Previte suggerisce.

Attraverso una mail (anzi, tre per la precisione) Previte ci invita a condividere le sue riflessioni. Lo facciamo -come sempre- con piacere perchè apprezziamo le idee, anche quelle diverse dalle nostre. Di seguito, come sempre, il testo della mail ed il contenuto del documento allegato. [your beloved and benevolent Admin]

Gentile Signor Direttore,
la n/s Associazione è un nucleo di persone volontarie che continuano la lotta a favore di provvedimenti legislativi per gli handicappati psichici ( vedere quanto è successo al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Santo Padre Benedetto XVI°).
La legge 180/1978 ha lasciato insoluti tanti problemi di questo delicato settore della società e della sanità.
Le cronache non cessano di riportare difficoltà d’ogni genere che continuano ad interessare individui, famiglie ed anche i cittadini, fino a sfociare in autentiche tragedie della disperazione, per carenze di strutture e di provvedimenti economico-legislativi.
E’ opportuna una, se crede, divulgazione di solidarietà per il bene comune e per quello dell’Italia.
Con viva cordialità un sincero augurio di un buon Natale e felice Anno Nuovo.

Prevenzione, disability, handicap, riabilitazione, dopodinoi, sono tematiche che riguardano i soggetti deboli e svantaggiati.
Come sono considerati dall’Ente Pubblico ?
I termini :

  • “ prevenzione” , significa azione atta a prevenire il manifestarsi di danni fisici o psichici ;
  • “disability” , in generale significa condizione di persona che presenta menomazioni e gravità nella sfera motoria od anche parziale forza fisica funzionale od infermità, dove in quel corpo sofferente è possibile riconoscere un segno che incarna il dolore, evoca fragilità che denuncia il limite di condizione umana ;
  • “handicap”, si riferisce a persona che ha ricevuto uno svantaggio iniziale, una manifesta inferiorità, un ostacolo interno od esterno che impedisce di manifestare il massimo della potenzialità;“riabilitazione”, è una successione di procedimenti, fatti od operazioni di reintegrazione in un diritto od in una funzione;
  • “dopodinoi”, l’incertezza del dopo la morte di colui/ei che sostiene il peso dell’assistenza ;

sono quanto modestamente ed in breve ho cercato di esporre nell’ interpretare queste tematiche, che riguardano soggetti ritenuti deboli e svantaggiati, fra cui “spicca” il malato psichico, spesso all’ordine del giorno della cronaca dei mass media.

Le molte promesse alla solidarietà sociale, in special modo psichica, da parte delle Istituzioni non hanno data una opportuna risposta alle necessità prioritarie degli stessi e delle loro famiglie. Solo parole, parole, parole!

La politica, campione assoluto dell’ipocrisia, che al mattino “dice” ed alla sera “disdice”, deve in concreto  tramutare con i fatti quella pseudo solidarietà, di cui sopra, che spesso “conclama”, mentre le Istituzioni devono uscire “fuori dall’ombra”!

La “vicinanza” alla disabilità, quale termine solidaristico di tutti i Governi, non deve essere, ripeto, di sole “parole” che riguardano l’aspetto dei problemi di vita sociale delle persone, ma anche quella della difesa della dignità umana, dell’uomo sofferente, dell’individuo in difficoltà, del più debole, del più bisognoso e dei più svantaggiati come vengono descritti nel Preambolo della Costituzione Europea e non considerare sempre queste persone “morti sociali od inutili pesi “.

Non basta più de-istituzionalizzare ad esempio il mondo della sofferenza psichica, patologia largamente diffusa fra i giovani e gli adolescenti per una pseudo integrazione nella società civile, ma necessita restituire il rispetto del diritto non come “malato”, ma come “persona” da beneficiare di quelle norme, anche giuridiche, che da tempo aspettano invano.

Ricordo che un Governo passato,”incapace”di prendere provvedimenti per queste “persone”, ha inserito tra i farmaci gratuiti gli antidepressivi. Un po’ poco per i sofferenti e soprattutto per le famiglie di questi diversamente abili!

Al di là delle barriere architettoniche, ben più dure a cadere, sono le barriere intellettive che offendono tutti, abili e disabili, ritorcendosi contro chi le continua a porre in atto, mentre la comunità civile e le Istituzioni possono trovare su questo terreno argomenti di interesse comune, specie laddove le famiglie provate dalla disabilità in qualche suo componente, fatica a stare al passo con un mondo che sembra sfuggire.

E’ fuori da ogni ragionevole dubbio che la fondamentale istituzione assistenziale è la famiglia, fulcro indispensabile e centrale della vita della società.

Ma uno dei problemi più scottanti, più difficili e di maggior rilievo di questi n/s ultimi tempi che affliggono le famiglie di tutti i diversamente abili é l’incertezza del “dopo”, cioè del dopo la morte di colui/ei che sostiene il peso dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole certezza e sicurezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare malato dovrà affrontare.

Ancora una volta desidero ricordare alle Istituzioni il “DOPODINOI”, molto importante ed atteso dalle famiglie dei diversamente abili. Si tratta di quell’eventuale costituzione di un Fondo Speciale Economico nel quale confluire quelle parti di patrimonio, risparmi o beni che in eredità andrebbero ai disabili superstiti, che un giorno resteranno soli, o provvedere con interventi economico-legislativi in favore di coloro che non possiedono niente ! E’ vero che la legislazione italiana prevede il curatore, il tutore, l’amministratore di sostegno che si assumono l’onere di amministrare i beni degli handicappati psico-fisici, ma se amministrati da un Ente Pubblico, quest’ultimo sarà sempre operante ed attivo garantendo una naturale continuità che la persona fisica non è in grado di farlo.

