Medioevo Pontifex

devono avere fatto proprio una bella scorta di quello buono ed il buon Volpe deve averne offerto un bel po al DiVino Stanzione. infatti oggi l’artticolo ad alto tasso alcolico lo ha scritto lui. dunque vediamo cosa scrive il simpatico prelato.

nell’articolo L’imperatore Giustiniano e la condanna penale dell’omosessualità lo Stanzione si lancia in una dotta trattazione di come fossero state introdotte modifiche nel corpus delle leggi romane allo scopo di adattarle alle nuove esigenze di un impero ispirato dal cristianesimo. ecco quindi Il primo intervento legislativo contro l’omosessualità sancito da un’autorità politica cristiana, sembra essere stato emesso dagli imperatori Costanzo e Costante, che nel IV secolo si erano divisi il comando dell’Impero romano di Occidente e d’Oriente..

il lettore piu’ attento si chiedera’ : “ma perche Stanzione ci sta raccontando tutte ste’ cose?“. la risposta si trova nella prima parte dell’articolo. e’ interessante notare che al contrario di Volpe che prima spiega e poi delira, Stanzione prima si lancia nel delirio e poi spiega.

ecco la perla quotidiana dell’allucinato prelato. In verità fintanto che il male era male ed il bene era dichiarato tale in galera ci sono sempre andati gli omosessuali. Quando anche in Italia sarà proibito dissentire contro gli omosessualisti significherà che la distinzione morale tra bene e male sarà scomparsa e noi cristiani dovremo ritornare nelle catacombe perché ci sarà negato il nostro sacrosanto diritto di protestare contro il vizio e la malattia degli invertiti perché tali sono stati bollati dalla Bibbia e da 2000 anni di teologia morale.

ora faccio un altro tentativo, sperando che nel frattempo al buon Stanzione sia passata, almeno in parte, la sbornia che si deve essere preso insieme a Volpe.

nessuno vuole vietare a gente come Stanzione di esprimere il proprio dissenso. Stanzione e quelli come lui sono e saranno liberi di dire “l’omosessualita’ e’ peccato”. se Stanzione dice che sara’ perseguitato a causa della sua critica nei confronti degli omosessuali si sbaglia e, secondo me, lo fa in malafede.

Stanzione, come Volpe, confonde il diritto alla critica con l’insulto. un conto e’ dire “secondo la mia convinzione religiosa l’omosessualita’ e’ peccato, vi prego, convertitevi” lasciando poi agli altri la liberta’ di scelta e di opinione, altro conto e’ dire “secondo la mia convinzione l’omosessualita’ e’ peccato percio’ gli omosessuali sono animali da sbattere in prigione, neghiamo loro ogni diritto civile e, forse, le loro madri avrebbero fatto bene ad abortire” insultando pesantemente e minacciando ritorsioni su chi non si adegua. anche un idiota capirebbe la differenza, Stanzione non riesce a capirla.

cio’ che sfugge a Stanzione e’ che nessuno qui sta cercando di imporre un “modello omosessualista” della societa’, nessuno sta cercando di imporre l’omosessualita come dogma. semmai sono i soggetti come Stanzione che cercano di imporre l’omofobia come dogma. il sottoscritto non va da Stanzione a dirgli “tu sei un prete e per questo motivo ti insulto e tua madre avrebbe fatto bene ad abortire“. io sono pronto a rispettare tutti, Stanzione compreso. non solo, sono anche disposto a battermi perche gente come Stanzione possa continuare a professare la sua fede in liberta’. il punto e’ capire se invece Stanzione e’ pronto a rispettare tutti. da quanto scrive nel suo ultimo delirante articolo pare di no, visto che invoca il carcere per gli omosessuali e pronostica di dover tornare nella clandestinita’ catacombale semmai dovesse avvenire che la lobby omosessualista dovesse prendere il potere.

abbia pazienza il buon Stanzione. per il rispetto che sento di dovergli come essere umano mi rifiuto di pensare che lui possa avere pensato cose del genere da sobrio e, come ho fatto con Volpe, preferisco immaginarlo ubriaco mentre scrive articoli come quello che ha pubblicato oggi.

