Gregorio VII, esempio di arroganza

Siamo oramai abituati a leggere stupidaggini, scemenze e bestialita’ a profusione. Pontifex, con evidente sprezzo di qualsivoglia senso del ridicolo, continua a propinarci disinformazione, opinioni bislacche e deliri di ogni tipo. Per tutte queste piccolezze siamo ormai vaccinati. Sappiamo riconoscere le panzane copia-incolla di Carlo Di Pietro, le banalita’ angeliche da sagrestia di campagna di Don Marcello Stanzione ed i deliri omofobi e razzisti di Bruno Volpe con i suoi emeriti.

 

Voglio pero’ rilevare un altro filone editoriale. La disinformazione storica e scientifica. Pioniere di questo filone e’ stato l’inossidabile copista Carlo Di Pietro. Rimane nella memoria di molti il suo tragico tentativo di distorcere la storia e piegarla alle sue bislacche fantasie, al punto di indicare un passaggio rituale della cerimonia di incoronazione del Papa come un momento di verifica della reale eterosessualita’ (sic!) del Papa stesso.

Bando alle ciance. Oggi il ridicolo blog non secolarizzato ci propina un articolo che, se non fosse per il fatto che gli autori si prendono tragicamente sul serio, sarebbe fonte di ilarita’ per almeno l’intero fine settimana. Questo il link all’articolo. La firma dell’articolo e’ di Julio Loredo, articolista di un’altra testata web, il famigerato Radici Cristiane, sito/blog del Prof. Roberto de Mattei. Sappiamo tutti quanto il Prof. de Mattei tenga al rigore storico e scientifico.

In questo articolo si sostiene la giustezza e l’attualita’ di un documento risalente a circa 1000 (mille!) anni fa. Il documento oggetto di studio e’ il (tristemente) famoso Dictatus Papae. Questo documento e’ forse il piu’ rappresentativo della visione che Gregorio VII (ldebrando Aldobrandeschi di Soana) aveva dei rapporti tra Chiesa e Stato. La visione era semplice. La supremazia della Chiesa sullo Stato e’ un dogma. Da questa visione derivano gli articoli che l’autore elenca con tanto fervore.

Prima di andare avanti vale la pena soffermarsi sul titolo dell’articolo : GREGORIO VII ED IL FAMOSO “DICTATUS PAPAE”, DOCUMENTO MOLTO ODIATO DAI MODERNISTI. Niente male. Un documento odiato dai modernisti? Mi stupirei del contrario, visto che si tratta di un documento di 1000 anni fa. Un documento di indubbio valore storico che vale la pena conoscere: Certo e’ che dal legittimo interesse storico alla attuale valenza sociale del documento ce ne passa. Sarebbe come sentire il Presidente della Repubblica invocare la legittimita’ di un editto di Giulio Cesare.

L’abilita’ politica di Gregorio VII e’ innegabile. Attraverso abilissime manovre diplomatiche riusci’ a controllare l’imperatore Enrico IV. Ancora oggi si parla di Canossa, quando Enrico IV si genuflesse di fronte a Gregorio VII per ottenere un’assoluzione che gli serviva per conservare la corona imperiale. Gregorio VII fu uno dei teorici della “scomunica politica” e la uso’ con sapienza come arma di contrattazione diplomatica. A distanza di secoli altri papi hanno usato il “metodo gregoriano” per ottenere risultati politici. Ad esempio ancora oggi risuonano le scomuniche di Pio IX contro la Casata Savoia per la presa di Roma del 1870.

