Lucio Dalla e gli avvoltoi.

Come certamente saprete, Lucio Dalla ha lasciato questo mondo da poche ore. E come già successo in passato gli amici Pontifessi si sono subito avventati come avvoltoi affamati sulle sue spoglie mortali. Le parole vergognose e riprovevoli di Brunello hanno scatenato un vero inferno. Il loro articolo ha già oltre 250 commenti. Commenti per la stragrande maggioranza critici nei confronti della sparata di Foxy. Commenti che evidenziano la povertà di spirito di chi si erge sempre a giudicare gli altri. Commenti che ricordano la contemporanea morte di Germano Mosconi. Ci sono anche creativi che utilizzando un banale trucco hanno pubblicato delle bestemmie tra i commenti Pontifessi.

Ci limitiamo a riportare qualche reazione a quest’ultima volgare presa di posizione di Brunello e compagnia cantante.

http://www.quotidiano24.it/?p=3409

http://www.musicroom.it/articolo/lucio-dalla-secondo-pontifex-perdiamo-un-grande-cantante-ma-un-pessimo-cristiano/32259/

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronaca/140980/bruno-volpe-smette-stupire-pontifex-lucio-dalla-pessimo-cristiano.htm

Noi ricordiamo Dalla nella sua ultima apparizione, quando a San Remo ha diretto l’orchestra per quel Carone che, secondo molti, avrebbe meritato pure di vincere San Remo, alla faccia di Bruno Volpe e della sua incompetenza in ambito musicale.

Potete leggere le parole di Foxy qui di seguito.

http://www.pontifex.roma.it.nyud.net/index.php/editoriale/il-fatto/10786-morto-lucio-dalla-ci-lascia-un-grande-cantante-ma-un-pessimo-cristiano

18 pensieri su “Lucio Dalla e gli avvoltoi.

    1. Demart81

      Impossibile trovare la pagina
      È possibile che la pagina che si sta cercando sia stata rimossa o rinominata oppure che non sia temporaneamente disponibile.

      Rispondi
  1. AlbertoBAlbertoB

    Un giorno , si spera lontano , morirò. Finirò sicuramente all’inferno , in quanto ateo e blasfemo e peccatore e chi più ne ha più ne metta.
    La cosa che mi consola è che di sicuro troverò Volpe ad aspettarmi , accompagnato dal suo cane da riporto , altrimenti detto Di Pietro.
    Così magari avrò l’occasione di sputare loro in faccia , dato che in questa vita non accadrà mai.

    Rispondi
  2. Dave

    Non so piu trovare epiteti adatti per commentare certe puttanate e chi le scrive. Merda, schifo, ribrezzo, non rendono l’idea

    Rispondi
  3. adminadmin Autore articolo

    Brunello, non contento, torna sull’argomento minacciando tuoni e fulmini contro la Diocesi di Bologna (colpevole forse di non concedere fantainterviste al fantasmagorico giornalista/avvocato di Murat) perchè “salvo la misericordia di Dio che può accertare tante cose nel nostro animo, è morto in stato di pubblico ed evidente peccatore”. Ecco, l’ha ammesso: Brunello è preda di una grave crisi psicotica che lo porta a sostituirsi al suo minidio. E dunque può pronunciare le sue condanne, con la certezza della condizione in cui è morto il grande Lucio Dalla.

    Poi, pervicace, prova a mettere una pezza, forse consapevole della bestialità che ha scritto.

    nessuno dice che andrà all’Inferno, perché questa decisione spetta al Padre Eterno, tuttavia, siccome la nostra fede ci insegna senza ombra di dubbio che contano anche gesti esteriori ed esempio di vita, sono del parere che Dalla non abbia diritto ad un funerale religioso in quanto in stato di pubblico peccatore.

    Ecco che di nuovo tira in ballo la sua minidivinità: “tuttavia”. L’arte del dire e non dire. Il giudizio spetta al Padre, tuttavia. Tuttavia una colossale minchia!

    Se la diocesi di Bologna dovesse farlo spingendosi fino al pubblico elogio, sarebbe scandaloso e contraio al CIC; per altro verso determinerebbe un grave precedente.

    Torna a prevalere la fase più profonda della crisi psicotica: torna a credersi minidio e condanna direttamente la Diocesi di Bologna.

    Che omuncolo!