Questo articolo è stato pubblicato in Non meglio categorizzati il da .

Informazioni su sandro.storri

Progettista e sviluppatore di software precario (Sandro, non il software). Tipico prodotto delle periferie della capitale (aho!, che me 'mpresti na' sigaretta?). Appassionato di cinema e letteratura, usa l'italiano come un dialetto alternativo alla sua lingua madre, il romanesco. Sostiene la battaglia per i diritti civili anche se riconosce che spesso tratta la questione con degli incivili. Ha un pessimo senso dello humor e si vede, anche in questa breve biografia.

35 pensieri su “Medioevo Pontifex

    1. diego

      Certo: l’eminentissimo dott. De Mattei, esperto in storia cristiana. Costantino varò lo Juris Frocius per crocifiggere gli omosessuali, transessuali, effeminati e lesbiche (queste ultime però dovevano fare sesso davanti al papa prima dell’esecuzione). In seguito però, quei malefici e satanici omosessuali osarono rivoltarsi alla verità assoluta e sodomizzarono gran parte dei romani, i quali, indeboliti notevolmente, lasciarono scoperte le frontiere e quindi “aperti” alle invasioni barbariche.

      Rispondi
  1. diegopig

    nessuno vuole vietare a gente come Stanzione di esprimere il proprio dissenso. Stanzione e quelli come lui sono e saranno liberi di dire “l’omosessualita’ e’ peccato”. se Stanzione dice che sara’ perseguitato a causa della sua critica nei confronti degli omosessuali si sbaglia e, secondo me, lo fa in malafede.

    Purtroppo devo correggere quest’affermazione: in inghilterra si sono verificati più di un caso di “predicatori” arrestati e/o multati per aver espresso il proprio dissenso contro gli omosessuali.
    Questo è l’effetto nefasto delle leggi contro l’hate-speech.

    Su questa particolare questione e a seguito di particolari episodi e vista la perniciosa tendenza al politically correct che porta alle hate-speech laws, mi sento di dire che proprio proprio torto i pontifessi non hanno torto.

    Rispondi
    1. Hiram Abif Autore articolo

      si, capisco e condivido quanto dici.

      personalmente la vedo cosi’ : tutti sono liberi di esprimere opinioni. se un prete dice ad un omosessuale “l’omosessualita’ e’ peccato” non commette nulla di male. esprime una sua opinione e convinzione. tutto cambia quando un prete dice ad un omosessuale “l’omosessualita’ e’ peccato, per questo tu sei una bestia immonda”. qui dalla liberta’ di opinione siamo passati all’insulto. questo e’ sbagliato.

      Rispondi
      1. diegopig

        Io invece sono dell’idea che qualsiasi opinione che non rientri nelle categorie “istigazione a delinquere” e “apologia di reato” debba essere permessa.

        Quindi, per come la vedo io, espressione come “i froci brucieranno all’inferno” dovrebbe essere assolutamente legale.

        Diciamo che, su questo tema, sono molto primemendantista. 😀

        Rispondi
        1. petrus

          Il problema secondo me è proprio quello: l’estensione del concetto di istigazione a delinquere. Perché bisogna vedere quanto l’espressione “i froci bruceranno all’inferno” rimanga ancora un’espressione del pensiero religioso priva di effetti reali o quanto invece possa istigare fanatici religiosi ad agire contro “i froci che DEVONO bruciare all’inferno”, non semplicemente “bruceranno all’inferno”.

          Rispondi
          1. diegopig

            Il problema che evidenzi è reale, ma è ancora maggiore il pericolo che questa considerazione venga usata per censurare le opinioni.

            Prendi i recenti casi di “roghi del corano” negli Stati Uniti.
            Legalmente non c’è modo per impedirli, eppure ricadrebbero perfettamente nella categoria di opinioni “oggettivamente pericolose”.

