matrimonio omosessuale, gli scandali del Vaticano, i finanziamenti alla scuola cattolica, etc.

Nel dibattito presente sulle terapie riparative spesso compaiono termini come “libertà di cura” e “libertà individuale”.
Da una parte del mondo cattolico (che non ha mai incontrato la riprovazione ufficiale della Chiesa) si sostengono le “terapie riparative” di Nicolosi in nome della “libertà di cura” della persona o – più genericamente – della libertà individuale.

È opportuno ricordare alcuni elementi. Le teorie riparative di Nicolosi non sono state rifiutate aprioristicamente dalla comunità scientifica. L’Apa (American Psychological Association) per dissipare ogni dubbio ha predisposto un team di psicologi per studiare i dati relativi ai tentativi di cambiare l’orientamento sessuale. Il report del team è molto chiaro: non esistono studi con un adeguato rigore scientifico che stabiliscano che le teorie riparative funzionino. Inoltre le teorie riparative – in alcuni casi – hanno causato stress, depressione ed un maggior tasso di suicidi alle persone che si erano sottoposte. Per questo motivi l’Apa – in una risoluzione – ha ribadito che l’omosessualità non è un disordine mentale e gli psicologi non devono seguire le teorie riparative che – come sottolineato – non hanno nessuna validità scientifica.

In Italia queste posizioni sono state fatte proprio dagli ordini regionali degli psicologi di Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Veneto, Lombardia e da 1200 psicologi e psichiatri italiani: sarebbero elementi a sufficienza per non prendere in considerazione le teorie riparative.

Ciò nonostante il mondo cattolico – stranamente solo nel caso delle terapie riparative – sostiene la “libertà di cura” da parte dell’individuo ossia il diritto a scegliere la propria cura.
Purtroppo (o per fortuna) non esiste nessun diritto alla “libertà di cura”. La nostra Costituzione prevede solamente che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge» (art. 32 Cost.) ma non prescrive che l’individuo abbia il diritto di poter scegliere la cura. La scelta resta sempre in quell’ambito fiduciario esistente tra medico/paziente. Il paziente ha sempre l’ultima parola sulla cura proposta: potrà rifiutare la terapia proposta dal medico e potrà cambiare terapeuta ma non potrà scegliere la cura da adottare.
Come detto, è invece diritto del paziente rifiutarsi di curarsi o di assumere determinati farmaci e quindi ci sarebbe (sebbene nei fatti non sia garantito) il diritto all’eutanasia passiva (ossia non essere sottoposti a determinati trattamenti sanitari con lo scopo di accelerare la propria morte) mentre non esiste il diritto all’eutanasia attiva ed al suicidio assistito (che presuppongono un intervento attivo da parte del medico).
Quindi, la parte del mondo cattolico che sostiene la “libertà di cura” per le terapie riparative dovrebbe sapere che tale libertà consiste – in sostanza – nella “libertà di non-cura” (ossia di non essere curati) e questo include l’eutanasia passiva. Perciò i cattolici che sostengono le terapie riparative in nome della “libertà di cura” dovrebbero – coerentemente – farsi portavoce anche di chi rivendica il diritto all’eutanasia passiva.
C’è però da sottolineare che le terapie riparative non sono delle “cure” (infatti sono state rifiutate dal mondo scientifico) e quindi è inappropriato usare questo termine.

Proprio perché è difficile usare il termine di “cura” per le “terapie riparative” i sostenitori di queste ultime spesso si richiamano alla “libertà individuale” dell’uomo. Secondo questo principio, l’omosessuale che volesse ricorrere alle terapie riparative – pur cosciente della non-scientificità di queste ultime – sarebbe libero di farne ricorso.
Qui è necessario separare la posizione dell’assistito da quella del medico.
L’omosessuale ovviamente ha la piena libertà di ricorrere a psicologi (o sedicenti tali) che usino gli infondati metodi di Nicolosi: nessuno potrà mai impedirglielo o punirlo.
Il discorso è invece molto diverso per quanto riguarda la posizione dello psicologo.
Prima di tutto questi professionisti devono rispettare (come qualsiasi altro professionista) il proprio codice deontologico e – come messo in luce da una delibera dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia – le teorie riparative sono lesive delle norme del Codice deontologico.
Inoltre ogni medico ha il dovere di usare metodi e terapie la cui validità scientifica sia dimostrata e – nel caso delle terapie riparative – non c’è nessun riscontro scientifico.

