E’ considerata licenza d’uccidere l’eutanasia?

Tutti sappiamo che il diritto alla salute, così come sancisce l’art.32 della n/s Costituzione “nel rispetto della persona umana”, ha una sua priorità e come tale esige interventi di tutela in maniera coordinata e coerente.

Conoscendo vicende umane, queste ci inducono a pensare che da molto tempo siamo di fronte ad una superficiale cultura che sottrae alla ragione il perché si soffre e si muore, per cui pare necessario quasi impellente affrontare il ricorso alla eutanasia.

Il “caso di Eluana Englaro, in questi giorni ricordato da alcuni mass media, riportato vistosamente alla ribalta dalla Sentenza del 13 novembre 2008 della Corte d’Appello di Milano con la motivazione di concessione della morte mediante fame e sete, per l’ennesima volta è stato portato con notevole incisione alla “luce” il 15 novembre 2010 dalla trasmissione televisiva “Vieni via con me”, una vergognosa campagna pro eutanasia.

Quella Sentenza, sulla quale si dovrebbe stendere un pietoso velo, voleva “imporre” ulteriormente al popolo italiano un prevalere verso l’istituto terribile dell’eutanasia, una licenza di uccidere”, una omissione di soccorso.

Il “caso Eluana Englaro ed “altri”, interessante la medicina e la morale portato all’attenzione generale, certamente è da accogliere con umana comprensione e considerazione, mentre il diritto a far valere l’affermazione del consenso all’eutanasia è in contrasto con la volontà dell’opinione pubblica e del Parlamento fin’ora l’unico delegato a legiferare.

La vita umana è un valore che va difeso, se viene indifesa si può andare incontro a discriminazioni inique o distruttive, come nel caso in esame.

Ma tornando al caso di staccare la “spina” non condivisibile, fin’ora, da parte generale della pubblica opinione, riguarda non solo per il fatto in se stesso, ma anche perché ci porta ad una complessa ed ampia riflessione che ci vorrebbe indurre a considerare senza valore la vita umana in nome della così detta “pietà”, che potrebbe coinvolgere persone anziane, disabili non autosufficienti, malati psichici, tutti uniti in un unico abbraccio della sofferenza.

A questo proposito fin dal 30 ottobre 2009 ho giacente in Parlamento ( 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica col n.911 e 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati col n. 787) una mia Petizione in difesa della vita per la sua assoluta e suprema dignità.

Infatti pare vada affermandosi, anche nel campo della disabilità in genere, il “budget del ricoverato” che considerando superato l’intervento finanziario proposto dal Servizio Sanitario Nazionale il “paziente” in qualsiasi condizione di salute si trova verrebbe dimesso dalle corsie ospedaliere, ancor più grave se agonizzante, in fase terminale ed in età avanzata. Un vero crimine, al quale il Parlamento Italiano non mi ha ancora risposto e che ritengo una mascherata eutanasia!

Il problema morale è chiarire il concetto ed il contenuto della eutanasia, ma di fronte ad atteggiamenti di rifiuto dell’accanimento terapeutico, del dolore non necessario o testamento biologico (cioè autodeterminazione del paziente, provvedimento ancora in discussione nel Parlamento Italiano), si corre il grave rischio che dal considerare la così detta pietà per le sofferenze insopportabili si possa passare alla legalizzazione della vita senza valore , “considerazione”, ripeto, che potrebbe coinvolgere disabili psico-fisici, malati terminali, anziani non autosufficienti.

La “Raccomandazione” n.776/1976, una delle ultime “raccomandazioni” dell’Assemblea del Consiglio d’Europa afferma “ che il medico deve placare le sofferenze e che non ha diritto di accelerare il processo di morte”.

A fronte di questa ed altre posizioni internazionali, si pone :

  1. il cristiano alla luce della fede dove la dignità umana va rispettata dalla nascita al suo naturale declino,
  2. l’uomo della strada che ha voglia e volontà di vivere,
  3. la società che attende condizioni umane capaci di assicurare l’assenso ad ogni vita anche la più inutile e senza valore.

Nel rispetto dei valori etici che una quasi giornaliera diffusa psicopatia anche “reclamizzata” da fantasiose trasmissioni televisive vuole distruggere il concetto della vita svincolata da ogni rapporto umano e sociale, resta imperativo il tenere alta la coscienza della grandezza del carattere sacro e del valore della vita umana in ogni momento ed in ogni occasione, mentre il mondo civile, la ragione, la logica non chiedono di morire, ma di vivere.
http://digilander.libero.it/cristianiperservire

10 pensieri su “E’ considerata licenza d’uccidere l’eutanasia?

  1. adminadmin

    Riceviamo e pubblichiamo il recente articolo di Previte. Sin da ora Felice è autorizzato a pubblicare quando vuole i suoi contributi su Pontilex.

