Massimo, sindaco di Padova, detto “la Bisbetica Domata”

Massimo Bitonci detto Caterina è il sindaco padovano della Lega bitonciche ha deciso di interpretare la parte della “bisbetica domata” di William Shakespeare. Vuole ricordare a tutto il mondo perché venne scelta proprio Padova per ambientare quella commedia quattrocento anni fa. Lui per esempio ha un’allergia ai matrimoni tanto comica quanto quella di Caterina Minola, la esilarante protagonista principale della Bisbetica, che litiga con tutti pur di non sposarsi. E da sei mesi sta interpretando il ruolo di un isterico obbligato a fare una cosa controvoglia, così paranoico da non accorgersi che quelle nozze riguardano le famiglie altrui, non la sua.bisbetica

Appena approvata la legge sulle unioni civili, Massimo detto Caterina era entrato in gran fregola Screen Shot 2016-08-05 at 13.38.52 (2)come la protagonista di Shakespeare, neanche fosse stato lui a doversi sposare contro la propria volontà. Aveva giurato su tutti i mass media del pianeta che non avrebbe celebrato le unioni civili dei cittadini padovani gay e lesbiche che invece avrebbe dovuto proteggere e rispettare. La promessa era falsa, ovviamente, perché il sindaco manco aveva letto la legge, che infatti non prevede l’obiezione di coscienza per i pubblici ufficiali. Insomma, ci aveva provato a fare il furbo ma senza fortuna.

Era dovuto intervenire persino il presidente del consiglio Renzi a spiegargli ciò che non capiva, ossia che la “coscienza” del sindaco nelle nozze di due persone adulte non conta assolutamente nulla perché non è Massimo detto Caterina a decidere chi possa sposarsi e chi no. Pare che Renzi gli abbia detto che stava sbagliando persino opera letteraria, Screen Shot 2016-08-05 at 13.39.43 (2)quella che stava interpretando era Don Rodrigo nei Promessi Sposi. Ha dovuto anche aggiungere che se non lo faceva il bisbetico, non sarebbe importato a nessuno perché ci sarebbe stato un altro pubblico ufficiale a caso, con una delega, e nessuno si sarebbe accorto della differenza, cioè nessuno si sarebbe ricordato del sindaco. All’inizio Massimo detto La Bisbetica s’era calmato perché non aveva capito bene che senza sparare sui gay non avrebbero parlato più di lui.

Tempo un mese, e il sindaco ha capito che il silenzio stava Screen Shot 2016-08-05 at 13.44.54 (2)calando su di lui. Senza notizie su di lui, niente voti, senza voti, doveva cercarsi un lavoro come tutti gli altri. Allora, essendo stato beccato a promettere false obezioni di coscienza a spese altrui, stavolta ha provato a fingere di comportarsi legalmente e in maniera consona al suo ruolo di sindaco di tutti i cittadini, inclusi quelli gay e lesbiche. Ha infatti disposto che gli uffici comunali padovani rispettassero una legge della Repubblica. Secondo lui c’era bisogno di una disposizione di Massimo detto Caterina, per poter rispettare la legge.

Poi però, dopo pochissimo, la sua vera natura è nuovamente tornata a galla. Rieccolo con la sua “fregola bisbetica“. Come una perfetta Bisbetica Domata, Bitonci Screen Shot 2016-08-05 at 13.46.41 (2)ha deciso di minare le nozze altrui. Ha macchinato cioè in modo che le famiglie gay e lesbiche fossero cittadini solo per 1/12esimo del tempo. Gli eterosessuali padovani hanno diritto a unirsi in Comune mattina e pomeriggio per sei giorni la settimana. Gay e lesbiche invece solo mercoledì mattina, un dodicesimo del tempo a disposizione gli altri cittadini. Manco fosse stato suo, il matrimonio da celebrare. D’altronde ci aveva già provato, in verità, con questoScreen Shot 2016-08-05 at 15.30.47 trucchetto infantile di portare via la palla se il gioco in cortile non gli piace. Sette mesi fa aveva creduto che negando lo spazio pubblico a una docente universitaria che smentiva le teorie complottiste della sua giunta, avrebbe vinto. Ha letteralmente chiuso le porte a Michela Marzano che stava venendo a Padova a parlare di famiglia. Cioè veniva a sbugiardare i deliri persecutori di sindaco e giunta al gran completo. Non gli riuscì neanche questa.

