Salviano e De Mattei

Non per fare la “professorina”, ma per comprendere appieno la posizione di De Mattei sulla fine dell’Impero Romano è bene fare il punto sull’autore cristiano che usa come unica e vera fonte: Salviano.

Salviano (V secolo d.C.) è un autore cristiano che vive nell’Impero d’Occidente (ormai diviso da quello d’Oriente ad opera dei figli dell’imperatore Teodosio, Arcadio e Onorio). Nel 406 questa parte dell’impero era stata devastata (relativamente) dall’invasione di Vandali, Alani e Svevi che, nell’inverno di quell’anno, avevano varcato il Reno e avevano vagato nell’Europa del Nord fino a stabilirsi chi in Spagna e chi nell’Africa del Nord, con capitale Cartagine. Nel 410 i Visigoti di Alarico saccheggiavano Roma stessa, priva di difese dopo che il cattolicissimo Onorio aveva ucciso il proprio capitano dell’esercito, Stilicone, perchè barbaro. I Visigoti si piazzarono, infine, ad Aquileia.

L’Impero era “cristiano” dal 312, quando Costantino, dopo aver vinto in battaglia contro il legittimo imperatore, aveva attribuito la vittoria alla benevolenza del dio cristiano: nel 313 l’Editto di Milano aveva approvato la libertà di culto in tutto l’Impero, inaugurando una politica di umiliazione e discriminazione contro i pagani (che erano la maggior parte della popolazione, per inciso).

Veniamo a Salviano: autore del De gubernatione dei (440 d.C.), vive la quotidianità con un atteggiamento di moralistico disfattismo; deve affrontare lo scontento dei fedeli nel Cristo che si ritrovano “puniti” dalle continue invasioni, benchè adepti della “religione giusta”. Salviano afferma che Dio non può commettere errori: i boni, quindi, i giusti non sono più i romani (dimenticandosi che i romani coincidono con i cristiani), ma sono i barbari; questi sono depositari di ogni virtù e di grande pudicizia, mentre i romani sono ormai viziosi (non so, francamente, a quale tipo di vizi si riferisse). L’unica soluzione è il ripiegamento in una dimensione ascetica, un auto-esilio dal mondo mondano che non merita alcun aiuto dai bravi fedeli.

Dove sta la cazzata di De Mattei, quindi?

Sta nel fatto che la posizione di Salviano faceva già ridere i suoi contemporanei: era un estremista e un fondamentalista che non rispecchiava le posizioni ufficiali della Chiesa dell’epoca, guidata da uomini ben più intelligenti e degni di nota.

Gerolamo (Santo, Padre e Dottore della Chiesa), dopo il 410 d.C. constatava che l’Impero Romano, nel suo commento alla II epistula ai Tessalonicesi, era l’unico impedimento, posto da Cristo, all’avvento dell’Anticristo e della fine del mondo.

Prudenzio, negli stessi anni, esaltava la provvidenzialità dell’Impero Romano che, grazie alla Costituzione Antonina (editto che nel 212 aveva concesso la cittadinanza romana ad ogni abitante dell’Impero) aveva ottenuto l’aeternitas (l’immortalità): un editto simile, siglato da un imperatore pagano, era la dimostrazione che Dio amava a tal punto l’Impero da usare per i suoi sommi fini anche uomini imperfetti nella fede; l’Impero era quindi guidato dalla Provvidenza, e aveva in se stesso la capacità di superare ogni difficoltà.

Paolo Orosio (apologeta e discepolo di Agostino), dimostra nel 418 nelle sue Storie contro i pagani che l’Impero Romano è il migliore mai esistito e che lui stesso è testimone, attendibile e veritiero, della miracolosa felicitas temporum voluta dalla Provvidenza stessa; la fine del mondo, prosegue, non è per niente prossima. I barbari, poi, sono mandati dal demonio a disturbare la perfetta felicità romana, ma, come dimostra la storia, una volta “romanizzatisi” diventano anche “evangelizzabili” e, quindi, buoni: il diritto romano è il fondamentale presupposto alla conversione delle genti al cristianesimo.

Abbiamo poi un “emerito sconosciuto”: Agostino (filosofo, vescovo e teologo; padre, dottore e santo). Nel suo De civitate Dei, scritto dopo il sacco di Roma del 410, dimostra che l’Impero è voluto dalla Provvidenza, tanto che Roma non si è MAI macchiata di guerre ingiuste, ma ha condotto solo bella iusta, per difendere i propri alleati o se stessa. L’Impero è la ricompensa voluta da Dio per questo popolo eletto, che sa affrontare con serenità e fiducia ogni pena loro inviata. Fondamentale per il cristiano è, quindi, la compartecipazione alla vita dell’Impero e alla politica stessa: la posizione di auto-esiliato di Salviano disgusta profondamente Agostino (le sue idee), perchè il vero fedele deve impegnarsi nel mondo e guidarlo sotto l’illuminata sapienza che deriva dalla vera fede.

Lo stesso Papa di quegli anni, Leone I, è fortemente avverso ai barbari: la Chiesa, ammette, non coincide con l’Impero, ma lo trascende e l’ingloba completamente nel più vasto progetto provvidenziale che ha visto Roma accogliere la Sede Apostolica più alta (il papato).

De Mattei, nel suo sproloquio a Radio Maria, dimentica, innanzitutto, che l’Impero Romano, alla sua fine, era Cristiano da 150 anni e Cattolico da una cinquantina: ammettere che ci fossero così tanti gay da causarne la fine, significa riconoscere che il loro numero era aumentato esponenzialmente proprio con la conversione della popolazione romana alla religione cristiana, visto che fino al II secolo d.C. (quando tutti erano pagani) Roma se la cavava alla grande (e, secondo la logica di De Mattei, non aveva o quasi omosessuali).

