Come ti sorprende un pontifesso?

Semplice. Con una padellata di nuovi articoli. Il modo migliore per passare la sera della domenica? Pontifex. Il modo migliore per prepararsi all’inizio di una nuova settimana di lavoro? Pontifex. Il modo più indicato per concludere un weekend di relax? Pontifex! Questa sera abbiamo nuove Pontifessate da parte di tutti i tre moSSchettieri del “magistero”.

Il menu della serata ci propone riflessioni su tanti temi… Medagliette angeliche (che però non portano soldi alle casse di Stanzione quindi vengono brutalmente criticate da Carletto, fedele militare di San Michele e di Stanzione), vampiri, parole Carnevalesche e pure un pensiero Bertoldo. Per non dimenticare l’opinione del vicepresidente del CNR che ovviamente ci parla del CVII.

Iniziamo dalle perle che ci offre Carletto nella sua prodezza: http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/6214-la-bufala-esoterica-della-medaglietta-con-il-nome-dellangelo-custode-il-demone-della-speculazione-si-diverte-ed-ispira-le-menti-va-smascherato

Apprendiamo dal suo articolo che -bontà sua- non bisogna “Mai, quindi, privarsi dei piaceri della vita e della tecnologia, in primis perchè tutto è dono di Dio, ed in secondo luogo per fare in modo che la corretta applicazione di ogni invenzione od innovazione, venga rispettata da un punto di vista etico.” … E sappiamo bene che lui non si è privato affatto dei piaceri della vita. Frequentando gli ambienti demoniaci delle discoteche sarà a contatto ogni giorno con i pericolosi piaceri della vita. Per non parlare poi del suo outing e delle sue rivelazioni circa le palpitazioni a cui sottopone il suo cuore la visione delle trans. Per la tecnologia poi, non possiamo pensare di insegnare nulla al Geniale. Lo lasciamo tronfio al suo autocompiacimento e passiamo all’occupazione attuale del Maldestro: lottare contro la diffusione di medagliette con inciso il nome dell’angelo protettore. Alberto si è già occupato dell’argomento, quindi non ci dilungheremo sugli aspetti scaramantici della vicenda. Ma ci piace notare un passaggio di Carletto: “Parlando, in questi giorni di Avvento con vari amici ed amiche, ho notato che il tema maggiormente discusso non è quello della preparazione al Natale, bensì quello dei regali e, sempre discorrendo con amici di fede dichiaratamente Cattolica, ho ravvisato che in molti hanno optato per l’acquisto di queste medagliette.

Ma dai, strano, non posso credere che sia vero quello che dice Carletto! Ma che strano, molte persone pensano ai regali! E come ti reagisce il Carletto a questa sconcertante constatazione? Ecco: “Inutile dire che mi sono dovuto, per obbligo Magisteriale, impegnare nel fare capire loro che quell’acquisto sarebbe sbagliatissimo e che, nonostante la pubblicità convincente, nulla ha a che vedere la medaglietta ed il nome dell’Angelo, con l’Angelologia Cattolica che, grazie a Dio, ben conosco data la mia frequentazione con Don Marcello Stanzione e la mia presenza attiva nella M.S.M.A. (Milizia di San Michele Arcangelo) che ha come prerogativa base la retta diffusione Cattolica del culto agli Angeli e la lotta all’esoterismo.

Come dice un amico: non ho parole, e certe volte è meglio non averne. Parla di “obbligo magisteriale”, si autoproclama conoscitore dell’Angelologia Cattolica (e già questo sarebbe sufficiente per parlare di scisma), tira in ballo Stanzione ed i militari di Michele… Manca solo la definizione di apologetica cioè la difesa e bla bla bla bla (che da troppo tempo non sentiamo) e poi il quadretto è completo. Senza ritegno. Ha già meritato troppe attenzioni.

Seguono tre perle di Foxy, che con un guizzo repentino prova a disorientarci e ci propone tre diverse interviste.