Quindi, sapendo come Massimo detto Caterina prepari in modo raffazzonato le delibere e i regolamenti, presto anche questo ostacolo del mercoledì mattina si rivelerà finto come tutta quanta la sua amministrazione leghista. E gay e lesbiche potranno sposarsi a Padova Screen Shot 2016-08-05 at 15.35.45 (2)esattamente come gli e le eterosessuali. In fondo, se a Verona le unioni civili potranno utilizzare lo stage della tragedia Romeo e Giulietta di Shakespeare, che va pure a finire male, non si capisce come un sindaco bisbetico possa impedirlo nella città dove la sua eroina bisbetica domata, alla fine, si sposa. Volente o nolente, quella è la legge. Alla fine della commedia, anche la recalcitrante Caterina accetta il matrimonio. e per Massimo Bitonci, questo matrimonio non è manco il suo, quindi può mettersi l’animo in pace.

14 pensieri su “Massimo, sindaco di Padova, detto “la Bisbetica Domata”

  1. Giux

    Ciao Alex.
    Queste cose succedono così facilmente perchè le associazioni lgbt non hanno seguito tra le persone. Quando scendono in piazza sono sempre tra di loro… e non hanno credibilità politica.
    Ma questo è ovvio quando molto spesso i loro rappresentati (o ducetti? ) sono persone narcisiste, interessate solo alla propria visibilità, presi dai loro giochetti di potere spesso maligni, litigiosi tra di loro in modo disgustoso (vedi coordinamento arcobaleno di Milano) mostrano di essere i primi a non conoscere il rispetto nel trattare gli altri.
    Politicamente allineati con il PD (vedi anche qui le liste alle comunali di Milano per restare in esempio) ,perchè mai un leghista dovrebbe accettare questa gente come interlocutori?
    Io stesso se fossi sindaco non accetterei di perdere tempo con loro e porterei avanti la mia politica senza interessarmi alle loro istanze.
    Per impedire queste cose bisogna prima mandare a casa questa gente, purtroppo in italia smuovere un politico dalla sua poltroncina è impossibile.
    Allora non resta che guardare questi che giocano (gli e gli altri) sfruttando la popolazione lgbt sperando che l’europa in futuro piano piano imponga della leggi più giuste all’italia (con la i minuscola)

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    1. Caffe

      Perché, i leghisti hanno forse a cuore le istanze LGBT? Io li ascolto tutti i giorni su Radio Padania e non mi è parso proprio: il più cretino di loro, Samuele Varin, ma è solo uno dei tanti, il venerdì, il suo insulso programma quotidiano mattutino, lo ha intitolato “risveglio gender”! Durante questo spazio, lui spara a zero, anzi a vanvera, dicendo una marea di cazzate, sugli omosessuali, su presunti complotti degli stessi, ai danni dei bambini dell’asilo, per piegarli all’onnipresente e mai avvistata, “ideologia gender”; e come se questo non bastasse, invita i personaggi più ributtanti e squallidi del nostro panorama clerico fascio nazista, a dargli una mano: tu vorresti dialogare o trovare ristoro alle tue istanze da costoro? Tu, da gay, insomma, vorresti interloquire con i leghisti? Mi ricordi Kapo’, dell’omonimo film: l’internata ebrea che diviene aguzzina dei suoi fratelli per paura delle SS o solo per mera convenienza: Giux: arripijate!

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      1. Giux

        PS. forse io come dici tu mi devo RIPIGLIARE… ma tu vedi leghisti in ogni frase anche dove non c’entrano. Forse sei molto fissato e io al tuo posto cercherei di riprendermi e fare luce sulle mie fisse e su ciò che mi spinge ad ascoltare roba che mi disgusta, a casa mia questo è definito autolesionismo.

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        1. Caffe

          La parola leghista l’hai usata tu per primo, caro Giux o te lo sei dimenticato? Io ho solo ravvisato nel tuo confuso discorsetto, echi di quello, che, tra un insulto e l’altro rivolto a tutto il resto del mondo civile, i leghisti si dicono tra loro, quotidianamente, sulla loro radio e siccome io sono informato, ho notato che in qualcuno dei passi del tuo intervento, tu parli esattamente come loro, per cui è pur troppo facile per me, individuare in te, i sintomi di una tua allegra adesione a questo movimento di merda, il quale, BADA BENE, dei diritti civili, dei cittadini italiani o di qualsivoglia altra nazionalità e tanto meno dei gay, se ne è sempre fottuto alla grande. Hai tutto il diritto di farti male come vuoi, si capisce, ma visto che l’hai reso pubblico, ho anche io il diritto di fartelo sapere, quando dici una stronzata.

