Il Vaticano rottama il bue e l’asinello. La cometa resiste.

Ora che il Papa in persona ci ha annunciato, senza timore di essere smentito, che il bue e l’asinello non erano presenti nella capanna di Betlemme, siamo assaliti dal dubbio, figlio come sempre del diavolo. Come avrebbe potuto il piccolo bambin Gesù sopravvivere in una una fredda capanna dentro ad una mangiatoia se non fosse stato per gli amorevoli animali diposti ai lati che gli alitavano addosso? A meno che la mangiatoia non fosse una vera mangiatoia e la fredda capanna non fosse proprio una capanna. Il che però potrebbe mettere in dubbio anche la presenza della cometa sulla capanna, che forse non era una capanna, e di conseguenza l’arrivo dei re magi provenienti da lontano e guidati proprio dalla medesima stella, che forse non c’era. Ma andando avanti di questo passo la voragine si allarga sempre di più e noi ci sentiamo risucchiati nel vortice peccaminoso del dubbio.

E’ vero che il Vangelo ci esorta ad uno sforzo di fiducia incondizionata nel soprannaturale,  (“beati coloro che crederanno senza aver visto”),  e che Gesù rimprovera severamente Tommaso per non aver creduto ad una cosa tanto normale come il risveglio di un morto dopo tre giorni. Eppure la Chiesa ha vissuto per secoli di miti, leggende, simboli che ha non mai rinunciato a rivendicare come verità storiche ed oggettive. Ancora una volta infatti il Papa nel suo ultimo libro sull’infanzia di Gesù ci chiede di considerare la storia del Dio bambino, non come un racconto simbolico, un mito, ma come la narrazione di un avvenimento reale e storico.

Il Papa ci tiene a precisare che le statuine del bue e asinello che mettiamo nel presepio sono abusive in quanto non sono “figure storiche”, proprio perchè la Bibbia non li menziona. Peccato che il Papa non estenda questo rigore storiografico a tanti altri dettagli della storia dell’infanzia di Gesù. Il teologo Vito Mancuso fa osservare che sono proprio i Vangeli a rendere vano il tentativo di Ratzinger di dare dignità storica alla vicenda. I Vangeli di Luca e Matteo, gli unici due che narrano dell’infanzia di Gesù, spiega Mancuso, sono contraddittori tra loro. Raccontano due storie diverse che si smentiscono a vicenda. Delle due l’una, chiarisce Mancuso:

“prima della nascita di Gesù, Maria e Giuseppe o risiedevano a Nazaret (Luca) o risiedevano a Betlemme (Matteo); il loro viaggio da Nazaret a Betlemme o ci fu (Lc) o non ci fu (Mt); Gesù nacque o in casa dei genitori (Mt) o in una mangiatoia (Lc); la strage dei bambini di Betlemme o accadde (Mt) o non accadde (Lc); i genitori o fuggirono in Egitto per salvare il bambino dai soldati di Erode (Mt) o andarono al tempio di Gerusalemme per la circoncisione senza che i soldati di Erode si curassero del bambino (Lc); la famiglia da Betlemme o tornò subito a casa a Nazaret di Galilea (Lc), oppure si recò a Nazaret solo dopo essere stata in Egitto e per la prima volta (Mt)… I dati stanno o come li presenta Matteo, o come li presenta Luca, oppure né in un modo né nell’altro, in ogni caso non sono armonizzabili. Quindi se fosse vero, come scrive Ratzinger, che Matteo e Luca “volevano scrivere storia, storia reale, avvenuta” (p. 26), ci troveremmo davvero in un bel guaio, perché uno dei due evangelisti sicuramente sarebbe in errore.

Le obiezioni di Mancuso sono molto chiare e circostanziate e quindi mi metto subito alla ricerca di qualche reazione da parte di siti accreditati cattolici che dovranno pur in qualche maniera rispondere a tali affermazioni. Quello che trovo sulla rete è quanto segue:

UCCR: ” (povero) Mancuso, il quale deve sostenere queste fesserie laiciste e al contempo continuare a professarsi cattolico…Ovviamente a nessuno interessano le noiose prediche del prete spretato Mancuso” (grassetto dell’autore)

Mi chiedo come mai a me non sembrano affatto fesserie e in più hanno suscitato anche una certa curiosità. Deve essere la mia malafede laicista….

Tempi: ““Sia chiaro che Vito Mancuso può pensare e dire tutto quello che gli pare. Ciò che non capisco è come si possa chiamarlo teologo e intervistarlo in questa veste. È ridicolo. È come chiedere a un ladro di guardarti le tue cose.”

Sull’osservazione che, per la Chiesa, tener in considerazione un punto di vista diverso dal proprio e accettare la discussione sul piano della ragione, della logica e della storia sia come fare entrare i ladri in casa, non posso che dare ragione completamente a tale signor Mollon. Considerata la situazione attuale della Chiesa, direi che sarebbe come comprare la corda al boia che deve impiccarci.

Pontifex: non pervenuto.

