Senza argomenti… come sempre. Come è.

I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedire loro di nuocere

Legge di Murphy

 

Volpe non ha argomento ormai dovremmo averlo imparato tutti, questa caratteristica però si propone sempre nella stessa manera: e cioè adducendo alle solite fallacie logiche con cui probabilmente è sempre stato imboccato, o si è auto-imboccato. Ma facciamo un esempio per tutti: l’argomento degli atei, a cui ultimamente il nostro tiene molto tanto da aver dedicato non due ma ben tre articoli. Citiamo direttamente le frasi assurde:

  • Ovvero? “con la morte del corpo, la nostra esistenza non viene tolta, ma cambiata […] la morte non é la fine inesorabile di tutto, ma l’ inizio di una nuova era […]”. Dice sottolineando le parole: “per il cristiano, la morte non esiste, é stata sconfitta dalla croce. Questo chi si professa ateo non lo può comprendere, é lontano alla sua visione del mondo ed é per questo che chi non crede, dopo una vita spesa in cose materiali e magari a sbeffeggiare coloro i quali credono, sentono il peso della disperazione. Loro pensano che tutto finisca qui”. (http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/9332-cardinale-qsbattezzoq-unidea-stupida-morte-fisica-dies-natalis)
  • Spesso agli atei si associano i gay: “fanno molta strada assieme, ad ogni modo gli atei, dei quali voglio occuparmi, sono sterili e la loro visione non porta da nessuna parte. Quando sono in difficoltà, insultano (http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/varie/9356-prof-introvigne-immaturi-e-fuori-del-tempo-gli-atei-e-razionalisti-italiani-quattro-gatti)
  • Con Monsignor Serafino Sprovieri, arcivescovo emerito di Benevento, discutiamo del tema: perché gli atei sono estremamente nervosi davanti alle idee cattoliche?. Risponde il Vescovo: “gli atei sentono particolarmente la loro diversità rispetto ai cattolici, in quanto non credono e vivono nella incertezza, talvolta nella disperazione. Loro credono di essere perfetti e credibili con il loro ateismo, ma quando si avvicina il momento della morte sentono tutto il peso della loro incredulità. Ecco spiegato il motivo e la ragione del loro nervosismo, che a tratti sconfina persino nella intolleranza”. Intolleranza, perchè? “alle questioni fondamentali della vita, loro non sanno dare risposte chiare ed esaustive, non hanno la cognizione di verità che il cattolico ha. Sentono molto questo gap e credono di scavalcarlo o negarlo con esternazioni e modi di fare troppo vivaci e perennemente contro tutto ciò che é cattolico” (http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/9355-vescovo-omosessuali-si-mettono-fuori-dal-regno-dei-cieli-atei-nervosi-vivono-nelle-tenebre)

 

Ora, applicando con assoluta semplicità il rasoio di Occam e il metodo deduttivo dovremmo ottenere il succo di questo sragionamento, e cioè:

Non possiamo pensare che Dio non esiste perché se non esistesse ci ritroveremmo insicuri, senza speranze e senza principii

Aih Brunello, questo modo di pensare è una fallacia logica definita Ad Consequentiam. Una cosa vieppiù infantile.

Per fare un’esempio:

L’idea Babbo Natale mi rende felice, in quanto mi rende felice Babbo Natale esiste


Mi dirà: ma è ovvio. Eppure non penserà mai, è prevedibile, che questo ragionamento sia falso anche quando riguarda Dio o i suoi nemici. Ma è così, Brunello, è tanto tanto semplice: non può negare la realtà. Lo sa farlo è il primo passo verso la paranoia?

E non s’arrabbi: non fa così bene, specie se non si ha senso dell’umorismo (glie lo devo dire: le sue battute, ammesso che lei le abbia mai volontariamente fatte, fanno un pochettino pena).

Si rilassi Bruno e buon pro le faccia.

Ma non dia nel frattempo il sito ai soliti quattro noti: non si sa mai possano secolarizzarlo. ;)

5 pensieri su “Senza argomenti… come sempre. Come è.

