Pennuti e (ri)scosse: Il New Age brutto e cattivo

 

"Ma la Fine di Gaia non arriverà, la gente si sbaglia e in fondo che ne sa. E' un fuoco di paglia, alla faccia dei Maya e di Cinecittà" (CapaRezza, La Fine di Gaia)

In quel viso devastato dall’odio per la filosofia, ho visto per la prima volta il ritratto dell’Anticristo, che non viene dalla tribù di Giuda come vogliono i suoi annunciatori, né da un paese lontano. L’Anticristo può nascere dalla stessa pietà, all’eccessivo amor di Dio o della verità, come l’eretico nasce dal santo e l’indemoniato dal veggente. Temi, Adso, i profeti e coloro disposti a morire per la verità, ché di solito fan morire moltissimo con loro, spesso prima di loro, talvolta al posto loro.

Guglielmo da Baskerville, Il Nome della Rosa

Oggi confuterò, o almeno tenterò, una cosa che m’ha sinceramente lasciato sconvolto, anzi due: entrambe sono ascrivibili alla farse di sopra.

Oggi si inizia col New Age, sì: quello di Stanzione, abilmente messo alla gogna dai Nostri (citando altri ovviamente) in un eccesso di sicurezza. Ed è che questo ciò che m’ha sconvolto. La seconda parte sarà un’estensione della prima e riguardante la Parusia. Quella cosa di cui i millenaristi parlano sempre perché sicuri che avverrà ma senza sapere quando. Quella.

Il primo scritto inizia con un generico “Non a caso”. Un cut e past immanente e palese. E cita articoli di fede della Santa Romana Chiesa contro il panteismo. Cosa c’entri dato che si parla di New Age solo lo Spaghetto lo sà…

Finanche:

Poi occorre che l’impostazione di pensiero che ognuno riesce a produrre, secondo le proprie capacità e la propria preparazione culturale (tutti siamo in qualche modo chiamati a essere «filosofi», cioè a rendere ragione degli interrogativi di fondo sul perché della vita e sul nostro destino), sia compatibile con la nostra fede. Sia cioè in grado di costituire una preparazione adeguata per la nostra ragione, affinchè essa possa accogliere la visione soprannaturale donataci con la Rivelazione. Così si esprime l’enciclica Humani generis: «Tutti sanno quanto la Chiesa apprezzi il valore della ragione umana, alla quale spetta il compito di dimostrare con certezza(?) l’esistenza di un solo Dio personale, di dimostrare invincibilmente per mezzo dei segni divini (Petizione di Principio) i fondamenti della stessa fede cristiana (metodo scientifico saltami addosso); di porre inoltre rettamente in luce la legge che il Creatore ha impressa nelle anime degli uomini (contraddizione in termini); e infine il compito di raggiungere una conoscenza limitata, ma utilissima, dei misteri (altra contraddizione in termini)».

Non so se vale la pena commentare, ma non è un buon inizio…

Questa stessa filosofia, confermata e comunemente ammessa dalla Chiesa, difende il genuino valore della cognizione umana, gli incrollabili princìpi della metafisica cioè di ragion sufficiente, di causalità e di finalità e infine sostiene che si può raggiungere la verità certa e immutabile. «In questa filosofia vi sono certamente parecchie cose che non riguardano la fede e i costumi, né direttamente né indirettamente, e che perciò la Chiesa lascia alla libera discussione dei competenti in materia; ma non vi è la medesima libertà riguardo a parecchie altre, specialmente riguardo ai princìpi e alle principali asserzioni di cui già parlammo.

Anche in tali questioni essenziali si può dare alla filosofia una veste più conveniente e più ricca; si può rafforzare la stessa filosofia con espressioni più efficaci, spogliarla di certi mezzi scolastici meno adatti, arricchirla anche – però con prudenza — di certi elementi che sono frutto del progressivo lavoro della mente umana; però non si deve mai sovvertirla o contaminarla con falsi princìpi né stimarla solo come un grande monumento, sì, ma archeologico. La verità in ogni sua manifestazione filosofica non può essere soggetta a quotidiani mutamenti, specialmente trattandosi dei princìpi per sé noti della ragione umana o di quelle asserzioni che poggiano tanto sulla sapienza dei secoli che sul consenso e sul fondamento anche della Rivelazione divina» (Lettera enciclica Humani generis, III).

