Amato ama l’errore.

Non ci sono alternative: il signor Amato deve avere una insana passione per l’errore. Non troviamo alternativa: solo chi ama l’errore può assemblare un godibile articolo ricco di ipocrisia come quello che potete leggere qui sul sito di Avvenire oppure di seguto (senza opportuna attribuzione), sul sito Pontifesso.

http://www.pontifex.roma.it.nyud.net/index.php/editoriale/esteri/8838-perche-togliere-senso-alla-commemorazione

Solo chi ama l’errore può scrivere un articolo ignorando la storia come fa Amato.

Tra pochi giorni si celebrerà il decimo anniversario di un evento che ha modificato il corso della storia, cambiando radicalmente equilibri che prima sembravano consolidati. Un evento la cui portata paragono senza timore al crollo del muro di Berlino.

Parliamo degli attentati (perchè si è trattato di diversi attentati coordinati tra loro) che hanno colpito gli Stati Uniti d’America nel fatidico giorno: 9/11. Se preferite usare la notazione “nostrana”, l’11 settembre 2001.

Ognuno tra noi ha ricordi legati a quel giorno. Ricordi, immagino, indelebili. Non è certo questo lo spazio per discutere di quanto accadde quel giorno. Così come non è questo il luogo adatto per discutere delle responsabilità e della dinamica degli eventi. Credo che tutti abbiamo però una certezza. Le immagini di quelle persone disperate che si gettavano nel vuoto, da una altezza di centinaia di metri, per sfuggire a sofferenze ancora più atroci è incontrovertibile ed indiscutibile.

Così come è incontrovertibile ed indiscutibile che in quelle torri (e negli altri attentati) sono morte quasi tremila persone. All’interno di questo numero incredibile di vittime, si contano uomini e donne di svariate nazionalità, con orientamento politico e religioso molto vario, frutto del mix culturale/etnico/religioso che caratterizza New York in particolare e gli States in generale.

Oggi, a pochi giorni dalla ricorrenza del triste anniversario, l’Amato dedica un suo personale pensiero ad uno specifico dettaglio che lo colpisce e lo ferisce particolarmente: pare infatti che l’avvocato non riesca proprio a tollerare il fatto che qualche americano possa non gradire la presenza di simboli cristiani durante la commemorazione dei morti. Di tutti quei morti. Egli scrive infatti:

l’American Atheists si è rivolta all’autorità giudiziaria per chiedere la rimozione della grande croce che campeggia a Ground Zero

Il povero Amato ovviamente non riesce ad esimersi dal descrivere meticolosamente i promotori di questa iniziativa. Ed ovviamente la descrizione insiste ripetutamente sull’ateismo di questi atei (caspita, che sconvolgente novità) additando questa loro scelta quasi come fosse una colpa oppure un reato. L’Amato si aggrappa ai buoni sentimenti, alle immagini che “toccano il cuore”.

Sì, proprio quella croce formata da due putrelle d’acciaio che Frank Silecchia, uno dei volontari che per mesi ha lavorato a rimuovere corpi e macerie in quell’area, scoprì tra le rovine delle Torri il terzo giorno dopo l’attacco. Ai piedi di quella croce si sono spesso radunati gli eroici pompieri di New York, e in tanti hanno pregato per le anime di tutte le vittime coinvolte nell’immane tragedia dell’11 settembre 2001.

Questi cattivoni atei (anzi, meglio, ateisti) americani si scagliano contro questo simbolo! Sia anatema!

Chi desidera maggiori informazioni su questa croce, trova maggiori dettagli sulla comunistissima Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/World_Trade_Center_cross

Irritato per gli attacchi di questi cattivissimi atei, arriva a scrivere:

In tutto questo assurdo accanimento contro ogni possibile riferimento religioso,

Caspita, parole chiare e nette: esiste un accanimento contro ogni possibile riferimento religioso! Chi saranno questi perfidi (perchè hanno perso la fede) individui che si accaniscono contro i riferimenti religiosi?