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          1. adminadmin

            Hai ragione quando dici che la parola “leghista” l’ha usata Giux. Ed anche lui dice infatti che i leghisti centrano ben poco.
            Il subject del commento di Giux sono le associazioni LGBT. Mi sembra che stiamo andando un poco fuori tema. ;-)

  2. giux

    non fuori tema perchè io credo che questa gente parla cosi alla leggera e l ignoranza é cosi diffusa ancora nel 2016 x causa della debolezza del movimento che non ha credibilita per vari motivi tra cui alcuni che ho scritto

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    1. Caffe

      Beh, Giux, se me lo traduci in una lingua comprensibile, quest’ultimo tuo inutile intervento, potrei anche prendere in considerazione l’ipotesi di spiegarti un paio di cosette che potrebbero tornarti utili, qualora tu volessi discutere un argomento qualsiasi, senza fare ridere pure i polli…

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        1. giux

          neanche tu hai studiato a oxford e non ne ho mai dubitato. sai come ti immagino?
          Un vecchio solo, con le sue paure irrisolte che si sono stratificate nell’inconscio, acido, aggressivo , verbalmente violento, fissato e probabilmente ossessivo. Ascoltare radio padania tutti i giorni e conoscere tutto quello che dicono solo per poterli criticare è ossessione. Rispondere roma per toma ai post come fai significa solo cercare la lite che è l’unica forma di contatto che sembra riesci ad avere con gli altri. Per me hai dei grossi problemi e per il bene degli altri ti consiglio di consultarti con uno specialista.

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  3. Caffe

    Eh, amico mio, non ho studiato ad Oxford, ma io, almeno, ho studiato: tu non puoi dire altrettanto; non che questo costituisca un discrimine rispetto ad un eventuale dialogo, tra noi, solo che tu proprio non capisci, manco con i sottotitoli, quello che io cerco di esprimere usando in modo decente la nostra amata lingua italiana: io critico perché capisco che quello che ascolto, sintonizzandomi sulla frequenza della radio di questi coglioni: purtroppo quello che ascolto è in piena antitesi con quello che io intendo per società civile: stando a questo antefatto, le cose sono due: o tu non hai capito che razza di merde siano questi signori, dei quali tu stai prendendo apertamente le difese, specialmente se parliamo dei diritti civili degli ultimi, compresi i gay; oppure hai capito tutto ed approvi e sottoscrivi ogni bestialità detta, scritta, sottoscritta e messa in pratica da questi signori: se così è, mi dispiace, caro Giux, ma questo è un problema tutto tuo.
    Ps: mi hai dato del coglione e non ti sei scusato: prima di dare patenti, la prossima volta, assicurati di essere migliore del tuo avversario.

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    1. giux

      Ma dove avrei preso le loro difese? Tu non hai capito nulla del mio post. Non mi scuso con te. Perché sei molto offensivo nel modo di parlare.
      Sei troppo fissato con i leghisti io non conosco le loro idee sui gay e non mi interessano. Che discussione inutile con te che volutamente fraintendimenti tutto e rispondi alla cazzo. Io avrei anche la terza media come dici tu ma a te studiare non é serviTo.

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      1. Caffe

        Ti assicuro che nessuno, oltre me, riesce a capire il dieci per cento di quello che scrivi; però da certe frasi smozzicate, confuse e sgrammaticate, si riesce a percepire come la pensi e quello che si intravede è esattamente quello che ho già descritto; il (tuo) guaio è che nemmeno tu ti tendi conto di che razza di affermazioni conformiste, superficiali e qualunquiste, tu hai snocciolato nell’intervento del giorno otto agosto, us, rivolto ad Alex; intervento che Alex, saggiamente, ha ignorato, e che io, assai più fesso di lui, ti ho contestato: devo citare le singole frasi? Tu dici: “Ma dove avrei preso le loro difese?” Rileggiti il tuo intervento: tu non hai preso le loro difese; tu HAI PARLATO ESATTAMENTE COME LORO; intendiamoci, non c’è niente di male ad essere leghista, questo è (ancora e teoricamente) un paese libero e tutti hanno il diritto di esprimere il proprio pensiero, anche se io lo trovo aberrante, quello che mi dà da pensare e che tu non te ne renda apparentemente conto e reagisci con lo sdegno meritevole di ben più nobili cause; cosa dirti, io ci vedo solo un po’ più chiaro di te e ammettendo la tua buona fede, se tu non capisci neanche quello che scrivi e non scorgi la spada di Damocle che sta sospesa sulle nostre teste, questa non è colpa mia. Io non sono fissato, non più di quei quattro gatti che videro con molto anticipo i guai che ci sarebbero piovuti addosso, quando tale Benito, ex socialista, cominciò la sua carriera di arruffapopolo con discorsi tremendamente simili a quelli che (solo io?) ascolto ogni giorno. Io non sono fissato e aggiungo che qualcun altro è per lo meno cieco.

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