Traduco dal volutamente vago: siete liberi di pensarla come dico io. Una bella contraddizione fattuale della Fides et Ratio, o almeno dei suoi intenti. ma ritengo che anche i credenti più aperti siano in grado d’ammettere la fallibilità papale al contrario dei PontifeSSi, perciò questa polemica andrà solo a sfavore della tesi…

In seno al panteismo, a filosofie di natura immanentistica, troviamo l’irrazionale pretesa di fare del relativo un assoluto, o viceversa, dell’assoluto un relativo. Il voler fare di Dio il Tutto di questo mondo, o la sua Anima, invero, nasconde, da un lato, l’incapacità di giustificare e comprendere in modo corretto il divenire delle cose (più o meno come quando i PontifeSSi danno ai disastri naturali natura divina, dico bene?); dall’altro, l’esaltazione dell’unico soggetto razionale presente nel mondo, l’uomo, alla dignità di «dio» (su questo neanche il monoteismo è libero, vd. qui). Questa concezione, dunque, che parte dalla comprensibile aspirazione a una maggiore intimità con la divinità e finisce con la divinizzazione dell’uomo, in quanto fraintende la natura di Dio con l’appiattirlo nella storia (più o meno come quando lo si fa agire in base al Peccato Originale o alla sua Venuta…), nel fattuale, rappresenta un ostacolo foltissimo all’accoglienza dell’Incarnazione.

Ho ragione perché ho ragione. Questo hanno scritto in soldoni. :roll:

Qui c’è una deduzione illogica: Un Dio-Tutto non può(!) diventare parte di sé stesso. Con tutta la buona Pace del Dio Onnipresente che non si può confinare in un luogo…

Solo considerando «dio» come un qualcosa di generico, indeterminato, infatti, esso può confonderlo a piacimento col mondo o con la storia o con l’uomo stesso, l’Io assoluto. Cristo, al contrario, è l’unico uomo che non può «farsi» dio, bensì «è» Dio, e in tal modo si oppone recisamente a tutti i tentativi di divinizzazione dell’uomo, in quanto venuto proprio a schiacciare la testa al serpente che è all’origine della superbia insita in tale impostazione filosofica.

Giusto! Basta pretendere di sapere cosa è Dio, cosa pensa o cosa fa! Tanto sono tutte cose basate sul nostro metro e quindi facilmente ascrivibili… o no?

«Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me conoscerete anche il Padre» (Gv 14, 6-7), afferma Cristo. Ma ciò implica che vi sia un Padre che viene rivelato da un Figlio, vale a dire che vi sia un «mediatore». Ora, anche in seno a filosofie di natura panteista come il New Age e altre, esistono figure intermedie tra l’uomo e mondi superiori o inferiori (nello gnosticismo, per esempio, le divinità inferiori (emanazioni, angeli, ‘gnurant’!), come la «Sofia», sono denominate eoni).

Sta parlando di mister 365 giorni con…? :lol: Avanti: persino nel Cattolicesimo c’è un’angeologia. Sputa nel piatto in cui mangia? Inoltre faccio notare la palese contraddizione dei Santi: sono anche loro gli “unici” mediatori o viene prima il Papa… ?

Esse possono essere angeli, spiriti o diavoli, che vengono invocati per ottenere un rilassamento orientato al miglior controllo della propria vita in funzione della carriera e del benessere, oppure pare si uniscano ai cosiddetti medium, altri intermediari, attraverso i quali si manifestano durante gli stati di «estasi». In tali fenomeni, detti Channeling, si verificherebbe come un canale di collegamento tra esseri quali angeli, divinità, entità collettive, spiriti della natura e il Sé superiore, tra i quali avviene uno scambio di informazioni.

Ripeto: sta parlando di Stanzione?

Sono veri e propri fenomeni di spiritismo, ai quali si mescolano anche le sempre più spesso propagandate comunicazioni con entità extraterrestri. Anche con gli spiriti della natura, quali energie potenti indicate come mediatori tra l’uomo e la divinità, si tenta un contatto mediante rituali, droghe o tecniche che inducono stati alterati di coscienza. Invece nel cristianesimo Gesù è l’unico mediatore tra Dio e l’uomo, il Figlio di Dio, in quanto vero Dio e vero Uomo. Non si ammettono altri mediatori se non nella piena partecipazione a Cristo, unico Salvatore. Non si giunge al Padre se non per mezzo del Figlio.