Come paragone si può portare l’esempio del “caso Di Bella” che ha avuto molto spazio nei media a fine degli anni ’90.
L’oncologo Luigi Di Bella sosteneva di poter curare efficacemente i tumori con una cura a base di vitamine, farmaci, ormoni e di aver curato circa 10.000 persone con questo metodo sebbene non avesse mai pubblicato uno studio su una rivista peer review.
Questo metodo – grazie anche all’attenzione dei media – aveva suscitato molte speranza e le autorità mediche furono chiamate a vagliare il caso.
Le risposte non si fecero attendere. Nel 1996 la Commissione Oncologica Nazionale dichiarò che la terapia era priva di ogni validazione scientifica. Il Ministero della Salute nel 1999 giudicò come inefficace il metodo ed i risultati della ricerca furono pubblicati anche sul British Medical Journal. Una nuova bocciatura arrivò nel 2005 anche da parte del Consiglio Superiore di Sanità
La rivista Cancer arrivò a scrivere che i pazienti trattati con la terapia Di Bella vivevano in media meno di quelli trattati con terapie tradizionali di riconosciuta efficacia e sottolineava che tale terapia non era comunque priva di effetti collaterali.
Perciò se pensassimo che un medico sia libero di usare metodi privi di validità scientifica (come nel caso delle terapie riparative), anche Luigi Di Bella avrebbe potuto usare il suo controverso metodo nonostante fosse stato provato che i suoi pazienti vivevano meno rispetto ai pazienti trattati con le terapie tradizionali.

I sostenitori delle terapie riparative inceve meritano a pieno titolo l’appellativo di “truffatori” infatti – per il nostro codice penale – è tale «chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno» (art. 640 c.p.). I sostenitori di Nicolosi infatti sostenendo che le terapie riparative funzionino (mentre è stato provato il contrario) raggirano le loro vittime (nello specifico gli omosessuali che a loro si rivolgono). Ovviamente – facendosi pagare – procurano a sé un ingiusto profitto (perché farsi pagare per qualcosa di inefficace?) procurando ad altri un danno (sia di natura economica ma anche di natura psicologica con depressione ed ansia). Per questo possono essere puniti con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da cinquantuno euro a milletrentadue euro.

Paradossalmente si potrebbe persino sostenere che un omosessuale – pur pienamente consapevole dell’inefficacia delle terapie riparative e consapevole degli eventuali danni a livello psicologico – potrebbe richiedere al proprio terapeuta di impiegare i metodi di Nicolosi in un estremo (ma sbagliato) tentativo di essere eterosessuale.
Ovviamente nessun medico o psicologo può essere obbligato ad adottare particolari metodi o farmaci (anche se di comprovata validità scientifica) e l’obiezione di coscienza del medico (come insegna anche la giurisprudenza in materia) viene prima della decisione del paziente.
Se si sostenesse che lo psicologo non possa rifiutarsi di adottare le terapie di Nicolosi davanti alla richiesta del paziente, bisognerebbe – coerentemente – sostenere che il medico sia obbligato sempre e comunque a prestare la sua prestazione anche in casi come l’aborto, l’eutanasia, il suicidio assistito, etc.
Ovviamente nel caso di terapie riparative non si può parlare neanche di “obiezione di coscienza” perché – non essendoci nessuna validità scientifica – chi potrà adottarle non può essere definito psicologo ma ciarlatano o truffatore.