Andiamo in soccorso alla scarsa memoria di Amato. Giusto l’anno scorso, proprio durante l’estate, fervevano polemiche circa l’apertura di un centro culturale islamico (con annessa moschea) nelle vicinanze dell’area di Ground Zero. In Italia hanno avuto molto spazio le affermazioni di chi critica la costruzione di Park51, meno rilievo le affermazioni dei familiari delle vittime che invece sostengono questo progetto! Potete leggere maggiori dettagli su questo progetto qui di seguito (sempre sulla comunistissima Wikipedia).

http://en.wikipedia.org/wiki/Park51

Andiamo ora alla ricerca di chi ha sollevato tutta questa polvere attorno al progetto di Park51. Un piccolo aiuto ci arriva dal sito di Ansa, che collega le polemiche alle affermazioni di Pamela Geller e Robert Spencer. Curioso osservare che questi due genietti del Tea Party americano vengono citati svariate volte (pare 174) da Breivik. Si, Breivik, il terrorista che ha ucciso decine di suoi connazionali ad Oslo per arginare l’islamizzazione della sua nazione. Ecco spero che questo vi aiuti ad inquadrare di chi stiamo parlando.

A questo punto risulta facile domandare all’avvocato: ma quando i conservatori americani attaccavano la moschea prevista nei pressi di Ground Zero, perchè non ti sei sollevato per difendere gli altrui simboli religiosi?

Chi vuole conoscere meglio questo Amato, può trovare i suoi articoli di seguito.

http://www.ilsussidiario.net/Autori/Archivio/1069/Gianfranco-Amato/

http://loccidentale.it/autore/gianfranco+amato

http://www.libertaepersona.org/dblog/autori.asp?chi=Gianfranco%20Amato

PS: la mattina è già conclusa ed ancora nessuna novità dal nostro amato sito Pontifesso… Nessun nuovo santo, nessuno sproloquio di qualche emerito in crisi di astinenza da psicofarmaci… Nulla!

25 pensieri su “Amato ama l’errore.

  1. paopao

    Oppsalá admin..passati i bei tempi di cidippinen che si alzava tutti i giorni alle 5 e da bravo “signo cruciato” cuscio si sacrificava per diffondere la Pura et Recta Apologetica PontifeSSa!Questi nuovi mi sa che dormono fino a mezzogiorno …):/

    Rispondi
        1. paopao

          ah ha admin! adesso so perché mi hai chiesto di mettere la solita faccina demoniaca..ne esce questo diafoletten diabolikamente rosso..ne sai qualcosa tu?? ):D

          Rispondi
          1. adminadmin Autore articolo

            Pao per la Kamicetten Pontilexa siamo in trattativa … ;-)
            Se hai suggerimenti per l’associazione tra immagini e relativo smiley, suggerisci pure. :D
            Anzi, ):-D

          2. paopao

            nein nein , essere bellizzimo qvesto..solo io non afere niente simpatia per kambi improffisen…, giá defo abituaren me a idea ke pontifeSSen essere difentati sopportabilen..uffen! ) : D

            ooohh, afere appenen trofato modo di riafere mio diafoletten!!

  2. diegopig

    A parte la fuffa di Amato, non ho trovato informazioni circa le motivazioni di tale richiesta al giudice.

    Da quello che ho capito, infatti, l’associazione che ha rifiutato il simbolo ateo è un’associazione privata (anche se no-profit), quindi non so esattamente su cosa si basi la richiesta giuridica (forse sulle leggi anti-discriminazione….)

    Rispondi
    1. giuxgiux

      perchè promuove il cristianesimo a scapito delle altre religioni, se anche ad altri sarà permesso di esporre i loro simboli religiosi allora ritireranno la richiesta.

      Ma che dite potrebbe questa essere la motivazione che potrebbe spingere un cristiano integralista a rifiutare il dialogo con le altre religioni e a ritenersi superiore??


      Io non lo so se sono d’accordo o meno, alla fine l’america come l’europa ha una tradizione che viene da migliaia di cristianesimo, ci piaccia o no.
      Forse non è sbagliato che il cristianesimo sia in qualche modo avvantaggiato rispetto ad altre religioni, anche da parte dello stato.
      Forse la storia stessa ha creato religioni di serie A e religioni di serie B in occidente.

      Rispondi
      1. adminadmin Autore articolo

        Curioso l’elenco con cui si chiude l’articolo di Patricia… Sono previsti altri simboli religiosi. Ma nulla per i 30 musulmani e nulla per i 500 atei.

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      2. diegopig

        perchè promuove il cristianesimo a scapito delle altre religioni, se anche ad altri sarà permesso di esporre i loro simboli religiosi allora ritireranno la richiesta

        Questo sarebbe un problema se l’organizzazione che lo fa è governativa.
        Ma non mi pare questo il caso.