    Rispondi
  2. FSMosconiFSMosconi

    Forse chi ha scritto per primo ‘sta roba (non Previte, intendo… ;) ) non sa che chi vorrebbe l’eutanasia lo fa NON per IMPORRE MA per DARE LA POSSIBILITA’. Scusate ma quando ci vuole ci vuole…
    Ah, e un’altra cosa:

    “Nel rispetto dei valori etici che una quasi giornaliera diffusa psicopatia anche “reclamizzata” da fantasiose trasmissioni televisive vuole distruggere il concetto della vita svincolata da ogni rapporto umano e sociale, resta imperativo il tenere alta la coscienza della grandezza del carattere sacro e del valore della vita umana in ogni momento ed in ogni occasione, mentre il mondo civile, la ragione, la logica non chiedono di morire, ma di vivere.”

    Erro o la Costituzione sancisce che un paziente può godere delle cure finchè è sua volontà?

    Rispondi
    1. adminadmin

      Questo argomento (il fatto che si discute dell’eutanasia e dell’aborto ma si trascura il fatto che si tratta di una libertà che si vuole lasciare al singolo e non di una imposizione fatta a tutti) è forse il nodo fondamentale della vicenda. Perchè consente di portare l’attenzione su uno svincolo importantissimo. Nessuno obbliga i cristiani ad abortire ed a praticare l’eutanasia. Per favore, che non obblighino loro gli altri ad adeguarsi alle loro idee.

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      1. FSMosconiFSMosconi

        D’altronde è anche vero che è più facile evitare una cosa se quella determinata cosa manca. Forse è questa la motivazione dei no secchi da parte della Chiesa. O mi sbaglio?… :|

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  3. panguron

    Questione interessantissima questa su cui spero si apra una bella discussione su pontilex. Admin e FSmosconi portano il fatto che questa sia una liberta’. Come tutte le liberta’ pero’ anche questa va regolamentata in modo tale da non lasciare spazio ad abusi o a interpretazioni del pensiero altrui. Mi spiego, quando e in che maniera e’ possibile registrare la nostra volonta’. Quando la nostra volonta’ e’ veramente libera di prendere una decisione cosi importante riguardo alla nostra vita e alla nostra morte.
    Fin dove lo Stato attraverso la legislazione puo’ spingersi nel regolamentare questa materia e dove bisognerebbe lasciare spazio e liberta’ di valutare caso per caso le varie situazioni man mano che si presentano.
    Chi vuole iniziare?

    Interessante vedere che mentre su pontifex gli articoli interessanti latitano qui la vita continua con nuovi spunti.
    Cordialita

    Rispondi
    1. adminadmin

      Panguron il discorso delle regole può essere condivisibile. Ma la chiusura a priori della discussione fatta dalla Chiesa mi pare esattamente il contrario di queste regole che tutti, penso, riteniamo fondamentali. Si può discutere insieme delle regole. Ma non credo si possa discutere della libertà di scelta dell’individuo.

      Circa le regole: ribadisco quanto scritto tra le righe qui sopra: è centrale la volontà dell’individuo. E’ importante che l’individuo possa scegliere, informato, liberamente.

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  4. AlbertoBAlbertoB

    “Stranamente” concordo in pieno con il nostro buon amministratore.
    La mia concezione dell’umana esistenza , da laicista ed agnostico se proprio vogliamo inquadrare il tutto con delle etichette , mette l’UOMO come parte fondamentale : io non sono pro eutanasia (come non sono pro aborto) tout court , ma sono fermamente convinto che l’UOMO , in base alla propria coscienza e in base al proprio concetto di morale , possa usufruire di questi strumenti , perchè l’UOMO deve essere fondamentalmente libero.
    Questo mio pensiero porta ad altri : primo , l’eutanasia , tema molto delicato e “personale” , non va strumentalizzata , nè dalle parti a favore nè dalle parti contrarie ed usata come arma di propaganda. Quando si parla di argomenti così importanti entrano in gioco , inevitabilmente , interessi di palazzo , siano essi il “palazzo della chiesa” o il “palazzo della politica” ed ognuna delle parti in causa cerca di portare acqua al proprio mulino. Che si parli quindi di eutanasia , ma che lo si faccia correttamente , non dipigendo i favorevoli come potenziali assassini e i contrari come santi , nè , viceversa , i contrari come liberticidi ed i favorevoli come difensori della libertà. Che si faccia leva quindi sulla coscienza , sulla cultura , sui valori. Ma che si dia spazio all’uomo e all’autodeterminazione.
    Notare che quando parlo di autodeterminazione includo tutta l’umana varietà : sia il credente , che effettua le sue scelte in base ai valori cristiani che danno la vita come “proprietà” di Dio , sia il non credente con una visione diametralmente opposta.
    Libera scelta dunque che sia supportata da un’informazione intellettualmente corretta.
    Una volta messo questo paletto fondamentale si può anche discutere di una certa “tecnicità” , ovvero lo stilare tutta una serie di rigide regolamentazioni per mettere in atto l’eutanasia , perchè , sempre a mio modo di vedere , non dovrebbe essere “facile” ricorrervi. Io qui non sto parlando di “suicidio assistito” in senso stretto , ma sto parlando dell’ estrema azione atta a preservare la DIGNITA’ della persona.