Prima chiama in causa il vicepresidente del CNR. Come come? Brunello intervista un vicepresidente? Si, tale Roberto de Mattei.

http://www.cnr.it/sitocnr/IlCNR/Organizzazione/Vicepresidente.html

Abbiamo già riportato in passato qualche notizia su de Mattei. Dal sito del CNR apprendiamo che questa istituzione ha “il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese.”

Ci aspettiamo dunque un dialogo che verte su temi scentifici oppure economici. Invece cosa si inventa Foxy? Beh mette a frutto il secondo lavoro di de Mattei (o forse il primo), cioè la mitica Fondazione Lepanto (spesso citata dai Pontifessi). Chi si cela dietro la fondazione Lepanto? Non è dato saperlo visto che il dominio è registrato a nome del de Mattei stesso e che l’unica persona citata nella pagina che descrive la fondazione stessa è solo il de Mattei. Ma ci aiuta il lavoro di altri.

http://www.kelebekler.com/occ/demattei.htm

Infatti l’argomento dell’intervista al de Mattei è il Concilio Vaticano II. L’intervistato prima ostenta modestia, poi spara a zero e stronca il CVII. Leggete queste frasi, tratte dalla titanica opera di Foxy.

il mio libro non ha fini o scopi teologici ed infatti non affronto queste dispute, non entro nel campo della ermeneutica della continuità o della discontinuità, non mi competeva e non era il punto nodale dello studio

Dunque non una investigazione teologica: “quella la lascio volentieri ai teologi che hanno molte più capacità di me.

Secondo lei fu opportuno indire quel concilio?  “la storia non si fa con se e ma, certamente é una domanda pertinente. A conti fatti direi di no, in quanto il Papa decise tutto da solo, il rischio che il Concilio potesse sfuggire di mano esisteva. L’errore da parte di porporati conservatori fu quello di non puntare i piedi convinti che quel concilio avrebbe assunto posizioni diverse e invece prevalse l’ala progressista come sempre allineata e ben organizzata”.

Qui l’opera nella sua interezza.

http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/varie/6213-precipitosa-storicamente-la-convocazione-del-concilio-vaticano-ii-epocalmente-il-vaticano-ii-fu-rottura-col-passato-senza-alcun-riferimento-a-problemi-dogmatici

Ricordate il buon vecchio adagio popolare che recita “ne combina una più di Bertoldo”? Ecco, il buon Brunello ha deciso di intervistare proprio Bertoldo! Si tratta ovviamente di un emerito. Che però tiene fede al detto popolare. Infatti arriva ad affermare:

Se una donna cammina in modo particolarmente sensuale o provocatorio, qualche responsabilità nell’evento la ha e voglio dire che dal punto di vista teologico anche tentare é peccato. Dunque anche una donna che camminando o vestendosi in modo procace suscita reazioni eccessive o violente, pecca in tentazione

Evidentemente Brunello non ci legge, non legge i nostri commenti, non ha minimamente idea di quanto ci siamo detti nei commenti a questa nostra pagina: http://pontilex.org/2010/12/un-link-interessante/ :D

Last but not least, ecco a voi l’ennesima estroflessione del pensiero Carnevalesco. Purtroppo la festa di Carnevale è lontana, quindi per esclusione si tratta sempre del giudice conosciuto come l’ammazza-sentenze. Viene chiesta la sua opinione sulle recenti vicende politiche che vedono da un lato il presidente del Consiglio che critica Fini perchè non tiene fede al voto degli elettori ed allo stesso tempo mercanteggia con parlamentari di altri schieramenti per rafforzare i suoi sostenitori in vista del voto di fiducia. Noi non prendiamo posizione. Ci limitiamo ad osservare che è vero quanto dice Carnevale quando afferma che il parlamentare è libero da ogni vincolo di mandato, ma al contempo sottolineiamo un passaggio che troviamo fondamentale delle parole di Carnevale:

Potrebbe essere che qualcuno cambi idea sotto la spintarella che su di lui potrebbero uscire storielle o fatti strani

Visti i precedenti (caso Boffo, ad esempio) non nutriamo dubbi che l’ipotesi di Carnevale sia tutt’altro che un semplice esercizio scolastico.