            Io, però, sono dell’idea che sia un obbligo morale di uno stato civile proteggere il diritto delle persone di esprimere le proprie opinioni qualunque esse siano.

            Se, infatti, accettiamo il concetto che alcune opinioni sono pericolose e vanno censurate “per il bene della società”, stai sicuro che omosessuali e atei (assieme a chi critica la chiesa) sarebbero i primi ad essere zittiti.

          2. federicoB

            @diegopig
            In generale la penso come te, i reati di opinione non li sopporto.
            Però la totale libertà di parola dovrebbe essere controbilanciata da una salda uguaglianza di fronte alle legge fra omo/etero/bisex… Cosa che in Italia non c’è…

          3. diegopig

            Sinceramente non vedo il collegamento tra libertà di parola ed uguaglianza di diritti civili.
            E’ un pò lo stesso ragionamento che fa chi dice “da noi non costruite le moschee finchè da voi non si potranno costruire le chiese”.

          4. federicoB

            In un certo senso è come dici tu e se il il mondo fosse un posto ideale e perfetto saremmo d’accordo.
            Ma mettiti nei miei panni, devo sentirmi i peggio insulti e pure non avere i diritti civili, cornuto e mazziato!
            Pragmaticamente dico: “Almeno con una legge questi forse faranno più fatica a dire le loro boiate!”

          5. diegopig

            Ti capisco benissimo, ma le leggi contro gli insulti ci sono già.
            Se qualcuno ti urla “frocio” puoi tranquillamente denunciarlo.

          6. federicoB

            Si si per carità, le leggi sugli insulti ci sono…
            Ma il mio era un discorso più che altro emotivo, razionalmente sono d’accordo con te

          7. petrus

            Anche quello che dici tu è vero: ogni legge può essere strumentalizzata dai gruppi più potenti a sfavore dei meno protetti, specialmente quelle che offrono appigli labili come l’applicazione del concetto di “oggettivamente pericoloso” ad un’idea. Una bomba in una scuola è oggettivamente pericolosa. Un passeggino sulle rotaie del treno è un pericolo oggettivo. Ma è chiaro che l’idea è oggettivamente pericolosa nel momento in cui qualcuno la dichiara tale. E questo socchiude la porta ai soprusi.
            Ma il punto da cui si è partiti non è un pensiero religioso espresso da un prete (del tipo appunto “i sodomiti non erediteranno il regno di Dio” – che poi sarebbe “i froci bruceranno all’inferno” :)), che se così fosse non intaccherebbe in nulla la vita dei soggetti interessati, a meno che questi condividano la stessa fede nella vita eterna e in questo tipo di giudizio divino. E proibirgli di esprimerlo sarebbe lesivo del suo diritto di espressione. Ma l’articolo di don Marcello faceva propri giudizi di 1500 anni fa (liberissimo di fare anche questo) che vedevano nelle persone omosessuali la causa dei mali del mondo (carestie, terremoti, pestilenze…). A questo punto mi domando: “Sta ancora legittimamente esprimendo un suo pensiero o sta istigando all’odio verso una categoria di persone?”. Perché se dico che l’ESISTENZA di un gruppo minaccia l’equilibrio dell’umana società, è chiaro che sto almeno implicitamente profilando come soluzione l’eliminazione del gruppo.

          8. diegopig

            A questo punto mi domando: “Sta ancora legittimamente esprimendo un suo pensiero o sta istigando all’odio verso una categoria di persone?”

            No, sta ancora legittimamente esprimendo un suo pensiero.

            Perché se dico che l’ESISTENZA di un gruppo minaccia l’equilibrio dell’umana società, è chiaro che sto almeno implicitamente profilando come soluzione l’eliminazione del gruppo.

            Finchè non lo fa in modo sufficientemente esplicito non è reato.

