Pedofilia. Cei: il Vescovo non ha l’obbligo di denunciare alla magistratura

La Cei ha diffuso le “Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti dei minori da parte dei chierici“.
Queste linee guida seguono la Circolare della Congregazione della Dottrina della Fede del 3 maggio 2011.
È molto interessare leggere il contenuto di questi documenti nella parte relativa ai rapporti con le autorità civili.
Nella lettera circolare del 3 maggio 2011 della Congregazione della Dottrina della Fede si legge che «L’abuso sessuale di minori non è solo un delitto canonico, ma anche un crimine perseguito dall’autorità civile. Sebbene i rapporti con le autorità civili differiscano nei diversi paesi, tuttavia è importante cooperare con esse nell’ambito delle rispettive competenze. In particolare, va sempre dato seguito alle prescrizioni delle leggi civili per quanto riguarda il deferimento dei crimini alle autorità preposte, senza pregiudicare il foro interno sacramentale. Naturalmente, questa collaborazione non riguarda solo i casi di abusi commessi dai chierici, ma riguarda anche quei casi di abuso che coinvolgono il personale religioso o laico che opera nelle strutture ecclesiastiche».

Leggendo queste righe si sperava che la Cei prescrivesse ai Vescovi di denunciare alle autorità civili i casi di abusi sessuale di cui erano venuti a conoscenza.
Invece nelle linee guida della Cei si legge che «i Vescovi sono esonerati dall’obbligo di deporre o di esibire documenti in merito a quanto conosciuto o detenuto per ragione del proprio ministero».
Secondo la Cei le autorità giudiziarie possono richiedere «eventuali informazioni o atti concernenti un procedimento giudiziario canonico (…) ma non possono costituire oggetto di un ordine di esibizione o di sequestro». Inoltre per la Cei «rimane ferma l’inviolabilità dell’archivio segreto del Vescovo previsto dal can. 489 CIC, e devono ritenersi sottratti a ordine di esibizione o a sequestro anche registri e archivi comunque istituiti ai sensi del CIC, salva sempre la comunicazione volontaria di singole informazioni». La Cei – in queste linee guida – ribadisce l’aderenza di queste posizione con quanto sostenuto dalla Congregazione nella citata circolare nella parte in cui si afferma che «va sempre dato seguito alle prescrizioni delle leggi civili per quanto riguarda il deferimento dei crimini alle autorità preposte, senza pregiudicare il foro interno sacramentale». La Cei però ricorda che «nell’ordinamento italiano il Vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio, non ha l’obbligo giuridico di denunciare all’autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto in merito ai fatti illeciti oggetto delle presenti Linee guida».
Lo stesso Mons. Crociata – segretario generale della Cei – presentando il documento ha ribadito che «non possiamo chiedere al vescovo di diventare un pubblico ufficiale: formalizzare la richiesta al vescovo di denunciare i casi di abuso vuol dire andare contro l’ordinamento, del resto su questo problema la cooperazione con la magistratura è un fatto ordinario» ed inoltre che «è chiaro a tutti noi vescovi – ha aggiunto Crociata – che bisogna collaborare con le autorità civili, ciò non vuol dire che noi si possa operare in modo difforme da quanto prevede la legislazione».
Ovviamente i vescovi – non essendo dei pubblici ufficiali – non sono obbligati in base alla legge (art. 357 – 358 codice penale) a denunciare un reato.
Di certo – se in questo documento interno – fosse stato fatto obbligo ai vescovi di denunciare i casi di abuso sessuale non sarebbe stata una prescrizione «contro l’ordinamento» o «difforme da quanto prevede la legislazione» per usare le stesse parole di Mons. Crociata: non ci sarebbe stata nessuna violazione di legge in tal caso.
Inoltre anche se il privato cittadino (quale può considerarsi un Vescovo) non ha l’obbligo di denunciare un reato di cui è a conoscenza, il “buon cittadino” rompendo il muro di omertà non andrà mai contro la legge se denuncia un reato.
Comunque se il problema è la legge che non assegna ai vescovi lo “status” di pubblico ufficiale, provocatoriamente si potrebbe pensare di assegnare ai prelati lo status di “incaricato di pubblico servizio“: considerando l’onnipresenza di membri del clero anche in cerimonie civili l’idea non sarebbe infondata.
Sebbene lo stesso Crociata ha ribadito che «su questo problema la cooperazione con la magistratura è un fatto ordinario» le cifre da lui stesso presentate suggeriscono che sia necessaria una maggiore “cooperazione”. Infatti in Italia i casi di pedofilia da parte di chierici nel periodo 2010-2011 sono stati fino ad ora 135 e solo 77 casi sono stati denunciati alla magistratura.