Grazie Pontifex per l’update quotidiano! :)

16 pensieri su “Come ti sorprende un pontifesso?

  1. Ale Cr

    LA soluzione agli sturpi?!
    Non è l’educazione al rispetto, ma piazzare un bel burqua su ogni donna sotto i 40 anni, più alta di 1,50 m, in peso forma e il cui volto non sia ricoperto da pronunciati baffi… in soldoni, per il “don”: le cesse non rischiano nulla, le donne vagamente piacevoli se la cercano.

    Rispondi
  2. Gianfranco Giampietro

    Scusate, ma mi scappa la battuta! Carlo Di Pietro si dichiara esperto conoscitore dell’Angeologia Cattolica.

    Bella roba, davvero una scienza difficile… non lo ha detto lui che gli unici tre angeli conosciuti sono soltanto TRE?

    Quanto dura un corso di Angeologia Cattolica? Un’ora? :D

    “Se una donna cammina in modo particolarmente sensuale o provocatorio, qualche responsabilità nell’evento la ha e voglio dire che dal punto di vista teologico anche tentare é peccato. Dunque anche una donna che camminando o vestendosi in modo procace suscita reazioni eccessive o violente, pecca in tentazione”

    Ecco, qui torniamo a quell’argomento scaturito dalla discussione sulla Lombardi.

    Un conto è dire cosa sia prudente e cosa non lo sia.

    Allo stesso modo della Lombardi che lascia oggetti in bella vista in macchina, sicuramente una bella donna vestita in un certo modo che gira di sera in una isolata e nota malfamata strada (non so, io conosco bene solo Genova… quindi io faccio l’esempio di una bella ragazza in minigonna nei vicoli di Principe di notte), rischia inutilmente molto (ma forse ci rischio pure io che sono uomo, se mi ci avventuro di notte)…

    Un conto è parlare di imprudenza. Un altro conto è colpevolizzare le vittime dicendo loro che la colpa è loro e che sono persino “peccatrici” in quanto provocano l’aggressore. Questo è ridicolo, perchè a momenti si passa quasi a dire che il “demonio” è la donna, mentre il violentatore è un povero peccatore caduto in tentazione, la vera vittima di tutto.

    Un conto è dire “dovevi essere più prudente, perchè guarda in che brutto mondo viviamo”… un altra cosa è dire “beh, te lo meriti di essere violentata”.

    Mi viene in mente il Dracula del prologo al film di Francis Ford Coppola, che trova la moglie morta e si sente pure dire dal prete che sua moglie dopo aver sofferto ed essersi tolta la vita deve pure bruciare all’inferno perchè colpevole: io come minimo a questo prete tirerei in testa l’acquasantiera del film.

    Rispondi
  3. OscarWilde

    io sto per esplodere.
    Giuro.
    Stamattina leggo le solite panzane su pontifex (mi stimolano dato che non sono ancora andato in bagno) e cosa leggo?!?!
    Un articolo su come sia colpa ANCHE delle donne se avvengono stupri!!!

    ho evidenziato e poi copiato la frase che mi interessava e vengo su pontilex per scaricare la mia atavica rabbia edl giusto senza le censure del carletto e di foxxy e cosa

    vedo? che nel primo articolo ne parlate già voi, evidenziando la STESSA IDENTICA frase che avevo selezionato io.

    Vi amo.
    Platonicamente, fisicamente, esotericamente, carnalmente, pleonasticamente, prosopopaicamente e altre figure retoriche spammate a caso.