    Aggiungo la URL, per evitare taroccamenti postumi…

    http://www.pontifex.roma.it.nyud.net/index.php/editoriale/il-fatto/10801-lucio-dalla-verso-la-beatificazione-ed-il-funerale-religioso-uno-scandalo-ed-unidolatria-pagana

    Rispondi
  4. adminadmin Autore articolo

    Il cattolico Lucio Dalla: “Quale marxista? Io mi ispiro all’Opus Dei”

    di Bruno Volpe
    CITTA’ DEL VATICANO – Quando l’abito non fa il monaco. E neppure il marxista. Da sempre additato come una delle voci musicali della sinistra, e in particolare del comunismo, l’artista Lucio Dalla racconta in esclusiva la sua verità a ‘Petrus’.
    Maestro, Lei per anni ha partecipato ai Festival dell’Unità e ai raduni comunisti. A Settembre, invece, si è esibito alla cattolicissima ‘Agorà dei Giovani’ di Loreto. Sarà mica stato folgorato sulla via di Damasco?
    “La ringrazio per l’opportunità che mi dà per sfatare questa leggenda: non sono mai stato né marxista, né comunista. Se mi sono esibito alle manifestazioni di sinistra è perché sono un professionista: gli organizzatori mi hanno pagato ed io ho cantato. Punto. Non credo che un cattolico – perché io tale sono – debba rifiutare le offerte che gli vengono fatte solo per una questione ideologica. Detto ciò, reputo che il marxismo, come ha sottolineato il Papa nella sua ultima Enciclica, contenga alcuni elementi in comune con il cristianesimo, anche se ha fatto, sbagliando, un mito dell’economia. La pancia piena non è il solo traguardo possibile per l’uomo, che ha il diritto di esprimere liberamente le sue idee e le sue credenze religiose”.
    Si racconta che Lei sia una sorta di ‘maniaco della perfezione’ nel lavoro.
    “E’ così. Io credo nella ricerca del bello, nella santità e nella mistica del lavoro, che poi vuol dire santificarsi per mezzo della propria professione”.
    Una logica che coincide con quella di San Josemarìa Escrìva, il fondatore dell’Opus Dei…
    “Esatto. Sa, apprezzo molto questo Santo”.
    Lucio Dalla cattolico e devoto dell’Opus Dei: chi l’avrebbe mai detto?
    “Che c’è di male? Trovo il messaggio di San Josemaria di straordinaria attualità. Il Santo spagnolo non faceva del lavoro un idolo, ma affermava che qualsiasi attività, anche la più semplice, deve essere eseguita con scrupolo, professionalità e dedizione. Così ci si santifica nel lavoro e si santifica il lavoro”.
    Ci parli di qualche altro segno distintivo del Dalla credente.
    “Certo. Reputo l’aborto, ad esempio, una cosa negativa. La vita va difesa sempre e comunque, dal suo momento inziale sino alla fine naturale. Personalmente, nell’esistenza di tutti i giorni, anche attraverso la mia affiliazione all’Opus Dei, cerco di contrastare ogni forma di ateismo e di secolarismo, fenomeni che, lamentabilmente, mortificano purtroppo i nostri tempi”.
    Ci parli della Sua visione di Dio…
    “La ricerca del divino e della trascendenza fanno parte della natura umana. Nessuno può impedire all’uomo di aspirare al divino, al trascendente. Dio è in ogni luogo, nel volto degli uomini, nel sorriso di un bambino,anche in una canzone ben eseguita”.
    Ha letto l’Enciclica del Santo Padre sulla Speranza: che impressione Le ha fatto?
    “L’ho trovata ineceppibile. Papa Benedetto XVI ha dimostrato ancora una volta di essere un grande e fine intellettuale. Qualche ‘bello spirito’ vuol farlo passare per nemico della ragione, ma il livello della sua catechesi è così elevato da sfuggire a quelle menti che ricercano, nel mondo attuale, solo l’insulto. Il Papa afferma, saggiamente, che fede e ragione devono e possono essere amiche e che non sono affatto categorie contrapposte. Io la penso come lui”.
    Se dovesse dedicare una canzone al Pontefice, quale sceglierebbe?
    “Senza dubbio la mia ‘Inri’, nella quale si parla di due angeli, uno che rappresenta il bene, l’altro che rappresenta il male. Dio, nella sua perfezione, ha creato il concetto di libertà. La libertà, però, non rappresenta un arbitrio, ma implica la responsabilità. Ognuno può scegliere tra bene e male, e Dio non lancia anatemi. Alla fine giudicherà nella sua infinita misericordia, e sarà giudice sì severo ma buono. La salvezza è alla portata di tutti. Molti si chiedono, ed è spesso causa di crisi della fede: come è possibile la presenza del male nel mondo? Le sofferenze servono a forgiare e fortificare la nostra fede. Oserei dire che certe volte il male è necessario. Del resto, il diavolo nel deserto ha tentato Gesù, che seppe resistere dandoci un altro grandissimo esempio di fortezza davanti alle tentazioni”.
    Sappiamo che Lei si interessa anche di dialogo interreligioso…
    “Sì, e lo ritengo necessario, a condizione di non perdere la propria identità”.
    Da addetto ai lavori, che ci dice del canto gregoriano?
    “Solo gli ignoranti lo possono screditare. Rappresenta un patrimonio della nostra storia. E poi a me piace anche la Messa tridentina per la sua ricchezza di spiritualità. Bene ha fatto il Papa a liberalizzarla”.
    Maestro Dalla, per terminare: l’Italia può avere speranza in un futuro migliore?
    “Guai a vivere senza speranza. Ma ognuno deve fare attivamente la propria parte senza rassegnazione”.