Ora il New Age tenta in qualche modo di «neutralizzare» il significato di tutto ciò esaltando, o fingendo di esaltare, Gesù quale grande profeta, saggio, iniziato, avatar, «maestro universale», portatore, come tutti coloro che hanno fatto un cammino interiore di illuminazione che li renda consapevoli della divinità che è in loro, della cosiddetta «conoscenza perenne», superiore e precedente rispetto a ogni religione.

Tolta l’ennesima stroncante contraddizione del citatore rispetto alla linea del sito in generale, faccio notare lor signore che anche nel Cristianesimo esiste quest’idea di Scintilla Divina. Anche questa è errata o solo la sua logica?

Se ne conclude che Egli, come tale, certo non poteva morire in croce: «Per il New Age», recita il documento del Pontificio Consiglio della cultura e del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, Gesù Cristo portatore dell’acqua viva. Una riflessione cristiana sul «New Age», «il Cristo Cosmico(!) è un modello che può ripetersi in molte persone(?), luoghi(??) e tempi(???); è il portatore di un enorme mutamento di paradigmi; è, in definitiva, un potenziale dentro di noi. Per la fede cristiana, Gesù Cristo non è un modello(?!), ma una persona divina la cui figura umano-divina rivela il mistero dell’amore del Padre per ogni essere umano attraverso la storia (Gv 3, 16)» (3.3).

Che è un modo più edulcorato per dire che l’Archetipo del civilizzatore perseguitato è un modello astrale (cosmico) pressoché identico in ogni cultura (vd. qui), sviando sul fatto che questo ergo non ha nulla a che fare con quello storico. Strano detto da Giovanni. Ma tornando all’argomento, deduco che l’articolista si  stia discostando da un conoscente diretto del Messia. Assurdo.

Con acutezza, infatti, il cardinale Biffi nota che riguardo a uno come Cristo che, solo, affermava pubblicamente di essere Dio, non esistono alternative possibili: o era pazzo oppure veramente Dio.

Su questa base allora anche altri nomi Teoforici come, che so, Elia, indicano assoluta divinità. Perché i loro portatori non sono Messia?

In tal modo si smaschera facilmente l’escamotage utilizzato da molti per presentare Cristo come uno tra tanti, anche se ovviamente «migliore». In definitiva, infatti, «in campo religioso, il New Age offre un’alternativa all’eredità giudaico-cristiana. Si pensa che l’Età dell’Acquario sostituirà quella dei Pesci, prevalentemente cristiana. I pensatori del New Age ne sono estremamente consapevoli(!!!).

Alcuni di loro sono convinti che il prossimo mutamento sia inevitabile, mentre altri sono impegnati attivamente affinchè ciò avvenga (tipo la certa gente che auspica la Fine del Mondo tramite le guerre e agisce di modo che ciò avvenga spingendo l’aumento della popolazione e la conseguente diminuzione delle risorse..). Chi si chiede se sia possibile credere sia in Cristo sia nell’Acquario sappia che questa è una situazione nella quale o si sta da una parte oppure dall’altra (con tutta la buona pace degli Eones, Ere astrali Platoniche, pronunciate a più riprese da un tal Messia). Non va mai dimenticato che molti dei movimenti che hanno nutrito il New Age sono esplicitamente anti-cristiani. Il loro atteggiamento nei confronti del cristianesimo non è neutro, è neutralizzante.

L’accusa più comoda di tutte…

Da qui parte una serie di cose talmente assurde che non sto neanche a descrivervi. Per esempio l’asserzione implicita che il ritorno al Tutto-Dio sia irrazionale mentre dall’altra sostiene de facto le stesse cose con il ritorno dell’Anima a Dio. Tutto condito con asserzioni anti pagane e così via (dirò: saranno affaracci loro!?). Finisce con le classiche arringhe: Non per i Sani ma per i Malati. Lasciando intendere volutamente che loro sono i malati.

ma ri-iniziamo da qui: la Fine del Mondo, il cambio d’Era e tutte amenità simili:

Riprendiamo il nostro piccolo corso di escatologia. Questa volta trattiamo di una promessa che ci ha fatto Cristo prima di lasciare questo mondo e di tornare al Padre. Egli annuncia, in forme velate ed in forme esplicite, che tornerà alla fine del mondo, vittorioso sulle potenze del male, per giudicare i vivi e i morti, per far risorgere i morti dai sepolcri ed inaugurare in pienezza il Regno di Dio. Questo ritorno glorioso di Cristo si è convenuto di chiamarlo “parusia”, parola greca usata dal Nuovo Testamento per significare appunto questa venuta finale di Cristo. Il termine, di per sé, indicava, ai tempi di Cristo, il ritorno trionfale del re alla sua sede dopo la vittoria sui nemici, circonfuso di gloria ed esaltato dal suo esercito vincitore nonché dal suo popolo.

