L’amore cristiano, verità o fantasia? cristiani antisociali?

Ciao, in questo piccolo post vorrei parlare dei cristiani.

Andiamo a esaminare come esso si concretizza, e dimostrerò fino a che punto possono spingersi i cristiani nel loro odio verso chi non ubbidisce ai loro dogmi.

Con questo post voglio contribuire a smontare il falso mito che i cristiani siano brave persone, quando invece sono nemici della convivenza civile.


Inizio con una lettera che il loro amato pontefice (Benedetto XVI) scrisse nel 1986 riguardo l’omosessualità.

Cito alcuni brani:

Nella discussione che seguì la pubblicazione furono proposte delle interpretazioni eccessivamente benevole della condizione omosessuale stessa, tanto che qualcuno si spinse fino a definirla indifferente o addirittura buona. Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa deve essere considerata come oggettivamente disordinata.

Quindi si vuole redarguire tutto coloro che lavorano in ambiente cristiano con le persone omosessuali, che vivono una condizione che porta inevitabilmente e oggettivamente a una persona malvagia.

Cioè tutti i gay e le lesbiche sono persone oggettivamente malvagie, attenti evitatele e non vi fidate.

Andiamo avanti:

Includere la tendenza omosessuale fra le considerazioni sulla base delle quali è illegale discriminare può facilmente portare a ritenere l’omosessualità quale fonte positiva di diritti umani.

Ciò è tanto più deleterio dal momento che non vi è un diritto all’omosessualità che pertanto non dovrebbe costituire la base per rivendicazioni giudiziali.

Il passaggio dal riconoscimento dell’omosessualità come fattore in base al quale è illegale discriminare può portare facilmente, se non automaticamente, alla protezione legislativa e alla promozione dell’omosessualità.

L’omosessualità di una persona sarebbe invocata in opposizione a una asserita discriminazione e così l’esercizio dei diritti sarebbe difeso precisamente attraverso l’affermazionedella condizione omosessuale invece che nei termini di una violazione di diritti umani fondamentali.

Quindi gay e lesbiche di tutto il mondo siete avvisati, voi siete depravati (cf. Rm 1, 24-27; 1 Cor 6, 10; 1 Tm 1, 10),  non dovete essere discriminati … ma i cristiani non devono appoggiare alcuna leggi che miri alla difesa degli omosessuali dalle varie forme di discriminazione cui sono soggetti nella vita privata, sul lavoro e nella società.

Inoltre esistono omosessuali buoni e cattivi. Gli omosessuali buoni sono gli ipocriti, cioè coloro che vivono di nascosto, magari si sposano per salvare la faccia e poi tradire di continuo la moglie con i ragazzetti.. sostanzialmente esseri penosi e viscidi.

Quelli cattivi sono quelli che cercano di essere sinceri per lo meno con se stessi, che cercano di vivere coerentemente, affrontando tutto ciò che questo comporta.

Infatti leggiamo (sempre nel documento che ho linkato):

La tendenza sessuale di un individuo non è in genere nota ad altri, a meno che egli identifichi pubblicamente se stesso come avente questa tendenza o almeno qualche comportamento esterno lo manifesti.

Di regola, la maggioranza delle persone a tendenza omosessuale che cercano di condurre una vita casta non rende pubblica la sua tendenza sessuale. Di conseguenza il problema della discriminazione in termini di impiego, alloggio ecc. normalmente non si pone.

Le persone omosessuali che dichiarano la loro omosessualità sono in genere proprio quelle che ritengono il comportamento o lo stile di vita omosessuale essere “indifferente o addirittura buono” (cf. n. 3), e quindi degno di approvazione pubblica.

È all’interno di questo gruppo di persone che si possono trovare più facilmente coloro che cercano di “manipolare la chiesa conquistandosi il sostegno, spesso in buona fede, dei suoi pastori, nello sforzo volto a cambiare le norme della legislazione civile” (cf. n. 9), coloro che usano la tattica di affermare con toni di protesta che “qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali è semplicemente una forma di ingiusta discriminazione” (cf. n. 9).