  1. Uffa

    L’unica cosa che sento nei riguardi di un cattolico è tanta, tanta, ma tanta, veramente tanta pena. “Quando si avvicina il momento della morte” loro sono i primi a farsi cogliere da crisi isteriche. Dovute a cosa non riesco a capirlo, visto che secondo le buffonate dei loro ‘libri sacri’ dopo questa vita li aspetta un’ eternità di contemplazione della gloria del loro dio. O forse è proprio questo a spaventarli? In fondo non deve essere poi un granché passare il resto della propria eternità a strimpellare un’arpa e a leccare il cu..ehm, a lodare il grande capo :D

    Per quanto riguarda le ‘questioni fondamentali della vita’ non ho io, minuscola briciola di carne e sangue in questo cosmo immenso, la loro stessa prosopopea nel vantarmi di avere ‘risposte chiare ed esaustive’. Non sanno che l’orgoglio è un peccato capitale? O il loro dio Uno&Trino non li ha adeguatamente informati? Oppure peccano di proposito per finire all’inferno nel girone dei sodomiti ed evitare la terrificante prospettiva di un’eternità spesa a strimpellare un’arpa e a leccare il cu… ehm, a elogiare l’altissimo? :D Fermo restando che per me le ‘questioni fondamentali’ della vita sono “come cazzo pagherò tutte ‘ste bollette”, “troverò mai uno straccio di lavoro che duri più di tre mesi” e “riuscirò a pagare tutto il mutuo”. Se poi loro considerano come questioni fondamentali risposte ridicole a domande puerili, beh…che dire, evidentemente le risposte sono due: o nuotano nell’oro o non hanno un beato caxxo da fare tutto il giorno.

    Chiudo con una nota personale: anni fa un tumore si è portato via uno dei miei zii, che adoravo, un uomo dal carattere immensamente spiritoso e burlone. Sapete qual’era la differenza tra la mia famiglia (tradizionalmente cattolica) e me (quantomeno agnostica dubbiosa, se non atea)? Loro piangevano disperatamente nel pensare sua scomparsa, io sorridevo tra me e me pensando a tutte le battute e le spiritosaggini che gli avevo sentito dire nel corso della mia vita. A un certo punto sono dovuta uscire dalla chiesa perché mi era venuta in mente una sua battuta in particolare e stavo veramente faticando a non mettermi a ridere (cosa che sarebbe sembrata una mancanza di rispetto). E vi assicuro che volevo un bene dell’anima a questa persona, non meno di quanto gliene volessero i miei parenti in lacrime davanti alla bara. Vi assicuro che, esattamente come gli altri miei parenti, se avessi potuto avrei dato 20 anni della mia esistenza per riabbracciarlo anche un solo giorno, e di certo non ho sofferto meno di coloro che hanno manifestato il loro dolore con le lacrime. Eppure ho preferito ricordarlo con un sorriso piuttosto che disperarmi. E tornassi a quel giorno di quasi tre anni fa rifarei senza alcuna esitazione la stessa cosa.
    Cari i miei cattolici, allora… chi è che “vive nella disperazione”, “sente il peso della sua incredulità”, “è nervoso”? Chi è che teme la morte? :D

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    1. FSMosconiFSMosconi Autore articolo

      La cosa incredibile è:
      s’è vero che gli atei sono nervosi, si disperano se in difficoltà tu mi spieghi perché ca… -spio ti affanni a dire cose del genere con quella foga? Per altro forse Brunello ha scordato chi è che non risponde alle domande… ;)

      Per altro pur’io qualche giorno fa ho perso uno di famiglia: era il bassotto dei miei zii ma pur sempre di famiglia era. E devo dire che non è stato così duro, e pensare che a quel botolotto ci ero anche affezionato, ma anch’io ho pensato a come mi avrebbe voluto il poverello ed eccomi qui. E neppur io posso dire di non essere nonostante tutto stato triste. Capisco che non è la stessa cosa ma per dinci!

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      1. Uffa

        Fondamentalmente hai perso qualcuno a cui volevi bene e che ti voleva bene. Che poi al posto di due piedi abbia avuto quattro zampe credo faccia una differenza minima :)

        CartaigienicaFoxy dice certe cose con quella foga perché è afflitto da una grave malattia: chiamasi “Foga di chi sa di avere torto marcio ma non lo vuole ammettere”, altrimenti detta “Sindrome da sentimenti offesi” :D

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