Cagliostro
http://alessandrocagliostro.wordpress.com/
@Cagliostro1743

34 pensieri su “Omosessualità: esiste un diritto alle “terapie riparative”?

  1. Faggot79

    E sottolineiamo che se non esiste alcun diritto del paziente a decidere la cura, al contrario il diritto a farsi del male è inviolabile. Quindi Luca di Tolve stia tranquillo, nessuno lo vuole strappare alla condizione di represso che si è autoimposto.

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        1. Questione di cervello

          tso, credo intendiate.Trattamento sanitario obbligatorio. E’ previsto in casi di autolesionismo con grave rischio per la vita del soggetto, crisi psicotiche importanti, aggressività patologica. L’omosessualità non è una condizione patologica, non si cura ciò che non è patologia. Casomai è oppurtuno verificare che non vi siano problematiche organiche, tipo disfunzioni ormonali e/o cromosomiche, e che l’orientamento omosex non sia consequenziale a traumi e/o violenze sessuali subiti. Sono tuttavia accertamenti che devono essere frutto di una scelta individuale e non certo di un’imposizione. Le cosiddette “terapie” sono spesso di tipo cognitivo-comportamentale, se non eseguite a regola d’arte da seri professionisti, diventano una raffinata forma di convincimento. Un serio professionista non cura una non malattia

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          1. GiuX

            si tso ho sbagliato a scrivere, ma non per i gay bensì per chi si fa del male, e quindi dato che la “terapia riparativa” (e cosa si è rotto?) è altamente autolesionista non sarebbe mica impensabilehttp://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

          2. Questione di cervello

            messa così non fa una grinza…
            che tristezza ragazzi, se si pensa alla devastazione psicologica e psichiatrica che si può determinare su chi è fragile.

      1. Faggot79

        Il TSO può essere intimato dall’autorità giudiziaria solo in casi specifici. Ovvero quando i soggetti sono minorenni o incapaci di intendere e di volere. L’egodistonismo è elencato nel DSM IV come disturbo della personalità, tuttavia non costitusce una forma di demenza. L’egodistonico è cioè una persona lucida e responsabile delle proprie scelte. Pertanto si applica l’articolo 32 della costituzione.

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  2. Remo

    Ma se anche esistesse questa fantomatica “liberta di cura”, non si può esserci la pretesa essere curati per una non-malattia: posso io pretendere che il medico mi CURI dal mio (ipotetico) mancinismo, magari con l’elettroshock? No, un mancino, se proprio non si vuole curare dal suo disagio dell’essere mancino, rimane comunque libero di sforzarsi di usare la mano destra, così come un’isterica checcacattolica non può pretendere che le si curi l’omosessualità, ma può comunque liberamente immolarsi sull’altare dell’eterosessualità con qualche bigotta incontrata a medjugori.

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    1. CagliostroCagliostro Autore articolo

      @Remo,
      attento perché non è completamente vero che si viene curati solo in caso di malattie.
      Ognuno può ricorrere alle cure di un medico anche in caso di non-malattie: pensa al caso degli interventi di chirurgia estetica.
      Una persona – seppur non malata – ricorre ad un chirurgo estetico per un miglior rapporto con il proprio corpo e quindi superare un disagio psicologico. Se seguissimo questo ragionamento allora si legittimerebbe il ricorso alle terapie riparative.
      I motivi per cui le terapie riparative non sono un diritto sono due:
      1) La scelta della cura non è una libera decisione del paziente ma rientra nel rapporto medico/paziente;
      2) Il medico è obbligato a scegliere metodi che abbiano validità scientifica.