          9. petrus

            Certo, non è reato. E proprio per questo mi fa ancora più ribrezzo e rabbia il loro modo di agire. Perché è odio ammantato di interesse storico o addirittura di pio ammonimento. Perché anziché assumersi la responsabilità di quell’immondizia trasportata dai loro neuroni che per convenzione chiamiamo pensieri-liberamente-espressi preferiscono andare a scomodare autori vissuti secoli fa, prendere un loro brano che può dire quello che vorrebbero dire loro e buttarlo là, senza uno straccio di commento che prenda le distanze dagli eccessi o che sottolinei ciò che di quegli autori condividono. Così loro non possono essere accusati di aver istigato all’odio, perché formalmente hanno solo citato un autore, ma di fatto hanno detto, sebbene con la bocca di un morto, quello che volevano dire.
            Tu mi dirai “Bene, ancora non è reato. Vuoi sbatterli in carcere per questo?”. Certo che no, il carcere c’è per i rei, non per quelli che non mi vanno a genio. E poi penso a quei poveri carcerati. Che male avrebbero fatto per ritrovarsi accanto gente simile? 🙂

          10. diego

            non lo farà mai in modo esplicito, aspetterà che l’idea si inculchi nella società (anche se non succederà) come fecero le dittature del passato: nella Germania nazista non è che una mattina Hitler si svegliò e decretò una legge per sterminare gli ebrei che fino alla sera prima vivevano felici e contenti, fu un lento passaggio, codicilli, regolette, diffusione di idee. Se un giorno in Italia l’omosessualità dovesse divenire reato lo sarà perchè alcune persone hanno fatto in modo di dar diffusione all’idea che l’omossessualità sia in qualche modo un mezzo per la distruzione del tessuto sociale o chissacchè. Poi si può procedere sempre peggio: le stesse persone che hanno fatto in modo che la legge fosse creata inizieranno a diffondere il pensiero “Perchè mantenere in carcere persone che sono colpevoli di tutti i mali del mondo e far pagare il loro mantenimento alla gente che vive in modo retto?” Quando la gente si sveglierà e capirà come si faceva abindolare sarà troppo tardi.

    2. S_Raffaele

      qui non si tratta di hate-speech quanto di una precisa richiesta da parte di un religioso, che ha detta dei “suoi”, è letto da milioni di utenti, che venga istituzionalizzato il reato di “omosessualità”. Ognuno è libero di esprimersi, no. Ognuno è libero di parlare conscio dell’effetto che le sue parole hanno sugli altri, sì. La lotta con Pontifex per l’omosessualità fin da quando c’ho messo piede la prima volta non era tesa a dire che Stanzione non possa pensarla come crede, quanto al fatto che esprimendolo in MALAFEDE lo mette all’attenzione di quanti possano interpretarlo come legittimazione a delinquere.

      Rispondi
      1. diegopig

        qui non si tratta di hate-speech quanto di una precisa richiesta da parte di un religioso, che ha detta dei “suoi”, è letto da milioni di utenti, che venga istituzionalizzato il reato di “omosessualità”.

        Cosa che è perfettamente legale (chiedere delle modifiche alla legge, intendo).

        Ognuno è libero di esprimersi, no.

        Entro i limiti della legge sì.

        La lotta con Pontifex per l’omosessualità fin da quando c’ho messo piede la prima volta non era tesa a dire che Stanzione non possa pensarla come crede, quanto al fatto che esprimendolo in MALAFEDE lo mette all’attenzione di quanti possano interpretarlo come legittimazione a delinquere.
        E di questo deve essere considerato solo chi “interpreta” le loro parole come legittimazione a delinquere, non loro.

        Rispondi
        1. S_Raffaele

          non sono assolutamente d’ accordo. Non esiste reaziome senza una causa. E si resta responsabili di aver instillato odio. Chiunque abbia una funzione pubblica e parlare in pubblico lo è resta responsabile. Senza qualcuno che dia il là al momento giusto, la storia può cambiare.