De Mattei, inoltre, addita Cartagine come covo romano per eccellenza di “invertiti” e “gay”: i barbari sarebbero, quindi, giunti a conquistare tutto l’Impero d’Occidente (di cui Cartagine faceva parte), per purificarlo da questi “malati”. Peccato che, come visto, Cartagine dal 435 era la capitale dei barbari Vandali (quelli arrivati dal Reno con Svevi e Alani), mentre l’Impero muore, si fa per dire, nel 476… come potesse essere la città africana capitale del vizio romano, dato che romana non lo era da un bel po’, lo sa solo quell’ignorante del vice-presidente del CNR italiano.

Le dichiarazioni di De Mattei le trovate qui: http://www.repubblica.it/cronaca/2011/04/06/news/de_mattei_impero_romano_omosessuali-14561724/index.html?ref=search

17 pensieri su “Salviano e De Mattei

          1. paopao

            innanzitutto, che l’Impero Romano, alla sua fine, era Cristiano da 150 anni e Cattolico da una cinquantina: ammettere che ci fossero così tanti gay da causarne la fine, significa riconoscere che il loro numero era aumentato esponenzialmente proprio con la conversione della popolazione romana alla religione cristiana, visto che fino al II secolo d.C. (quando tutti erano pagani) Roma se la cavava alla grande (e, secondo la logica di De Mattei, non aveva o quasi omosessuali).

            Accipicchia che randellate gli hai dato, Ale! ):D

  1. OscarWilde

    GRAZIE per questo contributo Ale!! 😀
    E’ bello vedere che in Italia c’è ancora gente che studia e che sa le cose.
    E’ bello vedere che c’è gente interessata alla storia.
    E’ bello vedere che non ci sono solo st****i in questo paese.

    Grazie di cuore.
    Grazia a gente come te, Simone, GG, pao e tutti gli altri, mi date conferma che non siamo proprio TUTTI da buttare!

    Non siete abbastanza per uccidere il mio pessimismo cosmico e giustificato, ma almeno un barlume di luce la vedo in fondo al tunnel… 😀

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    1. paopao

      occhio alle luci in fondo al tunnel, Oscar, potrebbe essere un TIR in contromano!):D

      dai..dai..cosmicamente parlando, chi é + pessimista???
      😀

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          1. OscarWilde

            E’ una domanda trabocchetto?
            Non mi metto a gareggiare con una donna. 😀
            In niente.
            Tanto perderei eheh 😛

          2. paopao

            Oscar: giusto, hai vinto!
            Tu sei il piú pessimista fra noi due…complimenti!
            No, non era una domanda trabocchetto, se lo fosse stata ti avrei avvertito …
            paura ehh?
            ):D

  2. adminadmin

    Grazie anche da parte mia, Ale!
    La storia non è mai stata la mia materia preferita. Il tuo riassunto mi è MOLTO comodo 😉

    Segnalo l’ultima novità comparsa sulle pagine Pontifesse 🙂

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    Attendiamo impazienti il testo con “the best of” 😉

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  3. FSMosconiFSMosconi

    Che batosta!!!
    EPIC FAIL per il DeMatteide… 😉 😉 😉 😀 😀 😀 😆 😆 😆

    E per i suoi sostenitori PontifeSSi, obvously… 😉

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  4. adminadmin

    Altre reazioni al “fenomeno” De Mattei …

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/07/%E2%80%9Ccartagine-la-capitale-dell%E2%80%99africa-romana/102716/
    http://www.repubblica.it/cronaca/2011/04/07/news/reazioni_de_mattei_cnr-14621774/?ref=HREC1-8

    Vecchio ma sempre interessante:
    http://www.corriere.it/esteri/11_marzo_27/eretico-cnr-castigo-divino_5e67f5e6-5841-11e0-8955-c490be50f429.shtml

    Forse è la volta buona che altri si accorgano di quest’ometto e dello scempio che deriva dall’accostamento del suo nome con quello del CNR.

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    1. Ale CrAle Cr Autore articolo

      Il fatto riporta anche la tesi secondo cui Cartagine se la giocava con Alessandria e Antiochia come patria del vizio… peccato che entrambe fossero nell’Impero d’Oriente, che ebbe una vita abbastanza lunghetta (fino al 1453 d.C.)… dov’erano finiti i pericolosi gay?!

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  5. marione

    Lasciando stare i pontifessi che mai e poi mai si sarebbero lascaiti sfuggire l’occasione di insultare un po’ i gay (oramai sono più prevedibili di un cagotto dopo un’abbuffata di fichi d’india)…..a me piacerebbe sapre qual’è la posizione ufficiale della chiesa. De Mattei ha un ruolo di grande responsabilità nel CnR. Che la cosa passi sotto silenzio mi pare un po’ una vaccata.

    Cmq complimenti ad Ale Cr per la precisione e le argomentazioni.

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    1. giuxGiux

      Marione: la posizione ufficiale della chiesa è e sarà sempre il silenzio, loro sono d’accordo con De Mattei, non lo possono dire… ma possono evitare di confutarlo..

      Anzi… più passa il tempo più mi convinco che la posizione ufficiale non detta della chiesa sia perfettamente in linea con pontifex.roma.it.
      Ovviamente non lo possono dire… ma ogni qual volta ci sarà forzatamente da prendere una decisione.. sarà in linea con pontifex… finora è stato così… facci caso!

      Ovviamente mio parere
      Giuseppe

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