        Rispondi
        1. giuxgiux

          che c’entra … hanno ragione … facendo in quel modo una parte della popolazione prende possesso di un pezzo della storia del paese, che è storia di tutti non solo di quei tutti che sono anche cristiani.

          Rispondi
          1. diegopig

            No, se non è “government speech” NON hanno ragione, perchè la libertà di parola è una libertà, non un diritto.

            Quindi se gli atei vogliono esporre il loro simbolo, nessuno può impedire loro di farlo ma nessuno (quindi nemmeno quest’organizzazione) è obbligato a fornire loro i mezzi per farlo.

          2. FSMosconiFSMosconi

            Se posso intromettermi, la questione non è che gli atei espongano il loro simbolo(?) piuttosto che non ne venga esposto nessuno così da rappresentare tutti senza, imponendo uno su tutti, dover prevaricare nessuno…

          3. diegopig

            Anche fosse questo il problema (ma leggendo in giro mi pare che non lo sia), non è un problema su cui si può intervenire, proprio a causa del primo emendamento.

            Se lo stato imponesse ad un privato di esporre simboli religiosi diversi da quelli che il privato sceglie, ci sarebbe una doppia violazione del primo emendamento (una per la libertà di parola ed uno per la separazione chiesa/stato).

            Però, da quello che ho capito, è più un problema di viewpoint discrimination, credo legata allo status di organizzazione no-profit del “privato” in questione.

          4. FSMosconiFSMosconi

            Be’, non proprio: libertà di religione non significa libertà delle religione di prevaricare le minoranze/le une le altre o chi ne ha nessuna…
            sulla cosa del privato non-profit sono d’accordo. Un bel busillis…

          5. diegopig

            Be’, non proprio: libertà di religione non significa libertà delle religione di prevaricare le minoranze/le une le altre o chi ne ha nessuna…

            E perchè no? Finchè questa prevaricazione non è un’imposizione (come non lo è, nel caso dell’espressione di un privato con mezzi privati), perchè lo stato dovrebbe intervenire?

            Nessuno vieta, infatti, a chi si sente “prevaricato” di “mandare affanculo” il prevaricatore.

          6. FSMosconiFSMosconi

            Il problema è, in questo caso, chi si sente discriminato dall’unico simbolo che non rappresenta il suo familiare deceduto non può cortesemente mandare affanculo la croce altrimenti qualche bella capoccia dura lo denuncia. E questo è imposizione. Tantopiù che nessuno avrebbe il coraggio di mandare affa’ chicchesia/qualsiasi cosa nel luogo dove un proprio familiare è morto. Anche se ha ragione.

          7. diegopig

            Il problema è, in questo caso, chi si sente discriminato dall’unico simbolo che non rappresenta il suo familiare deceduto non può cortesemente mandare affanculo la croce altrimenti qualche bella capoccia dura lo denuncia. E questo è imposizione.

            Mi spiace, ma questa non è un’imposizione, perchè se lo fosse allora sarebbe un’imposizione anche quando un ateo rifiuta ad un prete il permesso di tenere una messa in casa sua [dell’ateo].

            Da quello che ho capito, la questione è esattamente identica: un ente privato ha operato una discriminazione, cosa che solitamente è nel pieno diritto del privato fare.

            Ora, se la situazione è questa, non capisco su cosa sia fondata questa richiesta degli American Atheists.
            Io ipotizzo che abbia a che fare con lo status legale del privato in questione che, mi pare di ricordare, richieda che un’organizzazione privata riconosciuta come 501(c)(3).

  3. adminadmin Autore articolo

    Accidenti gli amici hanno appena pubblicato una pletora di nuovi articoli. Compreso il “santino” del giorno…
    Cosa troviamo nella pentola Pontifessa? Come sempre una desolazione senza limiti.