Inoltre, vi è il pericolo che una legislazione che faccia dell’omosessualità una base per avere dei diritti possa di fatto incoraggiare una persona con tendenza omosessuale a dichiarare la sua omosessualità o addirittura a cercare un partner allo scopo di sfruttare le disposizioni della legge.

Ovviamente alla chiesa piace la coerenza, infatti guardiamo che succede in Uganda:

Pasikali era entrato nel gruppo nel 2007, insieme al compagno Abbey, cercando di far comprendere il senso di solidarietà e unione verso i gruppi Lgbt, solitamente emarginati dalla società. Un lavoro difficile, un messaggio arduo da far passare e riuscire a scardinare le avverse mentalità della popolazione. Ed ecco che la storia di Pasikali si incontra con quella di Henry Kayaizzi Nsubuga, vescovo e scomparso da alcune settimane, dopo un discorso pubblico a favore della popolazione omosessuale: è stato mentre cercavano l’uomo che sono incappati nel corpo di Pasikali, mutilato dei suoi genitali, nel bosco. E senza il capo.

La testa, infatti, è stata ritrovata a circa 500 metri dal busto, dentro una latrina pubblica, priva anche degli occhi. Un gesto di una violenza e di un messaggio agghiacciante quanto disgustoso: uccidere un uomo, tagliargli la testa e volutamente buttarla in un cesso, tra i rifiuti. Senza occhi, senza apparato maschile. Senza vita e volutamente “senza dignità”.

E mentre succedono queste cose, lo stato Ugandese porta avanti una legge di stampo hitleriano in cui si prevede la pena di morte per gli omosessuali [ http://en.wikipedia.org/wiki/Uganda_Anti-Homosexuality_Bill ].

E in queste condizioni il papa (attuale) visita l’uganda e non dice una parola al riguardo.. [cit. http://www.politicsdaily.com/2010/03/08/pope-silent-on-ugandas-kill-the-gays-bill/]

Nonostante gli USA chiedano al vaticano una presa di posizione forte sulla questione:

UGANDA: LA CHIESA CONSIDERA LA SESSUALITA’ UN PROBLEMA MORALE, NON PENALE
4. (C) Successivamente al rif. B e alla luce del continuo silenzio dei vescovi dell’Uganda sulla legge proposta per rendere reato penale l’omosessualità (e, in casi estremi, imporre la condanna a morte, l’Ambasciatore Diaz ha chiesto al Vaticano di far sentire il suo peso sulla Conferenza Episcopale dell’Uganda. Mamberti ha risposto che la posizione della Chiesa circa il peccato dell’omosessualità è ben nota. Ciò nonostante la Chiesa insegna anche che i rapporti sessuali tra adulti consenzienti sono un tema morale, non penale. Non dovrebbero essere portati in tribunale. Inoltre la Chiesa si oppone come regola generale alla pena di morte. Mamberti ha preso atto della preoccupazione americana riguardo alla legge ma non si è impegnato a prendere contatto al riguardo con i vescovi dell’Uganda. Ha detto comunque di essere certo che i vescovi non rimarranno a lungo in silenzio su un tema morale così importante.

[cit. http://racconta.espresso.repubblica.it/espresso-wikileaks-database-italia/dettaglio.php?id=56]

I vescovi è vero non sono rimasti in silenzio, hanno parlato.

Infatti, siccome la vita dei gay in cameroon è molto “semplice”, i vescovi cattolici hanno pensato di intervenire. Celebre l’omelia del arcivesco di Yaounde, che a natale (2009) ha fatto un bel regalo a tutti i ragazzi e le ragazze omosessuali cameronensi.

Per lui i gay sono i responsabili della corruzione e della disoccupazione nel paese.

Nella settimana successiva molti giornali hanno pubblicato liste di gay e lesbiche che sono stati linciati.