E’ altrettanto vero che un errore politico/militare di Gregorio VII costo’ alla citta’ di Roma l’ennesimo saccheggio e a Gregorio l’esilio. Gregorio VII, dopo il perdono di Canossa, scomunico’ Enrico IV una seconda volta. Ma questa volta Enrico IV reagi’ nominando un altro Papa, Clemente III, e costringendo Gregorio a barricarsi dietro le mura di Castel Sant’Angelo. Avendo bisogno di protezione militare, Gregorio chiamo’ in suo aiuto Roberto il Guiscardo. All’arrivo a Roma di Roberto il Guiscardo avvenne che Gregorio VII fu prelevato da Castel Sant’Angelo per essere messo in salvo ma le truppe di Roberto il Guiscardo saccheggiarono Roma riducendo in un cumulo di macerie i quartieri dell’Aventino e dell’Esquilino. Roberto il Guiscardo porto Gregorio VII a Salerno, dove il Papa mori’ da esule.

Tornando all’articolo di Pontifex. Che dire? C’e’ da sperare che si tratti di uno scherzo. Se davvero, come sembra, i redattori di pontifex fanno sul serio allora c’e’ da preoccuparsi. Non preoccuparsi in termini sociali e politici. Sicuramente la nostra societa’, per fortuna,  e’ impermeabile a certi concetti di 1000 ani fa.

Dovremmo preoccuparci per la sanita’ mentale di quanti scrivono e pubblicano articoli come questo.

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Informazioni su sandro.storri

Progettista e sviluppatore di software precario (Sandro, non il software). Tipico prodotto delle periferie della capitale (aho!, che me 'mpresti na' sigaretta?). Appassionato di cinema e letteratura, usa l'italiano come un dialetto alternativo alla sua lingua madre, il romanesco. Sostiene la battaglia per i diritti civili anche se riconosce che spesso tratta la questione con degli incivili. Ha un pessimo senso dello humor e si vede, anche in questa breve biografia.

13 pensieri su “Gregorio VII, esempio di arroganza

  1. adminadmin

    Beh consoliamoci. Quando affrontano questi argomenti sono più facilmente confutabili ed è più evidente il fuoco che pervade le loro menti. Quando stravolgono il Magistero (e lo trasformano nel loro minimagistero Pontifesso) occorre più sforzo ed è più facile scambiare quello che scrivono per le posizioni della Chiesa. Quando scrivono queste vere e proprie cazzate è evidente a tutti quanto siano lontani. Dalla fede. Ma anche dalla ragione. Alla faccia di Fides et Strazio! 😉

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  2. giux

    ciao ma radici cristiane non è una solo una testata web ma anche una rivista cartacea, online è possibile leggere tutti gli editoriale dei vari numeri.
    Io questa rivista l’ho pure letta, e la ricordo distintasi per l’estrema violenza degli editoriali di de Mattei.
    Pensare a radici cristiani mi fa venire in mente quelle molte persone che in tutta coscienza ne condividono i valori…
    Quello che sbalordisce è come queste persone siano talmente convinte (invasate?), ma sopratutto come abbiano una scala di valori che non pone l’uomo al centro.
    In effetti una delle maggiore critiche che costoro fanno al rinascimento è quella di aver portato il centro della società, che nel medioevo era Dio, ad essere l’uomo.
    Ora però ascoltando Alberto Maggi (chierico cattolico) sento frasi in cui afferma che le regole della Chiesa non possono andare contro l’uomo. Forse l’inizio di un cambiamento in cui la Chiesa non pone più al centro di tutto Dio e l’uomo prostratosi dinanzi a lui, ma bensì un Dio diverso, capace di accogliere l’uomo al centro??

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  3. adminadmin

    Per “pura” coincidenza è comparso un commento all’articolo in questione. Il commento è posteriore alla pubblicazione di questo brano di Sandro. Leggete cosa scrive il sempre-geniale Lux…

    bolla-editto attualissima, ci sarebbe solo da imparare dal grande gregorio 7. vi chiedo di approfondire, visto che ci sono molti mentecatti che hanno strumentalizzato la vicenda con il codardo enrico iv. il professor loredo è sempre una fonte di notizie, i suoi congressi sono di un’eccellenza senza pari. ho conosciuto poche persone in vita mia, storicamente preparate con il dottor loredo. leggo il bollettino trimestrale di tfp e sono sempre stupefatto dalle preziose ricerche che dirama e dai grandissimi seminari che organizza. richiedo a pontifex di pubblicare altro sulla vicenda, proprio per fare luce su un papa formidabile che la massoneria ha giustamente oscurato, modificando i libri di storia. menomale che esistono i codici originali dell’epoca e menomale che le vecchie case editrici sotto san pio x e sotto leone xiii ne hanno diffuso copie. enrico 4, un vile codardo e grande ladro.