Il Laicista
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24 pensieri su “Pedofilia. Cei: il Vescovo non ha l’obbligo di denunciare alla magistratura

  1. StevenY2J

    Faccio solo notare che su Pontifex si sono stracciati le vesti perché il Trattato di Velsen prevede (solo) l’inviolabilità dell’archivio e della corrispondenza del QG di Eurogendfor, gridando alla polizia con licenza di uccidere…
    Dopo aver letto l’articolo qui sopra (complimenti, Laicista), vi viene in mente il nome di un’altra organizzazione (uno Stato, comincia con la V…) dove vale la regola dell’inviolabilità e del segreto d’archivio e di un Capo di Stato (quattro lettere, comincia con la P…) totalmente immune da qualsiasi procedimento o sanzione penale?

    Rispondi
    1. adminadmin

      Perchè ti limiti al Papa? Il segreto, stando a questo articolo e ad altre fonti, si estende anche ai Vescovi. Normali cittadini quando serve (cioè quando bisogna coprire i preti pedofili). Coperti da privilegi che neppure i magistrati sognano per se stessi quando fa comodo… Vergognoso!

      Rispondi
      1. StevenY2J

        Certo, io mi riferivo al Papa che, in quanto capo di Stato gode di un’immunità ASSOLUTA. In linea teorica il Papa potrebbe commettere una strage e non essere nemmeno processato. Vero che questo vale anche per gli altri Capi di Stato e non solo per lui ma, in ogni caso, a me pare un’assurdità. Sono tutti esseri umani, dopotutto… sbagliano anche loro ed é giusto che paghino almeno per i reati più gravi.

        Ovviamente, mi prudono le mani con documenti come questi. E’ vero che i cittadini non hanno obbligo di denunciare i reati ma un conto é non denunciare l’amico che scarica mp3 da Internet, un conto non denunciare un atto di violenza contro un bambino.

        Tra l’altro, posso capire il sacerdote che, parlando con il vescovo, gli confessa di provare attrazione per i bambini. In questo caso, tra l’altro, non c’é neppure un reato. Il vescovo dovrebbe, secondo me, porlo in condizioni di non nuocere (tipo sacerdote di un carcere o di un ospedale) e aiutarlo indirizzandolo da bravi psicologi.
        Ma se viene da me una persona a dirmi che ha violentato un bambino, segreto o non segreto, prima gli sistemo la faccia a suon di cartoni, recitando, magari, qualche Ave Maria nel frattempo, e poi lo denuncio.

        Ritengo che i pedofili siano individui malati, anche da aiutare, ma il reato che commettono, secondo me, é il più grave in assoluto. Non riesco a pensare a niente di peggio.

        E mi sembra paradossale che i gay, secondo la chiesa, debbano “vivere in castità” altrimenti inferno diretto, mentre per i pedofili non si debba nemmeno procedere con una denuncia. E poi si lamentano se perdono fedeli…

        Rispondi
        1. Faggot79

          Scaricare illegalmente mp3 è un crimine tanto quanto abusare di un bambino.
          Personalmente non ne faccio una questione di proporzione di reato, ma piuttosto di coerenza.
          Se si chiude un occhio da una parte tanto vale farlo anche dall’altra; non esistono delinquenti buoni e delinquenti cattivi.
          La mia personale filosofia è quella di pensare alla pagliuzza nel proprio occhio prima che alla trave nell’occhio altrui.

          Rispondi
          1. StevenY2J

            Sono assolutamente d’accordo con te, infatti non scarico mp3 né film pirata (tanto il mi’ babbo fa la collezione di DVD, quindi non ne ho bisogno).

            Però c’é un abisso di differenza tra il reato, per esempio, di diffamazione o la condivisione di file mp3 (perché scaricarli, di per sé, non é nemmeno reato, il reato é condividerli) e la violenza contro un bambino.