          Rispondi
    3. francesco t

      mi spiace ma in quanto gay , in quanto vittima perenne di persone in malafede come volpe , stanzione et simila, io supporto con anima e corpo che la loro istigazione all odio sia considerata e trattata come tale. un esempio sono gli ultimi articoli.

      mi spiace, qualcuno dirà che non son tollerante, qualcuno dirà che impongo una censura, qualcuno dirà che sono contro la libera opinione/critica.
      mi spiace, ma io non considero un opinione, ne tantomeno critica, frasi , parole o articoli che mi feriscono in quanto MIRANO a ferirmi in quanto gay, dandomi del malato, perverso, da dover metter fuorilegge, da condannare, da CURARE, e via dicendo.

      non le considero pinioni, ma solo istigazione all odio, perchè tale è. non c è nessun altra ragione in queste affermazioni, se non l istigar ele persone ad attuare il medesimo pensiero nei confronti degli omosessuali. e questo a cosa porta? all intolleranza, alla discriminazione, e, come ha giustamente detto napolitano, anche alla violenza.
      mentre loro si permettono di condannare, di ISTIGARE la società a fare lo stesso nei MIEI confronti, io non solo non posso istigare la società a odiarli in quanto preti, i nquanto cattolici, in quanto cristiani, in quanto uomini. NON VOGLIO NEMMENO farlo. perchè IO HO RISPETTO, entro certi limiti. perchè quando quel qualcuno da libero sfogo alle offese basate sul nulla , solo per ledere a me e ad altri in quanto gay, in quel caso ho il diritto di DIFENDERMI. se offendo quindi volpe e compagnia bella, non è perchè sono anticattolico, non è perchè sono eterofobico, ma è perchè sono continuamente attaccato e violentato dalle loro condanne gratuite e dalla loro istigazione all odio che ha come possibili conseguenze, il mio male fisico e psicologico. la mia è una risposta a delle offese giornaliere che vengon spacciate per legittime, nascondendosi dietro l ipocrisia e dietro la religione per giustificare le violenze psicologiche .

      esiste una sottile linea che divide l opinione dall offesa gratuita . purtroppo non molti riescono a notare la differenza, soprattutto chi non ne è vittima e gli stessi aggressori. sostengo quindi fermamente qualsiasi legge che punisca qualsiasi istigazione all odio , alla violenza (fisica e psicologica) e alla discriminazione , sia essa su base di sesso, orientamento sessuale, razza, colore, religione o altro.

      Rispondi
  2. Hiram Abif Autore articolo

    commento senza rispondere direttamente a nessuno. dico la mia.

    per me un conto e’ esprimere opinioni, un conto e’ insultare. tutti abbiamo diritto a criticare cio’ che non condividiamo. ora, pero’, vediamo cosa e’ criticabile e cosa no. per me e’ criticabile un’altra opinione, una posizione politica. non una scelta personale che e’ fatta nel rispetto degli altri.

    cosa fa un omosessuale? vive la sua personalissima scelta affettiva e sessuale senza per questo ledere la liberta degli altri. questa scelta, in quanto personale e non classificabile nel campo delle opinioni e’, a sua volta, non criticabile. per definizione.

    io posso criticare una posizione politica, una visione sociale, un dogma religioso, una scelta tattica di un allenatore di calcio… non una scelta personalissima come quella di essere omosessuali e di vivere quella scelta.

    a questo punto tutti sarebbero autorizzati a criticare tutti. essere omosessuali non e’ una scelta politica criticabile, e’ una delle possibili condizioni esistenziali dell’essere umano e, in quanto tale, non criticabile tantomeno censurabile.

    spero di aver spiegato il mio punto di vista

    Rispondi
    1. federicoB

      L’essere omosessuali non è una scelta 😉
      Però hai centrato un punto, chi sostiene posizioni che tendono ad imporre leggi che limitano la libertà personale automaticamente esce dal patto democratico e andrebbe, se non censurato, almeno sanzionato…

      Rispondi
  3. FSMosconiFSMosconi

    In verità fintanto che il male era male ed il bene era dichiarato tale in galera ci sono sempre andati gli omosessuali.