    Grazie. Davvero.
    Quando ho letto su pontifex:
    Se una donna cammina in modo particolarmente sensuale o provocatorio, qualche responsabilità nell’evento la ha e voglio dire che dal punto di vista teologico anche

    tentare é peccato. Dunque anche una donna che camminando o vestendosi in modo procace suscita reazioni eccessive o violente, pecca in tentazione
    giuro, non credevo ai miei occhi.
    Foxxy mi stupisce sempre di più
    Proprio quando pensi di aver visto toccare il fondo, ecco che l’essere umano ti stupisce toccando ABISSI insondabili di ignoranza. Sono basito.
    E anche un pò incazzato se devo dire la verità.
    Io nutro un rispetto profondissimo per la donna. Vedere scritte e pubblicate sotto gli occhi di tutti SIFFATTE CACATE mi indigna in maniera che non credevo possibile. Mi

    offende. E non sono una donna. Quindi penso “chisssà una donna che legge”…
    Ma scherziamo? Uno così sarebbe da internare.
    Se stuprano una donna è colpa anche sua perchè si vestiva provocante!?!? o camminava sensualmente?
    Perchè l’uomo cos’è? una bestia che non può controllare i suoi istinti primordiali?
    Io, non conosco l’autocontrollo di foxxy (deve essere bassino comunque dato che basta una donna che cammina per farlo sbarellare) ma, personalmente, credo che anche vedendo

    una donna sexy mouversi sinuosamente, io possa eccitarmi (e questo non lo controllo) ma se dico a me stesso “A CUCCIA”, state sicuri che non c’è santo che tenga: rimango

    fermo al mio posto.
    Sono un maschietto, e non sono “evoluto” come una donna, ma ho ancora il pieno controllo di tutte le mie membra (anche quelle più arzille!!)

    E poi, sentire parlare di pulsioni sessuali da Foxxy, è come sentire Totti che parla della Divina Commedia…che cazzo ne sa?!?

    Rispondi
    1. Ale Cr

      “Se stuprano una donna è colpa anche sua perchè si vestiva provocante!?!? o camminava sensualmente?”

      Mi è venuta in mente una conversazione fatta con mio cugino mussulmano: progressista, poco praticante, ragionava sul perchè l’islam avesse introdotto il velo (parziale o totale) per le donne… mi disse, dopo un lungo discorso, che probabilmente Maometto sapeva che gli uomini sono tutti (potenzialmente) dei “porci” e che, se tentati, spesso non si controllano. Il Profeta allora decise di proteggere le donne dalle attenzioni indesiderate nascondendo la loro bellezza sotto veli, in modo da non rischiare.
      La sera, ricevetti una chiamata, sempre da mio cugino: ci aveva pensato ancora su e mi disse: “Comunque, avevi ragione: Maometto doveva suggerire il paraocchi per gli uomini, non coprire le donne…”

      Il ragionamento dei pontifessiani riflette, cmq, proprio la concezione islamica e maomettiana: se la donna non vuole “rischiare”, è meglio che se ne vada in giro coperta da tovaglie e con sguardo basso. Mi chiedo, quindi, come nessuno non si è mai accordo che entrambe queste religioni, in fondo in fondo, disprezzano profondamente l’uomo-maschio, descrivendolo come un’animale incontrollato e incontrollabile.