            E’ chiaro che tutti i reati vanno perseguiti però, permetti, se anche si prescrive il reato per un diciassettenne che ha scaricato l’ultimo cd di Lady Gaga da Emule non me ne frega più di tanto. Se lasciano in libertà un pedofilo le cose cambiano e non di poco.

            Io intendevo dire, semplicemente, che, premesso che il cittadino comune non ha l’obbligo di denunciare i reati, dal mio punto di vista ci sono alcune situazioni in cui un cittadino comune, che non é pubblico ufficiale e dunque, non ha il dovere di far rispettare la legge, ha, per lo meno, l’obbligo morale di intervenire.
            Se un sacerdote va dal vescovo e gli confessa di aver scaricato “The Avengers” tramite E.mule o gli confessa di aver dato del deficiente ad un parrocchiano, non pretendo certo che il vescovo faccia un esposto alla procura.
            Pretendo (almeno moralmente) che lo faccia se un sacerdote gli confessa di aver stuprato un bambino. Ha tutto l’obbligo morale di farlo.

          2. Faggot79

            Io credo che l’unico obbligo morale del Vescovo consista nel rimuovere il reo dalle sue funzioni, data la pericolosità dell’individuo, e consigliargli di costituirsi agli organi competenti.
            Spostarlo di sede, al contrario, rasenterebbe la complicità.

          3. CagliostroIl Laicista Autore articolo

            @Faggot,
            scusami ma non sono affatto d’accordo con te. Prima di tutto credo ci sia una bella differenza tra scaricare musica ed abusare di un bambino.
            Da privato cittadino non sono obbligato secondo legge a denunciare chi abusa di un bambino ma – legge o non legge – ti assicuro che lo farei senza esitazioni (e per casi penali che non riguardavano l’abuso ma di cui ero venuto a conoscenza l’ho anche fatto). Ciascuno di noi non è obbligato legalmente ma (guardiamoci in faccia) chi non denuncerebbe un caso di pedofilia di cui è a conoscenza?
            Se ciascuno di noi non è obbligato legalmente tutti lo siamo obbligati moralmente. Questo obbligo è ancora maggiore nel caso di un vescovo per due motivi. Prima di tutto il vescovo gestisce una comunità di preti e quindi – volente o nolente – è responsabile di ogni azione commessa da un suo sottoposto: per questo motivo deve non solo mettere in atto tutti gli strumenti per impedire abusi sessuali.
            Inoltre la Chiesa non offre di certo un comportamento “esemplare” nei confronti dei fedeli. Se la Chiesa sostiene di non essere “obbligata” per legge a denunciare, ogni fedele potrebbe fare la stessa cosa.
            Sono totalmente in disaccordo con te quando sostieni che “l’unico obbligo morale del Vescovo consista nel rimuovere il reo dalle sue funzioni”. Un vescovo è prima di tutto un cittadino ed a tutti i cittadini – legge o non legge – è richiesto di denunciare i reati.
            In Italia abbiamo usato tante parole contro l’omertà nei confronti della mafia (che purtroppo è comprensibile in alcuni casi….) ed ora i vescovi si arrogano il “diritto all’omertà”? Che bell’esempio che danno…….
            Inoltre è ridicolo sostenere che “denunciare un abuso sessuale si andrebbe contro la legge”. Ti assicuro che se vai da un magistrato per offrire una deposizione volontaria nessuno ti può arrestare.
            Poi se pensi che scaricare musica sia un reato come abusare di un bambino vai pure a denunciarmi. Sono reo confesso di uno di quei due reati (a te capire quale…..).

          4. StevenY2J

            Rimuovere il prete pedofilo dalle sue funzioni é sufficiente solo se il prete confessa al Vescovo di aver attrazione per i bambini, senza essere passato ai fatti.
            In questo caso, una denuncia servirebbe a poco perché non c’é reato. Al massimo si allertano le forze dell’ordine. Però, in questo caso, posso anche capire un vescovo che si limita a spostare il sacerdote, per esempio, a fare il cappellano in un carcere. Purché sia seguito da un sostegno psicologico e il vescovo se ne interessi.