    Ci deliziano con lo studio della musica sacra. Copiaincollando pagine del sito Vaticano (senza dirlo).
    Ci titillano con uno scritto del nano Tanfolo (che risale all’estate scorsa, pubblicato su un giornale chiamato Liberal).
    Ci trastullano con uno scritto della Castagna Matta inneggiante alla follia dei “tradizionalisti” (modo educato per indicare i Lefebvriani più incalliti).
    Ci divertono riportando in prima pagina un vecchio articolo su Fra Volantino (l’età dell’articolo è testimoniata dai commenti già presenti, che ovviamente scompariranno appena i nostri cari amici leggeranno questo nostro post).
    Ci sollazzano con il Socci-pensiero (e mai come in quest caso non c’è bisogno di aggiungere alcunchè: Socci, basta la parola).
    Ci stupiscono riportando nuovamente le parole del Caciolone (così come indicato nella stessa pagina Pontifessa: Riccardo Cascioli – La Bussola Quotidiana, 02/09/2011 – da Corrispondenza BASTABUGIE n.209)
    Ci sconvolgono con le parole della “bravissima cantante” Costanza Miriano che critica aspramente Vasco Rossi definendolo più volte “mediocre cantante”.
    Ci turbano citando l’UCCR che annuncia denunce verso chi ha osato contestare la presenza del Papa in Spagna.
    Ci sconvolgono tornando ad occuparsi dei gatti di Milano
    Ma principalmente ci propinano notizie già proposte da altri. Nulla di nuovo. Nulla di originale. Puro e semplice copiaincolla.
    Bleah!

    Rispondi
    1. FSMosconiFSMosconi

      Faccio notare sul bell’articoletto dell’UCCR il video:
      1) prima si vedono immagini da una parte delle due manifestazioni. Entrambe organizzate più o meno a modo.
      2) poi si fanno vedere i rispettivi cori [nota: sono rimasto alquanto basito a notare la pressoché inesistente differenza tra cori religiosi e cori da stadio :shock: ]. Ovviamente solo cori.
      3) mostra il ruolo da vittime dei papaboy, poveri cocchi, che rispondevano agli “insulti”(!) con le preghiere [ovviamente in quel momento i cori avversi s’erano acquietati… ceeerto. :roll: ]
      4) si fa una finta panoramica in bellezza con tanto di pugni, spinte e sassi presumibilmente avvenuti(?????).
      5) 2 minuti buoni di video-propaganda di immagini “ufficiali” [sospetto TG1 o amenità simili] sulla GMG seguita da 5 minuti di un video totalmente differente per ora in cui è stato girato, ovviamente, luci, luogo e persone sicuramente appartenenti ad un’altra manifestazione dove per altro erano i manifestanti a essere picchiati dalla polizia(!), ciò spacciato per la manifestazione anticlericale

      Se permetti un paragone, lo definirei un video di propaganda da regime. Invito a visionarlo, ma ci vuole stomaco… :| :| :|

      Rispondi
  4. Caffe

    Mi permetto di andare un po controcorrente e di esporre qualche considerazione per motivare il mio punto di vista:
    Amato non vale la pena di commentarlo, cosa penso di questa gente penso di averlo già detto in altre occasioni e non è necessario ribadirlo in questa occasione. Resta il fatto che i credenti cristiani trovino sincero conforto nella loro fede che prevede un certo tipo di aldilà e la certezza che se Dio ha voluto così è stato per un motivo imperscrutabile, ma sicuramente commendevole. Questo vale per molte altre religioni, ma chiedetevi, il simbolo della croce ha equivalenti nelle altre religioni alcune delle quali vietano addirittura di raffigurare il proprio Dio? Gli atei non ce l’hanno un Dio e tanto meno un simbolo che lo rappresenti e allora perché impedire a chi trova conforto nel farlo, di aggrapparsi al proprio simbolo? Avrebbe avuto più senso chiedere che la commemorazione, come poi ha saggiamente deciso il comune di New York, avvenisse senza privilegiare nessuna religione in particolare. E’ questo che fa incavolare Amato, l’equidistanza sacrosanta dello Stato da tutte le religioni, abituato ad uno stato italiano sempre genuflesso ai voleri vaticani, non concepisce che non sia dappertutto così. Ma rimuovere quella croce, formatasi casualmente da alcune macerie del disastro, collocata su un piedistallo poco distante e divenuta un simbolo, non solo per i cristiani, di quella tragedia, lo trovo di una crudeltà gratuita, un forma di fondamentalismo al contrario, e poi, non credo che il comune di New York proibirà, a chi lo volesse, di affiancare a questa croce un suo simbolo che richiami o rappresenti il suo credo, a New York la tragedia è stata universale, lo sanno pure i sassi; non sarà quella croce a renderla esclusivamente cristiana.

    Rispondi
      1. Caffe

        E’ proprio il caso di dirlo, ognuno ha la sua croce, gli americani i Teo-con, noi Buttiglione e Giovanardi: a noi c’ha detto peggio!

        Rispondi

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