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      1. StevenY2J

        Complimenti come sempre. Un articolo perfetto dal punto di vista logico e giuridico. Chapeau.
        Come ho scritto più volte, questo “diritto” a provare le terapie riparative, per un omosessuale, é lo stesso “diritto” che ha qualunque persona di rivolgersi a cartomanti, maghi e altri affini cialtroni.
        Pertanto:
        1. a nessun medico può essere “imposto” di curare l’omosessualità (e, infatti, molti psicologi – grazie al cielo – hanno capito che non si tratta di una malattia)
        2. queste “terapie” rimangono lecite – non essendo approvate dalla medicina ufficiale – finché vengono praticate su persone maggiorenni e consenzienti e andrebbero, pertanto, categoricamente vietate ai minorenni
        3. il professionista psicologo che si affida a queste terapie promettendo, a scopo di lucro, di “curare” l’omosessualità rischia di esporsi effettivamente al reato di truffa (oltre a sanzioni disciplinari)

        Certo, una regolamentazione legislativa di tutte queste “terapie” (sia quella di Nicolosi sia le varie pratiche di cartomanti e simili) non sarebbe affatto male.

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  3. don angelo

    Io,da tempo sono convinto che la cura vera per i solo malati,davvero malati! cioè tutti i laici uomini cattolici,tutti i preti integralisti (solo con gli altri)la stessa gerarchia……soprattutto “gli etero di giorno”….l’unica cura e via d’uscita sia…che tutti i gay (veri) facciano nomi e cognomi con prove dettagliate di tutti i finti etero sia laici sia preti.Non esistono leggi o manifestazioni o dibattiti che possono fare smettere questi malati interessati che in italia ci sia questa situazione.http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_good.gif

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  4. Alida

    Parlate sempre troppo e per niente… Il metodo Di Bella ora è stato accolto e le persone possono scegliere come curare il cancro http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2012/07/29/news/l-istituto-di-veronesi-promuove-di-bella-1.5473803 mentre le ultime notizie sulla chemioterapia ecco cosa dicono http://giorgiobertin.wordpress.com/2012/08/06/la-chemioterapia-puo-rafforzare-i-tumori/ Le cose non sono sempre come uno le pensa…. imparate e fatene tesoro.

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    1. CagliostroCagliostro Autore articolo

      Sei così stupida da non capire che le notizie sul metodo Di Bella che hai postato contraddicono le baggianate che scrivi e confermano il mio discorso.
      Il mio non era un giudizio sulla bontà della terapia Di Bella (non sono un oncologo) ma sul fatto che ogni terapia (sia che si tratti del metodo Di Bella che quelle di Nicolosi) devono essere sottoposte al vaglio della comunità scientifica.
      Il metodo Di Bella è stato sottoposto al vaglio della comunità scientifica e lo ha giudicato inefficace, ora sembrerebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) che questo metodo abbia una certa validità. Il primo ad esserne contento sono io (non ho preconcetti) ma questo dimostra ancora una volta che ogni metodo deve essere vagliato ed approvato dalla comunità scientifica. Perciò, ora la comunità scientifica si è esperta a favore del metodo Di Bella? Se questo metodo può contribuire a combattere i tumori credo che tutti possiamo esserne contenti.
      Teorie riparative. Come nel metodo Di Bella, le terapie di Nicolosi sono state vagliate dalla comunità scientifica che le ha rigettate (ho spiegato tutto sopra) e – a differenza del metodo Di Bella – non è mai arrivata nessuna riabilitazione.
      Perciò, se un domani la comunità scientifica si dovesse esprimere a favore delle terapie di Nicolosi, sono pronto a mettere tutto quello che ho scritto in discussione. Sino ad allora il mio discorso resta più che valido e tu puoi fare solo una cosa: tacere.
      Grazie per aver postato dei contributi che confermano quanto ho scritto.

      Ps. Si può parlare anche troppo: l’importante è scrivere cose intelligenti come spero di fare. Nel tuo caso anche dieci sillabe confermano la tua stupidità.
      Pps: come mai non usi più il tuo cognome? Tuo marito giustamente si vergogna e te lo ha vietato?