            Se invece, il sacerdote é già passato ai fatti, credo che sia obbligo morale inevitabile del vescovo una denuncia. La pedofilia, secondo me, é il più grave dei reati (un ordine di gravità c’é eccome…)

          5. marco nicolao

            senti, secondo me hai letto troppi fumetti di Punisher.
            giusto ieri i Carabinieri, che ho contattato per sporgere una denuncia, mi hanno detto che il tipo che volevo denunciare era un poveraccio ladro di polli. tanto per dire che anche l’Ordine Costituito, che dovrebbe applicare freddamente la legge, fa delle distinzioni. secondo me sacrosante.
            c’è una bella differenza tra lo stupro e lo scarico illegale, non dirla neppure come battuta.
            e anche vergognarsi un poco non farebbe male.

            i pontifex hanno cercato di derubricare la pedofilia ad “efebofilia” dando la colpa alle pulsioni omosessuali, tanto per cambare (mi incazzo come un coguaro ogni volta che ci penso).
            vedi che sei in buona compagnia.

            coerenza… ma va a ciapà i ratt…

          6. StevenY2J

            Io ho collaborato in una procura e il PM, giustamente, dava la precedenza ai reati di sangue e alle truffe, lasciando eventualmente prescrivere le varie scemenze tipo la lite con il vicino di casa, l’ingiuria, la diffamazione…

          7. francesco

            è in questo modo che , a causa della noncuranza degli enti responsabili, mi son visto prescrivere la denuncia a seguito di diffamazioni durate oltre un anno che mi indicavano come pedofilo.
            nonostante l UNICA cosa di cui avevo bisogno era solo un misero permesso giudiziario per rintracciare un indirizzo IP.

          8. StevenY2J

            Caro Frank (posso abbreviare così?), guarda, non conosco il tuo caso specifico. E’ chiaro che una diffamazione a mezzo web dove vieni indicato come pedofilo é gravissima.
            Nel mio post mi riferivo a “denunce” veramente idiote, dove il vicino di casa denunciava la signora del piano di sopra perché faceva rumore o cose del genere. “Reati” bagatellari, insomma.

            Io ho collaborato con un PM di Milano che, ti assicuro, si sbatteva come pochi. Il problema é che, soltanto in quella procura (non in tutto il tribunale, solo in una procura di una sezione), arrivavano oltre 3.000 denunce alla settimana (!!!) e, purtroppo, un ordine di priorità va seguito, sapendo in anticipo che, a malincuore, non si riuscirà a procedere per tutte.

            La soluzione é quella di aumentare il personale ma finché lo stato avrà il braccino corto… Poi, magari, nel tuo caso specifico c’é stata negligenza e disinteresse, é probabilissimo. Le mele marce ci sono dappertutto, ovviamente.

            Io mi riferivo alla mia esperienza specifica, dove, dovendo scegliere tra una truffa per 80.000 Euro e una denuncia perché una signora di ottant’anni (!!!)aveva “spintonato” il vicino di casa di 35 (!!!), ovviamente facevo procedere la prima.

          9. StevenY2J

            P.S. io ho esaminato e fatto procedere molte diffamazioni per questioni molto meno gravi della tua (tipo scambi di insulti via mail tra bloggers di estrema destra, nemmeno tanto gravi in sé).
            Ti assicuro che, se mi fosse capitata sotto mano una denuncia per diffamazione dove una persona viene diffamata come “pedofilo” non l’avrei assolutamente lasciata cadere in prescrizione.

  2. Andrea Laforgia

    Guarda, capisco il senso di questo articolo, ma io mi preoccuperei molto di più se vivessimo in un paese in cui il vescovo *è* un pubblico ufficiale.

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    1. CagliostroIl Laicista Autore articolo

      Credi che il Vescovo non sia già di fatto un pubblico ufficiale?

      Quando lo stato italiano versa circa 6 miliardi di euro l’anno al Vescovo di Roma, quando i vescovi sono presenti in ogni evento civile, quando entrano nelle scuole, quando sono presenti anche nella gerarchia dei cerimoniali pubblici (prima addirittura dei questori), quando un ministro della Repubblica deve correggere le sue dichiarazioni sul matrimonio per gli omosessuali per rispondere alle critiche del giornale dei vescovi (Avvenire) non è un segno che di fatto un vescovo è un pubblico ufficiale?

      Quando anche un reato commesso contro un ministro del culto cattolico è aggravato (art. 61 cod. pen.) al pari come se fosse stato commesso contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di pubblico servizio non è una ammissione più che chiara che di fatto il vescovo è un pubblico ufficiale? Allora caliamo la maschera…….