      Rispondi
  4. Ale Cr

    Mi ricordo la prima volta che ho subito le attenzioni indesiderate di un uomo: in metropolitana, secondo giorno di scuola, prima anno delle superiori (quindi, avevo 13 anni): classico pervertito che “struscia” il suo “pacco” sulle ragazzine. Ero ferma, vestita in tuta… cosa l’avesse convinto che io fossi “sensuale” lo sa solo la sua mente malata. Appena mi sono resa conto di cos’era successo (sul momento, ero solo spiazzata) mi sono sentita talmente “invasa” che ho rasato i capelli quasi a zero (li avevo lunghi fino a metà schiena, biondi) e ho iniziato a vestirmi con gli abiti di mio fratello: grosse magliette e pantaloni larghissimi. Nemmeno questo è bastato: due anni dopo, a 15 anni, mi hanno aggredita in strada mentre tornavo da scuola: nemmeno le magliette taglia XL del fratellone potevano nascondere le forme femminili e ho subito palpeggiamenti e frasi volgari fino all’arrivo di un mio vicino di casa che mi ha “salvata”. Fortunatamente, essendo un po’ più “sgamata” invece di autopunirmi ho preso in mano la sistuazione: mi sono iscritta a un corso di kick boxing, ho iniziato a comattere, a fare anche competizioni locali, e tre anni dopo, a Malta, ho steso l’ennesimo schifoso che, in discoteca, aveva cercato di mettermi le mani addosso.

    Come tutte le donne ho dovuto imparare che non siamo libere, ma che, anche oggi, nel 2010, abbiamo bisogno di “protezione”: non si esce MAI di casa da sole la sera, gli amici non solo ti devono riaccompagnare all’auto, ma devono attendere che tu sia entrata e abbia avviato l’auto prima di andarsene, le amiche che ti riaccompagnano a casa devono attendere che il cancello o il portone si chiuda prima di andarsene, la metropolitana dopo certi orari è off-limits, entrare in un bar da sola significa che al 80% qualcuno di infastidirà, passare in certe vie anche di pomeriggio truccate e magari con i capelli sciolti significa che arriveranno sicuramente alcune battute volgari (quando non pornografiche) ecc…
    E che ci piaccia o meno, ci sentiamo non solo vittime, ma colpevolizzate: guarda come sei vestita! Minchia che tette che hai! … l’accento è sempre posto su qualcosa che TU hai, che TU sei e non si può fare a meno di chiedersi se allora forse un po’ è colpa tua, se forse avresti potuto uscire con i capelli spettinati e con un maglione, se forse non hai tenuto lo sguardo un po’ troppo alto invece di strisciarlo sul marciapiede… La penserebbero così tutte, lo pensavo anche io, ma poi…. poi sono stata libera da tutto questo per 22 giorni e ho capito come stanno le cose.

    Ho sperimentato solo una volta la vera libertà: libertà di vestirmi come volevo, di bere un drink in un bar la sera senza un accompagnatore, di camminare alle 2 di notte da sola per una periferia senza rischiare nulla. L’ho sperimentata in Giappone, per 22 giorni magnifici: da sola, zaino in spalla per girare l’isola dall’estremo nord al sud, non sono MAI MAI MAI stata importunata, anche se gli hotel erano in “quartieri malfamati” (secondo i giapponesi: per noi, erano quartieri puliti con tante casette tradizionali) e le strade erano piene di ubriachi. E’ stato incredibile… e non perchè abbia girato con un sacco di iuta addosso, anzi, avevo portato tacchi e gonne, ma ero libera perchè è stato insegnato a questo popolo il rispetto SACRO per lo spazio altrui. Nessuno si sarebbe mai sognato di palpare, di infastidire una donna… e non sono cattolici, non sono devoti, ma sono uomini, maschi, con gli stessi identici impulsi di ogni maschio sulla faccia della terra.
    Ma lì è stato insegnato il rispetto, la sacralità del corpo femminile, l’inviolabilità dell’essere umano, e io giravo di notte senza terrore, senza paura. Niente cartelloni con donne tettone semi-nude, niente programmi volgari in tv a reti unificate… lì si rimorchia se si è “kawaii”, carine, tenere, se ci si spaccia per ingenuotte e non per mignotte; i ragazzi rimorchiano se sono i primi della classe, sportivi e intelligente, con prospettive future concrete, non se sono lampadati cazzoni che però frequentano i privè delle discotece ogni week end.