[cit. http://genertri.wordpress.com/2011/09/27/cameroon-discrimination-and-arbitrary-arrests-the-lives-of-gay-cameroonian/ ]

Ovviamente qui sopra ho solo toccato una minimissima parte, qualche accenno, sta a voi approfondire.

Ma veniamo alle risposte ufficiali e pesanti della chiesa:

Vaticano: «No alla depenalizzazione
dell’omosessualità da parte dell’Onu»

Bocciato il progetto avanzato dalla Francia a nome della Ue: «Si creeranno nuove e implacabili discriminazioni»

[cit: http://www.corriere.it/cronache/08_dicembre_01/vaticano_omosessualita_aborto_d7ed9566-bfae-11dd-a787-00144f02aabc.shtml]

e ancora:

Il Vaticano: “Essere contro l’omosessualità è un diritto fondamentale”

[cit: http://www.giornalettismo.com/archives/118977/il-vaticano-essere-contro-lomosessualita-e-un-diritto-fondamentale/]

Allora non ci meraviglia che in un paese cattolico gente come Bruno Volpe possa scrivere:

E ha dimostrato di poterlo fare inpunemente, anzi con il plauso dei buoni e bravi cristiani.

E forse il caso di ribadire quanto i cristiani sono ipocriti.




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giux

Informazioni su giux

ciao, non so che scrivere.... vivo a Ossona nel bel parco del ticino:) Mi piacciono gli sport sopratutto quelli che mi permettono di stare all'aria aperta, il mio preferito mtb nei boschi:-) Qui mi iscrivo xkè cè gente simpatica che sa farmi ridere delle schifezze di pontifex che sanno solo farmi arrabbiare!

9 pensieri su “L’amore cristiano, verità o fantasia? cristiani antisociali?

    1. giuxgiux Autore articolo

      il catechismo dice: [cit: http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a5_it.htm%5D
      2267 L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani.

      Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall’aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l’autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.

      Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l’ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti ». 177

      ma in molte nazioni non si sopravvive molto a lungo in prigione… anche in paesi avanzati come l’egitto, se i tuoi parenti non pagano per te vitto e alloggi dormi sul cemento al freddo mangiando quel che capita.. morte certa.
      Ovviamente questo non è colpa della chiesa, ma in questo articolo non vedo scritto che i detenuti vanno trattati con rispetto umano.

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  1. Gianluigi Loi

    L’articolo è molto convincente. si potrebbe dire, con una battuta, che i cattolici possono essere brave persone solo se non tengono in nessun conto le prescrizioni delle loro gerarchie. Essere brave persone “nonostante” la loro adesione alla fede. La questione, però non si può circoscrivere a questo aspetto. Non si può, infatti, negare che l’amore universale lo abbiano inventato loro e se non lo hanno inventato lo hanno fatto diventare mainstream. Che poi la dottrina, alla quale ogni cattolico deve adeguarsi, non coincida con questo grande precetto, che viene gestito solo nel confessionale, nel rapporto interpersonale, nella cosiddetta pastorale, è cosa evidente. Grazie comunque per lo spunto argomentato e articolato

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    1. giuxgiux Autore articolo

      ciao, in effetti mi fa veramente molto piacere la tua risposta … hai colto un aspetto che ho volutamente lasciato all’intelligenza del lettore 🙂
      Il tuo commento fa da perfetta chiusura al mio post, nutro qualche dubbio che abbiano inventato loro l’amore universale, ma di sicuro ne hanno cercato di fare il loro cavallo di battaglia.

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  2. paopao

    se i cristiani si limitassero ad essere cristiani davvero non ci sarebbe nessun problema.
    I cattolici non ho ancora scoperto da che parte stiano, ma mi é difficile credere che siano cristiani..per non parlare dei pontifeSSi!!!

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    1. giuxgiux Autore articolo

      si in effetti non ritratto una parola di quanto scritto nel post 🙂
      Quando certi comportamenti fanno schifo … bisogna dirlo !

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