    Notate l’imbarazzante richiesta di maggiori informazioni sull’argomento… Ho l’impressione che Carletto ha intenzione di tornare ancora (purtroppo) sulle parole di TFP. E lo anticipa attraverso le parole di “lux”… 😀

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  4. Paolo

    In riferimento anche all’articolo pubblicato oggi sul Dictatus Papae, la cosa divertente è come gli autori si guardino bene dal contestualizzare la vicenda storica:

    1) La cosiddetta riforma gregoriana (che con simonia e concubinato mai nulla ebbe a che vedere) fu unicamente una “scrollata di spalle” del papato volta a rimuovere la secolare concezione della Chiesa come organo dell’Impero per proclamarne invece la propria superiorità. Basta prendersi un qualsiasi manuale di diritto medievale per scoprire come fin dai tempi di Costantino la Chiesa si fosse considerata un organo e parte integrante dell’Impero romano prima e bizantino poi, salvo cambiare successivamente padrone nell’VIII secolo e rifugiarsi sotto l’ala protettiva dei sovrani carolingi; tra l’altro c’è la parte comica, perchè nell’812 Carlo Magno (che non comprendeva minimamente il concetto romanico di Impero, ossia di titolarità di un potere universale anche disgiunto all’effettivo utilizzo dello stesso, bensì capiva unicamente il concetto germanico di impero – con la minuscola – come somma di più regni, nello specifico rex francorum et langobardiorum et patritius romanorum) rinunciò al titolo di Imperatore per restituirlo ai bizantini, ma la Chiesa se ne strafregò e continuò a considerare i carolingi detentori dell’Impero fino a Ottone I.

    2) Il Dictatus Papae non costituì minimamente un documento ufficiale, bensì un semplice promemoria della cancellaria papale, un elenco di cose da fare e di argomenti su cui far scrivere un’enciclica (nonchè indicando ovviamente cosa scriverci).

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    1. adminadmin

      Paolo, tu scrivi:

      la cosa divertente è come gli autori si guardino bene dal contestualizzare la vicenda storica

      Loro sono sempre coerenti: l’antico testamento deve essere preso alla lettera (omosessualità=abominio) solo quando serve (crostacei != abominio)… Idem con San Paolo… Quando fa comodo va preso alla lettera. Altrimenti si contestualizza, si declina, si interpreta… 😀

      http://pontilex.org/2012/05/robi-ronza-gli-omosessuali-sono-handicappati-compatiamoli/comment-page-1/#comment-34244

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      1. Caffe

        San Paolo va preso alla lettera? Ma quello era un grafomane, ha scritto lettere a tutti, dai Corinzi ai Galati, ha rotto i coglioni a mezzo mondo, per fortuna i romani l’hanno ingabbiato per debiti, (i francobolli, all’epoca costavano un botto), e poi l’hanno giustiziato. Sono contrario alla pena di morte, ma uno come san Paolo l’avrei giustiziato di persona.

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          1. Caffe

            Ma la lettera ai Bossi l’ha scritta lui, il sigillo dell’apostolo era affiancato ad un’altro, che raffigurava un pesce, simbolo cristiano per eccellenza, tant’è vero che l’Umberto ha soprannominato “trota” il suo figliolo prediletto.

          2. Caffe

            Grazie, admin. per il link, ironico, caustico e sarcastico; ma, a pensarci bene, che tristezza, molta gente in Italia non lo troverebbe tale, anzi, lo prenderebbe sul serio. adesso scusa ma c’è il GP!

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