      Rispondi
  3. faunita

    Tenuto conto che stiamo parlando di persone che si stracciano le vesti se due persone fanno sesso senza essere sposate, mi aspetterei che, apprendendo di casi di pedofilia nelle strutture da loro governate (ad opera di ecclesiastici o laici, indifferentemente), corrano subito a denunciarli e offrano sostegno morale alle vittime ed alle loro famiglie.
    Mi aspetterei anche che prendano le distanze da chi compie queste scelleratezze e che evochino su di loro punizioni giudiziarie e divine. Se fare sesso fuori dal matrimonio tra maggiorenni consenzienti è per loro un atto imperdonabile e spaventoso, sono certa che anche solo pensare di sfiorare un bambino sia visto come la cosa peggiore di tutte……..
    Forse ho scritto stupidaggini.

    Rispondi
    1. StevenY2J

      No, Faunita, le cose che scrivi sono giustissime e intelligenti. Il problema é che molti esponenti della chiesa sono ipocriti moralisti, finti e svuotati.

      A loro non interessa niente della “sostanza”, se una persona fa del bene o fa del male. A loro interessa l’apparenza, il formalismo e si dispiacciono dell’evoluzione sociale (quello che chiamano il “libertinaggio”, il “laicismo”, il “relativismo”…) semplicemente perché non riescono più a controllare le masse come facevano cinquant’anni fa.

      Se ci pensi bene, la chiesa dovrebbe essere la prima a rallegrarsi dei progressi sociali che ci sono stati negli ultimi cinquant’anni. Certo, i passi da fare sono ancora molto lunghi e tanti, però la donna gode di maggiore considerazione sociale, ci sono tante associazioni anche laiche che aiutano i poveri, gli immigrati e i senzatetto, che si affiancano alle opere religiose.

      Invece, la chiesa é la prima a lamentarsi. Perché? Perché non le interessa niente dei poveri. Le interessa conservare l’enorme quantità di privilegi, prestigio sociale e timore reverenziale che i sacerdoti avevano come “casta” cinquant’anni fa ed ora non hanno più. Una volta, la Chiesa era più importante dello Stato e se non eri cattolico eri un paria della società. Oggi non é più così. Oggi i sacerdoti sono considerati uomini come tutti gli altri, una volta erano come “semidei” per le persone del popolino.

      In questo senso, per questa parte di chiesa ipocrita, l’omosessualità o i rapporti prematrimoniali sono molto peggio della pedofilia. Perché la pedofilia puoi nasconderla, insabbiarla e mantenere “la facciata”, lo status quo. Sposti il prete pedofilo, e il gioco é fatto.
      L’omosessualità, invece, o i rapporti prematrimoniali o l’ateismo o il new age o il buddhismo o i contraccettivi mettono in discussione l’auctoritas della chiesa. La chiesa ti minaccia dicendo che “se usi il preservativo, Dio ti punirà” e tu le ridi in faccia e lo usi lo stesso. I sacerdoti della chiesa ipocrita non possono tollerare questa perdita di potere-reverenza-controllo.

      P.S. sia ben chiaro che quando parlo di chiesa e sacerdoti ipocriti mi riferisco solo ad una parte di essi. Ho immensa ammirazione per i preti che si dedicano sinceramente alla loro attività, per i missionari, per Tettamanzi, Martini, Don Mazzi, Padre Maggi e gli altri sacerdoti degni di questo nome. Molti, invece, sono i “sepolcri imbiancati” di cui parlava Gesù. Ipocriti e basta.

      Rispondi
  4. Dave

    Questa è l’ennesima dimostrazione che quelli di pontifex rappresentano in pieno la vera e unica faccia della chiesa cattolica

    Rispondi
    1. adminadmin

      Bruno Volpe dimostra di essere un ignorante (perchè ignora il funzionamento della sessualità umana) ed anche parecchio perfido (perchè ha perso la fede nel vero Dio, ripiegando sul loro minidio Pontifesso). Inoltre dimostra di essere un manipolatore pessimo.