Toh, quindi era quello il senso originale? Allora perché poi scrive:… ?

Questa idea, questa speranza della venuta del Messia redentore e liberatore dei giusti dal giogo degli empi per l’instaurazione del Regno di Dio sulla terra, compare già nei profeti dell’Antico Testamento. In tal modo il popolo ebraico, destinatario principale di questa promessa del Signore, fu sempre in attesa della venuta di questo Messia trionfante, senza però troppo badare al fatto che il Messia veniva presentato dal profeta Isaia anche come sofferente ed apparentemente sconfitto, ma salvatore del popolo mediante l’offerta sacrificale di se stesso, come “mite agnello immolato” per l’espiazione dei peccati (Yom Kippur? Dov’è il capro di Azazel?).

Emmh: Ecco, io vi mando Elia, il profeta, prima che venga il giorno dell’Eterno, giorno grande e spaventevole. Egli ricondurrà il cuore dei padri verso i figliuoli, e il cuore de’ figliuoli verso i padri, ond’io, venendo, non abbia a colpire il paese di sterminio. (Mal. 4,5) Imbarazzante a dir poco. Tantopiù che di Messia ebraici ce ne potrebbero benissimo essere più d’uno, mi spieghi come si può conoscere un testo meglio del redattore. :roll:

I cristiani riuscirono ad afferrare questo aspetto apparentemente sconcertante del Messia (“beato colui che non si scandalizzerà di me”), ma, come è noto, la maggior parte di Israele non capì e tuttora non capisce che già nell’Antico Testamento la vittoria finale del Messia è preceduta e condizionata dal suo sacrificio redentore. Questa corrente maggioritaria dell’ebraismo invece si è mantenuta ostinatamente attaccata all’attesa del puro trionfatore per giunta nel senso politico di un Israele dominatore su tutta l’umanità

Qual’era il Vangelo che presentava Gesù come un Re? Giovanni se non sbaglio…

Ad ogni modo è l’ennesima contraddizione. :roll:

Segue l’ennesima giustificazione mancata.

La parusia è il momento finale dell’edificazione del Regno, è l’inaugurazione del Regno nella sua pienezza e in certo modo l’inizio di una nuova storia non più di peccato ma di giustizia, non più di morte ma di vita, non più di sofferenza ma di gioia. In questo momento, secondo le profezie evangeliche, il grano viene definitivamente separato dal loglio, i giusti ricevono il premio eterno ed i malvagi l’eterno castigo. E tutto ciò non tanto nell’anima, dato che ciò è già avvenuto nel giudizio particolare al momento della morte, ma nel corpo stesso e nel mondo, come ridondanza della divina sanzione, al momento del giudizio universale.

Ed ecco l’ennesima contraddizione di quanto detto sopra: da un lato la denigrazione dei New Age per la storia della Nuova Era, dall’altra l’innalzamento dell’equivalente cristiano. Alquanto imbarazzante…

Mentre infatti il giudizio particolare è pronunciato dal Giudice divino al momento della morte in relazione al destino personale di ciascuno, di felicità o di miseria, il giudizio universale, pronunciato da Cristo al momento della parusia, ha la funzione di porre ciascuno di noi nel giusto rapporto con l’intera umanità e con l’universo cosmico(?).

La parusia di Cristo avrà inoltre la funzione di rigenerare l’intera creazione, la quale, come dice S.Paolo, attualmente “soffre i dolori del parto”, nell’attesa della rivelazione finale dei figli di Dio. In questa conclusione della storia presente, il Figlio conduce a termine l’opera divina della liberazione del mondo dal male, porta a compimento la sottomissione del creato al suo potere, ricapitola in unità ed armonia tutte le energie cosmiche(?!) disorganizzate dal peccato e restituisce al Padre, il legittimo proprietario perché suo creatore, quel mondo che il peccato aveva sottratto al suo potere benefico, strappandolo dal potere di Satana, adesso cacciato per sempre nell’inferno, benchè Dio, nella sua misericordiosa provvidenza, non resti assente neppure da quei luoghi tenebrosi e sciagurati (sembra molto Gnostico detto così).