    ma Foxy lo sa che gli omosessuali sono sempre finiti in galera in quanto tali enon perché, come vorrebbe far intendere, commettono più reati deli etero?…

    Quando anche in Italia sarà proibito dissentire contro gli omosessualisti significherà che la distinzione morale tra bene e male sarà scomparsa

    Bene cosa e male cosa? Lo so che è fumoso e non chiaro di proposito, ma questo modo di parlare è proprio infantile. In secondo luogo: mi pare che PontifeSS non si limiti a solo a dissentire…

    e noi cristiani dovremo ritornare nelle catacombe perché ci sarà negato il nostro sacrosanto diritto di protestare contro il vizio e la malattia degli invertiti perché tali sono stati bollati dalla Bibbia e da 2000 anni di teologia morale.

    Evviva il vittimismo! Non ha veri e propri argomenti, inoltre basa le sue affermazioni solo sul “peché nella Bibbia c’è scritto…”. Non parliamo poi di teologia morale che al massimo condanna moralmente i gay e non gli da dei malati. Non più almeno.

    Rispondi
  4. diegopig

    Rispondo anche io a più di uno su un dettaglio secondo me importante:

    Certo, non è reato. E proprio per questo mi fa ancora più ribrezzo e rabbia il loro modo di agire.
    ….
    non lo farà mai in modo esplicito, aspetterà che l’idea si inculchi nella società…
    ….
    non sono assolutamente d’ accordo. Non esiste reaziome senza una causa. E si resta responsabili di aver instillato odio.

    … io supporto con anima e corpo che la loro istigazione all odio sia considerata e trattata come tale…..

    Tutti questi commenti suggeriscono di considerare come “reato” l’espressione di opinioni che potrebbero più o meno potenzialmente provocare danni alla società.

    Ora, benchè si possa tranquillamente fare una cosa del genere, io non posso che indicarvi i pericoli di quest’idea, e cioè che probabilmente saremo noi (atei, pontifessi, omosessuali) ad essere quelli che verranno zittiti e accusati/processati/condannati per questo reato.

    Secondo voi quanto ci vuole a convincere “la ggente” che il semplice proporre l’idea che l’omosessualità sia normale sia pericolosa per la società?
    Già ora lo fanno (e il fatto che molte delle leggi che, negli US, permettevano il matrimonio e l’adozione sessuale siano state abrogate da referendum popolari la dice lunga).

    Quanto ci vorrò, secondo voi, a convincere “la ggente” che l’ateismo è pericoloso per la società?
    Il caso degli ateobus suggerisce che la risposta sia “ben poco”.

    Perciò non posso che consigliare un pò di autocritica e suggerirvi di chiedervi se davvero pensate sia una buona idea ciò che proponete solo perchè ora le vostre/nostre opinioni sono mainstream.

    Rispondi
    1. federicoB

      “Tutti questi commenti suggeriscono di considerare come “reato” l’espressione di opinioni che potrebbero più o meno potenzialmente provocare danni alla società.”
      No, il motivo è leggermente diverso, non si tratta di censurare opinioni che creano danno alla società (anche perchè ognuno ha un’idea diversa su che cosa possa creare danno), ma, come ho scritto sopra, di censurare o sanzionare opinioni che mirano a privare un gruppo di individui delle loro libertà individuali

      Rispondi
    2. francesco t

      convincere la gente che si cerca di “imporre l omsoessualità” è già di per s è una bubbola, una frottola, una stupidaggine, una cavolata che mira solo , nuovamente, a istigare all odio e alla discriminazione verso gli omosessuali.

      l omosessualità è un orientamento sessuale, e gli omosessuali sono uguali agli eterosessuali. così è e punto.
      non confondere l estremismo americano con quello occidentale. in america la troppa libertà di pensiero lascia la libertà alla westboro baptist church di presenziare a funerali di persone gay(siano essi bambini o meno) e denigrarli con cartelli con su scritto “tuo figlio brucia all inferno” “dio odia i gay”, e via dicendo. non è ovviamente i lcaso dell europa.