      1) eSSo infatti strumentalizza i dati statistici del Vaticano, che non parlano della sessualità dei sacerdoti. I dati statistici del Vaticano parlano invece delle percentuali di rapporti che vedono coinvolti individui dello stesso sesso. L’affermazione, molto generica, non rende conto della sessualità dei sacerdoti coinvolti. Affermare che quei sacerdoti sono omosessuali significa strumentalizzare profondamente le informazioni proposte dal Vaticano.

      http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Omosessualita-e-pedofilia-il-Vaticano-difende-Bertone-Si-riferiva-agli-abusi-nella-Chiesa_250387845.html

      Questo ci consente di affermare che Foxy è un pessimo manipolatore.

      2) da quanto evidenziato al punto 1, risulta chiaro e limpido che Brunello non ha la minima conoscenza delle variegate e multiformi possibilità offerte dalla sessualità umana. Fenomeni come i rapporti occasionali, i transessuali, i rapporti tra persone dello stesso sesso in carcere, sono tutte cose che Brunello cataloga con l’etichetta “abominio”, quindi di fatto inesistenti. Invece tutti questi fenomeni esistono e non fanno altro che confermare le nostre teorie: l’omosessualità è una delle varianti positive della sessualità umana.

      Questo ci consente di affermare che Brunello è un ignorante.

      3) precludere il sacerdozio agli omosessuali non risolve nessun problema se non quello di immagine. O forse semplicemente lo sposta altrove. Probabilmente Brunello trova meno riprovevole quel 40% di abusi intercorsi tra religiosi/e e persone dell’altro sesso. Invece di risolvere il problema, eSSo preferisce giocare con la sofferenza di altri per il suo misero tornaconto personale. E dimostra di non avere fede nella potenza di Dio, di quello vero.

      Queto ci consente di affermare che Brunello è un perfido.

      Rispondi
      1. adminadmin

        Quasi quasi prendo questo commento, che per i nostri standard è un commento, e lo trasformo in un vero e proprio articolo: sicuramente è più ampio degli abituali articoli di Foxy! ;-)

        Rispondi
    2. adminadmin

      La verità è che tutto questo baccano serve, come al solito, per gettare discredito e fango sulla chiesa.

      La verità è che il discredito ed il fango lo getta Brunello quando parla di Lefebvre, quando insinua dubbi nei fedeli, ipotizzando la presenza del fumo del demonio in Vaticano. La verità è che Foxy non ha ancora imparato che la chiesa è l’edificio dove si svolge il culto. In questo caso avremmo preferito leggere Chiesa, usato con la maiuscola per indicare la comunità dei cristiani, piuttosto che un edificio!
      Doppiamente ignorante!

      Rispondi
      1. StevenY2J

        La verità é che la Chiesa si getta fango da sola perché sarebbe bastato, per mantenere un po’ della (poca) credibilità che gli é rimasta, pubblicare un documento in cui, invece, di “coprire” ancora una volta i preti pedofili, si sottolineasse e si evidenziasse l’obbligo morale dei vescovi di denunciarli.

        “Il vescovo deve usare MISERICORDIA” dice Bruno Volpe. MISERICORDIA??? Come se finire in galera dopo aver stuprato e violentato un bambino fosse una specie di ingiusto castigo per un povero prete. Ma stiamo scherzando?

        Nessuno pretende che un prete pedofilo venga lapidato. I pedofili sono persone malate e vanno curate e trattate con misericordia, questo si. Però, in carcere. Con percorsi riabilitativi e di terapia. Io ho paura che un sacerdote pedofilo, dopo aver violentato un bambino, venga spostato da un’altra parte, per “mettere la polvere sotto al tappeto”. Niente torture, niente pene di morte ma il giusto carcere ed eventualmente un ricovero in ospedale psichiatrico sì.

        E questo vale per tutti i pedofili e non certo solo per i preti. Bruno Volpe parla di pubblici ufficiali, obblighi giuridici e così via… Ma io parlo di obbligo morale. Che razza di persona sarei se, conoscendo un pedofilo che ha già violentato un bambino, non lo denunciassi nemmeno? Come potrei guardarmi ancora allo specchio, sapendo che quello, domani, violenterà un altro bambino?

        E’ vergognoso. La Chiesa cattolica si sta tirando la zappa sui piedi da sola, altro che cattofobia. Brava solo ad accusare gli omosessuali e ad appoggiare quei regimi in cui i gay vengono messi in carcere. Brava solo a coprire i pedofili, a questo punto. E, sinceramente, mi sta venendo sempre più voglia di chiedere lo sbattezzo, come hanno già fatto tanti miei amici.

        Rispondi

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