      Rispondi
      1. Alida

        Le terapie riparative non sono mai state seriamente vagliate dalla comunità scientifica fino ad oggi. Tutte le pubblicazione che sono state fatte … hanno sempre un motivo “strano o losco” dietro, voi ne potete pubblicare tante e io prontamente posso pubblicare la smentita. (non proprio io, ma UCCR o PONTIFEX o il mio amico Adamo Creato). Anche noi stiamo aspettando che venga fatta questa nuova inchiesta seria ma nel frattempo, come il dottor Nicolosi dimostra, non sono proibite. Poi tra l’altro come scrivo sempre ora non si tratta più solo di terapie riparative ma di neuroscienza cognitiva abbinata alla psicologia del profondo. Se invece di continuare a volerle negare, brontolare e piangere, lasciavate che la scienza si interessava ancora di voi… non nel cercare il gene gay, ma nel cercare i metodi più appropriate per il cambiamento… a quest’oggi non eravamo di certo qui a discutere. Consoliamoci almeno ci siamo conosciuti..http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

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        1. CagliostroCagliostro Autore articolo

          “Le terapie riparative non sono mai state seriamente vagliate dalla comunità scientifica fino ad oggi”: un report ufficiale di 138 pagine dell’Apa realizzato da sei psicologi con tanto di nome e cognome è sufficiente?
          Secondo te le “smentite” di quattro ragazzini uccretini, di un paio di pontifessi e di un personaggio fantoccio (Adamo Creato) la cui veridicità è inferiore a Topolino possono avere lo stesso peso dell’Apa e dell’Ordine degli Psicologi italiani? Inoltre le persone che sono dietro al personaggio fantoccio di Adamo Creato (ed ho il sospetto che tu sia una di quelle) non hanno avuto neanche le palle di replicare alle mie accuse (che ripeto e sottoscrivo) che Adamo Creato è solo un personaggio inventato: grande coraggio…..
          Le terapie riparative non sono proibite? Non so negli Usa ma in Italia se un medico usasse le terapie riparative sarebbe perseguibile sia penalmente per il reato di truffa che disciplinarmente dall’Ordine: ti è chiaro?
          Non sai mettere due parole in fila e vuoi discutere di neuroscienze? Scusa, sono una persona molto umile ma – essendomi anche un po’ sbattuto sui libri – non mi abbasso a discutere con persone/personaggi come te.
          Per chi volesse conoscere un po’ i legami tra Nicolosi e le gerarchie ecclesiastiche invito a vedere questo video di un’inchiesta de La7 (https://vimeo.com/46867062). Per chi fosse interessato ce ne sono altre nel mio blog.
          Salutami il tuo amichetto Adamo Creatino e digli di non nascondersi troppo.

          @Admin: ma vogliamo veramente dare voce a personaggi come l’Alida in questione che sono legati a Obiettivo Chaire e fanno propaganda a Uccr e Pontifex? Sai come la penso…..

          Rispondi
          1. adminadmin

            Siamo generalmente molto tolleranti. Davanti ad idiozie conclamate interveniamo con decisione. Diciamo che mi è costata molta fatica approvare l’idiozia di Alida/Mauro.

        2. AlbertoBAlbertoB

          Se voialtri sciroccati cristomaniaci usaste un quinto delle parole e delle energie che spendete in queste pagliacciate per combattere invece la pedofilia , la droga o l’evasione fiscale… il mondo sarebbe un posto nettamente migliore dove vivere.

          Ma no , quelli sono problemi veri. Poi non sia mai che durante la lotta ai pedofili ci scappi di trovarsi tra le mani qualche prete e si sa che cane non mangia cane.

          Rispondi
          1. francesco t

            figurati! secondo le “nuove scienze di alida”, si potrebbero curare cancri, aids, cecità, praticamente I MALI PEGGIORI !!!
            eppure, quando io richiedo dei link, i libri magici che pubblicizza, per utilizzare il mio cervello al fine di recuperare la vista (essendo io mezzo cieco , mancandomi fino a 6/10) , evitando così un operazione laser costosa e non esente da rischi, lei fa orecchie da mercante!

            e ora che se ne esce con uccr e pontifex, beh, direi che siamo alla frutta.