Mancuso non è un eretico e non è (ancora) stato scomunicato. E’ un teologo, uno studioso  che pone da credente ai credenti, in modo razionale e competente, una fondamentale questione di metodo: può la Chiesa al giorno d’oggi pretendere che i credenti considerino le sacre scritture come un testo storico su cui fondare  la propria fede? Non farebbe meglio a proporre una visione più matura, meno fiabesca, più adatta al mondo moderno che ormai ne ha viste di tutte i colori da Galileo a Darwin eccetera?

Sembra però che il nostro teologo dovrà attendere parecchio per avere una riposta alla sua domanda perchè evidentemente chi è disposto a “credere per comprendere” e non viceversa, come esorta a fare il Papa, poi non si fa facilmente impressionare dalla storia, dai fatti, dalla realtà.

16 pensieri su “Il Vaticano rottama il bue e l’asinello. La cometa resiste.

    1. Alessandra Piccinini

      Eh già… Ma come si può leggere la bibbia in senso razionale? sarebbe come pretendere di spiegare scientificamente come hanno fatto Pinocchio e Geppetto a vivere nella pancia della balena (a me faceva impressione soprattutto quando si accedevano il fuoco).
      La Bibbia, come Pinocchio, sono racconti, leggende. Pretendere di spiegarli scientificamente o storiograficamente è un assurdo. Non per questo non possono essere portatori di un messagio e di qualche insegnamento. Ma vallo a spiegare al Papa…

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  1. Priapus

    Se cerchi di capirla razionalmente, la Bibbia ti appare come il prologo del “Mein Kampf” di Hitler, stessa fonte, stesso soggetto.

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  2. Priapus

    Pari incultura da ambo le parti: Hitler era un imbrattatele fallito e nonostane sia nato in Austria e vissuto nella Germania di Weimar, piene di fermenti culturali, aveva la cultura di un caporale, anche se, a differenza dell’altro funesto caporale, il nostro Benito, forse capiva istintivamente qualcosa di strategia e geopolitica e, sopratutto, si circondava di uomini competenti e ne seguiva i consigli, sinchè, facendo di testa sua, ha trascinato il mondo verso il disastro.
    Della cultura di allora, sia il sionismo che l’antisemitismo sono il massimo della rozzezza e dell’incoerenza.
    La cultura ebraica era quella del deserto arabico, dal quale provenivano gli Ebrei,
    rozzi pastori di asini e cammelli che impararono ben poco dalle grandi civiltà fra
    le quali vagavano, se non un mucchio di favole e leggende e sopratutto il principio
    del dio unico di Aton, con il quale gli sciamani piano piano costruirono la leggenda
    della Terra Promessa e del Popolo Eletto, leggenda che impiegò più di sei secoli
    ad affermarsi, da quando gli Egizi li cacciarono perchè turbolenti e dediti a razzie
    a quando scrissero le loro favole, dopo la cattività babilonese, avendo appreso la
    scrittura ed i primi rudimenti di civiltà. Da tutta la Bibbia traspare la loro rozzezza
    ed incultura, se ancora ai tempi di Salomone non erano capaci di costruire un tem
    pio od un palazzo e dovettero ricorrere ad architetti e maestranze fenicie.
    La ferocia primitiva traspare dalla disinvoltura con la quale ammettono il genocidio
    degli originari abitanti della Palestina, pacifici agricoltori, per appropriarsi delle loro
    terre e del loro bestiame. La leggenda della Terra Promessa doveva giustificare il
    genocidio e per questo si inventarono un dio selvaggio e sanguinario come loro che imponeva massacri e sacrifici umani.
    Tutto questo lo rimugino da quando, a dieci anni mi misero a studiare il catechismo
    per l’esame di ammissione alla scuola media; mi avevano preso per il naso con un
    padre amorevole e mi ritrovo un padrone spietato. Così incomiciai a leggere Vecchio e Nuovo testamento e capii subito che solo il primo era rispecchiato nel
    catechismo, del secondo non c’era traccia. A sedici anni saltai la cresima; mi cresi
    mai più tardi perchè mia moglie voleva esser sposata in chiesa, ma non ci ho dato più peso di una farsa. La figura del Cristo, e tutte le sue teorie, inventate dagli eremiti Esseni che entusiasmano i fratelli del GOI, comunemente chiamata “Buona Novella” è solo l’esca, ingoiandola si resta presi all’amo di una religione primitiva, oscurantista e violenta, finalizzata solo alla sete di oro e potere di una casta sacerdotale. L’essenza del cristianesimo cattolico è tutta nel libro dei Leviti, non nel Nuovo Testamento.
    Poi gli Ebrei si sono evoluti sino a darci scienziati e pensatori come Einstein, Freud e Popper, ma il cristianesimo ha imparato da loro solo le primitive elucubrazioni di quandiìo ruminavano assieme ai loro cammelli.