    Rispondi
    1. Caffe

      Se Lucio Dalla ha effettivamente detto le stronzate appena lette, beh, l’avevo sopravvalutato, gli auguro di trovare qualcosa, nell’aldilà, altrimenti avrà baciato invano, le chiappe sbagliate.

      Rispondi
      1. adminadmin Autore articolo

        Si tratta di dichiarazioni del 2007 (se non ricordo male)…
        Pare parzialmente smentite. Provo a cercare maggiori dettagli su questa storia…

        Rispondi
      2. adminadmin Autore articolo

        Apparentemente Dalla ha smentito in parte l’intervista…

        http://www.unavoce-ve.it/12-07-75.htm

        Solo nella parte in cui veniva ipotizzata la sua partecipazione all’Opus Dei.
        Mi sorge un dubbio: ma l’intervista è reale oppure Dalla si è limitato a smentire solo quelle poche voci che gli sono giunte all’orecchio? Perchè nel 2007 Brunello non era quella “potenza mediatica” che è ora… Oggi dal suo bel quartiere di Murat eSSo condiziona la vita (e la morte) di tutta l’Italia grazie alla sua importanza. Ma in quel periodo non era certo in grado di farsi notare come una triglia fuori d’acqua.

        Rispondi
          1. Caffe

            Voglio puntualizzare una cosa, non ho mai avuto nulla contro Lucio Dalla, ma, lui definisce un “fine intellettuale” una mezza calzetta che, con una sua lezione a Ratisbona, per un soffio non provoca una guerra di religione con i musulmani, uno che da cardinale in America tuona contro la stampa di quel paese perché smascherando preti pedofili turba le coscienze dei fedeli cattolici, uno che ha riabilitato monomaniaci compulsivi, come i vescovi lefebrviani, uno che, rimastica all’infinito concetti come la famiglia naturale, e i cosiddetti valori non negoziabili (i gay come era Dalla sia pur credente, come fanno a non sputare negli occhi a questa parodia di papa?) uno che arriva a dire che i preservativi contribuiscono alla diffusione dell’AIDS!
            Ripeto che Dalla ha detto invece che Benedetto XVI è’ un “fine intellettuale”; questa affermazione, per quanto ho appena esposto, per me, è una stronzata solenne, anche se a dirlo, è stato il grande Lucio questa affermazione resta sempre una stronzata solenne; amen
            PS se la visualizzazione di quanto scrivo deve essere questa, cioè tre parole per riga, penso che avrete il sollievo di non leggere più le stronzate che scrivo.

          2. adminadmin Autore articolo

            Guarda, detto molto sinceramente, non sono qui certo ad incensare l’uomo o l’artista Lucio Dalla. Il mio unico interesse è documentare la follia delirante delle affermazioni che propongono gli amici Pontifessi ed il modo indecoroso con cui si cibano del cadavere dei morti famosi. Ognuno di noi è libero di apprezzare l’opera di Lucio Dalla, la sua vita pubblica, quella privata. Ognuno di noi lo può ricordare come meglio crede, come un artista, come un eretico, come un farabutto. Ma speculare sulla sua morte e postulare quello che dovrebbe o non dovrebbe fare la Curia di Bologna mi pare davvero di pessimo gusto. Ed è di questo che parliamo.

Rispondi