          2. francesco t

            mah , più che altro si rischia la salute mentale. dialogando con dei pazzi cercando di “sanarli” dalla loro pazzia, si rischia al contrario che ti rendano pazzo come loro, per l esasperazione.

        3. francesco t

          COSA??? UCCR, PONTIFEX O ADAMO CREATO??? ma se li ho smentiti IO !!!
          alida, abbiamo capito che tu metti in bocca a tutti i link che proponi parole e fatti MAI accaduti, mentre nel restante dei link pubblicizzi solo persone e pratiche CONTRO L OMOSESSUALITà che la identificano come MALATTIA.

          ergo ripeto i dati di fatto riscontrabili in alida fino ad oggi:
          1- mette in bocca all oms, al comitato dei diritti umani(gia discutibile di suo) , e a sentenze di cassazione COSE SULL OMOSESSUALITà MAI AFFERMATE(esempio: l oms sostiene la “cura per I gay” , il cddu pure, ed esiste una legge secondo cui dire che una persona è omosessuale è reato) 2- non ha MAI pubblicato un link scientifico 3- non ha mai pubblicato FONTI scientifiche 4- non ha mai pubblicato RICERCHE scientifiche. 5- ha pubblicizzato siti ed enti che ritengono gli omosessuali malati mentali e al pari dei pedofili 6- ha pubblicizzato terapie fasulle che hanno portato dei minorenni e non , al suicidio o al tentato suicidio. 7- lei ritiene l EGODISTONIA una cosa LODEVOLE E DA SEGUIRE, ma SOLO quando questa riguarda l omosessualità. 8- lei considera “amici” dei profili falsi di facebook che non ha mai visto o conosciuto dal vivo. 9- lei considera tali profili attendibili e veritieri al 100% nonostante essi si siano RIFIUTATI di mostrarle nel concreto quali sono I magici libri “che portano all eterosessualità”. 10-lei ritiene attendibile 4 parole in croce di profili falsi su facebook, ma non ritiene attendibile 30 anni e passa di ricerca scientifica, medica, psichiatrica , pedagogica eseguita the MIGLIAIA di professionisti con conseguenti ricerche scientifiche. 11- lei proietta I suoi problemi personali verso le altre persone omosessuali e verso le famiglie omosessuali, benchè lei non sia omosessuale e benchè lei non rappresenti e non abbia mai rappresentato in alcun modo una famiglia omogenitoriale. 12- lei non è mai stata in grado di mostrare fonti attendibili di enti che NON RITENGANO l omosessualità una patologia. — alida ha tutto the dimostrare, poichè finora , non è stata capace di dimostrare (e nemmeno di- mostrare) NIENTE, a parte la sua ingenuità e ignoranza.

          Rispondi
          1. francesco t

            e non dimentichiamoci che alida pubblica link senza conoscerne i contenuti, basandosi UNICAMENTE SUL TITOLO (un pò il metro di giudizio con il quale pubblica il suo spam: cerca la parola gay su google e spamma su qualunque sito che abbia articoli in merito).

            prendiamo per esempio la recente esperienza di alida che , credendo di dimostrare qualcosa, ha linkato un servizio usa di tyra, dedicato alle persone omosessuali con omofobia interiorizzata (da qui il titolo “i HATE to be gay”).

            la signora alida, che non conosce l inglese, credeva che il link da lei proposto portasse l esempio di un soggetto sposato,felice, diventato etero, con un figlio.
            peccato che , appunto NON sapendo quello che linka, le è sfuggito il problema che l esperienza raccontata dalla coppia in questione mostrava : 1- che non è mai diventato etero 2- che il ragazzo PAGA degli uomini per soddisfare sessualmente la “sua sposa” 3- la sposa non è felice perchè , chiaramente, sa che la sua vita sarebbe estremamente diversa con un eterosessuale e monogama. allegria gente!