    Rispondi
    1. sandro.storri

      Priapus, quoto il 99% del tuo commento. Mi permetto soltanto di precisare che “la cultura Essena che tanto entusiasma i fratelli del GOI” e’ una “deviazione” da quelli che sono i contenuti tradizionali del metodo massonico. Alcuni fratelli del GOI conducono studi sugli esseni, altri sugli egizi, altri ancora sulla spiritualita’ orientale. Tutto questo rientra nella liberta’ di ricerca che ogni libero muratore puo’ e deve esercitare. I contenuti di queste ricerche condotte da liberi muratori, pero’, non modificano e non modificano i contenuti del metodo massonico che e’ riferibile soltanto agli Antichi Doveri ed ai Landmarks.
      Per questo ti faccio notare che questa tua affermazione potrebbe creare confusione lasciando intendere che la religiosita’ essena sia parte dei contenuti tradizionali della Massoneria.

      Rispondi
    2. AlbertoB

      Caro Priapus , sei una persona molto , molto cattiva.
      Per questo motivo ritieniti invitato ad una virtuale stretta di mano che intende esprimere tutto il mio apprezzamento nei tuoi confronti 😉

      Rispondi
    3. Alessandra Piccinini

      Priapus le tue ricostruzioni della storia antica per me sono sempre una meravigliosa lettura. Proprio oggi ho comprato l’Atlante della storia dell’evoluzione umana “Homo Sapiens: Il Cammino dell’Umanità” del grandissimo evoluzionista Telmo Pievani. Quella è per me una Bibbia…. Lettura consigliata 🙂

      Rispondi
  3. alessandrapiccinini Autore articolo

    Grazie Claudio, non si finisce mai di imparare. Papa Ratzinger pretende di dare valore storico a fatti che sono tutt’altro che dimostrati o dimostrabili da un punto di vista oggettivo e senza l’intervento della fede. Se vi fossero prove certe della nascita di un profeta 2000 anni fa, perchè si dovrebbe avere il dono della fede per credere? Nessuno ci chiede di “credere” nell’esistenza di Giulio Cesare. Tuttavia la Chiesa non si accontenta più di parlare allo spirito, vuole anche parlare ai cervelli…. battaglia persa

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  4. Stefano

    In sostanza, scrive Mancuso, gli evangelisti sono in errore, il Papa è in errore, mentre lui solo non sbaglia mai.
    Eppure prendendo in mano i passi citati, non si trova alcuna contraddizione tra i due evangelisti, come scrive Mancuso, né sono confermate le sue affermazioni azzardate. Vediamo perché:
    1) Prima della nascita di Gesù, Maria e Giuseppe risiedevano a Nazaret, e non c’è nessun passo in Matteo che sostenga il contrario.
    2) Il viaggio da Nazaret a Betlemme raccontato da Luca non è affatto negato da Matteo: semplicemente non viene da lui narrato.
    3) Matteo non scrive affatto che Gesù nasce “in casa dei genitori”, come scrive Mancuso, anzi in Mt 2,1 l’evangelista dice chiaramente che “Gesù nacque in Betlemme di Giudea”, ove certamente non vivevano i genitori, che erano dimorati a Nazaret.
    4) La strage dei bambini di Betlemme non è affatto negata da Luca: semplicemente non viene da lui riportata. Mancuso insiste con il pensare che se una notizia non è riportata da tutti allora non è autentica. Come se un fatto di oggi possa non essere veritiero se solo qualcuno non lo racconta. Anzi, potrebbe essere vero il contrario: che dei fatti non vengano raccontati in quanto già raccontati da altri.
    5) Secondo Mancuso la circoncisione di Gesù al tempio, narrata da Luca, escluderebbe la fuga in Egitto narrata da Matteo. E perché mai? Sappiamo bene che la circoncisione narrata in Luca avvenne nell’ottavo giorno dalla nascita, ma Matteo, invece, non riporta affatto la data esatta in cui si sarebbe manifestato il pericolo dei soldati di Erode, che poteva benissimo essersi manifestato dopo la circoncisione stessa.
    6) Lo stesso ragionamento vale per l’apparente contrasto tra la fuga in Egitto ed il ritorno a Nazaret: di entrambi i fatti gli evangelisti non riportano le date, per cui i due fatti possono benissimo essere letti in successione. Del resto, al termine della fuga in Egitto, Matteo scrive che Giuseppe, preso con sé il bambino e la madre, “andò ad abitare in una città chiamata Nazaret” (Mt 2,23), ricongiungendosi col racconto di Luca che scrive “fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret” (Lc 2,39).
    In conclusione non è affatto vero che i racconti dei due evangelisti non siano armonizzabili tra loro, come scrive Mancuso; e del resto un teologo dovrebbe sapere che il compito degli evangelisti, pur raccontando fatti veri, non era quello di tracciare biografie nella concezione moderna del termine.

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    1. Remo

      In effetti non sono inarmonizzabili, lo sono però a costo di chiudersi occhi, orecchi e bocca come le tre scimmiette, perché da come riportano i fatti sembra alquanto difficile presumere che entrambi possano aver consciuto di persona il medesimo Gesù.

      Rispondi

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