      non mi sposto di una virgola dalla mia opinione, semplicemente perchè io non impongo l omosessualità, io non impongo odio e discriminazione nei confronti degli etero, dei credenti, non impongo l ateismo, non impogno nulla a parte il rispetto. invece queste persone impongono , o cercano di imporre un clima di discriminazione e odio nei confronti di persone solo perchè atei,gay,ebrei,musulmani, ecc.

      che l omosessualità sia un orientamento sessuale, che sia naturale, e che vada rispettata come l eterosessualità, non è un “imposizione”. è la scienza , che è la medicina, è la psicologia, è l ordine mondiale della sanità che l ha scoperto e infine approvato.
      considerarla un imposizione, sarebbe come considerare un imposizione il fatto che il raffreddore sia un virus, e gridare allo scandalo perchè “ci vogliono imporre il raffreddore come malattia patologica” .

      non mi pare peraltro che l esser di colore al momento non sia una condizione difesa dalla legge che prevede le punizioni per il razzismo. dovremmo considerare quindi libere opinioni anche chi afferma che “sei un nero sporco schiavo che deve lavorare nei campi”? direi di no. eppure, dal punto dei vista dei gay si continua a dire “eh no, hanno la libertà di dire la loro, hanno la libertà di offendere, di alimentare odio ecc”. però se io dico negro a una persona di colore, sono sanzionato. se dico “in nome di Dio questi froci devono bruciare all inferno perchè contronatura ,pervertiti e simili ai pedofili” , invece no, la religione e la libera opinione me lo permette. si nota l incoerenza della cosa?

      Rispondi
  5. S_Raffaele

    la tua analisi è interessante e pertinente, e la considerazione nasce dall’uso di alcuni concetti radicati nella ggente come intoccabili (ho visto terrore negli occhi di mia madre quando le ho parlato di sbattezzo eppure le ho spiegato tutto per bene) tuttavia se la storia insegna è a non tralasciare nulla, poichè è accaduto e può accadere di nuovo.

    Rispondi
  6. paolo

    Ciao a tutti. Solo due parole sull’ultimo emerito pontifesso.
    Si tratta di Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Gerardo Pierro, ex arcivescovo di Salerno.
    Non è emerito (cioè in pensione) per limiti di età, ma perchè “è stato dimissionato” il 10 giugno 2010.
    E perché è stato dimissionato?
    Perchè è stato rinviato a giudizio per: truffa aggravata, tentata truffa, falso, abuso d’ufficio e abuso edilizio.
    Ovviamente, un uomo con tutte le carte in regola per ergersi a giudice della morale altrui….
    Se vogliamo parlare di cose più leggere, per capire meglio il personaggio, possiamo raccontare del fatto che si è fatto costruire una statua nel seminario arcivescovile di Salerno (farsi da solo un monumento mentre si è ancora in vita, che cativo gusto!).
    Saluti

    Rispondi
    1. AlbertoBAlbertoB

      Ohibò , ma bisogna essere garantisti… garantisti con il clero che corrompe , che truffa , che spaccia cocaina , che fa sesso con i minorenni , che stupra bambini. Gli esponenti del clero che si macchiano di questi reati vanno compresi e aiutati , per quelli sospettati o rinviati a giudizio bisogna aspettare i tre gradi della giustizia civile e il parere della giustizia ecclesiastica.
      Mentre un omosessuale è colpevole a priori , una bestia immonda. Un ateo è colpevole a priori , un pericolo per i fedeli e per la società. Un islamico è colpevole a priori , un terrorista pronto a farsi saltare in aria e portare seco nell’aldilà dozzine e dozzine di poveri cristiani.
      C’è un motivo per cui io sono fermamente anticlericale : la disonestà intellettuale di questi attivisti. Attivisti che , come sempre , altro non fanno che vomitare le loro sentenze rinchiusi nelle loro casette con il culo in poltrona.

      Rispondi

Rispondi