    Rispondi
  5. adminadmin

    Dopo le accuse di Saviano alla Lega Maroni ha ottenuto una sovraesposizione mediatica ed ha pure preteso la “replica” durante la trasmissione.
    Dopo la presenza di Welby ed Englaro, le assocazioni che si autodefiniscono “pro-life” (anche se in realtà sono against-choice) stanno ottenendo lo stesso effetto: sovraesposizione mediatica. Proprio ora il TG2 ha parlato (in negativo) dell’eutanasia.
    Speriamo che prevalga il buonsenso e si impedisca alla Rai di violentare il programma di Fazio e Saviano costringendoli ad ospitare puntualizzazioni da tutti quelli che non sono d’accordo con quello che si dice in quel programma!

    Rispondi
  6. adminadmin

    Purtroppo la struttura del nostro sito (un blog) non aiuta la discussione su temi così interessanti. Ci sono diversi articoli che affrontano da diversi punti di vista l’argomento. Ed è giusto che tutti abbiano spazio in questa discussione. Per completezza aggiungo i link a tutti gli articoli.

    http://pontilex.org/2010/11/considerazioni-personali-su-aborto-ed-eutanasia-e-sul-culto-del-dolore-e-della-colpa/
    http://pontilex.org/2010/11/stato-italiano-e-chiesa-cattolica/
    http://pontilex.org/2010/11/e-considerata-licenza-duccidere-leutanasia/

    Tre opinioni molto diverse tra loro, tre discussioni interessanti sullo stesso argomento. Tre prospettive che possiamo condividere, discutere, criticare o solo leggere.

    Io -ovviamente- mi asterrò d’ora in poi da qualsiasi commento. La varietà delle posizioni proposte e la completezza dei ragionamenti mi sembra tale da giustificare tutta la vostra attenzione.

    Rispondi
  7. giuxGiux

    cito: ‘diritto alla salute, così come sancisce l’art.32 della n/s Costituzione “nel rispetto della persona umana” ‘.
    cito: ‘mentre il diritto a far valere l’affermazione del consenso all’eutanasia è in contrasto con la volontà dell’opinione pubblica e del Parlamento fin’ora l’unico delegato a legiferare.’

    a quanto pare della costituzione e della libertà non v’importa nulla, ne tirate fuori solo quello che vi fa comodo e quando vi fa comodo…. quello che non fa comodo è ateista, comunistoide, relativista… quindi fate il piacere di NON CITARLA PIU’, è offensivo che la citiate, verso chi è morto per poterla avere.

    viene citata la volontà dell’opinione pubblica… su che base… io allo stesso modo dico l’opinione pubblica vuole quello.
    ok il parlamento può legiferare… questo non rende automaticamente giusto e incontestabile quanto legiferato.

    Comunque qui non si tratta di diffondere cultura della negazione della vita, non si tratta di fare come facevano i nazisti che uccidevano gli handicappati etc per la purezza della razza ariana.

    Qui si tratta semplicemente di rispettare il diritto di scelta alla cura di un individuo. Se io, Giuseppe, ho un incidente, e resto prigioniero di un corpo inutile, con una mente morta, non voglio che la mia carne venga tenuta a marcire su un letto di ospedale per soddisfare i sani principi di qualcun’altro.

    Si chiede la libertà di poter scegliere di rinunciare ad un inutile accanimento terapeutico.

    In italia oggi non è possibile la scelta della cura. Io sto cercando di fare testamento biologico (e non solo), sono in contatto con un avvocato che mi sta aiutando, e la cosa non è facile.
    I medici possono ignorare la carta che faccio io, i miei parenti possono impugnarla e in più la devo fare in molteplice copia davanti a un notaia. Ma la mia volontà pare non valga nulla.
    Non fatevi ingannare da questi signori, loro vogliono imporre una dittatura in cui la libertà dell’uomo non ha alcun valore.
    E per farlo scriveranno menzogne come quelle riportate in questo articolo, come per esempio confondere volutamente l’accanimento terapeutico, la rinuncia alla cura, e il rifiuto alla somministrazione della giusta cura, che sono tutte cose molto diverse, ma confonderle fra loro a certi discorsi fa molto comodo.
    Ovviamente non avete alcuna onestà!
    Buon pomeriggio.
    Giuseppe

    Rispondi

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