    Poi, sono rientrata in Italia e mi sono dovuta “rinchiudere” ancora una volta.
    Ho acceso la Tv e ho visto le “veline-letterine”: ragazzine mezze nude con push up che si scuotono per indurre i maschi a fissarle e a non cambiare canale; vado al cinema e ci sono i cinepanettoni, dove le donno sono tutte tettone, svestite, cornute se brutte o vecchie e osannate e sbavate da tutti se giovani e procaci. Guardo i programmi in televisione e vedo cose come il Grande Fratello, dove non esiste uno spazio privato, inviolabile, ma sentimenti, sesso e vita sono invase da milioni di occhi famelici, che spiano, guardano e votano se lo spettacolo sia piaciuto o meno (e perchè non riproporre questi comportamenti anche nella vita reale?!); ci sono programmi come la Pupa e il secchione, dove la donna per fare successo dev’essere volgarmente bella ma stupida come un’oca, perchè se fosse intelligente non sarebbe “gnocca” e nessuno la vorrebbe; l’uomo è uno sfigato ma intelligente, e dimostra che uno così non potrà mai avere donne così “belle”.
    Poi esco di casa, vado a tenere lezioni e ripetizioni, frequento le università e vedo ragazzine e donne che si fanno passare per idiote ma che vengono a scuola con tacchi 12 e sculettano dietro ai ragazzi; e questi, non studiano: non sia mai che diventino cessi come quelli della Pupa e il secchione; no, loro vanno in palestra, loro si fanno i capelli e le lampade e sognano di diventare come Corona, che trombava una modella.
    I genitori se ne sbattono, la scuola se ne sbatte, la mignottocrazia è entrata anche in politica, tempio ciceroniano evolutosi in bordello argentino.
    E non mi si venga a dire che non è colpa della Tv, che non è colpa della società: se la pubblicità non entrasse nel cliente, nessun’industria spenderebbe migliaia di euro per gli spot televisivi; se la società non influenzasse, non ci sarebbero i fenomeni delle mode di massa che dilagano in pochi mesi da un continente all’altro.

    Le donne se la sono cercata solo perchè quando è iniziata la saga della mercificazione del loro corpo, del rispetto, dei sentimenti ecc… non sono scese in piazza a denunciare la cosa: a molte di loro la situazione piace, fa comodo, fa “facile” molte cose che sarebbero state altrimenti difficili.

    Ma nemmeno la più stupida oca di questo mondo, camminando sensualmente per strada, vuole lo stupro, cerca lo stupro… e chi lo afferma (Pontifessi in primis) è il primo che si sentirebbe in diritto di violentarla, perchè, del resto, “se l’è cercata lei: io che colpa ne ho se mi ha tentato?!”. Il dito è sempre contro la vittima, perchè, per questi signori, la vittima non è lei, ma il povero maschio (padre di famiglia, cattolico, sposato in chiesa) che è stato tentato dalla schifosa peccatrice satanica… e del resto, non si dice forse che “peccare è umano”?! E allora, comprendiamo questi poveri maschietti, scusiamoli e mettiamo alla gogna la donna, vessatrice del demonio.
    E francamente, vaffanculo.

    Rispondi
  5. OscarWilde

    a prescindere dal fatto che concordo con lo sfogo di AleCr (e che, mi dispiace, credo di aver scatenato), direi che l’unica colpa che possono aver avuto le donne in questa faccenda è quella di non aver reagito, di non aver protestato ma anzi, come dice ale, aver approfittato della situazione per sfruttarla. Perchè ad alcune sembra piacere questa realtà. “Fa facile” esattamente.

