Pontifex e la TV del dolore

Scrivo qualche riga in merito all’articolo “Tv e delitti, il caso Sarah” ( http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/5672-tv-e-delitti-il-caso-sarah ) e con un percorso un po’ tortuoso arrivo all’utente “tipo” di Pontifex.

Premetto che non seguendo più la televisione generalista da ormai 5 o 6 anni non ho esperienza diretta del caso in questione , ma un’idea me la sono fatta leggendo i giornali e i soliti siti d’informazione che frequento : nel caso specifico ritengo che sia stata una cosa abominevole mostrare il dolore di una madre in diretta tv , ma a quanto pare ormai la mercificazione dei sentimenti tramite etere è la prassi , non più scoop giornalistico ma vera e propria prostituzione da parte di chi la televisione la conduce e vero e proprio voyeurismo da parte di chi la televisione la guarda. 

L’autrice dell’articolo pone l’accento sulle critiche ricevute alla trasmissione che ha mandato in onda le immagini e tutto il bailamme mediatico di contorno alla vicenda di Avetrana , citando il diritto all’informazione : “L’informazione, quando veritiera e istruttiva è necessaria”. Belle parole  , ma che con l’episodio che stiamo trattando non hanno NULLA a che vedere. E se la cosa non viene rilevata , c’è un grosso problema di prospettiva da parte di chi ha scritto l’articolo.
Cosa c’è di istruttivo nel vedere una madre che apprende del ritrovamento del cadavere della figlia? Qualcuno me lo può cortesemente spiegare? E poi : dove finisce il diritto all’informazione e dove inizia il business del dolore ?

La cosa sconcertante è apprendere i numeri relativi ai dati d’ascolto , cito a memoria un articolo di Repubblica (che non ho sottomano) , se non erro si è passati dai 4 ai 10 milioni di persone incollate davanti al televisore a godersi lo spettacolo (mi riservo di correggere i numeri domani se ricordassi male). Ora , preso il dato auditel con le pinze , rimane comunque l’immagine di una società di TELEFRULLATI : quali sono i programmi televisivi che fanno i maggiori ascolti? Il calcio , il Grande Fratello , i programmi contenitore (di immondizia) della domenica , gli orrori della De Filippi. Possiamo dire che ormai i valori del popolino (-ino non in termini numerici , purtroppo) sono annichiliti e constano ormai in una summa di nullità? Forse un po’ esagero e forse sconfino nel qualunquismo , ma io ritengo che in questa affermazione ci sia del vero. La mia personalissima ed opinabilissima opinione è che la televisione sia lo specchio della società : chiaro che non possiamo essere tutti degli intellettuali e che alla “casalinga di Voghera” i dibattiti politici e gli approfondimenti storici possono anche non interessare , ma chi ha in mano e gestisce “lo strumento TV” non fa nulla per migliorare la stuazione.

Interessante a tal proposito questa intervista :

Terminata questa (delirante forse) analisi , dove e come entra in gioco l’utente tipo di Pontifex? Egli dunque fa la sua entrata trionfale nel dare credito alle opinioni dei due esimi professoroni , Bruno e Meluzzi , dichiaratamente e chiaramente appartenenti al circo Barnum mediatico , ospiti d’onore in trasmissioni che definire penose accenna solamente alla realtà dei fatti che chiunque abbia un minimo di senso critico e di rispetto per sè stesso può appurare. Anche il buon Di Pietro non si esime dal fare riferimento ad una sua “segnalazione a Quarto Grado” riguardo la fantomatica setta (argomento che si era già trattato qui su Pontilex) : è evidente dunque che il Geniale Webmaster conosce i suoi polli. Li conosce molto bene , forse troppo per essere differente.

1 pensiero su “Pontifex e la TV del dolore

  1. stefano

    Ho notato che questo articolo è perfettamente ortogonale alla posizione di Bruno Foxy che si era invece trastullato abbondantemente, criticando la mercificazione del dolore (che ormai è solo uno degli oggetti disponibili nelle trasmissioni, assimilabili a continue televendite di sentimenti). Posizione che -tra le altre cose- mi trova abbastanza concorde, se non fosse per il fatto che scrivendo un articolo su Sarah Scazzi, il nostro caro Brunello ricade nel Barnum che descrivi tu.

    Onore al merito: una testata giornalistica che raccoglie e promuove opinioni diverse è degna di plauso. Un blog come Pontifex che rovina questa apparente pluralità con una gestione veramente feroce della moderazione, mina alle fondamenta qualsiasi apprezzamento e lode da parte di altri.

    Io, nei panni di Brunello, mi incazzerei pesantemente visto che questa tizia, arrivata da non si sa dove, contraddice bellamente il pensiero del padrone di casa (non dimentichiamo che il dominio pontifex.roma.it è registrato proprio da Foxy). Ma siamo sicuri che tra Carletto e Foxy è tutto OK. Garantisce il prete di Campagna!

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