Cristo comanda ai suoi di tenersi sempre pronti alla sua venuta con l’esercizio delle buone opere: il momento della parusia, dice Cristo, lo conosce solo il Padre. Per quanto vivo possa essere il nostro desiderio di sapere quando Cristo verrà, Cristo non ci consente di soddisfare questo desiderio. Del resto, il non sapere quando verrà ci consente di vigilare e di tenerci sempre pronti.

Come ho già detto, per eccessivo zelo smentisce ciò che alla fine lui stesso afferma. Se il New Age è l’anticristo, lo stesso Cristo potrebbe essere l’Anticristo. Come diceva un tal filosofo.

Per questo sono ridicoli e blasfemi i ricorrenti tentativi di gruppi settari di esaltati che sempre di nuovo, con incredibile ostinazione, pretendono calcolare la data della fine del mondo, restando regolarmente delusi e sempre daccapo al lavoro per nuove illusorie predizioni. Ma è altrettanto sbagliata, benchè apparentemente più seria, l’idea di certi esegeti che la fine del mondo non sia un avvenimento futuro datato nella storia, ma semplicemente, come dice Rahner, “il presente rappresentato con le categorie del futuro”. E’ vero che con l’avvento del Vangelo, viviamo gli “ultimi tempi”; ma ciò non vuol dire affatto che questi tempi escatologici si esauriscano nella vita presente senza riservarci la novità soprannaturale di un evento posto nel futuro temporale, che è appunto la parusia di Cristo.

Il tutto e il suo contrario…

Cristo annuncia bensì alcuni segni della sua venuta. Tuttavia questi segni, volendo usare termini tratti dalla medicina, non sono prognostici ma solo diagnostici. Infatti Cristo, come si è detto, non ci consente di prevedere in anticipo quando verrà (prognosi). Tuttavia sarà possibile riconoscerlo mentre verrà (diagnosi): calo della fede e raffreddamento della carità, guerre e sconvolgimenti cosmici(!!!!!). Questi segni, benchè mantengano un margine di mistero e di equivocabilità, sono esplicitati da S.Paolo con l’annuncio dell’apostasia finale e della venuta dell’Anticristo. Anche l’Apocalisse descrive in modo impressionante, benchè piuttosto oscuramente, le prove, i castighi e le sciagure che precederanno la fine del mondo e il ritorno di Cristo.

Niente di più facile per far esaltare i già esaltati. :roll: Ad ogni modo ribadisco quanto sopra.

Segue la denigrazione del millenarismo che loro stessi esaltano ascrivendolo alla massoneria.

Alcuni esegeti protestanti e modernisti hanno stoltamente creduto che Cristo, annunciando la sua imminente venuta, “si sia sbagliato”. Ma questa evidentemente è una grande sciocchezza per non dire una bestemmia, considerando l’assurdità che il Figlio di Dio, Verità assoluta fatta uomo, si sia sbagliato circa un elemento così fondamentale della sua missione (EPICO!). Invece le parole del Signore vanno interpretate nel senso suddetto, ossia come riferite alla sua resurrezione, la quale effettivamente costituisce, se non la venuta finale nella gloria, l’inizio stesso di questa venuta, la quale, come ho detto, costella tutto il corso della storia di una molteplicità di venute incoative – i momenti felici della storia della salvezza -, che avranno il loro compimento finale in quella che propriamente e pienamente si chiama “parusia” alla fine del mondo, con la resurrezione dei morti, il giudizio universale, la sconfitta totale delle forze del male, la liberazione dei giusti dagli empi e l’inaugurazione del regno nella sua pienezza definitiva.

In poche parole l’Apocalisse, testo palesemente astrale, traduce in altri termini la Precedente Venuta? Si son fregati con le loro mani o cosa? I New Age hanno ragione (per la storia degli sconvolgimenti cosmici) o no?

Come inizio finisco: questa è la dimostrazione che l’Anticristo può nascere anche dall’eccesso di zelo, dacché è da stupidi mettere nella stessa pagina testi idealmente scomodi per altri che potrebbero far pensare, later thinking, cose piuttosto scomode per sé stessi. Specie per un tradizionalista. Che sia anti-cristiano? :lol:

 

Fonte delle considerazioni e dello Sdegno (in ordine di citazione): http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/8860-il-panteismo-new-age-e-anticristianohttp://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/consacrati/8857-la-parusia-di-cristo

2 pensieri su “Pennuti e (ri)scosse: Il New Age brutto e cattivo

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