    Comunque, al di là di tutto questo… se posso permettermi, esistono anche maschi “buoni”. :)
    Non siamo tutti cattivi.
    E nonostante la società e la religione abbiano sempre cercato di condannarvi e usarvi(per vigliaccheria, per egoismo, per paura), confido che quelli che vi portano rispetto invece, un giorno forse riusciranno a fare la differenza, magari sensibilizzando i propri figli (l’educazione è importantissima, fin da piccoli bisogna prenderli quei piccoli bastardi :D)

    Quindi, cosa che dico sempre quando mi rivolgo ad una donna e faccio un discorso di questo tipo: “non odiateci, al meno, non tutti” :-)

    Rispondi
    1. adminadmin Autore articolo

      Non credo tu abbia “scatenato” nulla. Ale ci ha raccontato parte della sua vita. Avevamo già intuito (ed ironizzato cercando di sdrammatizzare) in passato di queste poco edificanti esperienze che hanno contribuito a farla crescere ed essere quello che è ora. Possiamo solo ascoltare le sue parole e sperare che i maschietti (beh almeno quelli “troppo” etero) riflettano sul punto di vista delle “peccatrici”.

      Rispondi
    2. Ale Cr

      In realtà lo sfogo non è stato “colpa tua” ma ci ho rimuginato su tutta la notte dopo aver letto l’articolo pontifesso…
      Ed è anche palese che gli schifosi siano una percentuale minima dei maschi esistenti sul pianeta.

      Il concetto che mi ha scatenato lo sfogo è stato proprio il ritorno alla concezione per cui se una donna è stata violentata è colpa sua:
      1) era provocante
      2) non ha gridato a sufficienza
      3) non ha ferito l’aggressore
      4) in fondo in fondo l’è pure piaciuto.
      Mi ha ricordato drammaticamente i tempi del Processo per stupro del 1979, dove la ragazza, 18 anni, fu stuprata da quattro uomini:
      [discorso del difensore degli stupratori]”(…) Signori miei, una violenza carnale con fellatio può essere interrotta con un morsetto. L’atto è incompatibile con l’ipotesi di una violenza. (…) Lì il possesso è stato esercitato dalla ragazza sui maschi, dalla femmina sui maschi. È lei che prende, è lei che è parte attiva, sono loro passivi, inermi, abbandonati, nelle fauci avide di costei! (…)”

      Rispondi
      1. OscarWilde

        Signori miei, una violenza carnale con fellatio può essere interrotta con un morsetto. L’atto è incompatibile con l’ipotesi di una violenza. (…) Lì il possesso è stato esercitato dalla ragazza sui maschi, dalla femmina sui maschi. È lei che prende, è lei che è parte attiva, sono loro passivi, inermi, abbandonati, nelle fauci avide di costei!

        …..azzo…quando si dice “avere la faccia come il culo”.
        Mi chiedo come faccia a dormire certa gente la notte.
        Mi viene in mente l’avvocato del diavolo, quando Keanu difende il professore per aver palpeggiato l’alunna e RIESCE a farlo scagionare incolpando lei.
        Stesssa cosa. Forse ha visto lo stesso film il “principe del foro” difensore dei 4 aguzzini.
        mi chiedo se ha visto il finale poi.

        Vado Offtopic un secondo: ho letto l’articolo pontifesso sui vampiri… un pò di rabbia mi è sbollita, io e miei amici in skype ci stiamo pisciando sotto dal ridere.

        Rispondi
        1. Ale Cr

          “Mi chiedo come faccia a dormire certa gente la notte.”
          Probabilmente perchè è dotata di pene e non ha mai provato sulla propria pelle un bel niente.

          Cmq, anche il mio “animo” si è risollevato un po’: tra vampiri e rituali magici per esorcizzare medagliette demoniache mi sono fatta qualche risata!

          Rispondi
  6. FSMosconiFSMosconi

    Culto degli angeli? Ma non è pseudo-politeismo?! :shock:
    E’ per questo stesso motivo che gli arabi musulmani arrivati in Persia definirono gli zoroastriani “politeisti” (evidentemente dare nome alle emanazioni di Ormazd “Yazata”, cioè degni di lode, non è stata una buon idea). Figurati gli altri… ;)

    Rispondi

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