Gentili Signori della Politica :questa è la vera drammatica situazione, necessaria, prioritaria e non più procastinabile !

Ritornando al quotidiano, i farmaci non sono per certi versi una cura, perché a volte non intervengono nelle cause della “malattia” che non solo rimane inalterata, ma rischia di cronicizzare se non diagnosticata per tempo nelle sue forme più gravi . Ecco l’esigenza della ricerca scientifica( art.9 Costituzione Italiana) anche sulle malattie mentali, “argomento” assolutamente disatteso e fortemente ignorato dalla politica.

Non facciamo politica per nessun e con nessuno! Ma siamo per la verità e per la giustizia!

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, è’ necessaria una legge-quadro nazionale di riforma per la malattia mentale, adeguata, efficace, chiara e libera da ogni ipocrisia inerente questo grave disagio sociale, che sosteniamo con le n/s Petizioni in Parlamento.

Ancora una volta ci domandiamo e domandiamo: ma per i malati mentali dopo ben 32 anni di silenzi e disinteresse, perché nessun provvedimento legislativo è stato adottato per tutelare chi soffre di queste patologie ?

Bene ha fatto il Governo con il Piano di Stabilità 2011 di verificare certi “finanziamenti” inutili ed inefficaci, ma dovrebbe avviare provvedimenti utili a “cose” concrete, specie quelle che dovrebbero facilitare il compito sempre più impegnativo di chi assume le responsabilità e le cure in quelle famiglie dove insistono questi diversamente abili !

Ma la famiglia, che tutte le parti politiche si affannano di difendere, bene prezioso, risorsa insostituibile in un modello sociale che vogliamo vedere ancora con valori etici, è anche quella ( lo ricordo all’Onorevole Pier Ferdinando Casini) che continua a curare i membri disabili o svantaggiati, comunque quella che costituisce una barriera al dilagare di una cultura sterilmente individualistica, relativistica, silenziosa e sorda e che ci infonde in maniera eroica un grande largo immenso esempio di civiltà e di solidarietà cristiana e sociale !

Ora nel contesto della regionalizzazione, la auspicata ed invocata legge-quadro nazionale, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri è intesa in modo che le singole Regioni possano indirizzarsi in maniera omogenea all’emanazione di norme legislative a quelle modalità sancite dall’art.117 della Costituzione Italiana in materia assistenza sanitaria, tra cui la salute mentale per quelli che necessitano ed abbisognano, più di altri, di promozione della loro dignità e dei loro diritti, e con meccanismi di perequazione per migliorare la qualità dei servizi uguali in tutte le Regioni, garantendo sicurezza ai cittadini.

Non posso non ricordare le finalità pastorali ed etiche sociali che ci pervengono dai Vescovi, dalla Sede Apostolica con il Santo Padre Giovanni Paolo II° e Papa Ratzingher, con richiamo all’incremento d’intervento verso questa grave ed urgente patologia affinché “non venga meno lo spirito di solidarietà” e ”dove in molti Paesi non esiste ancora una legislazione in materia ed in altri manca una politica definita per la salute mentale”(Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI per la XIV° Giornata Mondiale del Malato).

Una parola di riconoscimento per il lavoro compiuto, và dato agli Istituti Religiosi Cattolici quali l’Opera don Orione, don Guanella, Fatebenefratelli ed altri, per la generosa ospitalità, peraltro essenziale, concessa da tempi remoti data la scarsità ricettiva pubblica.

Ed altra citazione di gratitudine và data ai NAS dei Carabinieri, che con profonda professionalità e dedizione tesa ad una maggiore garanzia umanitaria e giuridica, sorvegliano le strutture e l’andamento gestionale nei centri ove sono ospitati anziani, disabili fisici, handicappati psichici.

“Est modus in rebus” (c’è una misura nelle cose) : questo famoso detto di Orazio, insigne poeta latino, esprime l’ideale classico del giusto mezzo perché tutti, in special modo i giovani e gli adolescenti possano ottenere esempi di insegnamenti di vita dai “grandi”, dato che per il momento quella misura quel giusto equilibrio resta alquanto precario !

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : la vogliamo chiamare disabilità, handicap, riabilitazione, ma è tematica sottovalutata dal mondo politico malgrado espressioni di pseudo solidarietà sociale, che poco garantisce coloro che possono difendersi di meno o che addirittura non possono affatto difendersi.

Il mondo cattolico ( quello vero) e della sofferenza ( quello dei disabilitati) osserva con molta attenzione anche la urgentissima applicazione del DOPODINOI !

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

2 pensieri su “Previte suggerisce.

  1. Gianfranco Giampietro

    Se ho capito bene il senso dell’articolo, per una volta penso di condividere le parole di Previte. Ho dato una occhiata in rete all’iniziativa DOPODINOI, e mi sembra lodabile.

    A parte le solite allusioni al “relativismo” (il come si definiscono gli altri possibili modi di pensarla diversamente dal proprio), penso di condividere. :)

    Rispondi
    1. adminadmin

      Sappiamo -da sempre- che gli articoli di Previte sono la parte buona dei contenuti proposti da Pontifex. Ora offriamo a Previte la possibilità di proporre le sue riflessioni (discutibili e quindi discusse nel nostro spazio) senza bisogno di intermediari poco apprezzati (come gli amici Pontifessi). Come diceva Guardì ad “I fatti vostri”, lodi lodi lodi a Previte! :-)

      Rispondi

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