        4. adminadmin

          Alida ho l’impressione che tu riesca sempre a “spaccare” con i tuoi interventi.

          No, non intendo che spacchi l’opinione pubblica. Spacchi i maroni alla gente normale!

          Rispondi
        5. Faggot79

          E io ti rammento che Nicolosi e tutti i sostenitori delle terapie riparative disconoscono quello che è uno dei principi cardini della psichiatria e della psicologia moderna, ovvero la distinzione fra orientamento e comportamento sessuale. Si possono vagliare seriamente le ricerche di di chi condivide i principi e i metodi della scienza, altrimenti è soltanto un’inutile perdita di tempo

          Rispondi
    2. Faggot79

      Perlomeno Di Bella, ragione o torto che avesse, non ha mai messo in discussione i saldi principi della medicina, mistificando sullo stato di salute e malattia.
      Il caso Di Bella è stato introdotto a titolo esemplificativo del funzionamento della comunità scientifica. Non si può minimamente paragonare a quella macchietta di Joseph Nicolosi.

      Rispondi
  5. Paolo

    Ricordiamo poi che valido o non valido il metoo Di Bella cerca di curare una malattia. Le ” teorie riparative” invece vorrebbero altrare quello che è una condizione umana normale e naturale. Il tutto in funzione di una istorta ideoloia religiosa.

    Rispondi
  6. Andrea

    Il discorso ovviamente è complesso e i pregiudizi sia da un lato che dall’altro sono molti. Lancio due punti di riflessione e di contraddizione giusto per complicare le cose (aimè) e per dire che non c’è ancora una risposta definitiva nè facile alla questione.

    La dichiarazione dell’APA è la seguente: «non vi sono studi dai risultati scientificamente rigorosi sia per determinare la reale efficacia o il danno di trattamenti “riparativi”» quindi non trovo onesto troncare la frase eliminando l’ultima parte.

    Poi, l’ICD-10 del 2010 al paragrafo F66.1 parla di disturbo dell’identità di genere egodistonica e dice: “L’identità di genere o orientamento sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o prepuberale) non è in dubbio, ma le volontà del singolo che sono diverse a causa di disturbi psicologici e comportamentali associati, può cercare un trattamento per cambiarlo.
    http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_sad.gif

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    1. CagliostroCagliostro Autore articolo

      Gentile Andrea,
      secondo te «La dichiarazione dell’APA è la seguente: “non vi sono studi dai risultati scientificamente rigorosi sia per determinare la reale efficacia o il danno di trattamenti ‘riparativi'” quindi non trovo onesto troncare la frase eliminando l’ultima parte» ma francamente io ho scritto che espressamente che «non esistono studi con un adeguato rigore scientifico che stabiliscano che le teorie riparative funzionino»: non ho riportato la dichiarazione dell’Apa (pur rimandando al report integrale) ma credo di aver onestamente sintetizzato la posizione di Apa.

      Rispondi
    2. francesco t

      1- i danni delle terapie riparative sono dimostrati da svariati studi e professionisti.
      2- aggrapparsi all icd che identifica l orientamento sessuale /di genere egodistonico come un problema psicologico, non giustifica ne permette l utilizzo delle terapie riparative:
      primo, perchè il problema psicologico è , chiaramente, non l orientamento sessuale o di genere, ma l egodistonia.
      secondo, perchè nella frase inglese , la traduzione della parte finale non indica che il paziente “PUò cercare di cambiare orientamento sessuale (legittimando le terapie riparative)”, ma indica cheA CAUSA DELL EGODISTONIA il paziente POTREBBE (may) cercare un trattamento per cambiarlo. in pratica, tale ricerca è un sintomo dell egodistonia .

      Rispondi

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